– Rivelazione –

(Dettato ad Anita Wolf nel 1949/1950)

 

GIUDIZIO

 

Come Atto di Misericordia di Dio

 

La quarta Pietra miliare

dalla Vita di Gesù

 

Premessa alle 4 Pietre miliari

«… ecco che due uomini in vesti bianche

 si presentarono loro e dissero:

uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo?

 Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo,

verrà nella medesima maniera

che l’avete veduto andare in cielo».

(Atti degli Apostoli 1, 10-11)


 

«Ma voi diletti, non dimenticate quest’unica cosa, che, per il Signore, un giorno è come mille anni, e mille anni son come un giorno, Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni reputano che faccia, ma egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi, Ma il giorno del Signore verrà come un ladro; in esso i cieli passeranno stridenti, e gli elementi infiammati si dissolveranno e la terra e le opere che sono in essa saranno arse»

(2a Pietro 3, 8-10)

 

INDICE

Cap. 1       Io vengo presto ed il Mio Regno con Me!

Cap. 2       L’inizio del Giudizio finale

Cap. 3       La separazione del bene dal male

Cap. 4       La trasformazione della Terra

Cap. 5       L’irrealtà della materia

Cap. 6       L’epopea di Sadhana

Cap. 7       Il nutrimento dei cinquemila

Cap. 8       I due Comandamenti

Cap. 9       “Guai a Babele”

Cap. 10     Di fronte ai sette principi

Cap. 11     Sulla via di Armaghedon

Cap. 12     Le quattro alte Mete

 

 

Cap. 1

Io vengo presto ed il Mio Regno con Me!

 

                      1.                    «Chi ha orecchie per intendere, intenda; chi ha occhi per guardare, guardi; ma chi è di cuore volonteroso, questi accolga in sé la Voce dello Spirito e della Verità; poiché essa testimonia di un giorno ed adesso, del tempo, prima che gli uomini fossero, e di quel tempo che sta dinanzi alla porta e travolgerà il mondo.

                      2.                    Noi chiamiamo i figli della Luce, i figli del santo Nome! Noi chiamiamo coloro che attendono lo Spirito, un giorno disceso sui discepoli, ora tenuto pronto nel vaso d’argento nell’Onnisantissimo, nel Tempio della Città dell’Iddio vivente! Noi chiamiamo tutti i credenti a stare in attesa del giorno che il Signore si è riservato. Egli venne come ‘Figlio dell’Amore’, per benedire e redimere la Terra, ciò che l’oscurità aveva inghiottito. Egli viene, Egli ha già messo il Suo Piede fuori dal Santuario, per visitare d’altra parte il mondo, per sciogliere l’ultima morte, per liberare gli ultimi prigionieri.

                      3.                    Due voci lo annunciano dal Cielo agli uomini: Ascoltate, guardate e riconoscete ciò che viene su di voi. Guardate, affinché rimaniate sulla via indicata, perché essa è colma di Salvezza ed eterna Grazia. Su di essa solamente viene l’Eterno Santo-Ur, l’Eterno-Unico e Veritiero, che guida nella Sua Verità tutti coloro che sono sulla via in attesa della Luce. Egli porta la Sua Verità come Dono più santo.

                      4.                    Voi che attendete il Signore, badate alla Sua grande Misericordia che viene sulla Terra nel Giudizio come un Luminare di eterna Grazia. Il Sublime appare nella Magnificenza del Suo Ordine e della Sua Serietà, attraverso i quali Egli edifica il Suo Regno, coi quali lo perfezionerà. Chi è del Signore, purifichi il suo cuore, accolga la Misericordia e la sparga come Semenza di ogni Salvezza. Chi siede nel Consiglio dell’ira, vi ha parte; a lui vien dato com’egli vuole. Chi desidera veder puniti gli smarriti, che si chiamano i ‘senza Dio’, lo colpisce la punizione. Chi predica di fumo, fuoco, acqua, monti, respira il loro alito; perché il giudizio è solamente dell’Eterno Giudice!

                      5.                    Ma coloro che hanno abbandonato ‘la Grande Casa di Dio’ piangeranno, quando la Luce, che essi non possono sopportare, cadrà su questa povera Terra.

                      6.                    E passeranno bassamente il loro tempo, finché saranno purificati da ogni loro impudicizia e cattiveria. Questa sarà una terribile resa dei conti! Essi non comprenderanno la buona Misericordia del Giudizio, finché saranno guariti ed i loro occhi completamente aperti per vedere la Magnificenza, che è preparata per tutti. Anche su molti credenti verrà la confusione, poiché non sanno molto dell’onnipotente Spirito e della Sua Potenza ed hanno badato poco ad attingere dalla Fonte della Sapienza, che porta la conoscenza a coloro che hanno ardente desiderio del giusto Amore e si piegano in umiltà davanti al Signore, che fece divenire tutte le Opere.

                      7.                    Chi sa della prima Opera dell’Onnisanto, del suo Agire mai contemplato?! Qualcuno conosce l’Ordine nascosto sul quale venne fondato l’edificio e la meta?! Chi sarà in grado di riconoscere il numero delle Opere e di misurare il loro tempo?! Nessuno conosce il numero né il tempo, né della prima né dell’ultima ora, né dell’ultimo Giorno, né del Giudizio universale e delle sue potenti trombe.

                      8.                    Ma coloro che sacrificano il loro cuore all’Opera, come Giovanni, ed ascoltano avidamente ciò che il Cielo rivela, si renderanno conto delle Magnificenze del loro Dio, ed Egli li chiama alla Sua meravigliosa Luce. Ed anche se non sentono l’Arrivo e non sanno l’ora terrena, essi stanno però sulla Via con le lampade accese e non hanno nessuna preoccupazione se c’è abbastanza olio, se dovesse passare lo Sposo nella Misericordia, affinché dai Giudizi ancora alcuni volonterosi si voltino e si preparino presto per ricevere la Grazia.

                      9.                    Chi si è dedicato all’Ordine non sarà in collera per il tempo d’attesa; perché egli sa: Iddio è clemente e di grande Bontà! Egli tiene nella Mano con Pazienza il decorso dell’Avvenimento, e con il Suo Amore passa su ogni stirpe peccaminosa. Chi si fa scegliere in questo modo, porta nel cuore la Luce della Sua Essenza. Mai griderà: ‘Ecco la dannazione – ecco il Giudizio!’.

                    10.                  Egli riconosce l’Opera regale delle sette Stelle, dei sette Spiriti, dei sette Candelabri e dei sette Lumi; e che solamente attraverso questi sette tutto avrà il suo coronamento.

                    11.                  Cosa è accaduto materialmente finora, si adempie adesso nel segno di questo Spirito. Quando il Signore guidò Israele attraverso l’ondeggio del mare che si ergeva come muri protettivi in entrambi i lati, questo accadde veramente, come anche Mosé venne chiamato terrenamente al monte Sinai ed ognuno lo poté vedere. Similmente Iddio condusse il popolo fuori da Babele verso casa e gli diede il paese benedetto di Abramo. Così anche il Salvatore si sottomise alle leggi terrene, persino la Sua Nascita sottopose alle stesse, perché EGLI venne dal grembo di una madre.

                    12.                  Ma ora sta scritto: “Vi sarà un nuovo Cielo ed una nuova Terra, perché il vecchio è passato, vedi, tutto è diventato nuovo!”. – La portentosa Parola della Rivelazione è data agli uomini come legge, che essi non conoscono ancora, non vedono il suo significato, contro cui la vecchia Terra si leva con tutta la sua ultima forza. I figli del mondo sentono questa cosa nuova, essi la fiutano come l’animale fiuta il pericolo, e come gli animali, cercano anche di scansarlo, di fuggire. Un incendio della steppa è però più veloce degli zoccoli in fuga di mandrie spaventate. Così è con la nuova Legge data, che – invisibile – è venuta come primo precursore della fine.

                    13.                  Nessuno è a conoscenza all’infuori di coloro che l’hanno ricevuto in Rivelazione; e questi sono pochi. Ma molti sentono il Respiro che precorre la Legge, come l’odore di bruciato del fuoco della steppa. Ma non conoscono i pericoli, nemmeno da dove essi vengono. Guardano ansiosi chiedendo: “Che cosa c’è da fare?” – Inutile è consigliarli. Vogliono portare pace al mondo e sono comunque privi di pace nel cuore! Come possono dare, ciò che essi stessi non hanno? Vorrebbero salvare i popoli, ma si oppongono all’unica vera Redenzione attraverso il santo Sangue; essi non l’accettano, bensì ridono, si beffano, ed il loro consiglio su ciò è l’ultimo abisso dell’inferno. Essi vogliono riunire gli stati, solamente si oppongono pieni di contese e pieni di discordia e vanno separati come un gregge senza Pastore. Che cosa deve essere dell’unificazione, della quale essi sentono che non riuscirà? Riempiono l’ultimo tempo di Grazia con l’inutile agire e non domandano né della prima Legge, la Legge mosaica, né del Comandamento dell’Amore che Cristo ha insegnato, tanto meno della Legge che dissolve la vecchia Terra e porta una nuova Terra ed un nuovo Cielo.

                    14.                  La nuova Legge, già da gran tempo pronta per abolire tutto il passato, include i veri credenti nella sua Sorgente motrice, perché ne va della preservazione del Sigillo della Vita di Gesù ed è provvisto con la più grande Sovranità. A Lui tocca la ‘quarta Pietra miliare’ della Vita terrena dell’Altissimo: Scopo finale, adempimento ultimo della Redenzione! Il Segno è dato, quando la Legge ora diviene attiva. In questo tempo si precipitano le leggi del mondo. A quelle che vengono emesse apparentemente per l’aiuto dei popoli, se ne aggiungono sempre altre. Alla fine una legge sostituisce l’altra, prima che la vecchia entri in vigore. I legislatori frugano nel caos delle carte, come avidi mercantucoli che hanno già dimenticato i loro primi prezzi esorbitanti oltre tutti i nuovi, che diventano pesi troppo intollerabili per i poveri uomini. Ma presto l’umanità andrà in collera, si solleverà al di sopra del caos e l’abbatterà. Veramente da questo verrà il tempo peggiore. Poiché la Terra non può sussistere senza legge; e molti uomini scorazzeranno come animali selvaggi.

 

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Cap. 2

L’inizio del Giudizio finale

                      1.                    Dapprima soffierà un fumo ed avvolgerà tre volte la Terra. Quando sarà passato, molti non saranno più, perché è iniziato il Giudizio finale. Brucerà un fuoco spaventoso, come lo annunciò Giovanni; questo consumerà la cattiveria ed anche coloro che le rendono omaggio. Le nuvole irromperanno per rigettare tutti gli usurai che hanno l’inganno nella loro bocca, e con ciò renderanno impure le loro mani. In ultimo si eleveranno i monti su tutti i grandi, i quali esclameranno: “Dov’è’ Dio? Siamo noi che qui giudichiamo e su di noi non c’è altro giudizio!” – Ma i monti sono più alti che la vuota elevatezza di tutte le maestà; e Colui, che pose i monti come segno della Sua onnieterna Potenza, Forza, Potestà e Possanza, li seppellirà con questi!

                      2.                    Il fumo, colpendo tre volte la Terra, sarà un terribile assassino ed un giudizio sanguinoso. L’umanità potrebbe sfuggire facilmente al terrore; perché non è Dio che lo manda nella Sua Ira e perché la Terra è matura per la punizione. Oh no! La cattiveria dei figli del mondo appicca questi incendi, da cui si sprigiona il fumo soffocante. Totale povertà spirituale, legata a malattia e mali di ogni genere, sono le seconde doglie. Essa emette respiro velenoso. La terza proviene da una scienza, che getterà l’ultimo inferno sulla Terra. Ma né a questa né all’inferno rimarrà il tempo di eseguire il suo empio affaccendarsi fino alla fine.

