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- Rivelazione –

Anita Wolf

1951

 

“Il buon servitore di Dio, incarnato come Jakob Lorber”. La sua preparazione Celeste nelle case dei sette principi angelici e il suo sviluppo spirituale per la missione terrena prima dell’incarnazione.

 

Karmatha

 

 

Significato di questo Nome:

Esaminato e ben trovato

e anche

Adempimento

 

angelo_violino         Lorber2

L’angioletto Karmatha        Il profeta Jakob Lorber

Chi era Jakob Lorber?     

Postfazione

«Ecco, Io faccio ogni cosa nuova!

 Io sono l'Alfa e l'Omega,

il principio e la fine.

A chi ha sete Io darò gratuitamente

dalla sorgente dell'acqua della vita.

Chi vince, erediterà tutto,

e Io sarò Dio suo,

 ed egli sarà figlio Mio.»

(Apocalisse 21; 5-7I)

 

Tutte le opere (in lingua tedesca) vengono consegnate gratuitamente agli amici che cercano la Luce.

 

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Copyright e diritto di traduzione restano riservati all’Editore:

A cura di : Anita-Wolf-Freundeskreis e.V., D-71254 Ditzingen

Traduzione: Ingrid Wunderlich e Antonino Izzo

 

 

 

INDICE

 

Introduzione

Prima parte – Nella casa dell’Amore

Cap. 1         Come Karmatha giunge all’umiltà

Cap. 2         L’evangelico servizio d’Amore – l primo ‘grande’ discorso di Karmatha – Il compiacimento del Padre

Cap. 3         Sull'interiore e l'esteriore – Il compito –  La buona conoscenza di Karmatha – Benedizione di Raphael – Ingresso nella

                    casa della Pazienza

Seconda parte – Nella casa della Pazienza

Cap. 4         La prima prova di ‘pazienza’ – Una domanda non facile del Padre

Cap. 5         Il buon progresso di Karmatha – Il segnale di Luce – La seconda prova

 

Terza parte – Nella casa della Serietà

Cap. 6         Un esempio scolastico, e cosa se ne può trarre

Cap. 7         La Dottrina della colpa e, su ciò, una Parola del Padre

Cap. 8         Sadhana doveva cadere? – Qualcosa sulla libertà di sviluppo

Cap. 9         Il santo Magnete – Colpa, accusatore ed espiazione

Cap. 10       Una giusta adorazione – La massima Grazia della Santità

 

Quarta parte – Nella casa della Sapienza

Cap. 11       Diagramma di un cammino di sviluppo – Qualcosa sul prezioso bene da riportare

Cap. 12       Un bell’Ordine a tavola – Migliore ed eternamente valida soluzione del difficile rompicapo – Riconoscimento sull'offerta

                    del Sacrificio

Cap. 13       Uguale Amore per tutti i figli – Gradi differenti di conoscenza e loro messa in pratica – Distacco e Salvezza - Terra e Aldilà

 

Quinta parte – Nella casa della Volontà

Cap. 14       I Portatori portati – La meravigliosa casa delle adunanze su un Sole Centrale – I Gradini del grado dell'Amore

Cap. 15       Infinità nello Spazio – L'Essenza-Ur e sua santa armonia – Una rapida buona prova dell'io

Cap. 16       Qualcosa sulla vera percezione di Dio – Il progresso apporta nuova conoscenza d’umiltà

Cap. 17       Il rapporto di fatto tra Dio ed i figli – Una bella Preghiera di tutti i grandi e piccoli – Il Padre

Cap. 18       Lezione di fiducia  – La santa Sorgente della Vita ed un ‘Amen’

Cap. 19       Santo Amore per Creazione e creatura – Un "Sì", e completa dedizione

 

Sesta parte – Nella casa dell’Ordine

Cap. 20       Sulla santa Infinità – Qualcosa sulla questione della colpevolezza e giustificata libertà d'azione – Reciproco venirsi incontro

Cap. 21       Un buon primo nutrimento – Le lacrime di Gioia del Padre e un insegnamento

Cap. 22       Servizio al prossimo – I campi centrali e magnetici – Sul diritto di proprietà celeste

Cap. 23       Qualcosa di sublime sulla santa Onnipresenza – Due fondamenti con differenti effetti – La sesta preghiera del Padre nostro

Cap. 24       Tutto ha il suo giusto posto – Portato a Casa dal portatore dell'Amore

Cap. 25       L'Ira, avvolta in Periodi di Grazia – Un santo Seminatore – Mackarat-Lutero

 

Settima parte – Nella casa della Misericordia

Cap. 26       Presso Gabriel dimora anche la Serietà – La grande benevolenza di Dio – Separazione e unità dei sette Spiriti

Cap. 27       La cosa più grandiosa: la contemplazione di Dio! – Sguardo profondo nel processo creativo – La grande benedizione

                    di un gioioso banchetto

Cap. 28       Sante rivelazioni – I quattro punti essenziali – La grande Legge-Ur

Cap. 29       Un alleluia di ringraziamento – L'ultima preparazione di Karmatha – Una luce su Rivelazioni velate

Cap. 30       La grande immagine della Divinità – Karmatha riceve la consacrazione – Conclusione benedetta

Epilogo      

 

Appendice   [a parte]     L’anima, lo spirito, la caduta

 

 

PERSONAGGI

Ur, Gesù il Padre      dal Principio alla Fine

Karmatha                 un figlio del Cielo della Casa di Raphael

Sama                         la compagna celeste di Karmatha

Harrendo                  un coetaneo di Karmatha tra i più grandi

Thoranet                   un coetaneo di Karmatha tra i più giovani

Raphael-Agralea Ajera     principe arcangelo primordiale detto anche ‘dei primi’ con la sua compagna duale, dimorano

                                   sul Sole Centrale primordiale[1] Rajona, quali portatori dell'Amore

Zuriel-Helia                  arcangeli Portatori della Sapienza   (sul Sole Centrale primordiale Zurania)

Michael-Elya                arcangeli Portatori della Volontà    (sul Sole Centrale primordiale non indicato)

