- Rivelazione –

(Dettato ad Anita Wolf nel 1949/1950)

 

La Creazione spirituale primordiale, struttura e piano, rappresentata nella simbologia dei sette giorni mosaici della Creazione - la caduta di Sadhana, la formazione della materia, la Salvezza, vale a dire l’Opera d’Amore di Gesù Cristo, il rimpatrio del mondo caduto nella patria spirituale oltre alla chiamata a Sè del primo figlio generato della Creazione. In quest’Opera viene usata per Dio, l’eterno Padre, una parola finora sconosciuta, ovvero, la Parola primordiale dimenticata, il primordiale e fondamentale originario Nome di tutta l’Esistenza: ‘UR’

---------

Il Nome 'Ur'

«A noi Dio le ha rivelate

per mezzo dello Spirito;

perché lo Spirito investiga ogni cosa,

anche  le cose profonde di Dio.»

[Ia Cor. 2, 10]

ETERNITÁ UR

in

SPAZIO E TEMPO

 

Eternità UR, in Spazio e Tempo,

così mi risuona incontro;

Eternità UR, tu, parola così ampia,

tu, parola piena di forza e benedizione!

Creatore UR dell’Universo – i Tuoi figli sono pronti!

Falli stare coraggiosi nel Tuo Santuario

come Tuoi combattenti

ed anche quest’Opera per la Tua Gloria

giungere profondamente nei cuori di tutti.

O sublime Sacerdote, Dio e Padre,

che TU sei il Sole della Vita

e Sapienza, Serietà, Pazienza ed Amore

ci hai donato in GESU’ CRISTO!

Allora incoronaci con la Misericordia,

finché Ti vediamo nella Tua Magnificenza!

(Adolfina Koudelka)

 

INDICE

 

Cap.1             La quadruplice Creazione

Cap.2             Il Pensiero

Cap.3             La Parola

Cap.4             L’Azione

Cap.5             Il Primo Giorno della Creazione

Cap.6             Il Secondo Giorno della Creazione

Cap.7             Il Terzo Giorno della Creazione

Cap.8             Il Quarto Giorno della Creazione

Cap.9             Il Quinto Giorno della Creazione

Cap.10           Il Sesto Giorno della Creazione

Cap.11           Il Settimo Giorno della Creazione

 

----------  ----------  ----------

 

E un fiume usciva d’Eden

per irrigare il giardino,

e di là si spartiva in quattro bracci.

(Genesi, 2, 10)

 

Cap.1

La quadruplice Creazione

 

1. L’Eternità Ur, Profondità della Deità! Infinito nel Senza-Inizio, Senza-Fine, maestoso, sublime, santo e nel complesso incomprensibile! Ciononostante è dato allo Spirito di investigare le Profondità. Lo Spirito UR è il Principio; da Lui sorsero gli Spiriti parziali, che possono, riuscirono a realizzare il diretto Collegamento tra l’Eterno-Santo UR, l’Eterno-Unico e Verace, e i figli sorti da Lui.

2. UR, il Creatore, è contemporaneamente il Visibile e l’Invisibile, l’Impersonale e la Persona. Egli genera e crea instancabilmente la Vita sempre pulsante. Questo è il Principio. Nella Persona giace Colui che mantiene il Collegamento, il Polo attraente. Ambedue, il Principio creativo e la Persona conservatrice, portano in Sé un Potere trascendente, da cui avvenne una Separazione per l’Opera. Questa Separazione non fu una frammentazione, al contrario, procurò un continuo Fluire dell’esistente Perfezione. La prima Divisione fu il Due: Principio e Persona, Potere stabile e regnante, in cui si stavano di fronte in indistruttibile Collegamento nel decorso delle Opere lo Spirito UR e lo Spirito Parziale manifestandoSi in eoni.

3. Nel Due si vede il Quattro, che si è riservato lo Spirito UR. Questo fu il Suo Mistero e venne rivelato nello Spirito Parziale soltanto dopo lo stabilimento di un Equilibrio, anche se il Quattro sta davanti al Sette che segue e che ne precede. In ciò è ancorata la Crescita dello Spirito UR principale, per cui l’invariabile Perfezione non viene sfiorata. UR in Sé è invariabile, tuttavia è il Potere del Suo Creare che porta con Sé un continuo allineamento di Opere infinitamente meravigliose.

4. Lo Spirito, rispettivamente gli spiriti, ottengono mediante l’edificazione della Creazione quella Facoltà, di stabilire anche da sé il Contatto con lo Spirito UR che genera e procrea. Nel momento in cui questo avviene, è possibile un investigare di quella Profondità della Deità, su Cui era eretta relativamente un’Opera congiunta. Una tale Opera parziale comprende anche tutti gli spiriti parziali e le Correnti di Forza che affluiscono a loro, in modo che in questa visuale possa essere vista “una Pienezza della Deità”.