                      3.                    Dal ‘mondo deserto’ si leverà un grido. Le voci disputano per il potere e per un paese. Esse dicono: “Vogliamo aiutare il paese e tutti i miseri popoli”. – Non credete loro! Nella loro bocca c’è inganno e la loro parola è tradimento! Non affliggetevi né per la disputa del potere né per qualsiasi paese. Coloro che attendono lo Spirito hanno già la loro Patria, che non si può strappare dal loro cuore. Ma quando questo accadrà, allora sappiate, che il fuoco nella steppa divampa e che UNO, potente su Cielo e Terra, ha gettato l’incendio, che consumerà tutta l’erba secca e scaccerà gli animali. Quelli che devono vivere fra questi animali e non hanno in loro nessuna parte, lo Spirito li condurrà ad un ampio ruscello, la cui acqua li metterà in salvo.

                      4.                    Comprendete la Parola! Il deserto è l’assenza di fede, è anche la mano vuota dei potenti, i quali offrono ai popoli promesse che non pensano di mantenere, perché essi sentono precisamente che non sono più in grado di farlo. Quanto più forte esaltano le loro offerte, tanto più nascondono l’insufficienza loro. Ma nessuno deve abbandonare la sua patria terrena senza estrema necessità, perché portare anche questo peso è una parte della nuova legge data. Chi non preserva la fedeltà nel mondano, come la vuole poi preservare spiritualmente? Aspirare allo spirituale, attenervisi e nobilitare in questo la propria anima è molto difficile; nel mondano l’uomo può impararlo. Ma è lo spirituale, che non deve dipendere dal mondano, da mettere molto al di sopra di tutto il mondano. Questo è piuttosto da determinare attraverso lo spirituale.

                      5.                    L’incendio dal vaso del Giudizio, gettato dall’angelo nella steppa, vale a dire nella politica dei potenti, può afferrare insieme anche i figli della Luce, perché come uomini sono legati al mondano. A loro sia detto: “Non vi spaventate! I vostri pesi contribuiscono a salvare, essi aiutano a riportare la legge dimenticata attraverso la nuova. Non vi saranno pesanti, quando li affidate all’Eterno nelle Sue Mani. Il fiume, al quale conduce lo Spirito di Grazia, è il Pane della Vita, che voi ricevete in ogni tempo, è anche la Protezione che i custodi vi concedono”.

                      6.                    Il triplice fumo non sarà ancora passato, allorquando divamperà il fuoco dell’ira. Non materialmente, tuttavia, colpendo la Terra terribilmente, si eleveranno quei malvagi che tolgono al prossimo la pace, l’avere, la fede e la vita. Gli ultimi spiriti infernali sono i cacciatori. Ma anche un fuoco naturale si scatenerà in molti luoghi, che sterminerà molti malvagi insieme alla loro malvagità. La vecchia Terra li respingerà, e fulmini, come non ne sono stati mai visti, scenderanno dal firmamento sulle opere degli uomini. Allora gli schernitori scorgeranno con sguardo terrorizzato, che il Mulino di Pazienza di Dio è passato per loro. Allora vorrebbero ben tornare indietro; ma – sarà troppo tardi! La loro vecchia legge non li proteggerà più, il nuovo del Cielo non avrà ancora nessuna validità per loro, ma soltanto per coloro che seguiranno la chiamata della Luce. Essi non sono in grado di conseguire la conoscenza che porterebbe con sé un ritorno; essi hanno dilapidato l’eredità del Padre. La tenebra della morte verrà su loro, spirituale come anche temporale nel loro tempo del ritorno!

                      7.                    Non diversamente arriverà la spaccatura delle nuvole, che laveranno via tutti gli usurai insieme all’inganno. Ma non s’intende soltanto gli usurai di mammona, ma anche quelli del potere del mondo. Tutto il loro inganno scroscerà come acque spumeggianti, come un’alta marea su tutti i paesi. Chi può ancora annotare la sua percentuale di interesse dalla prima ondata, lo afferrerà la successiva e lo seppellirà sotto di sé. Il vincitore della seconda ondata raccoglierà soltanto perdita e morte. Il guadagno sarà senza valore, ogni fatica senza frutti, perché un’onda esorbitante coprirà l’altra. Ma anche secondo la natura l’umanità raggiungerà la rovina delle acque; esse distruggeranno vaste regioni.

                      8.                    Voi monti, copriteci; voi colline, cadete su di noi!” (Osea 10,8). Il grido può risuonare invano, perché – quando accadrà – i monti saranno già vacillanti. Anche qui l’interiore umano e la natura della terra vanno mano nella mano. I potentati si qualificano colonne granitiche, montagne che si mettono al di sopra di tutti i popoli. Essi mantengono il loro potere letteralmente nelle leggi, quindi nell’irrigidimento, come le cime dei monti s’irrigidiscono apparentemente nell’eterno ghiaccio e neve. Soltanto che un potente vento del sud cade su di loro, e ghiaccio, neve e sassi precipitano giù. I popoli rivoluzionari sono scatenati. Ed una volta portato il sistema del potere nel vacillante, a nessuno riuscirà più un consolidamento dell’ordine. Ogni azione in questa direzione sarà soltanto un lavoro di ripiego; non giungerà a nessuna edificazione del mondo. La Terra cesserà di essere governata. Anche il regno delle ombre non possiederà più abbastanza mezzi, perché il suo supremo si è voltato. – Il fuoco e l’acqua, però, come elementi sconvolti in modo catastrofico, faranno vacillare i monti e causeranno molte sciagure.

                      9.                    Qui può vedere meglio chi conosce il ‘GOLGOTA’, che la Redenzione mediante la Parola “E’ compiuto” era ed è totalmente una Parola valida([1]). La piena validità è l’imperituro monte Sion, sul quale si pone ogni speranza che non vacilla e non cede. Pure da esso parte la caduta del monte e del colle con la nuova legge data, sotto le cui pesanti ombre la Terra ed i potentati troveranno la loro fine. I monti cadenti significano: Tribunale, Giustizia, dissoluzione della materia e – il temuto ignoto, nel quale sono inclusi anche il nuovo Cielo e la nuova Terra.

                    10.                  Senza indicazione della Luce, la sequenza ed il suo senso è difficile da comprendere. – Dal Giudizio fu già annunciato che nessuna Forza di Volontà del Creatore, né la Sua molto giustificata Ira, l’avrebbe provocato. E’ una necessaria conseguenza della separazione dell’antica legge terrena. Questa separazione è avvenuta in parte con la vittoria su Lucifero nella santissima Notte del Golgota, in parte con la troppo grande miscredenza degli uomini. Per secoli, specialmente ora nell’ultimo, volevano soggiogare la Luce e la Verità. Con ciò venivano seriamente revocate la legge e l’ordine di questa Terra. Tutti i mentitori e beffatori del consiglio della lussuria e della cattiveria, credevano di poter oscurare la Luce, di poter scacciare la Verità. Essi pensavano – come una volta i giudei – di innalzare al posto del Dio Veritiero un vitello d’oro sul piedistallo del loro potere mondano. Si sono sbagliati! Poiché ora che hanno perduto il loro potere, la Luce apparirà ancora più gloriosa e potente. Essi non sopportano la Luce e nascondono i loro volti nei mantelli della loro ultima cattiveria. Ma a loro serve questo tanto poco, quanto poco una volta a Lucifero, che nascose i suoi occhi dal Raggio di Luce dell’Onnisantissimo nelle pieghe della Sua veste. L’Immagine del Redentore si era impressa nella sua anima. Così s’imprimerà anche il veniente Avvenimento nelle anime terrene. Nulla può liberarle da questo.

 

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Cap. 3

La separazione del bene dal male

                      1.                    La Giustizia separerà le pecore dai caproni, il frumento dalla pula, l’albero di frutta da quello seccato, le anime di Luce dalle tenebrose. In una città, anzi in una casa, in una famiglia gli uomini risentiranno il Giudizio. Ma le pecore trovano il loro Pastore che le guida al torrente, dove saranno al sicuro dall’incendio della steppa. Il frumento verrà separato al tempo giusto dall’Agricoltore Iddio prima che gli angeli comandanti spazzino l’aia del mondo e distruggano la pula. Così anche il fedele giardiniere dissotterrerà al Tempo Suo i buoni alberi dal suolo divenuto marcio e li pianterà nel Suo Giardino della Pace al fiume Eufrate, dove porteranno i loro frutti dodici volte l’anno. – Questo è per la Luce il tempo del grande Alleluia, poiché il mondo in questo non avrà nessuna parte. – Una carestia visiterà la Terra; ma coloro che confidano nel magnifico Ritorno del Signore, non moriranno, perché per loro è già preparata la tavola come per la povera vedova, la cui farina nella dispensa non finiva, né si esauriva l’olio nella brocca.

                      2.                    Ma questo non significa che i ‘portatori delle lampade’ possono vivere magnificamente ed in gioie accanto agli uomini poveri e senza conoscenza. Questo significherebbe essere con il mondo, e non con Colui che prese su di Sé soltanto per conto loro l’immane Sacrificio espiatorio e lo depose sul santo Focolare. Egli, ben giustificato può aspettarSi che essi prendano su di sé l’ultimo sacrificio, per portarlo sull’Altare Maggiore come tributo per l’Amore e del Comandamento della Misericordia. Ur stesso li accoglierà e li metterà nella Coppa del Sacrificio sul santo Fuoco. Allora si mostrerà già, quanto in alto si innalza l’incenso al Sole-Ur nel Santuario.

                      3.                    Il terzo segno, la trasformazione della Terra, sorprenderà tutti, non tanto per il tempo, quanto più esclusivamente per il modo, come essa avviene. Pochi fedeli riflettono come è fatta la nuova Terra promessa. I più pensano che Dio venga sulla vecchia Terra di peccati, tenga un grande Giudizio punitivo, dal quale essi sono sicuramente esclusi. Essi sono, anzi, figli di Dio! E dopo, quando tutti i malvagi saranno sterminati, Egli erigerà quivi il Regno della Pace, nel quale tutti i credenti vivranno lo stesso graziati, lo stesso ricchi, lo stesso senza preoccupazioni, magnificamente ed in gioie in tutte le Eternità, senza cambiamento. Questa condizione essi la chiamano ‘Paradiso’!

                      4.                    Oh, quanto distante è l’opinione dalla Verità di ciò che avverrà! Chi crede che Dio debba assolutamente punire gli ‘altri’, sta egli stesso sotto questo duro dovere! Egli è il fariseo, che confessa apertamente: “Dio, Ti ringrazio, che non sono come gli altri uomini” (Luca 18, 11). Questo pensiero-dovere è la superbia peggiore, che Dio punirà veramente, perché esso è il più malvagio dei peccati. Quasi tutti gli altri peccati provengono dalla superbia. La cosa peggiore è, che questi uomini giungono difficilmente alla conoscenza rispetto a coloro che non credono affatto. E’ più facile convincere gli ultimi su Dio, che liberare gli altri dalla loro arroganza. La punizione sta quindi nel peccato stesso come conseguenza.

                      5.                    Non raramente imperversa persino una tenebrosa gioia nei tormenti che vengono sui ‘perduti’. Non serve a nulla dire: - ‘Ah, poveri increduli, che cosa devono soffrire!’. – Accanto sta in agguato astutamente il loro serpente con la lingua biforcuta. Dietro questo s’introduce spesso la convinzione: ‘Tu non cadi sotto il Giudizio, tu sei credente, vai in chiesa, servi ogni domenica Dio il Signore. Una volta che il Giudizio è passato, allora su questa Terra splenderà un Cielo eternamente terso ed io sarò completamente vicino a Dio. Egli mi affiderà anche una funzione, affinché io domini e governi con Lui, come rivela la Scrittura’.