Uraniel-Urea                arcangeli Portatori dell’Ordine       (sul Sole Centrale primordiale Orakania)

Muriel-Pargoa             arcangeli Portatori della Serietà      (sul Sole Centrale primordiale Mugona)

Alaniel-Madenia           arcangeli Portatori della Pazienza   (sul Sole Centrale primordiale Alphania)

Gabriel-Pura                arcangeli Portatori della Misericordia      (sul Sole Centrale primordiale Garapea)

 

I quattro angeli Guardiani:  Portatori della santa Quart’Essenza (Apocalisse cap.4, 6)

 

I 24 angeli anziani:                Portatori delle dodici irradiazioni fondamentali (Ap. Cap.4, 4) Qui generalmente non chiamati per nome,

                                               valgono ugualmente come cherubini e serafini e sono il 2°e 3° gruppo dei primi del trono,

                                                come i principi il 1° gruppo, gli angeli di comando sotto nominati il 4° gruppo del trono

144 000 angeli di Comando: portatori delle Leggi delle Condizioni e Libertà per la Creazione, sono il cosiddetto 4° Gruppo

                                                del trono (Ap. Cap.7, 4). Tutti i quattro gruppi sono spesso indicati dal Padre come "cari grandi"

Angeli dei Soli e Altri angeli / Schiere dei figli della Luce     coloro che vanno sulla Terra o ritornano a casa

figli del mondo                                 coloro che hanno nuovamente ritrovato la Casa paterna

Eraskar                                            angelo-guida di alcuni giovanissimi figli della Luce su di un Sole Centrale primordiale

Tullay                                               angelo-guida-suprema su un Sole Centrale primordiale

un serafino                                      angelo-guida femminile di alcuni figli dalla Terra e non rimpatriati

Hasabael=Hus                                 un angelo comandante, compagno del serafino che sulla Terra era stato ‘Hus’

Orytam e hagar                              angeli-guida sul Sole Orakania

Mayano e Mallada                          assistenti di anime, morte sulla Terra come fanciulli, nella settima fascia di un Sole

Legione    (Marco 5, 9)                    Lucifero - una pietra esaminante per Karmatha

Orytam                                            1° angelo Guardiano    Adamo

Mackarat                                               2° angelo Guardiano                  Eliseo/Luthero

Pagriel                                             3° Angelo Anziano                Lo Spirito di Giovanni il Battista della casa di Michael

Rayutam                                          4° angelo Guardiano    Abele

Cebulah                                           1° angelo di Comando appartenente al gruppo di Parat (anche angelo di Comando) guida di Sama

Jehasmael, un angelo del comando di Gruppo       La guida di luce di Karmatha sulla Terra

 

 

Introduzione

 (Dettato dall’Alto)

 

1. Quando Iddio-Ur prima del Suo cammino terreno chiamò i primi angeli per l'ultima volta impartendo loro tutte le istruzioni che erano da adempiere come giuste durante il grande cambiamento della Creazione, ai setti principi-angeli vennero portati nuovamente dei figlioli. Questi erano i figli speciali. Non perché prescelti, cioè preferiti dall'Amore-Ur, sotto il cui segno erano nati nella Luce più pura, bensì perché la svolta della Creazione, prevedeva per loro un cammino separato.

2. Dio è Amore! Esso non è divisibile, donandosi a ogni figlio in modo proporzionato secondo la misura dell'amor filiale. E non si rivela solamente nel raggio essenziale individuale dei figli, ma a seconda della la loro specie dalla cui sfera scaturì la loro vita, esso si dona in forma molteplice nelle sette sante Caratteristiche. E precisamente così: in parti uguali, nei quattro caratteri sublimi della Divinità-Ur, in modo corrispondente alla specie dei 4 angeli-guardiani, nelle 12 irradiazioni fondamentali, rappresentate nei 24 Angeli Anziani e nei tre gradi della conoscenza che pervengono ai figli. Ovunque si posa il santo Amore in forma molteplice, dove e come esso colma questo o quel figlio con forze vitali insospettate, là genera una particolarità per lo sviluppo degli stessi.

 [……..] [segue]

 


Prima parte

 

Nella casa dell’Amore

 

 

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Cap. 1

Come Karmatha giunge all'umiltà

 

L'angelo infante Karmatha prega Raphael di domandare a Dio-Padre, se anche lui – Karmatha – non potrebbe far presto un vero difficile cammino sulla Terra. Con amore e pazienza Raphael risponde:

“Oh no, questo non può accadere così presto, come lo desidera il tuo cuoricino. Anche nel Regno celeste non tutto si può formare come in un colpo. In verità hai acceso in te già una vera luce d'amore; ma se è sufficiente per tale via, te lo dirà Agralea (l’arcangelo dell'Amore). Allora riconoscerai che cosa sta bene all'Onnisanto nel Suo sublime Amore. Appena ti sarai interiorizzato ritorna da me, e poi parleremo del resto”. L'arcangelo principe Raphael, lisciando carezzevole i biondi riccioli del fanciullo gli sorride incoraggiandolo. Essi si trovano da soli nel boschetto della casa del sole di Rajona (Casa dell'Amore), ed ora il fanciullo corre frettoloso in casa e trova Agralea nella stanza consacrata, dove lei – come spesso – raccomanda tutti i pargoletti della sua casa alla santa amorevole protezione del Padre-Ur. Umile e solenne Karmatha attende alla porta finché Agralea ha terminato la sua meditazione interiore. Tuttavia lo chiama presto a sé chiedendo:

"Mio piccolo Karmatha, che cosa porti, perché i tuoi occhi splendono implorando? In verità vedo che cosa hai nel cuore; e Raphael, il priore dato a te dal Padre dell'Amore, aveva ragione di mandarti da me. Non nascondere nulla, poiché tu sai che questo non è possibile, perché il sommo santo Sacerdote ci ha dotati con gli occhi luminosi dell'Amore. Noi però, quando per vostra educazione non sempre abbisogniamo di farvelo notare, preferiamo che i fanciulli, per amore del Padre e anche per noi, aprano da se stessi il loro cuore”. Affettuosamente Agralea abbraccia il bell'angioletto, che restituisce la carezza riconoscente e colmo di gioia. Poi dice:

“Ajera, cara Agralea, tu hai ragione, molte cose ho nel cuore, un chiaro fuoco brucia in me, un desiderio fervente, anche se mi pare pressappoco chiaro, non è ancora abbastanza luminoso, altrimenti il priore Raphael non mi avrebbe mandato da te. Ma vedi, quando l'affettuosissimo Padre nel suo grande discorso che noi pargoletti abbiamo avuto il permesso di ascoltare per la prima volta nel Santissimo, Egli parlava dell'oscurità che regna su quella povera, piccola e lontana stella chiamata Terra, dove gli uomini hanno ucciso con odio e scherno mortale Colui che è Tutto in tutto ed ha riversato su di loro infinità del sublime Amore, e anche adesso non sanno che cosa devono fare contro coloro che seguono il Suo Comandamento dell'Amore per Dio e per il prossimo, allora ha cominciato ad ardere in me il desiderio di correre in quel luogo di tenebra, luogo che è diventato privo di ogni amore, per portare urgentemente ancora una volta agli uomini dinanzi ai loro occhi la santa Vita del sommo Signore, affinché possano giungere finalmente alla conoscenza. Io non posso cancellare questo desiderio; più ci penso, più potentemente mi spinge e prego te e il priore Raphael di venire con me dal Padre. Certamente Lui mi ascolterà e mi lascerà presto andare. – Quasi impetuoso, l'angelo infante abbraccia la madre della casa dell'Amore. Agralea risponde con bontà:

“Karmatha, bambino caro, tu hai procurato a noi, ma in particolare al Padre, una vera gioia, poiché buono è il fuoco del tuo amore, provocato dal Padre quando Egli, dopo il compimento del Suo supremo cammino di Grazia, ha rivelato che cosa ha fatto per tutti i figli e le anime nel Cielo, sulla Terra e sotto la Terra. Tuttavia devo renderti attento su alcune cose. Ti senti già pronto di prendere su di te, quanto questa vita porta con sé? Sei ancora un fanciullo, benché non uno dei più piccoli. Ma guarda nei molti fanciulli che sono nati prima di te che non sono ancora stati su questa via. Credi tu che il parlare del Padre abbia acceso meno il giusto fuoco nei loro cuori, che nel tuo? Perciò io ti consiglio di rimanere un po’ da solo nella stanza consacrata; tu sai che cosa significa questo, perché già una volta hai avuto il permesso di trattenerti qui. Al momento giusto ti verrò a prendere. Io ti benedico con la benedizione dell'Amore che l'Onnisanto ci ha comunicato di dare. Accoglila e lasciala diventare vivente in te, allora ti verrà chiarezza”. – Agralea benedice Karmatha e chiude piano la porta dietro di sé. Lui va all’aperto, guarda verso il Santuario del sommo Sacerdote Melchisedec, dal quale può anche scorgere il Sole centrale primordiale Rajona; allora allarga le braccia e dice:

“O Padre, amato sopra ogni cosa! Guarda l'ardore del mio cuore e ascolta la mia preghiera. Io so bene che non sono ancora abbastanza maturo; infatti, l'affettuosa esortazione del priore Raphael e di Agralea a me così cara, mi hanno insegnato a riconoscere che la mia forza non basta ancora per far diventare presto realtà la mia preghiera. Forte però sorge il desiderio di dimostrare a Te il mio amore; ed io penso che non esisterebbe nessuna prova maggiore, che andare volontario sulla via che Tu, o Amore onnisantissimo, percorresti per i figli tuoi.

Certamente nessuna via di un piccolo fanciullo può essere paragonata alla Tua; ma non potrei dimostrarTi meglio il mio amore, facendo ciò a cui il mio cuore mi spinge? O Padre, caro Padre, mostrami la via che Tu hai previsto per me, e fammi diventare un figlio a Te compiacente. Vedi, io metto tutto nelle Tue mani, e voglio seguire coloro che, per grande amore, sorvegliano la mia via e mi conducono a Te. Benedici i Tuoi primi, per quanto fanno per me”. Non appena Karmatha termina la sua preghiera, sul Santuario si mostra un Raggio. Subito dopo entra di nuovo Agralea, e dice:

“Mio caro Karmatha, guarda Iddio, il santo e diletto Padre è con te; Egli ti mostra il Suo Raggio. Ora seguimi, perché Raphael attende”. Come giungono nel boschetto, l'angelo-principe pone la sua mano sul capo del fanciullo, lo guarda profondamente negli occhi e dice:

“Figlioletto Mio, ora sei maturato di un grado, e perciò posso discutere più facilmente con te. Nella stanza consacrata, nonostante il tuo desiderio, è penetrata in te una bella pace, provenendo dal Raggio del Santuario. Rivelami quali pensieri ti colmano. Cosa ti voleva dire il santo buon Padre, con il Raggio?”. – Per un po' Karmatha riflette, poi guarda Raphael e dice:

 “Priore Raphael, tu mi doni il tuo grande amore, perché mi hai trovato degno di discutere con te, sebbene io sia ancora un pargoletto, poiché il mio è un desiderio assai serio. Tu vedi veramente dentro di me molto meglio di quanto io possa aprire il mio cuore; tuttavia voglio mostrarti in amore e obbedienza ciò che mi smuove.