5. Nessuno spirito parziale può compenetrare l’intero UR, perché rimane sempre portatore di una singolarità. Mentre il contatto, che poggia sulle Vie dell’Ordine all’interno delle Opere sorte, è senz’altro da stabilire, per cui lo spirito parziale non viene afferrato dalla Perfezione di UR, ma rispetto alla sua propria misura soltanto compenetrato da LUI. In questo modo lo spirito parziale può avere una dimora nello Spirito UR, senza perdere la sua propria personalità. 

6. Alla conclusione di un’Opera parziale segue la ‘Ripresa di Possesso’ della Dimora UR, - un collegamento altamente possibile fra Creatore e creatura. Se lo spirito parziale insegue ciò – comunque stimolato dallo Spirito UR e provvisto con sostanza vitale – allora non segue soltanto in misura figurativa l’onnipotente spinta Creativa di UR, che assembla incalcolabili Opere. Ottiene nella maggiore conoscenza la Rivelazione sulle Creazioni, che formano una sequenza continuativa (come i Giorni di un Anno).

7. Quando ogni spirito parziale, anche come uomo, ha ricevuto la sua Origine dallo Spirito UR, perché non può provenire da nessun’altra parte, allora è pronta la facoltà dal collegamento che non s’interrompe mai, a stabilire il contatto creativo. Questo genera una “sensazione d’unità”, che tende generalmente verso lo Spirito UR e che viene portato vicino all’uomo con la Parola “Divinità”, che sospende il ‘non-poter-vedere-Dio’ e trasmette la concentrazione compatta allo spirito parziale alla ricerca: Il ‘Contemplare da Volto a volto’! In ciò è radicata una santa profondità, attribuita all’Opera ora regnante.

8. Stando di fronte ad UR due forme-essenze hanno assunto all’istante una posizione particolare, ambedue hanno uno spirito parziale, nate personalmente = create dall’eterno-santo UR. Queste due forme-essenze sono ‘Angelo ed uomo’, in quanto sono differenti oppure da mettere alla pari, ma lo dimostrerà la Rivelazione. Ma se ambedue possiedono vita personale, anche secondo la Creativa dominante legislazione del loro suolo che si manifesta nel principio e nella persona, allora UR non può essere senza Rappresentazione, perché LUI E’ sempre l’Immagine UR, il Riflesso di tutto il Creato! Guarda il Suo Contatto fra macro e microcosmo, anche il collegamento invariato dello Spirito UR verso lo spirito parziale generato da Lui, come all’inverso l’ultimo tende e vuole avere inseparatamente il ri-collegamento. In ciò sono radicati i Sette che più tardi si aprono nella giusta successione, che ricevono uno dopo l’altro il predominio – ma senza differenza di rango. Proprio in questo si manifesta la loro piena unità. – Su questo però libra un collegamento particolare che possiede – non con il predominio – un rango superiore. Perché UR è Uno in Sé!!

9. Gli spiriti parziali sono perciò da considerare una Parte di UR, che sono rimasti preservati nella Divinità nel loro divenire prima come Pensieri senza consapevolezza personale. Per generare poi da questi Pensieri delle forme con la sostanza di Vita insufflata, in UR si sono allineate immense Opere. Lo Spazio ed il Tempo nell’Eternità UR erano sconfinati; ciononostante l’Essere UR era il loro confine. Tutte le formazioni erano una Faccenda personale di UR, benché in queste Creazioni di ‘Spazi senza spazio e Tempi senza tempo’ Egli era, poteva essere e voleva essere solo il Principio.

10. Diversamente andarono le cose da quel momento, in cui il Concentrato dei Pensieri venne  ulteriormente sviluppato in forme figurative, anche se ancora senza genere propriamente personale. Ma come un uomo cerca di modellare la sua opera di pensieri, per poi rappresentare in modo plastico la forma pensata, similmente avvenne con le Opere che iniziavano la forma. Anche se il raffronto fra un agire umano e l’Agire di UR è molto magro, deve comunque servire da esempio per la migliore comprensione. In questo modo ciò che deve essere rivelato è più facile da comprendere.

11. Così UR ha modellato la Sua Opera in una ‘Creazione divisa in quattro’. Non sarà facile riconoscerla. Chi intanto segue semplicemente, avrà l’alto vantaggio, cioè quel collegamento, che rimane riservato ad ogni spirito parziale. Ciò che è preservato rimane naturalmente condizionato dal tempo, perché – finora abbastanza sconosciuto – deve camminare insieme al Tempo dell’Onnisanto. Tutte le cose spirituali si possono spiegare senz’altro e rimettere in modo giusto nell’Insegnamento di UR, anche ciò che l’intelletto umano ritiene impossibile.