                      6.                    O stolta, solo in apparenza credente cristianità, sei ancora molto lontana dalla via della vera fede! Non esiste veramente soltanto una via larga, ma ne esistono due. Una è nota come via delle gioie terrene, la via ‘senza-fede’, dell’ambizione e dei maligni vizi; l’altra si chiama orgoglio spirituale. La seconda via larga si trova molto al di sotto di quella stretta e soltanto isolati difficili collegamenti vi conducono qua e là. Sulla via larga camminano tutti coloro che portano in sé l’orgoglio, che si credono migliori dei mondani e coloro che hanno un’altra religione, che rigettano senza amore altre opinioni, senza esaminare e coglierne il meglio; anche i credenti che senza rimorsi di coscienza trascurano molto spesso di fare del bene oppure di mettere la propria persona dietro la miseria del prossimo. Tutti – tutti questi, sperano assolutamente invano nella desiderata e pensata ‘nuova Terra’ sulla Terra! –

                      7.                    Qui c’è Sapienza in abbondanza! Chi comprende ha, quale prigioniero, la Redenzione di Sion. Costoro afferrano veramente che la Venuta del Signore è spirituale e porterà con Sé soltanto dello spirituale. Essi si mettono incondizionatamente a disposizione del lavoro di Redenzione e del Piano di Salvezza. Essi sono di cuore puro, non attendono il ‘deve-giudicare’ e predicano ai poveri ed agli smarriti la Parola di Dio. Ma esiste soltanto un unico, veritiero Evangelo, che ha le radici nella Parola di GESU’: “Io vi do un nuovo Comandamento, che vi amiate l’un l’altro come Io ho amato voi. In ciò ognuno riconoscerà che voi siete Miei discepoli” (Giov. 13, 34-35). Chi adempie questo, chi vuole aiutare e predica il Regno dell’Amore e della Misericordia, è un discepolo di Gesù. E costui soltanto camminerà al Fianco di Colui che Viene.

                      8.                    Quando i figli prigionieri saranno liberi del loro corpo carnale, allora abbandoneranno il mondo ed entreranno nel Regno dello Spirito, del quale CRISTO così parlò ai Suoi discepoli: “Nella Casa del Padre Mio ci sono molte dimore, se non fosse così ve l’avrei detto, Io vado lì per prepararvele” (Giov. 14, 2). Con ciò è senza dubbio riconoscibile che Cristo non intendeva nessun luogo di questa Terra, come Egli anche disse: “Io sono proceduto dal Padre – e vado al Padre” (Giov. 16, 28). Egli venne dal Suo Regno, dove ritornò di nuovo dopo il Compimento della Sua Via del Sacrificio.

 

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Cap. 4

La trasformazione della Terra

                      1.                    Ma cosa dovrà essere ora con la vecchia Terra, se altri luoghi esistono già da tempo, che appartengono originariamente e dal Principio ai figli della Luce? La Divinità-Ur non trasporterà mai il Suo Regno eternamente fondato in un luogo del tutto insufficiente e fondarlo lì nuovamente, perché la Sua Totalità non vi avrebbe spazio! Neanche il luogo dell’oscurità può diventare il serbatoio dell’eterna Luce. No! – Il Firmamento dell’Onnipotenza e Sublimità non si lascia confinare in un piccolo mondo stellare; invece un corpo celeste smarrito è di nuovo da inserire nell’orbita dell’Ordine della Creazione, che valga come una parte del Regno di Dio.

                      2.                    Ma nemmeno questo senso si verifica sulla Terra. Essa ha assolto la missione come corpo cosmico in quel momento, appena l’Eterno Santo-Ur, l’Eterno-Unico e Veritiero avrà tenuto il Giudizio dopo il Suo Ritorno e gloriosa Apparizione e compiuto il Suo Sacrificio-Ur come Giudice, Avvocato e Difensore. Egli iscrive il Risultato nel Suo Libro dell’Opera alla Serata di riposo di questo sesto Giorno della Creazione([2]). Durante questo Tempo si prepara il nuovo Cielo. Ma perché la Terra non viene inquadrata in un’orbita di Luce? Deve essa scomparire? Viene dissolta? Ed in che cosa, in quale Tempo e perché? –

                      3.                    Oh, ecco che sorgono molte domande. Alcuni dicono: “Non abbiamo bisogno di saperlo, non serve per la nostra beatitudine.” – Chi parla così, non si professa per l’Opera della Vita di Dio. Costui – beatamente dormendo – vuole avere l’eterna Vita nel dolce stato di sogno, che non gli crea nessuna fatica. Non pensa al profondo vero significato della Parola: “Lo Spirito indaga ogni cosa, anche le profondità della Divinità” (1. Cor. 2,10). E’ comodo non sapere così tanto, perché allora davanti al Tribunale di Dio si potrebbe dire: “Non lo so!”. - Se l’Onnisanto gli riconoscerà la risposta, se questa può conciliarsi con il Suo Scopo, che diede anche all’uomo la suprema destinazione, lo dichiara la Parola: “Dobbiamo tutti comparire dinanzi al tribunale di Cristo” (2 Cor. 5,10).

                      4.                    Ma ora ascoltate. La Terra non si lascia inserire alla fine del suo tempo fra i corpi Anno-Luce. Per questo parlano due fattori. L’uno, è che essa è stata creata come la piccola ‘Efrata-Celeste’, per eseguire su di essa l’Opera redentiva nel senso dell’intangibile Legge della libera volontà. Originariamente essa non era parte integrante del puro Regno spirituale, delle sfere della Corona e del Raggio. Non esisteva nemmeno al principio del primo Giorno della Creazione. Se non era quindi un’Opera Prima, non può nemmeno essere assolutamente un’Opera Ultima. Qui c’è di nuovo la Pienezza della Sapienza: “I primi saranno gli ultimi e gli ultimi saranno i primi” (Mat.19,30).

                      5.                    Questo significa: tutte le Opere prime, sia i figli, sia gli angeli sommamente perfetti, così come i soli centrali primordiali creati, e come tutti gli eserciti innumerevoli di figli, gruppi di soli con le loro stelle, mondi, lune ed altri popoli del Cielo, secondo l’ordine precisamente in successione, tutto avrà l’inizio e la fine; e precisamente i primi, dotati con le più alte funzioni, saranno gli ultimi, perché sono dati al servizio dell’Opera fino alla fine, mentre i nati per ultimi, come anche le piccole Opere create, raggiungono dapprima la meta finale e lo scopo finale secondo la loro piccolezza e di conseguenza vengono accolti anche prima da un Giorno della Creazione nella sua santa notte: la Notte della Creazione! In essa poggia tutta l’Opera in Ur! Essa dorme, per portare al più meraviglioso spiegamento un ‘nuovo Giorno’ con nuova Forza raccolta. La notte non conosce interruzione alcuna!!

                      6.                    Se nel corso del Giudizio c’è la piena Redenzione, anche coloro che erano un giorno ‘perduti’ ritorneranno nelle dimore celesti create dal Padre della Misericordia da Spazio e Tempo-Ur. A che pro sarebbe necessaria ora la Terra, che nacque soltanto dopo la sollevazione di Sadhana contro Dio? Che ha da fare essa dunque, quale granello di sabbia senza luce e senza raggio, fra tutto lo Splendore della Magnificenza celeste, di cui molto annunciò Giovanni? La sua dissoluzione è lo scopo ed il senso della piena Redenzione, nella quale tutto il male, non di meno la vecchia Terra del peccato, sarà cessato.

                      7.                    Ora sul secondo fattore: ‘Come’ verrà dissolta? In un puro nulla? - La Terra verrà dissolta nella sostanza dalla quale era stata formata originariamente. Essa non andrà perduta! Ur prese la sua sostanza di base dalla Misericordia, la dominante della successiva è del settimo Giorno della Creazione. Sta scritto: “E Dio guardò in tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono! E riposò il settimo giorno da tutta l’Opera Sua” (1 Mosè 1, 31 - 2, 2). - Dio è ‘Spirito! La Sua Opera nel veniente santo Giorno festivo sarà buona – sarà spirituale!! Allora ogni materia rimarrà per strada. Ma nessuna potenza andrà perduta. Tutte le Opere dei Giorni preceduti al ciclo della quadripartita Creazione e defluite nei Suoi Anni-Ur dei Pensieri e delle Parole, saranno poi coronate. Ur eleverà a Sé tutto l’esiliato attraverso la caduta di Lucifero, e conferirà qui il Sigillo della Corona e l’Incoronazione all’Opera soltanto spirituale.

                      8.                    Per comprendere la dissoluzione della Terra, è da pensare inoltre, che tutti i Pensieri di Opera nella Deità, erano soltanto buoni, vale a dire ‘il Suo Bene’, proveniente dalla Sua sublimissima Bontà. Perciò nulla – nemmeno l’Opera della caduta – può mai rimanere separata definitivamente dall’Essere-Ur; tutto rifluisce nell’eterno corso dei quattro Torrenti della Salvezza alla Sorgente dell’Essenza e della Vita. Da ciò risulta, che anche la materia deve essere ricondotta alla sua Origine, perché la sua sostanza Primordiale è ‘Bene della Corona’! Quando la Pienezza della Redenzione verrà unita con la Fine della Redenzione allora presto splenderà chiaro il futuro: Dopo il Giudizio finale, dopo il Ritorno di Cristo e la Sua gloriosa Apparizione, non esisterà più nessuna materia, perché essa – come anche il peccato, l’inferno e la morte – si spegnerà in se stessa come una fiamma senza nutrimento. Il Sacrificio-Ur compiuto, ha redento tutto!! –

                      9.                    La Terra non andrà perduta. Ma poiché da se stessa non raggiungerebbe nessuno stato puramente spirituale, è già destinato che il Sole l’accolga in sé nell’ultimo magnifico tramonto del ‘Giorno della Creazione dell’Amore’, per la qual ragione otterrà la sua totale spiritualizzazione come parte del Sole. Perché il luogo del Compimento del Sacrificio-Ur può, tanto poco scomparire, quanto poco rimanere esistente in eterno come luogo dell’oscurità. Si adempie in un predominio senza uguale la Parola dell’Atto creativo: “Dio vide che tutto era buono, ed Egli riposa nell’Opera delle Sue Mani!”.

                    10.                  Ma sul tempo della trasformazione della materia, per la spiritualizzazione, non c’è altro da dire agli uomini che questo: per il suo sviluppo verso l’Alto abbisogna dello stesso tempo che è trascorso dal suo principio fino allo stato più profondo dell’oscurità. Le Eternità non si lasciano afferrare secondo la legge terrena nella misura di tempo e capacità conoscitive.

                    11.                  I cristiani sono dominati da due opinioni di fede. Alcuni pensano che alla Terra tocchi in sorte una terribile devastazione e che venga lanciata nel Cosmo in una catastrofe spaziale ancora mai vista. Altri sostengono, che dopo il Giudizio finale continui ad esistere e su di essa venga edificato l’eterno imperituro Regno della Pace.

                    12.                  Ogni opinione ha un granellino di Verità, tuttavia esse non sono giuste. Come già accennato, saranno versate alcune coppe d’Ira e fumo, di fuoco e di acqua, e devono agire montagne, per introdurre la fine. La dissoluzione e l’inserimento in un corpo celeste puro-spirituale segue nel modo materiale menzionato, lontano dal sistema spaziale della Terra. E persino l’altro granellino di Verità si rivelerà assai magnificamente. Perché essa un giorno, non appena sarà libera dall’ultima scoria dell’Opera della caduta, non appena sarà diventata sostanza solare, diventerà ‘portatrice principale del Regno della Pace’. Perché dove è stata la santa Croce, là soltanto verrà innalzato in eterno il supremo Santo. Ma dapprima sia ancora aggiunto qualcosa sulle opinioni di fede.