 Quando attraverso l'affettuosa esortazione della mia cara Ajera mi fu fatto notare che oltre al desiderio ci deve essere anche qualcos'altro, il mio ancora grande buio conoscitivo venne illuminato, sebbene fino ad allora io credevo che fosse già ben chiaro in me. Le poche parole svelarono la mia assai debole luce. Ciò nonostante ero nella convinzione che il caro Padre avrebbe dovuto pronunciare ugualmente il Suo sì, e l’amen, non appena Gli avessi avanzato la mia preghiera. Ma guarda, non mi ha parlato, invece mi ha mostrato solamente un Raggio di Luce. Con questo vuole certamente indicare che io sto soltanto su un gradino del primo Raggio, e ci vuole ancora molto prima che io diventi maturo per compiere ciò a cui anela il mio amore ben sincero, ma certo molto piccolo. Perciò ho messo tutto nelle sante mani del Padre. Ma tu sai, o caro buon priore, mi è costato qualcosa farlo così, completamente senza riserva; non mi sarà facile rinunciare al mio desiderio. Perciò prego te e la buona Agralea: parlate voi due col Padre, forse Egli asseconderà lo stesso alla mia preghiera e mi lascerà andare. – Oh, correte, comunicateGli come stanno le cose nel mio cuore”. – I principi accarezzano il fanciullo e parla Agralea con grande benevolenza:

 “Caro Karmatha nostro, il tuo cuore è ancora così piccolo e ciò nonostante vi dimora già un amore delizioso, ma vedi, se ora tu vai su quella lontana Terra, allora ti chiedo: puoi già compiere il cammino, così che dopo tu possa ritornare presto da noi?! Noi ti amiamo, e nel senso della vita celeste dovremmo sentirne la mancanza. Ci vuoi far questo? Vuoi star lontano così a lungo dal Padre, da noi e anche dalla tua compagna di giochi? Parla! Non vi è alcun pensiero di questo nel tuo cuore?”.

 Le efficaci parole non mancano di fare il loro effetto, e subito Karmatha non sa che cosa deve replicare a queste. Egli pensa a tutta la gioia celeste ricevuta finora, ai fanciulli e agli angeli, agli anziani, ai guardiani e ai principi e – in particolare – al Padre. Doversi separare da Lui, forse per un lungo tempo, probabilmente senza vederLo, sono cose che d'un tratto gli stanno duramente dinanzi mentre le esamina. Esitante, guarda dall’uno all'altra e dice:

 “O priore Raphael, e cara Ajera, che cosa devo fare? A questo, veramente, non ci avevo pensato. Ora non so più che partito prendere. Posso lasciarvi, soprattutto il Padre? I miei compagni di gioco, la mia diletta sorella Sama?! – Ed io, che volevo mostrare al Padre Santo quanto Lo amo! Oh, dite: che cosa devo fare!?”. – Allora Raphael lo solleva, lo stringe al suo cuore e dice:

 “Karmatha, ora andiamo dal Padre, Egli saprà darti il consiglio migliore. Riconosci tuttavia che non è facile formare nel cuore un fuoco acceso per la santa fiamma della vita, perché una decisione, una volta presa, ha bisogno innanzi tutto della necessaria e profondissima maturità, prima che si possa riuscire a diventare ciò che ci si è preposto. Se stendi la mano verso una meta, allora bada che dapprima tu conosca precisamente la via che ti porterà lì nel tempo più breve. Se la meta ti è ancora sconosciuta e nascosta, allora non guardare alla fine, ma prima, all'inizio. Solo così arriverai alla via, e raggiungerai la meta!!

 Impara ad osservare la via, senza perdere di vista la meta, allora un giorno compirai cose grandi. Perciò, evita solo di guardare in lontananza, perché ti farebbe perdere la via. La più grande attenzione deve essere rivolta ai passi che si fanno. Quando hai oltrepassato la metà del tuo cammino, allora può ben essere rivolto un intento più grande alla fine, perché la meta è più vicina. Se fai così, allora non perderai né la via né la meta, anzi la via porta la meta, ma la meta porta il coronamento! - Ora ti porto dal Padre; la nostra amata Agralea ci accompagnerà”.

 Così percorrono la meravigliosa via della Luce che porta a Rajona, nella santa Casa del Sacerdote, alla quale in ogni tempo hanno accesso i primi. La porta è aperta, aperto è il Santissimo, un segno che possono proseguire fino al trono di Grazia. Là i principi presentano Karmatha al Padre-Ur. Egli lo benedice con calma, come anche benedice i principi, e dice:

 «Figlio Mio! Io vedo la fiamma d'amore del tuo, in verità, piccolo cuore, ma molto puro, ed hai procurato a Me, quale Padre, una grande gioia. Davvero, dei tuoi coetanei, e perfino tra i molti figli della Luce, non ce ne sono molti che, per servirMi, sacrificano con tutto il fervore la loro grande umiltà d’amore.

 Tuttavia accadde secondo la Mia volontà che tu comprendessi il fatto che, nonostante l'amore, manchi ancora in conoscenza e forza, soprattutto nella giusta pazienza e fiducia, sulla fede nella Mia migliore e costante conduzione che ogni figlio anche ottiene non appena si affida in completa fiducia alle Mie mani. Così, poi, Mi è piaciuta anche la fine della tua preghiera, molto di più che il tuo apparente incendio del cuore, che ha ricevuto il suo nutrimento dal pensiero che Io, per così dire, non potevo che prestarne ascolto subito, se tu, secondo le parole, Mi affidavi la guida, soprattutto avendone seriamente presentato una buona e, in sé, giustificata. Tuttavia, specialmente per amor tuo, Mio amato figlioletto, Io non posso dire 'sì', ancora per lungo tempo. Anche nel piccolo tu riconosci quanto ancora ti manca per compiere ciò per cui ti spinge il tuo cuore ardente d'amore.