12. E questo perché l’Eternità UR si manifesta in Spazio e Tempo in quanto, per le creature decade l’ultradimensionale, perché UR lo copre mediante le Opere, che sono contemporaneamente il ponte di ritorno del collegamento anzi menzionato. Qui la Parola ha la sua validità: ‘E vi sarà un gregge ed un Pastore!’. La radice è sempre l’ ‘1’, UR, l’Unico. Si è già parlato del ‘2’ come confronto: UR e la Sua Opera; oppure come il Potere sussistente e regnante!

13. Da dove però proviene il ‘4’? E’ nominato arbitrariamente, oppure vi riposa una costruzione di base, che viene confermato dall’Opera? Sì, anche questo libro vi irradia un po’ alla volta la Luce. Inizialmente ci vuole un segno, secondo l’Unità e la Dualità, che splendono da ogni Rivelazione, che sono, le cifre fondamentali ‘4’ e ‘7’, annunciate a sufficienza agli  uomini. L’Opera Principale della Conoscenza di Dio, la Bibbia, ne porta così tanto della Corrente quadruplice nel Giardino dell’Eden fino alla settupla Glorificazione nella Rivelazione di Giovanni, che nessun cuore volonteroso può passarvi oltre, senza percepire pure qui la Profondità della Divinità.

14. UR non sospende la Sua Unità malgrado la Molteplicità di Forme personali di Rivelazione. Le Personificazioni esteriormente più differenti sono UR e GESU’ CRISTO! Nell’Uno viene annunciato il costante Collegamento, nell’Altro la complessiva Redenzione. Ambedue operano perciò sempre nel tempo per via di un’Opera, mai nel Principio UR! Se UR è divenuto Cristo, allora è soltanto per l’adempimento di una Meta. E questa era imponente, questa era: L’Unità senza dissoluzione di tutti i Pensieri di forme coscienti della vita!

15. Per non raggiungere l’Unità basata soltanto sul Potere, ma anche sulla libertà della volontà, ad UR stavano a disposizione incommensurabilmente tanti mezzi. L’Impiego di tali mezzi porta sempre all’adempimento, non importa se nell’Infinito oppure nel finito. La finitezza, vista da alti spiriti parziali, può essere sperimentata soltanto a gradi, perché l’inizio e la fine della stessa appartengono all’Infinità.

16. Dopo che UR ebbe elevato la Sua Opera interiore all’Altezza voluta, Egli creò per la prima volta una finitezza. Questa fu la ‘Creazione divisa in quattro’. In Lei Egli aprì per la prima volta – assolutamente per uno scopo fine a se stesso – le quattro Camere del Suo Cuore. Per facilitare il progresso terreno, sia significativo in anticipo: che UR formò il Suo Cuore in un Lavoro così inafferrabilmente maestoso e rifinì le Opere sulle loro specie d’Essere. Se un uomo osserva l’ambiente e la propria vita da questa vedetta, allora constata stupefatto, in quante variazioni importanti si riflette questa Immagine UR nell’immagine dell’Opera.

17. Il Principio di Vita, che pulsa attraverso ogni Opera in Spazio e Tempo, trova il suo simbolo nella circolazione del sangue: due Camere del Cuore danno, due accolgono. I quattro elementi: venti, stagioni, dimensioni, fasi d’età, settimane di una luna e molto più ancora si basano su questo primo Creato UR, in cui si rivela una circolazione quasi inafferrabile, che nel Principio UR non porta mai niente di simile, bensì nell’impulso e nell’orbita in anticipo segue sempre il Suo Ordine.