                    13.                  Sì, coppe d’Ira e trombe, araldi di ‘Colui che Viene’, portano con sé grandi cambiamenti. Il più grande, a cui pochissimi credenti mai pensavano, grava sull’umanità stessa. Ma la sua millenaria continuità, fin dove non era già sottoposta a catastrofi, verrà distrutta, sotto qualche aspetto persino del tutto annientata. Amici, famiglie, parentado, popoli, regni, tutti sperimenteranno la caduta della loro continuità. Tutti perderanno più o meno il ‘terreno sotto i piedi’. Esistenza ed orientamento di vita sono poi ancor soltanto fata morgana. E quanto più gli uomini cercheranno con sforzo di tener fermo il misero resto della continuità, tanto più essa si scioglierà fra le loro dita come la neve nel raggio del sole. Con questo avverranno – anche se in forma minore – di pari passo catastrofici cambiamenti terreni.

                    14.                  Ma che la Terra, lanciata fuori dalla sua orbita, improvvisamente esploderà, non accadrà in nessun caso. Una tale opinione è contraria anche alla primordiale Legge dell’Ordine. Ogni eruzione nello Spazio procede nell’ambito della Legge. Chi di questo non sa nulla, a costui certamente qualche immagine fantasiosa può offuscare la ragione. Chi tuttavia crede nell’eterno-sublime Operato di Dio, questi presagisce, che il Cosmo, insieme ai suoi Fondamenti che mai si esauriscono, possiede l’Ordine della Creazione come base e viene formato e mantenuto attraverso la Volontà del Creatore. Persino l’assorbimento della Terra in una regione del Sole spirituale, che un giorno avrà l’effetto di un’eruzione, si svolgerà su una potente base dell’Ordine, come non può essere anche soltanto accennato a nessun figlio della Terra.

 

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Cap. 5

L’irrealtà della materia

                      1.                    Con l’Edificazione del Regno della Pace, i prigionieri liberati ed i sognatori, non appena vivranno nelle ‘dimore preparate’, si renderanno conto di quanto poco sarà attaccata a loro la Terra materiale. Là impareranno che la materia, che a loro sembrava solida, infallibile sostanza, merita meno di tutto di essere chiamata sostanza. La sostanza spirituale dei corpi celesti, sorta da Ur, l’Eterno, questa è permanente, è realtà. Cosa essi ottengono là o si guadagnano, rimane loro proprietà inalienabile, alla quale si aggiungono ulteriori corrispondenti Magnificenze, che dalla santa Sorgente di Mezzanotte affluiscono alle rispettive Opere, mentre sulla Terra tutto è effimero, come minimo cessa con la morte terrena di essere sostanza di vita e di ricchezza. In ultima analisi l’uomo deve perdere tutta la sua proprietà terrena. – In questo modo ai Redenti si aprirà una nuova Terra, una nuova Realtà, e la vecchia Terra come mondo sprofondato non varrà più nulla per loro. Allora la prima sarà passata, l’avranno deposta; per loro tutto sarà diventato nuovo!

                      2.                    L’ultima domanda dal terzo Atto del Giudizio dei quattro monti cadenti, del perché questo avviene così, perché ci vuole talmente tanto tempo per la dissoluzione e la piena Redenzione, sia spiegato: non si tratta soltanto della piccola Terra, l’Efrata-del Cielo([3]) che è da dissolvere. Soli con i loro pianeti, gruppi stellari e corpi celesti che circondano la Terra come una capsula seminale e consistono di sostanze affini alla materia, subiranno altrettanto la trasformazione, condizionata dalla generale Redenzione. Tutti i corpi cosmici appartenenti alla sfera di Lucifero sono o pura natura materiale oppure creati da una sostanza intermedia eterica. Ma tutti sono poveri di Luce. Su questo, parecchi scuotono increduli la testa, dato che il Sole elargisce luce e calore e di notte splendono innumerevoli stelle. Come sono da chiamare poveri di luce e calore, se persino il loro chiarore, malgrado in lontananza non misurabile terrenamente, penetra fino alla Terra, nelle tracciate orbite a loro ordinate?

                      3.                    La primordiale eterna Grazia ha concesso ad una gran parte dei globi cosmici materiali la facoltà di inviare luce e calore, perché nessuna delle cellule cosmiche, per quanto piccolissima, può sussistere senza la Potenza spirituale di Vita. Questa luce e questo calore è tuttavia affluito e non si tratta di una sostanza posseduta originariamente in proprio. Questi corpi celesti ricevono luce e calore da un elargitore spirituale a loro preposto. Così per esempio il Sole della Terra è un cosiddetto ‘irradiatore’. La luce, trasmessa al Sole da un ‘elargitore’ che nessun mortale ha mai visto, l’assorbe in sé, l’elabora e la distribuisce come da sé. Di questi soli ne esistono molti. La Luna al contrario, come quasi tutti i pianeti, è ‘riflettore’; essa rimanda soltanto la luce che cade su di lei, per la qual ragione non ha nemmeno l’effetto riscaldante.

                      4.                    Ma se il Sole e le stelle ad esso affine possiedono anche questa facoltà, essi sono ugualmente materiali e cadono sotto il ‘Giudizio Universale’([4]). Essi servono come un mezzo meravigliosamente potente, che è destinato ad un sublime santo Scopo finale di una Creazione. La dissoluzione di questi grandi e piccoli corpi spaziali procede tanto poco velocemente, quanto poco velocemente può essere liquidata la caduta della Creazione. Entrambe sono sottoposte alla Legge della libera volontà, al secondo Portatore del Fondamento dell’Atto-Anno-Ur, ed è basata sul primo Fondamento, sulle Condizioni giustamente poste, riservate ad Ur. Sulla via del Comandamento l’Opera ha ottenuto il suo Fondamento, sulla stessa via dell’Ordine viene riportata a casa.

                      5.                    Non si può indicare terrenamente il tempo nel quale Sadhana nella sua caduta divenne Lucifero. Un inafferrabile Raggio di Bontà dell’onnisanto Ur ridusse quest’ultimo Tempo a ‘metà’ (Dan. 12, 7; Matt. 24, 22), al ‘tempo accorciato’, poco meno di 2000 anni, che il caduto aveva bisogno dal momento del suo ritorno, per iniziare, col Ritorno del Signore, la via di casa.

 

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Cap. 6

L’epopea di Sadhana

                    1.                      Se l’anima primogenita, per la quale l’Opera di Redenzione originariamente avviene, necessita di così tanti anni terreni – perché legata alla materia - soltanto perché il suo speciale io si trasformi senza nessuna appendice di potere, fino al punto che, per il ritorno nella Notte del Golgota con la Venuta di Gesù Cristo, possa fare ora il primo passo verso Casa, da ciò sarà evidente quale tempo incommensurabile per gli uomini diviene necessario per la spiritualiz-zazione dell’intera materia, e questo avviene soprattutto unicamente sulla Via dell’Ordine, ma non arbitrariamente o all’improvviso. Il tempo è da valutare diversamente in maniera spirituale, perché percepito anche diversamente, giacché il ‘Tempo del Regno’ è il ‘Tempo-Ur’!

                      2.                    Anche la durata del tempo è fondata sulla Legge della Libertà, ma per questo porta con sé un uguale grande misura in Pienezza di Grazia, che rivela il suo vero effetto nella successiva Grande Opera dell’Atto-Anno-Ur. Allora, dalla materia, particolarmente dalla Terra, verrà fuori una nuova Opera, adesso ancora inafferrabile anche agli angeli supremi, che si basa sul ‘figlio’ perduto e di nuovo tornato a Casa secondo la meravigliosa Parabola della Creazione da parte di Gesù (Luca 15).

                      3.                    Sì, Sadhana aveva sperperato tutto il suo ricco patrimonio e viveva in lontananza. Quando venne il primo impulso di un pentimento, all’anima appena cosciente s’incamminò il Padre e corse incontro al figlio perduto, che avvenne con la Venuta di Ur come ‘Figlio dell’Amore’. E con il ‘Golgota’ Egli raccolse nuovamente tutto il santo Patrimonio sperperato. Egli lo scrisse complessivamente su un ‘pagherò’, il titolo di credito della Creazione, che EGLI prese su di Sé con il Suo Sacrificio, di cui nessuno si accorse; né il figlio che aveva sacrificato la sua eredità assurdamente, né l’usuraio che se lo strappò a sé a basso prezzo. – Ur posò la Sua Mano sull’oggetto del ‘pagherò’: la materia! Egli sa di recuperare nuovamente il bene!

                      4.                    Durante la veniente Creazione, il primo santo Giorno festivo dell’Atto-Anno-Ur, Ur riposa dal lavoro delle Sue Mani. Allora riposa anche il figlio caduto dalle sue ampie vie dell’errore presso il Padre, come tutti i figli che divennero cooportatori del Sacrificio, come tutte le anime, che la caduta teneva prigioniere. Perciò Dio già comandò alla coppia umana nel Paradiso, di celebrare il settimo giorno e di santificarlo. Gli uomini han dimenticato quale Benedizione e Pace la Misericordia prepara a questo Giorno. Quanto poco essi lo osservano, tanto più perdono la Fonte della Grazia. Quando un giorno sarà passato il sommo Giorno festivo nel Regno, inizierà la seconda Settimana creativa come successiva Grande Opera, nella quale sorge l’intera ‘Opera Nuova’. Allora l’Onnisanto raccoglierà anche l’ultima briciola del patrimonio sperperato, questa Terra, e ne farà ciò che richiede il Regno.

                      5.                    Questa magnifica meraviglia si trova nell’’Ignoto’ così temuto dagli uomini, al quarto monte del Giudizio (cap. 2 vers. 9). Esso ha già ottenuto il suo compendio durante la Via terrena di GESU’; raggiungerà la sua perfezione prevista nel giorno dell’Amore creativo con la quarta Pietra miliare, col ‘grande Ritorno di CRISTO e gloriosa Apparizione’. In ciò poggia anche la Magnificenza rivelata dal veggente di Dio, Giovanni, del ‘nuovo Cielo e de la nuova Terra’ (Ap. di Giov. 22).

                      6.                    Al Ritorno non precede altro che soltanto la Via di Gesù ed il Golgota, sebbene entrambi posino la Chiave di volta a tutto il preceduto. Chi vuol comprendere il Ritorno, chi vorrebbe prepararsi come ‘portatore della lampada’, come deve avvenire nel senso dell’Ordine del Regno, deve sottoporsi alla fatica di togliere il ‘manto di Mosé’, per contemplare nelle Leggi il fondamento del Comandamento. Per questo ci vuole ‘profondità di Ricchezza’ ed entranbe, la Sapienza e Conoscenza di Dio (Rom. 11, 33), che non sono nascoste agli uomini, ma per lo più – in verità per pigrizia – vengono indicate come non necessarie. Chi al posto dell’anti divino ‘non-necessario’ mette un umile “io posso attingere la ricchezza della Sapienza e Conoscenza attraverso la Grazia”, questi ascolti:

                      7.                    Ur stava al santo Focolare, dopo che Lucifero ultimò il conflitto con Michael ed il principe della Volontà entrò vittorioso nel Centro-Ur. Egli convocò i sette principi, chiedendo di fondare l’Opera di Redenzione secondo il Suo santo Testamento della Creazione. Avvenne! Dopo tre Tempi c’erano tre Risultati sul Libro dell’Opera: la prima Terra ed i due primi Tempi della seconda Terra! La profondità della caduta ben presentava una enorme lacuna; ma il ‘figlio’ stava ancora nella sua ostinazione lontano da Dio. Allora Ur, indicando i tre Risultati, convocò nuovamente i sette e parlò:

                      8.                    “I Miei figli hanno compiuto molto. Ma Lucifero è rimasto ancora nel suo irrigidimento e non è da indurre a voltare il suo volto. Che cosa deve avvenire con tutto il prezioso patrimonio, che sprofonda nel fango della sua avversità mediante il suo essere pernicioso? Deve andare in rovina? Devo stare a guardare come i Miei figli portano invano le loro offerte?”.