 Ho lasciato cadere su di te la pochezza di un raggio, ed hai bisogno di sette raggi completi per compiere ciò che c’è dentro in te. Ora esaminati, verifica preghiera e via, e riconosci inoltre che cosa hai pensato. Poi dimMi cosa emerge in te nuovamente; dopo continueremo a parlare». – Il Padre tiene il fanciullo in braccio, lo bacia e aspetta, finché parli. Karmatha riflette, mette poi confidenzialmente le braccia intorno al collo del Padre, si stringe al santo Cuore ed ammette:

 “O caro Padre Santo! Ora mi hai aperto per bene gli occhi ciechi. Oh, dimmi: ho recato del male alla Tua fondamentale Bontà, invece di procurarTi amore e gioia? Come ho potuto essere così sciocco a persistere in una preghiera per la cui maturità, di fatto, io sono ancora troppo debole e piccolo? Ah, mio caro Padre, come posso riparare a ciò? Dimmelo! Allora potrò continuare a parlare di ciò che Tu mi hai chiesto nel Tuo sublime Amore. Mostrami che cosa devo fare, cosicché Tu sappia quanto volentieri per Te io vorrei andare su quella tenebrosa stella mondiale, per annunciare la Tua Luce, soprattutto il Tuo grande Amore”. – Questa umiltà provoca nei principi della Luce che stanno alla destra e alla sinistra del Padre, grande gioia; e il Padre, stringendo il pargoletto ancora più forte al Cuore, risponde:

 «Karmatha Mio, ora non sei più un piccolo figlioletto, bensì sei un figlio cresciuto. Rallegrati. Mi hai procurato veramente una grande gioia! Così Mi piaci molto più di quando venisti prima con il tuo ben intenzionato desiderio. Per raggiungere la meta, nessun fanciullo ha bisogno d'altro che venire sempre da Me senza secondi fini, siano essi anche giusti a riguardo del grado di conoscenza. La cosa più giusta è guardare alla Mia santa amorevole Volontà e l’incondizionata dedizione a Me! Allora un figlio ha guadagnato tutto. Non esiste beatitudine più grande né gioia più grande in nessuna condizione del Cielo più alto, che la beata gioia di poter giacere al Cuor Mio così come giaci adesso con Me! Perciò rifletti, perché non hai bisogno d’altro. La conoscenza ha portato il tuo cuore completamente a Me, per quanto il tuo animo infante lo possa afferrare. E ora continua a parlare; voglio sentire ciò che hai ancora da esporre».

 Karmatha guarda il Padre negli occhi e dice: “Padre mio buono, Tu adesso mi hai dato così tanto, che il mio cuore riesce appena a contenere. Com’è meraviglioso tutto ciò che Tu fai! Sì, ora vedo la Tua via con occhi completamente differenti; tuttavia in me rimane la preghiera che io un giorno possa percorrere la via per la Tua Luce e per il Tuo Amore. Solo, riconosco che per me non può essere ancora a lungo il tempo. Se un giorno sarò maturo nella Casa dell'Amore, così che possa ardire un prossimo passo, allora benedicimi, affettuoso Padre Santo. Dammi la Tua pace, …e il Tuo comandamento. Poi lasciami entrare nella Casa della Pazienza, poiché di questa caratteristica mi manca ancora tutto ciò di cui ho più bisogno, altrimenti avrei guardato senza smania al rapido adempimento della mia preghiera. Vorrei accogliere la misura a me spettante da questo fondamentale raggio di Vita, e solo dopo, Tu, Padre di ogni misericordia, mi farai già addentrare dove devo camminare, finché un giorno anch'io potrò calcare la stella dove i tuoi stessi santi piedi hanno camminato”. – A questa preghiera, Raphael e Agralea acconsentono con velata esultanza. Allora il Padre prende i Suoi felici figli in un solo abbraccio, li benedice e parla:

 «Karmatha, la tua preghiera è esaudita! Un giorno ritornerai nel Mio Regno, allora riconoscerai che Io scelsi per te il migliore, più benedetto tempo, poiché se la Terra, dopo il Mio insegnamento lasciato in eredità, è giunta alquanto di nuovo al vero aspetto, ha bisogno di un rinnovamento, e il Mio cammino terreno stravolto fino alla più grande irriconoscibilità deve essere avvolto nella Luce più chiara, e devi essere tu a dover compiere per questo tempo la parte più grande e più importante del lavoro. La Luce procedente attraverso di te, come diffusione della Verità, sarà il fondamento per conoscenze ancora più profonde che basteranno fino all'ultimo tempo della Terra. Questo fondamento porterà l'ultima Rivelazione. Entrambi apriranno per sempre a tutti i figli la porta della vita eterna.

 Chi poi riconosce nel proprio cuore il Mio cammino di Vita a te rivelato, ed agirà di conseguenza, avrà fatto della Mia via la sua, e così in un tale figlio la Mia fondamentale Luce-Ur sarà perfettamente vera. Sulla pietra angolare della conoscenza data attraverso di te, per i figli della Terra il Mio Amore e la Mia Verità diventeranno innovazione e testamento come eterna salvezza, come quando fu portata ‘l'Arca’. Poco prima della fine del mondo Io preparerò poi ancora uno speciale ricovero di Grazia, in tal modo i Miei otterranno una Patria eterna.

 Io sono Tutto in tutto! Io posi la pietra angolare per la Terra durante la Mia via di redenzione¸ ma fino a quando tu non comincerai la tua alta missione da Me benedetta, questo Fondamento-Ur sarà di nuovo nascosto. Gli uomini lo coprono da se stessi. Perciò sarà portato nuovamente attraverso di te e poi dovrà agire la Mia Misericordia, secondo la Mia Rivelazione.

 Perciò sii diligente, figlio Mio; serviMi con amore, sii pieno di umiltà, e obbediente verso Raphael e Agralea, anche se hai ricevuto un’alta promessa. – Anche voi, prime Luci del Mio Cuore, accogliete la Mia suprema benedizione. Voi siete i pilastri saldi, riconoscete che cosa porta il lontano futuro. Misurate bene ciò che siete per il Mio Cuore; ma la profondità-Ur di base, dal quale verrà il nuovo divenire, resta celato anche a voi. Lo percepite soltanto nell'immaginazione, perché l'Opera del Giorno per il Regno non porta ancora la perfetta fine.

 Per l’amore di quel Giorno della Creazione non vi rimane più molto da indagare, avete fatto del Mio Cuore quasi il vostro e il vostro cuore comprende quasi il Mio! Sì, le vostre fiaccole sono diventate un respiro vivente della Mia divina Essenza-Ur!». – Raphael e Agralea ringraziano ferventi il Padre e s’inchinano profondamente dinanzi alla Sua celeste Magnificenza. Karmatha non può ancora riconoscere chiaramente la profonda unione, perciò in maniera filiale accarezza il Padre e segue poi volonteroso i primi, procedenti in testa.