18. La Creazione di quattro Parti era l’Alta Opera di UR: la duratura Dualità! Prima di questa era sorto molto di Santo, ciò che gli angeli più sublimi presagiscono vagamente, che nessuno spirito d’uomo non può afferrare. Tutto questo trovò nella fine pensata dell’Opera una dissoluzione in UR, il Quale non ha creato ancora nulla di ‘Esterno-a-Sé-Stesso’. Ma ora dei Pensieri erano divenuti Simbolo nel proprio Amore UR, poggiati sui Raggi di Vita Fondamentale predominanti, che una Dualità poteva ricevere l’Unità UR senza spezzarLa minimante in modo differente. Lo Spirito UR aveva fatto come pieno Atto quanto segue: Egli ha dato al Creato una forma di Pensieri, una forma di Parole e poi una forma d’Azione ed ha dato – per far comparire in portentosa Previsione il Cuore UR – in più, la forma di conseguenza. Quanto era maestosa la forma di conseguenza, è da cogliere dal libro. UR pone ogni Divenire sulla sua orbita d’Ordine, ha creato anni – circolazione, anello di Vita - che Egli ha colmato con dei singoli Giorni. Così la Dualità era la base, prevista nella quadruplice Creazione come Orizzonte. A questo UR ha dato un inizio-limite ed una fine-limite, nel cui Spazio e Tempo ogni Opera doveva trovare il suo perfezionamento nella costruzione, direzione, decorso e meta. Egli ha chiamato questo: il ‘Primo-Ciclo-UR’, provvisto dualisticamente con due volte quattro Anni-UR, nei quali Egli – rispetto al Suo Essere – espira ed inspira una volta Potere, Forza, Potestà e Potenza. Egli ha diviso ogni metà di Ciclo in Pensiero, Parola, Azione e Conseguenza. Nell’Espirazione Egli donò all’Opera il Suo Io, con l’Inspirazione l’Opera doveva donarsi a Lui.  Questo era un ATMA!

19. Nel primo Ciclo dell’Anno-Pensiero e Parola-UR portava un costante fluire all’esterno, perché lo Spazio ed il suo Tempo limitati erano vuoti; UR voleva benedirli con il Suo Spirito. Ma con l’Anno-Atto-UR doveva essere dimostrato, se l’Alta Meta di ogni Opera era in grado di essere inclusa. Con una unica dedizione all’Opera poteva e doveva essere dato tutto, per contemplare da ciò il Perfezionato:

La RESTITUZIONE dell’OPERA dall’OPERA!

20. Anche qui è anticipato, che già nella prima Settimana-Anno-Atto, nella quale le sette Caratteristiche operano ognuna una volta ed ognuna ha da condurre un Giorno di Creazione, l’Alta Meta sarà ben raggiungibile, indipendentemente dal fatto, se ha già trovato una complessiva Forma secondo la Visione UR. Sì, l’ultima Volontarietà deve rimanere riservata all’Anno-Conseguenza-UR; ma ogni Beatitudine, che si riversa in precedenza dal Principio-UR in una singola Opera, deve essere ‘Meta nell’Alta Meta’.

21. UR pensò ancora altro, per essere attivo in modo creativo beatificante. Se i Pensieri di Vita da spostare al Posto più elevato dell’Opera devono mantenere il Dualismo dall’unione tesa liberamente verso lo Spirito-UR, allora EGLI poteva rivelarSi solo un poco alla volta nel Principio non contemplabile come in una Forma contemplabile. Per coprire la Sua Pienezza, Egli suddivise il Suo Cuore-UR in quattro Camere e formò da ogni singola un Principio di Vita, una Parte essenziale di Sé.

22. Dato che UR è dapprima creativo, altrimenti Egli non potrebbe condurre, ottenere e né completare niente, Egli chiamò la prima Camera CREATORE. Qui operava bensì il Suo Ordine al primo posto, ma coperto con il santo Principio-UR della Volontà nel Predominio. Nessun’altra Caratteristica poteva essere mai efficace, se non esisteva nessuna Creazione. Dovrebbe Egli indicare a Se Stesso la Pazienza, l’Amore e la Misericordia?! Al contrario, Egli riservava proprio questi Raggi di Vita Fondamentale per gli Effetti posteriori. Dapprima doveva esistere la Volontà, con la quale UR elevava il Duale magnificamente contemplato in Sè alla Figura di Vita indipendente.

23. La seconda Camera del Cuore, che doveva dare la Sostanza di Vita, UR la chiamò SACERDOTE, il Principio conducente. Egli lo diede alla Sua Sapienza, che era in grado di guidare l’Opera divenuta. E come Egli accoppiò creativamente l’Ordine con la Volontà, così sacerdotalmente la Sapienza con la Serietà. La Meta era Santa! Perciò alla Via di Luce cosa poteva essere dato altro che la Serietà, che Egli lasciò fluire nel Divenire e lo nutrì con questo? Così la Sua Sostanza di Vita UR fluiva dalla seconda Camera del Cuore nell’Opera, nel Corpo, che Egli ha fatto divenire, e gli ha donato la Pienezza della Sua Ricchezza. Ora si doveva dimostrare: che cosa ha fatto l’Opera con questo Sangue di Vita.