                      9.                    “I sacrifici avvengono per l’Amore che Tu, onnisanto Padre-Ur, infondesti nei cuori dei tuoi figli; essi non sono inutili. Anche il patrimonio ereditario sperperato da Lucifero venne dalla Magnificenza della Tua Essenza; esso non deve, non può e non andrà perduto. La Tua Potenza, Forza, Potestà e Possanza conosceranno la Via per rivelare la Tua alta Meta! Prendi dalle tre Mete raggiunte la Tua Propria quarta, da cui sorge una nuova meravigliosa Grande Opera. Noi Ti aiuteremo a conservarla”.

                    10.                  Ur rispose: “Avete parlato bene. Io vi do il Potere dalla Mia Potenza creativa per farlo. Ma vi voglio rivelare il Successo della quarta Meta, perché voi, quali Miei primi, la dovete conoscere, affinché le sette Caratteristiche possano affluire non divise al veniente Avvenimento”. - Egli tolse un Manto steso sul santo Focolare. Allorché essi videro divenire la seconda Settimana della Creazione dell’Atto-Anno-Ur nella Luce delle Caratteristiche del Creatore della Volontà e dell’Ordine. Dalla materia sorse un Gioiello assai magnifico. Con due Notti creative e la Ricchezza di Benedizioni di un Giorno di Festa, nel sesto Giorno d’Amore del Creare, il rovinato attraverso la caduta di Lucifero era giunto alla suprema pura spiritualizzazione. Il Gioiello aveva la forma della Corona a sette punte, sul cui centro risplendeva una Stella preziosa. La Stella era – Sadhana! I principi si meravigliarono. Ben presagirono il Mistero, ma non potevano conoscerne la sua profondità.

                    11.                  Ed Ur disse: “La Corona sono Io stesso, che Mi preparo con una Via sulla Terra come quarta Meta prevista. Le sette punte siete voi; su di voi metto ciò che è necessario per il perfezionamento. Voi compirete il vostro dovere. – La stella è tuttavia il simbolo, la Meta della Mia Opera della Corona. Se Sadhana non divenisse un giorno la Stella, in Verità, inutilmente vi mostrerei adesso la Corona! Sadhana è il Premio, che Io intendo riscattare, è la faccenda stessa, che Io pagherò, per il quale ora porto il Mio indicibile Sacrificio! Quindi la nuova Opera inizierà nella prossima Creazione con un meraviglioso splendore senza uguali, alla ‘Ricompensa del Mio Riscatto’! Soltanto allora tutti i figli riconosceranno la Mia Magnificenza. Quello che voi avete anche ricevuto finora di Meraviglioso, sarà offuscato con l’infrazione verso la Legge della libera volontà come non osservanza delle Condizioni poste giustamente ed a Me riservate.

                    12.                  Nella Mia Vicinanza non sentirete nulla di quest’oscurità, e stare presso di Me vi sembrerà una Beatitudine che non ha bisogno di nessun aumento. – Guardate pure una volta a lungo la Stella della Corona quando Io toccherò la Campana-Ur, e vi renderete conto di quale differenza esiste fra la Magnificenza attuale e quella passata”. - Ur sciolse con la propria Mano il Cordone d’oro. Egli lo sfiorò soltanto delicatamente; eppure essa emise un suono indescrivibile. Finché il Suono della Campana scorse attraverso lo Spazio, essi videro l’Immagine nella stella. Non avrebbero mai pensato che Ur, di Cui credevano di aver riconosciuto la sublime Pienezza, formasse una tale esagerazione di meraviglie.

                    13.                  Ma nella Corona non risplendeva soltanto Sadhana come figlia dell’Ordine primordiale, quasi lei stessa la ‘prima Stella’ della nuova Opera, ma la materia era diventata Luce e Raggio; le sofferenze dell’umanità erano state trasformate in indescrivibili gioie, i loro dolori in allegrezza. Al posto dei suoi peccati stava lode, gloria e santa adorazione per Colui, che rivelava questa Meravigliosa Grazia. Essi Videro lo spontaneo consacrificio di tutti gli angeli che conducevano sulla Terra per prender parte all’Opera della Redenzione, videro trasfigurato il loro perduto tempo celeste nella Luce della Sublimità. Perfino dalle anime più tenebrose, dai più minuscoli corpi cosmici, dalle basse potenze materiali, era sorta la Luce e la Gioia, il Raggio e la Magnificenza.

 

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Cap. 7

Il nutrimento dei cinquemila

                      1.                    Ascoltate, voi che siete portatori di lampade: Pensate al nutrimento dei cinquemila. Gesù non chiamò i discepoli a raccogliere tutti i pezzi? E non vennero riempite dodici ceste, più di quanto era esistente in origine? (Giov. 6). Questo miracolo è un preludio di ciò come accadrà in futuro. Sì, i miseri pezzi dei mondi verranno raccolti nelle Ceste della Misericordia, affinché nulla vada perduto. Le dodici Ceste riempiono i dodici Mesi dell’Atto-Anno-Ur come simbolo dei dodici Raggi di Base oppure dei ‘frutti dei dodici mesi’ (Ap. Giov. 22,2). Da questi ‘pezzi’ verrà tessuta la veste della futura Salvezza, i cui Giorni ricchi di lavoro compiono qualcosa di Ultramagnifico. Allora tutti i figli staranno in ginocchio dinanzi all’Altissimo, in silenzio, assorti nell’adorazione più santa, e la Magnificenza della Sua Luce quasi li spaventerà.

                      2.                    Se quindi nessun atomo si perde, se ognuno trova il suo più meraviglioso impiego, allora è ben visibile perché il rimpatrio, il ritorno a Casa pieno di benedizioni del figlio perduto presuppone un decorso di tempo non calcolabile secondo lo spirito umano. Increduli non vi stupirete più.

                      3.                    Su ciò sia data ancora un’Indicazione: Voi aspettate il Ritorno di Gesù e non conoscete il Suo Giorno. Non approfonditevi troppo nell’attesa, perché Egli viene quando vuole, quando il Suo Tempo per questo è quello giusto. Cercate piuttosto di fare più spesso nel cuore un ‘cammino verso Emmaus’ (Luca 24, 13-35). Se in ciò vi esercitate diligentemente, sentirete ancor presto un concetto del tempo fra una volta ed adesso. Allora anche oggi camminerete verso Emmaus, ed in ogni tempo camminerà accanto a voi GESU’, il Salvatore e Redentore. Egli si rivela a voi anche come Creatore, Sacerdote, Dio e Padre([5]), allora Egli diventa il vostro Ur, l’Eterno-Santo, l’Eterno-Unico e Veritiero! Con ciò i passati duemila anni diventano come sensazione, un Giorno, vale a dire un Giorno di nuova ed oltremodo magnifica conoscenza: Gesù è vicino a voi!!

                      4.                     Non sono queste, Meraviglie su Meraviglie? E’ questa non già una sublime previsione sul Ritorno del Signore? Chiedetelo a voi stessi; la voce del vostro spirito - se un figlio la lascia operare - dà senza dubbio su questo la giusta risposta.

                      5.                    Sul quarto monte, ‘il temuto Ignoto’, c’è ancora da dire altro. Molti uomini credono nel Giudizio di Dio; pure pochissimi conoscono il suo profondo senso, sebbene anche su questo il Signore ha lasciato venire una immagine di vita: ‘l’adultera!’ (Giov. 8). Coloro che si credevano puri, chiedevano di lapidarla; e secondo la rigida interpretazione della legge essa era incorsa sotto la lapidazione. Ma Egli, Gesù, che portava soltanto la Vita, disse: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!”. – E poiché non ci fu nessuno per lapidare la donna, Gesù disse: “Allora nemmeno Io ti condanno; va e d’ora in poi non peccare più” (Matt. 7, 16).

                      6.                    Gli increduli non attendono il Giudizio, altrimenti dovrebbero aspettarsi la loro punizione e quindi, piuttosto, convertirsi che continuare a peccare. I credenti l’aspettano. Per chi? Per la donna? Nell’immagine di vita citata è, simbolicamente, il figlio caduto; con lui i senza fede e gli smarriti. Chi l’attende in questo modo, lo fa certo difficilmente per causa sua, bensì a causa di quelli degni di punizione. A colui che pensa in questo modo al minaccioso Giudizio e con questo offusca la santa Venuta del Signore, sia detto: Questo è un non divino levar la pietra da terra, l’opposto dell’Insegnamento di Cristo: “Dai loro frutti dovete essi riconoscere” (Matt. 7, 16). L’uomo viene misurato dai suoi frutti!

                      7.                    Se annunciate il Giudizio iracondo del Regno di Dio, allora esso si manifesterà; ma niente affatto come immaginato dagli uomini, con bramato pio desiderio oppure empio, ma nella misura di Luce del Sacrificio-Ur, nel Segno della Benedizione delle sette Caratteristiche. Su questa Terra già gravavano tempi indicibilmente pesanti. E ciò nonostante ogni volta non agiva soltanto il Giudice della Santità nell’Ordine e nella Serietà, in mezzo non stava soltanto il Difensore della Creazione nella Sapienza e nella Pazienza, no, vi stava, sta e starà su tutto il Difensore dei figli, nella Volontà del santo Amore! Il Golgota ha rivelato: la Penna con cui viene scritto il Giudizio nel Libro della Creazione, si chiama Misericordia!!

                      8.                    Chi si occupa troppo del Giudizio d’ira e in tal modo attende il Ritorno del Signore con fede troppo poco semplice con ardente infuocato desiderio, perde il candelabro. Egli non può essere un portatore di luce. “Io Sono la Luce del mondo, chi Mi segue, non camminerà nell’oscurità, ma avrà la Luce della Vita” (Giov. 8, 12). - La Luce è Compassione, Guida clemente ed in ultimo Salvezza dal Giudizio, nel quale l’umanità precipita veramente con la sua separazione da Dio. Chi pensa che il Giudizio debba adempiersi secondo la sua letterale interpretazione della visione del veggente di Dio, questi non comprende la Rivelazione e non conosce né la santa Legge dell’Ordine né le Parole di Gesù che si basano immutabilmente sulla stessa. Un tale uomo avrà difficilmente la volontà di liberarsi dalla sua opinione, per la qual ragione, per lui, anche la Redenzione è offuscata e sarà possibile soltanto nella più piccola estensione. Il mondo è da redimere, non da condannare!