 

[indice]

 

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Cap. 2

 

L’angelico servizio d’Amore

Il primo “grande” discorso di Karmatha

Il compiacimento del Padre

 

1.  Raphael, Agralea e Karmatha sono tornati su Rajona. Sama accorre e domanda del loro lungo rimaner fuori. Molti fanciulli si erano riuniti nel giardino di casa e anche altri fanciulletti erano pure arrivati sotto la guida di Alaniel e Madenia. E tutti aspettavano i genitori della casa. Sorridendo Raphael accarezza alla soave fanciulla i capelli ricciuti. Essi da tempo conoscono le vie del Padre, perciò a loro il messaggio non è nuovo, ma di fronte ai fanciulli custodiscono la loro conoscenza per il loro bene, per formarli per la via della salvezza comune. Perciò Raphael risponde così:

2.  "Mia cara fanciulletta, ci porti un vero gioioso messaggio. Torna pure indietro veloce ed annunciaci agli ospiti. Dopo verrai a sapere dove è stato il tuo compagno di gioco Karmatha. E tu, Karmatha, va avanti, noi vi seguiamo”. Allegri, i fanciulli corrono via. Le domande di Sama rivolte a Karmatha strada facendo, non possono aver subito una risposta. Egli è occupato dal pensiero di come il Padre Santo guida tutto così meravigliosamente, perché, di certo, così egli crede, Alaniel e Madenia hanno ricevuto l'incarico di venire soltanto a causa sua, perché aveva chiesto il gradino della pazienza. Pure di questo, Raphael ne parlerà certamente, egli pensa, e per questo lascia tacere i suoi pensieri. Ma prima che giungano alla fonte nel boschetto dove si sono radunati i lieti ospiti, Karmatha stringe a sé Sama con gesto assai grave, e dice:

3.  "Sama, mia leggiadra compagna di giochi, fino ad ora siamo stati insieme di animo felice e sereno, e così può anche rimanere. Soltanto che noi cresciamo nella conoscenza, come si mostra anche nel nostro corpo. Questo significa, assumere buoni e, più tardi, doveri santi. Arrivato questo tempo dobbiamo aiutarci l’un l’altro servendoci amorevolmente, non importa dove ci troviamo, se uniti, se separati per breve o per lungo tempo. Il caro Padre Santo ha unito i nostri cuori, essendo nati da un respiro. Noi siamo una cosa sola, come il Padre, quale nostra eterna Sorgente di vita, è Una cosa sola con noi e come vuole che noi diventiamo Una cosa sola con Lui. Tu sai bene quanto me che questo secondo divenire-uno sta solamente a noi. Se l'amore per Lui cresce, amore che per noi è sempre soltanto il Padre buono, allora riconosciamo la giusta Luce, e in seguito a ciò diventeremo un utile membro nella comunità dei figli già serventi.

4.  O Sama, cerchiamo di essere diligenti, affinché possiamo rimanere sempre uniti, come vogliamo anche fervidamente pregare, dal più profondo del cuore, di rimanere fedeli al Padre nostro immensamente buono in amore sempre crescente". Questo è il primo discorso di conoscenza di Karmatha. – Sama ascolta sorpresa le parole del compagno di gioco. Dove ha imparato tale sapienza? Sospetta che lui abbia intrapreso una nuova via, e forse, è rimasto presso il Padre durante l’assenza. Un pensiero che in lei prende sempre più forma. Nella sua grande gioia per il fatto che a lui è capitato questo, dice subito:

5.  "Karmatha, quanto è enormemente felice il mio cuore! Voglio fare ciò che mi dici tu, e qualunque via percorrerai, allora rimarrò e voglio rimanere nel cuore, sempre, ciò che mi è permesso essere per te dalla bontà del Padre. Sì, vorrei procedere avanti con te, affinché anch'io diventi una figlia servente. Ma questo lo voglio lasciare al Padre; il Suo operare avviene per il nostro meglio. Abbiamo inoltre il nostro caro priore e la carissima Ajera, ed è una Grazia sublime che Abba ci abbia donato tali buoni genitori celesti, di cui possiamo essere figli. Ora però vieni, annunciamo l'arrivo di Raphael e Agralea".

6.  Karmatha si rallegra molto sulla comprensione che Sama gli dimostra, sentendosi tutt'uno con lei. Arrivati alla fonte, salutano Alaniel e Madenia con rispettoso amore, dopo anche gli altri fanciulli, e adempie coscienzioso il suo incarico.

7.  Alaniel dice: «Mio caro Karmatha, ho inteso il tuo discorso quando stavi con Sama sotto gli alberi. Sono felice per te, e il Padre mi ha mostrato or ora il Suo compiacimento. Anche tu, piccola Sama, hai ricevuto un cuore assai comprensibile. – Oh, quando dei figlioli si sforzano talmente, allora il Padre, il Santissimo–Ur, sa ricompensare nella Sua gioia lo sforzo. Solo, ricordatevi in ogni tempo che Egli vede e conosce tutto, allora la vostra via vi condurrà veramente in alto, così che scorgerete in Lui non soltanto il Padre, ma più tardi potrete scorgere anche le sacre essenze del Sacerdote, di Dio e del Creatore, i quali costituiscono, con la parte di Padre, il ‘grande Cuore-Ur’. Con ciò il Padre vi sarà veramente vicino.