24. Sia notato, che nell’Anno-Pensiero-UR e nell’Anno-Parola-UR, benché ambedue siano stati in un certo punto di vista un pre-ombreggiamento per l’Atto, non sorse nessuna corsia di deviazione, cosa che – se fosse stato così – doveva aver per conseguenza, che il caso nel frattempo subentrato nel decorso dell-Anno-Atto-UR sarebbe stato veramente ‘previsto’. Non lo fu! Non lo fu mai stato pre-ombreggiato, perché altrimenti la santa Opera di Redenzione sarebbe stata derubata della sua più alta Vittoria! Come Sacerdote, anzi come Alto Sacerdote, UR voleva condurre le Sue Opere benedicendole. E questo avvenne!

25. Nel portentoso Divenire giunge con la Corrente di Vita ciò che doveva essere conservato assolutamente. Per ottenere questo, UR diede alla Sua terza Camera del Cuore il Suo Essere DIO. Nell’Anno-Pensiero-e-Parola-UR la Pre-Pienezza del Divenire, nell’Anno-Atto-UR – già irradiato liberamente – l’Essendo! E quanto fu travolgente! Durante questo decorso parziale nel Ciclo, UR entrò nel Piano come DIO! Egli non lasciò nel proscenio il Potere, no – la Pazienza è rappresentante in quella Creazione, nella quale c’era una deviazione. Ma la Pazienza avrebbe potuto estendere infinitamente lo Spazio ed il Tempo, senza porre nel giusto Tempo la giusta Meta alla deviazione nel senso di tutti i Raggi di Vita Fondamentale. E questo lo ha fatto l’Amore!

26. L’Amore adempie il Mantenimento proveniente dalla Pazienza. Così ambedue diventano la Mediazione, i mediatori, fra l’Opera consapevole di Vita ed UR. Sono già in questo posto nella Creazione Quadruplice come gli altri Raggi di Vita Fondamentale nel loro posto. Nell’Anno-Atto-UR, che nel Ciclo si trova al terzo posto, ‘Dio è perciò attivo in modo predominante come terza Essenza nella Pazienza e nell’Amore’, cosa che però non significa, che nei confronti delle altre Essenze possieda una Posizione più importante. Ogni Parte è legata alla sua Totalità, anche se con lei UR rappresenta la Perfezione della Sua Alta Meta.

27. Nel decorso del primo Ciclo, UR ha suddiviso il Suo IO unitario in quattro grandi Posizioni Chiave e le sette Caratteristiche in relativi tempi e spazi di Giudizio, che più tardi si rivelano come Giorni della Creazione. Nel Principio conservante giace il redentivo, da cui risulta, che dalla Pazienza e dall’Amore proviene il Redentore. In questo terzo Essere si rispecchia l’Atto: il Sacrificio UR ed il  Golgota!

28. Se su questa portentosa Base, l’Opera dalle Parti del Cuore-UR il ‘Creatore’, fu creata come Pensiero, benedetta come ‘Sacerdote’ nella Parola ed ora come ‘Dio’ veniva mantenuta nell’Atto, allora ci voleva ancora un Raggio, che ha dato il Tutto completato nell’Alta Meta. Questo avvenne preformando nella quadruplice Creazione attraverso tale sequenza: la Perfezione, la Concordia senza ripresa della Vita personale! La Corrente di Vita che rifluiva indietro scorse ora dalla terza nella quarta Camera del Cuore che raccoglie tutto, da lì sulla Via segreta, che più tardi si rivela come ‘Sante Notti di Creazione’, nella Regione del Centro UR di Vita, dove venne provvista con nuova Forza e lo sarà sempre, per intraprendere e per compiere un successivo Ciclo.

29. UR chiamò la quarta Camera PADRE e  Si diede – quando potette mettere alla fine della quadruplice Creazione il Suo magnifico splendente ‘Finale’ – a questa Parte essenziale di Padre. Si mostra ancora, in quale Finezza l’Onnisanto fece arrivare uno all’altro, per adagiare proprio il Duale, sia nella quarta Essenza, per rendere accessibile del tutto,  come anche attraverso la stessa ‘la Sua inaccessibile Luce’: il ‘Contemplare da Volto a volto’! Per questo Egli prese la Misericordia, come settima delle Sue Fiaccole.

30. Con questo bell’Esempio, UR concluse la quadruplice Creazione e lo ha ripreso – come tutte le precedenti Opere Interiori – di nuovo in Sé in una Notte-UR. In questa Notte il Nuovo Divenuto riceveva quella Sostanza di Forza di Vita, che Egli ha ottenuto in particolari Creazioni. Egli divise anche queste Notti-UR dalle singole Notti di Creazione. Il Mistero si rivela.

[inizio]  -  [indice]

* * *

 

testo in preparazione

 

Pagina precedente