 

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Cap. 8

I due Comandamenti

 

                      1.                    Nel Giudizio non c’è niente d’immaginato dagli uomini. ‘Quanto è alto il Cielo dalla Terra, tanto alta è la Volontà di Salvezza di Dio su tutta l’opera della caduta’ (Isaia 55,9). - Chi vuole dire: “Dio giudica per la morte!? Questo viene rivelato, cosa Ur esprime come Parola di condanna!”. – Viene rigettato l’uomo oppure il suo peccato? Sadhana oppure Lucifero? Può essere distrutto il supremo patrimonio dell’uomo, ‘l’Immagine della Divinità’, perfino quando sonnecchia oppure su di essa gravano montagne di peccati? Dov’è la volontà per la conoscenza?! O voi stolte vergini, che vi immaginate di avere abbastanza olio! Vedete – lo Sposo viene immediatamente, Egli viene anche diversamente di come facilmente voi pensate; e la fede di molti uomini è già bruciata come un lucignolo senza nutrimento. Abbiate la volontà per l’Unico Buono e Veritiero. Lasciate all’Altissimo il Giudizio ed aspettate soltanto il Salvatore! Egli giudicherà con giustizia! –

                      2.                    Non si opera: “Occhio per occhio, dente per dente!?” (Matt. 5,38 - Levitico 24,20). Molti sono così predisposti nella fede, che nell’intero decorso del mondo la legge abbia il predominio. Per questo essi vedono con i loro occhi della conoscenza molto offuscati anche il Ritorno del Signore sotto questo stesso segno. Non ci pensano a rendere i loro occhi sani e limpidi nella Sapienza dell’Altissimo. Molti perfino la rifiutano,

                      3.                    Gesù conosce soltanto due Comandamenti, nei quali sono radicati tutti gli altri, ed in seguito a ciò, anche soltanto due punizioni, che in verità produrranno i suoi duri effetti con la Sua Venuta di Giudizio, e con la Sua predominante venuta Redentiva sono tuttavia una Guida Paterna. L’unguento degli occhi mostra la via: Soltanto chi ama Dio sopra tutto, è erede del Suo Regno; altrimenti egli rimane al di fuori del confine, fino a che non giungerà alla conoscenza. Chi non pratica l’amore per il prossimo, deve soffrire in vari modi a causa della sua ingiustizia, nel corpo e nell’anima. L’uno viene guidato alla ragione dalla sofferenza terrena, l’altro alla conoscenza dal tormento animico, nel cui tormento è inclusa anche la ‘discesa’ temporanea. Il Maestro di Nazaret, che diede i due semplici, vincenti Comandamenti, separerà piuttosto il peccato dagli uomini, le tenebre dalla Luce, affinché l’anima dell’uomo venga salvata, ma peccato e cattiveria decadranno nell’eterna morte.

                      4.                    E dove rimane la serietà, con la quale viene atteso il Pastore? Dalla grande schiera qualcuno vorrebbe combattere per la Verità; ma l’opinione di fede a poco a poco consolidata, difficilmente permette di patrocinare la conoscenza puramente spirituale. Ma se alla conoscenza non segue nessuna ri-conoscenza, allora la fede tradizionale, alla quale ci si attiene per via della quiete esteriore e perfino per guadagno mondano, è una fede idolatra. Essa corrisponde alla credenza del Messia formatasi dai giudei attraverso i secoli e successive generazioni, da cui Israele prese il potere del mondo, non il dominio dello Spirito. Il Santo di Nazaret spezzò la fede mondana del Messia! Ma di cambiare i pensieri del mondo con i pensieri dello Spirito, ai superiori dei giudei mancò la serietà. Così pure a molti cristiani, che non trasformano la fede del Giudizio nella perfettissima fede della Redenzione.

                      5.                    Il Signore viene come un ladro nella notte” (Matt. 24, 42). Pochissimi sanno a chi è destinata la sorpresa. Certamente per gli increduli e menzogneri, per i maligni e per coloro che commettono abomini; ma non è detto che Egli compaia così anche per molti cristiani, soprattutto per coloro che stanno di fronte al prossimo senza pazienza. La pazienza è una delle più importanti radici di base del secondo Comandamento di Gesù, perché Egli, il Signore degli eserciti, ha sigillato il secondo Comandamento con il Suo Sangue. Nel Getsemani Egli ha debellato nella Preghiera del Calice, il Suo personale Io della Terra, per compiere il Suo Sacrificio con la conquista dell’Io spirituale. Per chi? Per Sé? No – per gli altri, il prossimo, per tutti! La Pazienza della Salvezza sorveglia su tutti in sconfinata Bontà, Grazia, Longanimità e Mansuetudine; Essa accende la Sua Luce al Candelabro dell’Amore! –

                      6.                    Chi non fa propria questa Luce, non conosce l’Amore del Soffio divino, anche se su questo scrivesse un libro. Il Signore viene presto e con Lui il Suo Regno! Il Suo Regno ha un’ampia Porta a due battenti. Un battente significa la Sua santa Opera di Creazione, l’altro la Sua non meno santa Opera di Redenzione. E’ lasciato a Lui di aprire alla fine i due battenti, di accogliere in Grazia tutto ciò che era perduto. “Perché il Figliuol dell’Uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto” (Luca 19,10). - Gesù non parla qui di nessuna eccezione. E se Egli purifica il tempio con la verga, questo era un espellere temporaneo davanti alle porte, non un espulsione eterna ed immutabile. Chi comprende questo, giunge alla Corona; egli può già sulla Terra diventare un pilastro. Questi riconoscerà anche il nuovo, santo Nome, davanti al Quale il regno terreno presto tremerà.

                      7.                    La Corona ha provato la povera Terra peccaminosa soltanto una volta nella grande Magnificenza, mediante GESU’, il Quale diede la Misericordia ai peccatori! Ma dove la si trova adesso? Nessuno dica che anche un’opera buona sia Misericordia. Allora essa lo sarebbe solamente, se accanto non emergesse l’ombra di un calcolo, come pressappoco: ‘Questo mi verrà ricompensato, questo mi verrà messo in conto in Cielo!’. - Uno può dare il suo intero avere, ma se lo fa con questa speranza, allora il suo dare è vanità e – un tentare Iddio!

                      8.                    Il mondo si può avere nell’illusione, nella ricchezza e nel potere. Molti cristiani hanno anche la convinzione di possedere la fede e la conoscenza. Ma se manca loro la misericordia, allora essi sono più poveri che i figli di questo mondo. Meglio se si comperavano oro, vesti bianchi ed unguenti per gli occhi, cioè umiltà, purezza e conoscenza della Volontà di Dio. Chi fa questo, si renderà conto del Giorno del Signore, per lui verranno aperti entrambi i battenti della porta del Giudizio.

                      9.                    Ma che cosa hanno a che fare queste Indicazioni con i ‘monti cadenti’? Ebbene, chi vuole comprendere il tempo del Giudizio, deve dapprima imparare a comprendere l’umanità. Chi vuole aiutare, deve sentire su se stesso l’aiuto. Chi vorrebbe gestire la Via verso Emmaus, deve dapprima averla percorsa. Soltanto così un figlio della Luce può diventare per l’altro un doppio testimone: per la conoscenza sul Giudizio e per la conoscenza sul Regno eterno. Allora da loro procederà la Forza, che alcuni la sentiranno e l’accetteranno, altri ne tremeranno; molti invece anche la combatteranno. La loro battaglia è proprio così senza speranza, come un giorno fu inutile la lotta di Lucifero contro Michael.

 

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Cap. 9

“Guai a Babele”

                      1.                    Ai portatori di luce sia ancora detto: Quando con un nuovo Giorno la tenebra spaventerà la Terra, allora sarà giunto il primo segno, a cui ne seguiranno altri. Badate, che siate dapprima equipaggiati completamente con le armi dello Spirito per combattere per Dio, per gli uomini e contro il peccato. C’è differenza tra colui che predica il Giudizio dell’Ira e, con tutto ciò, non manca -  con l’annuncio dell’Ira - di offrire nello stesso tempo anche la mano dell’amore e della misericordia, ed indica le vie verso la Salvezza, verso la Redenzione, e quell’altro che parla dell’eterna dannazione, dell’infuocato pantano come eterno Giudizio oppure perfino di una eterna morte! Di ciò certamente qualche anima tremerà e per paura verrà alla conversione. Questa paura verrà messa in conto ai falsi predicatori; perché Iddio è clemente e misericordioso. “Egli non ricambia secondo i misfatti degli uomini, Egli non li tratta secondo le loro trasgressioni” (Salmo 103, 10). Non attendetevi nemmeno di essere rilevati prima del tempo della sofferenza; ma soffrite con i vostri poveri fratelli e sorelle; allora sarete innalzati al tempo giusto.

                      2.                    Quattro flussi si presenteranno: assassinio, tempo di rincaro, pestilenza e morte; da queste procedono piaghe di ogni genere come giusta conseguenza di cattive azioni. Perché il peccato dovrà morire ed il male estirpato! La diabolica essenza cadrà in se stessa e non sarà più in eterno. Queste piaghe prepareranno molte disgrazie attraverso l’azione dei potenti e dei loro popoli. Il peggior nemico dell’umanità è la mancanza di fede quasi forzata e lo sterminio della religione, non meno però anche la fede esteriore senza Amore. Un popolo che porta guerra, può costruire una chiesa per ogni singolo dei suoi sudditi; esse non sarebbero altro che luoghi del loro potere, di mammona, dell’oppressione e della brutalità. Anzi, i potentati si vanteranno nel giorno, dove l’oscurità giungerà con il Sole. Allora si getteranno sulle ginocchia e grideranno: “Signore, risparmiaci perché non abbiamo proibito la fede in Te, non abbiamo perseguitato i credenti. Le nostre chiese stavano aperte per tutti giorno e notte, se volevano entrare; vedi, non abbiamo combattuto contro di Te”. – Ma allora risuonerà giù veramente una Voce dal Cielo e griderà:

                      3.                    Guai Babele ed a voi che avete esercitato l’idolatria con il vostro santo Dio e Signore, il Quale è, era e sarà il Primo e l’Ultimo dal sorgere fino al tramonto. Voi dite di non aver combattuto contro il Santo; ma avete perseguitato i vostri fratelli sulla Terra e li avete precipitati in amare sofferenze. Avete usurpato loro l’avere ed il sangue, la libertà, l’onore e la stima; li avete umiliati fin nella polvere. Non avete parlato contro la fede, oh no – se l’aveste fatto, in Verità, il Signore vi potrebbe perdonare il peccato nella Misericordia. Ma avete agito contro la fede, avete sprezzato il Comandamento del Signore. Questa è la vostra rovina! L’Onnipotente perdona all’istante pensieri e parole, quando il peccatore mostra vero pentimento. Ma le azioni di voi mondani provengono da voi stessi. Nessuno può scusarsi e dire: ‘Guarda Signore, venni sedotto’. – Per tali azioni, in particolare per quelle della spietatezza, dovete soffrire, finché non le avrete pagate tutte!”.

                      4.                    Mentre tutta la loro opera consolidata verrà a vacillare, malediranno se stessi e Dio e la loro depravazione sarà più grande che mai. Soltanto che in quel giorno sarà strappato a loro il potere e domineranno solamente ancora per poco tempo. Perfino la loro sollevazione ripetuta, popolo contro popolo, non porterà altro che gravi devastazioni, spirituali – come terrene. “Perché in un giorno, dopo che è passata l’oscurità, nessuno può più comprare e vendere” (Ap. Giov. 13, 17), perché la Terra avrà inghiottito da molto tempo tutti i mezzi. Il suolo si aprirà in molti luoghi e gli spiriti del fuoco, dell’acqua, della terra e dell’aria annienteranno le opere degli uomini.

                      5.                    Dei singoli si sforzeranno di opporsi contro l’infuriare, vorranno mettersi di fronte al troppo terribile caos con miglior discernimento. Ma poiché questi pochi potentati, condottieri e scienziati giungeranno troppo tardi al discernimento, non potranno arginare le piene che si riverseranno sull’umanità.

                      6.                    Quando poi i responsabili grideranno: “Dove sei Tu, Dio, che mandi questo, e dov’è la Tua Pietà?”. - Allora i quattro angeli che tengono nelle mani i quattro venti (Ap. Giov. 7,1), grideranno: “Non avete riconosciuto nessun Dio, inutile è il vostro grido! Avete sconvolto la Terra con avida follia per il potere e per mammona, per gettare i suoi tesori nelle fauci dei vostri idoli. Non meravigliatevi che la Terra vi inghiotta. Se aveste predisposto per vero benessere, uguaglianza, libertà, per il diritto spirituale come naturale dei beni sotterranei e quelli dal Cosmo per il servizio dell’intera umanità, in Verità, inesauribile sarebbe rimasta la fonte e la Benedizione avrebbe moltiplicato i beni migliaia di volte. – Ma così avete approfittato soltanto voi del guadagno, per rovinare con questo i popoli, per sfruttare i poveri e per scatenare le più orribili guerre!