8.  Ora, fanciulletti, Egli è per voi unicamente il buon Padre estremamente indulgente, che si rallegra dei vostri giochi, vi accarezza, vi protegge e vi concede nient’altro che Amore e Luce. Finora avete solamente percepito che cosa accade nella santa Città e sul nostro Sole Centrale primordiale. – Solo con l'ultimo discorso di Dio vi è stato concesso di udire qualcosa di cui prima non avevate nessuna idea. Infatti, cosa accade oltre il muro di Luce, non potete certo comprenderlo. – Tuttavia un giorno vi dovrà pur essere rivelato; voi non dovrete per sempre rimanere fanciulletti. Per questo la vostra conoscenza deve crescere, com’è da scorgere in Karmatha e perfino già nell’amabile Sama. Sì, contemplatevi il buon Padre più da vicino, non esitate, e non abbiate nessun timore di Lui; Egli vorrebbe volentieri che voi entraste completamente nel Suo Cuore. Non esiste luogo più santo che il Cuore del Padre, il Cuore-Ur! Questo vi aprirà un giorno anche la Camera di Dio, Sacerdote e Creatore, e in ciò avrete in eterno una Patria perfetta».

9.  Tutti ascoltano solennemente le parole di Alaniel; nel cuore si desta l’anelito di giungere sempre più vicino al Padre. Sono così immersi in questo pensiero, che non si accorgono dell'arrivo di Raphel e Agralea. Così essi circondano festosi i principi della Luce, mentre Raphael, stando dietro il gruppo, comincia improvvisamente a parlare:

10."Alaniel vi ha rivelato la completa e pura verità, cari fanciulletti. Prendetevi questo particolarmente a cuore, e lavorateci. Vogliamo vedere subito fin dove arriva ogni fanciullo. Andate perciò sotto quel gruppo di alberi che portano i meravigliosi frutti. Poi noi verremo da voi e vi metteremo alla prova, come esempio. Solo Karmatha e Sama resteranno presso di noi per via di altri compiti. Dopo mangeremo un lieto pasto; forse – se avrete risolto bene i vostri compiti – ci toccherà ancora una particolare benedizione dal Padre buono”. – Allora tutti i fanciulli saltellano giubilando intorno a Raphael, e anche gli altri principi si stringono loro affettuosamente attorno e, a un cenno di Raphael, vanno docili al gruppo di alberi indicati.

11.Dopo che i fanciulletti si sono allontanati, Raphael dice: "Mio caro fratello Alaniel, e tu, soave sorella Madenia, per i due fanciulli io voglio esprimere ciò che il Padre vi ha trasmesso e che cosa ci ha portato su Rajona. Presto arriveranno qua anche gli altri fratelli con le sorelle, affinché il cerchio sia completo quando esercitiamo la funzione affidataci. Ciò che facciamo, però, accada nel Nome del santissimo Sacerdote Melchisedec.

12.Karmatha, che è cresciuto nel cuore mio e di Agralea, ha raggiunto quel grado che gli permette di salire sul gradino successivo. Questo non gli sarà così facile come lui infantilmente crede. Eppure, la sua volontà è buona. Questa via, secondo la santa amorevole conclusione del Padre, Sama non la può sempre percorrere con lui, ma a noi è affidato di non sminuire la sua gioia, bensì aumentarla ed aggiungere quella Luce spirituale in seguito alla quale lo si può affidare di buona volontà alla conduzione del Padre, e adempiere così anche la sua via.

13.Non appena sarà presa la decisione, vi preghiamo di accogliere Karmatha nella vostra Casa. Lasciate che Sama prenda alloggio presso di voi, così che possa stare qualche volta insieme al suo compagno di gioco e non resti indietro sulla sua via. Le spetta di procedere accanto a Karmatha, così quando lui un giorno avrà completato il suo previsto cammino terreno, resterà insieme a noi uniti per tutti i tempi". – Quando Karmatha sente questo, diventa beatamente felice. Egli può appena afferrare che il Padre ha voltato così rapidamente la sua via, e Lo ringrazia con gran giubilo; inoltre, attende modesto la risposta di Alaniel. Madenia lo abbraccia affettuosamente, mentre Sama giace nel grembo di Agralea.

14.Alaniel risponde: "Caro fratello Raphael e Agralea, amabili fiori del Padre, ci portate grande gioia quando possiamo accogliere presso di noi uno dei vostri figlioli. Già molti fanciulletti sono passati dalle nostre Case. Il Padre ci ha già rivelato la Sua Volontà di porre speciale considerazione sulla via di Karmatha. Possiamo agire diversamente dal santo Amore-Ur? O Raphael e Agralea, vicini al Padre, vi ringraziamo che ci affidate un fanciullo della vostra Casa. Benedetto deve essere l'attimo della Creazione quando Karmatha metterà il suo piede oltre la nostra soglia". – Karmatha non comprende ancora il senso, sebbene si parli soltanto di lui, ma serba le parole fedelmente in sé, che più tardi gli porteranno benedizione. Inoltre, non domanda nemmeno, poiché nel ritrovarsi coi primi ha riconosciuto che non c'è bisogno di comprendere tutto in una volta. Verrà il tempo in cui potrà penetrare profondamente nell'operare della Creazione.

15.In un primo momento essi vanno dai fanciulli in attesa, e sono di nuovo circondati da loro gioiosamente, poiché essendosi consultati hanno già imparato così un primo servizio d’amore. Anch’essi aspettano però pazienti chi sarà chiamato; ma nessuno si fa avanti. Raphael sceglie un fanciullo più anziano dalla Casa di Alaniel e uno più giovane dalla sua schiera, li mette accanto a Madenia e dice:

16."Cari figlioli, ora vogliamo vedere se il Padre può rallegrarsi di voi. Harrendo, il nostro più anziano tra voi, porrà le domande, e il piccolo Thoranet dovrà rispondere, ma anche gli altri possono parlare". Tutti i fanciulletti si mettono subito ordinatamente dietro il gruppo, così che i più piccoli siedono davanti. Harrendo si alza, va avanti e comincia con buona sicurezza:

17."Noi fanciulli sappiamo che il buon Padre ci ama, e anche noi Lo amiamo, ma lo conosciamo ancora troppo poco. Come impareremo a conoscerLo meglio più da vicino?". – Thoranet risponde: “Noi dobbiamo amarLo ancora molto di più, e quando saremo nuovamente presso di Lui, dobbiamo dire senza timore: 'Padre, Ti vogliamo bene!".