                      7.                    Con intelletto e stolta sete di sapere avete steso le mani nelle Altezze, soltanto che l’Altezza è precipitata su di voi. Se aveste ricercato con giudizio e divina Sapienza per vera salvezza dell’umanità, per assicurare così la pace spirituale, in Verità, l’Altezza sarebbe venuta giù da voi, soave e balsamica; essa vi avrebbe rivelato le ordinate leggi dell’Universo”. - Essi si difenderanno: “Abbiamo costruito per i poveri molte opere sociali”.

                      8.                    “Oh sì”, diranno i quattro angeli, “lo avete fatto, solamente non col lavoro delle vostre mani e non per vostra diligenza, nemmeno dalla vostra ricchezza. I poveri stessi dovettero edificare le opere; avete spezzato dal loro pane, per dare ad altri poveri un pasto; avete raccolto il centesimo dei miseri, per un magro aiuto ai bisognosi, per onore di voi stessi. E coloro che diedero del proprio per tali opere meno di tutti, questi ottennero dal mondo, nomi ed onorificenze. Non meravigliatevi, non meravigliatevi – vedete, il Giudizio del Signore viene su di voi!”.

                      9.                    Ogni sforzo per la pace nazionale rimarrà senza successo. Ciò che di tanto in tanto si rivelerà come successo, sarà molto di più il contrario, perché nella reciproca sfiducia, in verità nessuno pensa e crede nella pace, che uno promette all’altro di costruire. In consiglio dicono ‘sì’, e dietro le porte ‘no’, ed i fili, che essi cercano di sbrogliare, si intessono ad una rete funesta, nella quale il consigliere fa prigioniero se stesso. Essi emettono un gran verdetto a cui devono attenersi tutti; ma nessuno se ne cura, perché nessuno vuole essere il primo ad attenersi al verdetto del mondo. Cadono frontiere, dieci e più; e nuove frontiere sorgono, cento e più. Ossia, cosa accade di bene, viene stroncato molte volte di nuovo dal male. Ad una pace blaterata seguono ostilità senza sosta. Questa è l’immagine riflessa dell’ultimo inferno, non più soltanto sostanziale, bensì come uomini nella spaventosa realtà!

                    10.                  Le loro ricerche, con le quali crederanno di avanzare nell’altra parte nello spirituale, causeranno le più grandi disgrazie. Essi non conoscono lo Spirito-Ur né le Sue sante Leggi. Ma se riconoscessero entrambi, non verrebbe loro mai in mente di rispettarLi. In questo sono impediti dalla brama di potere e dalla volontà di scavare una fossa ai popoli, per strappare a sé il dominio del mondo. Perfino coi diretti segnali di pericolo non smetteranno di aprire le profondità della Terra e di tirar giù a sé l’Altezza. Non abbisognano di meravigliarsi, quando le profondità e le Altezze si uniranno per la rovina.

                    11.                  Quando la miseria diventerà quasi insopportabile, i santificati verranno perseguitati, perché essi annunceranno il Giudizio come ‘Misericordia’, allora molti vorranno riconoscerlo. Ma soltanto quando il quarto angelo spargerà la semenza del Giudizio, verrà aperta una Porta per il ritorno. Ma allora il tempo del Giudizio sarà quasi passato ed il Signore dell’Eternità si rivelerà dappertutto.

 

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Cap 10

Di fronte ai sette principi

                      1.                    I principi angelici completeranno il Giudizio, essi annunceranno il ‘Giorno del Signore’. Allora i mondani abbandoneranno i loro posti che avevano occupato e getteranno via da sé l’ultimo potere; ma nessuno si inchinerà per questo. Spargeranno la loro ricchezza a tutti i venti, cosicché staranno nei vicoli, gioielli, oro e vesti ed ogni genere di questi. Nessuno allungherà la mano per raccoglierli. Getteranno da sé i mantelli del loro grande onore del mondo, cappello e corona per regalarli ai poveri; ma costoro non vi faranno caso. Offriranno in verità tutto il loro sapere mondano, chiuso in un libro; ma non ci sarà nessuno che vi rivolgerà anche soltanto uno sguardo. Allora getteranno il loro libro nel mare e non staranno a vedere come sprofonda. Le loro anime devono venire povere e nude; perché nessuno mette piede nella Sala del Giudizio e delle Grazie se porta ancora in sé qualcosa della Terra!

                      2.                    Poi Uraniel, il principe dell’Ordine, starà in mezzo alla Piazza e nessuno potrà nascondere un peccato. Come definirà il suo peso, così lo faranno anche i rimanenti segni dei sei principi. – Dove verrà misurato, faranno quadrato i quattro angeli Guardiani. La Bilancia peserà e pondererà. Chi verrà pesato, otterrà il primo segno dai Guardiani; ma chi verrà ponderato, rimarrà senza. Anche i 24 angeli Anziani saranno pronti, dodici alla Destra, dodici alla Sinistra, ad inoltrare le anime dove li condurrà la loro via: L’una verso Sion, l’altra verso Armaghedon

                      3.                    Michael, il principe della Volontà, entrerà nella Sala con la sua spada, proteggendo e battendo, secondo le opere che sono da misurare. – Zuriel, il principe della Sapienza poserà esaminando la sua falce ai frutti, per raccogliere – oppure per rigettare. – Il torchio di Muriel sfavillerà nella Luce della Santità. Il principe della Serietà pigerà a buon vino e raccoglierà nella Brocca; ciò che è cattivo, aggrumato, verrà rovesciato. – Allora molti guarderanno ansiosi al quinto principe della Pazienza, Alaniel. Egli tiene nelle sue mani il Calice della Creazione. Coloro che vengono da grande tribolazioni ed hanno lavato le loro vesti nel Sangue dell’Agnello, potranno bere, finché si trasfigureranno. Ma coloro che non hanno pensato né al Calice delle Sofferenze di Cristo né alla sofferenza dei poveri, indietreggeranno per lo spavento dinanzi alla bevanda, così che il Calice dovrà essere vuotato su di loro.

                      4.                    Dopo entrerà Rafael quale principe dell’Amore nella Sala del Giudizio. Egli solleverà in alto la Croce del Golgota. Appena questo accadrà, tutti cadranno sulle ginocchia. E coloro che non avranno nessun segno, cominceranno a gemere ed a lamentarsi; gli altri adoreranno in silenzio ed umilmente il santo Segno del Sacrificio. Ma a nessuno verrà risparmiato di avvicinarsi e di toccarlo. Anche sui buoni credenti perverrà un tremore ed un’angoscia, perché soltanto attraverso il Giudizio si rivelerà la Santità e la Grandezza della Croce. Ma i consolati andranno alla Destra: “La Croce li ha riedificati!” A tutti gli altri andrà come con il Calice. Vorrebbero toccare timidamente la Croce, per divenir partecipi ancora della Grazia; ma la sua Ombra cadrà su di loro, perché sulla Terra non la riconobbero. – Coloro che sono pieni di pentimento, un Guardiano li metterà tra entrambe le vie.

                      5.                    Dopodiché gli uomini verranno ancora dispersi per un breve tempo, finché riecheggerà la settima tromba sulla Terra, che porta l’ultima grande piaga. Coloro che toccheranno la Croce, non ne soffriranno; le loro anime sono già liberate e la paura terrena cadrà da loro. Coloro che staranno tra le due vie, accetteranno le piaghe e riconosceranno che sono le conseguenze delle loro azioni. Questo li purificherà, ed angeli servitori staranno presso di loro aiutandoli. I rimanenti cercheranno ancora una volta di occupare i loro antichi posti e si chineranno verso il potere perduto, verso i gioielli, oro e vesti; anzi, cercheranno perfino il libro che avevano gettato in mare.

                      6.                    Ma nulla verrà loro restituito, non ritroveranno niente. Durante il sesto Giudizio, potere, cattiveria, ambizione, avarizia, vanità, superbia, menzogna, corruzione, oppressione, sfruttamento, in breve tutti i cattivi vizi, saranno sfracellati; perché la vecchia Terra sarà sotto processo per diventare una nuova, come lo annunciò il veggente di Dio.

                      7.                    Quando inizierà il settimo tempo del Giudizio, il resto dell’umanità verrà chiamato per la seconda volta nel luogo del Supplizio. Questo si sarà cambiato. Dove staranno i quattro Guardiani di nuovo in quadrato, i sette Principi saranno pronti ed anche i 24 Anziani fiancheggeranno le due vie. Ma la Piazza del Supplizio è circondata dai 144.000 angeli del Comando. Nel mezzo della Sala dei quattro Guardiani siederà Ur, l’Eterno-Santo, l’Eterno-Unico e Veritiero. Dei soli al di sopra di Lui formeranno il Suo santo Nome! Perfino i credenti saranno sopraffatti da un tremore a causa della Maestà, che procederà dal Seggio sublime, dal nuovo Nome. Poi Gabriel, quale Misericordia si metterà al lato destro di Ur, innalzando il suo segno, la santa Corona, affinché possa essere vista da tutti.

                      8.                    Subito Ur chiamerà al Suo ultimo Giudizio. Egli predisporrà i Suoi principi e ad Uraniel e Muriel verrà assegnata la funzione di Giudice, a Zuriel ed Alaniel quella di Avvocato, a Michael e Rafael quella del Difensore. Ogni anima verrà giudicata giustamente. A quelli che hanno ricevuto i sei segni, Gabriel porrà loro la corona sul capo. – Così, coronate e benedette da Ur si raduneranno sulla via che conduce a Sion.

                      9.                    A coloro che, alla fine, pentendosi dei loro peccati, avrebbero volentieri toccato la Croce, Ur parlerà, in modo che la Sua Voce penetri nei loro cuori. Piangendo essi pregheranno: “Signore, abbi Pietà di noi!” - Allora il Giudice parlerà per Ur e dell’ingiustizia fatta a Lui; l’Avvocato, per la Creazione e per il patrimonio sperperato; il Difensore, però, per le anime povere!! Ur guarderà Gabriel, se questi vuol tenere la Corona anche sugli smarriti. – Oh ascoltate! Gabriel si chinerà confortando sui piangenti, che stanno sulle loro ginocchia e supplicano, e terrà la Corona su di loro, in modo che un Raggio sfiori la fronte di costoro. Così essi giungeranno alla grande conoscenza e potranno seguire la santa schiera sulla via verso la ‘Luce-santa’. Veramente, questa via condurrà per loro dapprima per una parte sulla strada verso Armaghedon.

                    10.                  In ultimo Ur chiamerà quelli, di cui si dice: “E tutte le stirpi della Terra faranno cordoglio” (Ap. Giov. 1, 7). Sì, coloro che si sono prostituiti e che si sono appropriati con violenza del potere, i re, i grandi, i ricchi, i lussuriosi, gli ambiziosi, i viziosi, i senza Dio, i senza amore, gli spietati, gli oppressori, rappresentano ‘tutte le stirpi’! Allora il Giudice dirà: “Andate via, Io non vi conosco!” L’Avvocato parlerà: “Avete peccato contro la Creazione, l’Opera vi giudica!”. Allora grideranno molto, perché ora vedranno la nuova Legge della ricompensa, che essi sentivano, ma non vollero riconoscere, che rivela anche il Mistero e distrugge anche tutto il mondano. In confronto a ciò che essi dovettero già portare nel terrore, sarà per loro come miele supplementare in bocca, sotto le cui ombre pesanti essi s’infrangeranno. Anche un breve tempo sarà per loro come una Eternità: il peso del Giudizio!”

                    11.                  Poi il Difensore terrà la più grande Arringa che mai poté essere pronunciata durante il sesto Giorno della Creazione e del suo immenso Dramma di Redenzione. Egli mostrerà che queste povere anime, legate con la caduta di Lucifero, originariamente divennero maligne soltanto per questo. L’Avvocato esaminerà la Difesa e la presenterà al Giudice per il giusto Verdetto, al quale la Misericordia consegnerà uno stiletto d’oro con penna d’oro. Il Libro del Giudizio sarà aperto. Il Giudice abbraccerà con lo sguardo ancora una volta la santa Opera dal principio del primo Giorno dell’Atto-Anno-Ur fino all’ora presente. Ed Egli guarderà oltre, osserverà il settimo Giorno del Riposo e la sacra Festa e come sarà la successiva Nuova Opera della Creazione. E così Egli scriverà il Giudizio nel Libro e la Misericordia annuncerà:

“Beati i poveri in ispirito,

perché di loro è il regno dei Cieli!”

(Matt. 5,3)

Ed Inoltre:

“I Regni del mondo sono del Signore nostro

e del Suo Cristo

Ed Egli regnerà di Eternità in Eternità”

 (Ap.11,15)

Ed ancora:

 “Venite a me, voi tutti,

che siete stanchi ed aggravati,

Io vi voglio ristorare!”

 (Matt. 11, 28)

E per quarto starà scritto:

“E Dio asciugherà ogni lacrima dagli occhi loro,

e la morte non sarà più,

né ci sarà più cordoglio, né grido, né dolore;

perché le cose di prima sono passate.

Ecco, io faccio ogni cosa nuova!”

 (Ap. 21, 4-5)

 

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Cap. 11

Sulla via di Armaghedon

                      1.                    Angeli comandanti raccoglieranno questi ultimi e li condurranno sulla via di Armaghedon, il luogo dove un giorno Lucifero lottò contro Michael, lo stesso dove il Figliuol dell’Uomo Gesù, dopo il Suo “Compiuto”, convinse Lucifero al ritorno. Qui tutte le anime peccatrici vivranno fino in fondo il giusto Giudizio e si libereranno dei loro peccati, perché esse devono rimanere ad Armaghedon finché è espiata ogni cattiveria. “ARMAGHEDON”, il luogo della Vittoria della Luce, il luogo della purificazione! Esso non ha nulla in comune col creduto inferno poco cristiano, con la dannazione eterna pensata dagli uomini. Entrambi non esistono. Esiste soltanto il luogo della purificazione!

                      2.                    Ma nessuno creda che Armaghedon sia un luogo di piacere. La malignità deve espiare ed il peccato deve soffrire, affinché l’anima diventi pura. Ogni anima è oro, scaturita dalla Luce. Nessuno può sopportare la purificazione con giubilo, ma soltanto attraverso dolore e sofferenza. Se si vuole liberar l’oro dalle sue scorie, lo si metta nel fuoco. Le scorie del peccato, particolarmente della crudeltà, sono da bruciare soltanto in questo modo. Questa è la destinazione e la sequenza della Legge-Ur. Per il più infernale, che non si era avvolto soltanto nell’oro, ma si era corroso nello stesso, devono bruciare grandi fuochi di Armaghedon, finché l’anima sarà diventata completamente liquida per la nuova formazione. Questo causa la pena più amara. Chi ne viene colpito, è povero. Egli non merita odio, bensì amore; non disprezzo, ma comprensione; non abbandono, ma consolazione; non condanna, ma aiuto! Liberazione! Perfino il più profondo Armaghedon che è da sopportare, porta il meraviglioso Giudizio del sommo Giudice dalla Luce-santa!

                      3.                    Questo Aiuto c’è già, ma i figli del mondo non lo vogliono vedere. Perciò il Padre della Misericordia, l’Eterno Santo-Ur, l’Eterno-Unico e Veritiero chiamò i figli della Luce, affinché provino la loro misura d’amore. Sarebbe facile all’Altissimo, mettere la conoscenza nel cuore degli smarriti. Ma con il Suo Ritorno e la Sua gloriosa Apparizione, attraverso il Giudizio, l’immissione della conoscenza nel cuore non potrebbe avvenire senza Potere e Forza, perché Egli nel Suo Fasto e Magnificenza è già sul Piano. Perciò questa parte del grande compito della Redenzione, tocca ai Suoi figli eletti sulla loro via terrena. – Ma noi, le due Voci dal Regno, abbiamo l’Incarico, di rivelare a voi figli l’unica vera indicazione per l’esecuzione di questo compito, poche Parole che non vi sono sconosciute. Dovete bensì imparare a comprendere sempre di più il più profondo santo senso. Le Parole suonano così:

                      4.                    Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, pregate per coloro che vi offendono e vi perseguitano; perché soltanto allora, quando adempite questo Comandamento, siete voi figli del Padre nel Cielo, anime legate in Dio, spiriti illuminati dallo Spirito del Sacerdote e creature perfette del vostro Creatore. Egli fa piovere e splendere il sole sui buoni e sui cattivi; su di voi, che peregrinate verso la Luce-santa e su coloro, che la Misericordia avvolgerà, affinché non vadano perdute. Come viene fatto a voi, fate voi a tutti gli altri!

                      5.                    Ma se osservate il Comandamento soltanto per coloro che vi stanno vicini, in Verità, la ricompensa non mancherà, pure molto della Benedizione della Croce! Poiché anche i maligni si aiutano l’un l’altro con ogni genere di favori e si spartiscono la rapina. Che cosa avreste voi più di loro? – Chi al male non fa nulla di male, ma nemmeno di bene, manca della prima Luce e la sua Benedizione! Questa è una parola grave! – Allora non agite come i maligni, ancor meno come i tiepidi, ma osservate il Comandamento, affinché diventiate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro nel Cielo”.

                      6.                    Durante il tempo della fine, a causa della Legge della libera volontà, gli uomini devono essere dapprima e direttamente chiamati e risvegliati attraverso gli uomini, affinché le Condizioni poste giustamente e riservate ad Ur abbiano il loro diritto di Opera. Tutti i figli della Luce che si mettono pienamente a disposizione della santa Opera di Cristo, vengono guidati da angeli comandanti, che sono assegnati per il Servizio. Oramai i Principi del Regno tengono le fiaccole della santa Luce su questo ultimo tempo.

 

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Cap. 12

Le quattro alte Mete

                      1.                    Le quattro alte Mete sul santo Focolare – ancora velate per il mondo – diventano evidenti per coloro che sono di buona volontà. Le loro radici poggiano nella Nascita del Figlio dell’Amore, nella Sua somma-santa Preghiera del Calice, nella Sua Redenzione dalla Croce, che comprende la Creazione caduta, ed il Suo imminente Ritorno e gloriosa Apparizione! La quarta Meta ha nuovamente in sé quattro assai magnifiche Mete creative, che si riveleranno così:

                      2.                    Il Padre, quale Misericordia, dopo la fine del Giudizio riconduce di nuovo tutto il perduto nell’eterna-celeste Casa Paterna.

                      3.                    Iddio nell’Amore e nella Pazienza dona al sesto Giorno della Creazione la più magnifica Perfezione, nella quale tutti coloro che adempiranno il Comandamento della disponibilità del consacrificio come veri ‘portatori di luce’, hanno la prima parte. Essi stanno come angeli al santo Focolare e diffonderanno con i primi la Benedizione serale della Creazione ai figli rimpatriati.

                      4.                    Il sommo Sacerdote Melchisedec in Serietà e Sapienza, terrà nel settimo Giorno del sublime Riposo-Ur il Servizio di Festa, la santa Messa solenne, e farà il personale Servizio della Misericordia come Portatore del Giorno per l’altissima Incoronazione.

                      5.                     Il Creatore, mediante Volontà ed Ordine, motiverà la successiva Settimana di Creazione, già al Giorno-festivo di Riposo, sull’Opera di Redenzione dell’Amore-Ur e sull’Incoronazione dello stesso in una Magnificenza e Maestosità appena afferrabile.

                      6.                    Questo sublimemente meraviglioso, l’onnisanto Ur lo ha preso alla Sua Fonte di Mezzanotte in quella inafferrabile Notte-Ur, quando l’Opera della Parola passò all’Azione. In quella Notte ai figli nacque tutta la Luce!([6]) Ora a voi terreni sarà comprensibile, che queste quattro portentose Pietre miliari sono Opere delle Notti sommamente benedette: la Notte della Nascita, la Notte della Lotta della Preghiera, la Notte della vittoria su Lucifero e quella del tempo veniente, di cui l’Onnisanto annuncia: “Io vengo come un ladro nella notte” (1. Tess. 5, 2). Questo non è per caso, queste sono Opere d’Azione perfettamente preparate, scaturite da una esistenza ignota a tutti i figli, sorte dalle sante Notti-Ur! Quello che racchiudono queste Opere non viste, diviene evidente nei Giorni posti da Ur, in cui i figli attingono e vedono la conoscenza! Chi può? – Chi vuole comprenderlo?! –

                      7.                    Credete fermamente, che coloro che lasciano diventar vivente la Rivelazione nei loro cuori, non stanno lontani dalle quattro meravigliose Mete della Creazione, ma hanno una giusta parte in tutta la Luce di Grazia e nella Pienezza della Benedizione. Anch’essi comprenderanno il santo senso del Nome di Ur, vedranno nello Spirito della santa Luce la Città dei figli e dei redenti, sentiranno presentendo la santa Notte insieme al segreto Agire. Ma come scorre a torrenti giù su di voi tale portentosa Luce di Grazia, così dovete anche pensare ai poveri ed abbandonati, alle anime nel fuoco dell’afflizione, e tener puro il Comandamento della sublime Predica d’Amore del Giorno della Creazione, del Discorso della Montagna, ed agire a ciò conformemente.

                      8.                    Quindi vi è rivelato nel più vero senso della Parola, e per quanto potete comprenderla sulla Terra, il temuto Ignoto, il Ritorno del Signore e ciò che porta con Sé, cioè il nuovo Cielo e la nuova Terra come il perfetto divenir nuovo di tutte le cose; poiché è Celeste ciò che venne dato. Chi è di buona volontà, contempla la futura Magnificenza ed ha un cuore pieno di vita.

                      9.                    Noi ripetiamo la chiamata, che abbiamo portato all’inizio di questa Rivelazione:

Noi chiamiamo i figli della Luce!

Noi chiamiamo i figli del santo Nome!

Noi chiamiamo tutti coloro che attendono lo Spirito, un giorno disceso sui discepoli, ora tenuto pronto nel Vaso d’argento nell’Onnisantissimo, nel Tempio della Città dell’Iddio vivente!

Noi chiamiamo tutti i credenti ad essere in attesa del grande Giorno, che il Signore si è riservato, e di credere nell’Eterno Santo-Ur, nell’Eterno-Unico e Veritiero, il Cui onnisanto Nome deve essere rivelato adesso al mondo, come Giovanni, il grande veggente di Dio, ha scritto: ‘E vi sarà un Nome nuovo!! Un’Opera Nuova!!’

Noi vi chiamiamo, voi eletti della Luce: Guidate i poveri attraverso la preghiera e l’azione fuori da Armaghedon, portateli sulla via che conduce alla Luce-Santa.  - Amen »

 

I Principi del Giudizio

 


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[1]  Rivelazione su questo nella 3a Pietra miliare sulla Vita di Gesù – “Golgota”

[2]  Spiegazioni più precise nel libro ‘Eternità Ur in Spazio e Tempo’

[3]  ‘Efrata’ altro nome di Betlemme

[4]  In questo caso vale a dire: Dissoluzione finale della materia

[5]  Le quattro Essenze di Dio

[6]  (Giov. 1, 14): “E la Parola divenne carne e dimorò fra noi, piena di grazia e verità; e noi vedemmo la sua magnificenza, una magnificenza come quella del Figlio Unigenito dal Padre, pieno di Grazia e Verità”.