18.Harrendo domanda: "Questo è giusto. Basta però al Padre? Non possiamo mostrarGli ancora in altro modo il nostro amore?". – Risponde Thoranet: "Noi siamo ancora fanciulletti; al buon Padre basterà sempre se Lo accarezziamo. Allora sentirà quanto Gli siamo affezionati. Un giorno, solo quando saremo cresciuti, potremo portare anche altre prove e donarGli qualcosa di particolarmente grande".

19.Dice Harrendo: "Il Padre vede ben questo come dimostrazione, eppure dobbiamo venirGli più vicino, affinché – come nell'Amore – così cresciamo nell’apprendimento. Come possiamo fare questo?". – Thoranet riflette un po’. "Dobbiamo pregare, affinché sia rivelata la via di cui parlava il priore Alaniel: dal Cuore del Padre, nel Cuore di Dio, Sacerdote e Creatore! Allora riconosceremo il santo Cuore-Ur. Soltanto, che io non so come dobbiamo far questo".

20.Allora si fa avanti un fanciullo più grande e dice: "Thoranet è troppo piccolo perché risponda a domande così difficili; è troppo difficile anche per me. Ma il Padre ha sicuramente una grande gioia di lui, perché risponde così bene. Non ci sarà facile giungere nell'intero Cuore-Ur. Dobbiamo passare ad un nuovo gradino di conoscenza. Se restiamo ubbidienti, riconosceremo la Volontà del Padre come la migliore, e se faremo ciò che ci dice, troveremo la Porta per il Cuore di Dio, ma dobbiamo anche seguire il priore e Ajera e, per amor di loro, fare ciò che ci dicono, poiché essi conoscono molto bene il Padre e riconoscono sempre la Sua santa Volontà". – La risposta è elogiata. Seguono ancora parecchie dichiarazioni su questo. I fanciulli sono così zelanti nella faccenda che non si accorgono dell’avvicinarsi di parecchie alte figure luminose che erano giunte fin dalla prima domanda posta, ed avevano ascoltato gioiosi l’intero dialogo. Dopo ulteriori domande e risposte, mentre i fanciulli prorompono in nuova gioia, Muriel si avvicina a Karmatha e dice:

21."Incantevoli fanciulli! La vostra gioia è grande, ma cosa succederà quando il Padre sarà in mezzo a voi? Voi Lo avete  desiderato, ma adesso Karmatha dovrà prima rispondere alle domande, affinché vi mostri, come lui, uno dei più anziani di voi, abbia messo in moto tutto nel suo cuore. Perciò parla, Karmatha”. – Dopo che il giubilo sulla venuta dei cinque arcangeli-Ur e di altri arcangeli si è un po’ calmato, Karmatha fa un passo avanti, guarda i principi uno dopo l'altro e dopo un po’ dice ad alta voce:

22."Il Padre ha detto a noi fanciulli che dobbiamo amarLo sopra ogni cosa, e questo è dunque per noi il Suo primo comandamento, comandamento che – anche se ancora con forza minore – dobbiamo osservare. Tuttavia non dobbiamo essere ubbidienti solamente secondo la Parola, perché questo al Padre non apporta una particolare gioia finché siamo così piccoli come lo è il nostro carissimo Thoranet", Karmatha abbraccia l'angioletto e rimane così con lui durante il suo discorso, "il suo amore offerto al Padre procurerà più gioia, che se chiedessimo già di cose che noi non possiamo certo ancora comprendere.

23.Quando però saremo grandi, allora il Padre Santo potrà pretendere da noi di più. Dobbiamo imparare a sentire cos’è l’amore! Quando noi fanciulletti abbiamo avuto il permesso di stare per la prima volta nel santissimo Santuario, noi più grandicelli abbiamo riconosciuto che c'è qualcosa di profondo intorno all'Amore per il Padre. Ma dobbiamo sperimentare che cosa opera veramente questo Amore.

24.Il Padre Santo che ci dona gioia e beatitudine su beatitudine, può non considerare con santa Serietà come deve essere fatta la gioia, così che ci riempia anche completamente? Sì, per causa nostra e non per causa Sua Egli, per esempio, esamina con molta cura come devono essere fatte le beatitudini che, nello stesso tempo, ci devono essere un giusto insegnamento". Karmatha si volge al gruppo di fanciulli e continua a parlare:

25.“Non è beatitudine grande che il caro Padre ci abbia mandato i Suoi alti principi? Ma Egli, fa questo solo perché noi stiamo insieme allegramente e teniamo conversazioni, tanto più che poco fa siamo stati nel Suo Santuario e subito dopo abbiamo ricevuto il primo pasto? Quale scopo avrebbe tale gioia? Certamente il Padre ha ancora qualcos'altro in mente, che soltanto rallegrarci! Egli con questo ci dà piuttosto il messaggio che dobbiamo lavorare seriamente, così che possiamo avvicinarci a Lui e, presto, riuscire ad entrare nel Suo Cuore divino. Però, dobbiamo pensar meno al ‘quando accadrà ciò’, ma piuttosto, questo: ‘Come deve essere?’. Con ciò, portare al Padre una giusta gioia; ma che ci porti un vero progresso, dipenderà da noi.

26.Se il Padre ci chiama nuovamente a Sé, allora è bene quando i nostri più piccoli Lo abbracciano. Questo fa bene al Suo Cuore, dopo che quegli esseri lontani Gli hanno inflitto tanto dolore. Invece il gruppo più vicino dovrebbe già sedersi umilmente ai Suoi piedi e prestare attenzione a ogni Sua parola. Quando poi ci troveremo nuovamente sui soli, dovremo meditare ferventi su tutto ciò che abbiamo sentito, finché anche l’incomprensibile diventi comprensibile. Il terzo gruppo a cui abbiamo il diritto di appartenere Harrendo ed io, dovrebbe tuttavia già domandare parecchie cose al Padre e farci spiegare ciò che ci serve.

27.Questo però non può accadere perché gli amati principi non c’istruiscono abbastanza, bensì per portare incontro al Padre l'amore più consapevole nella più matura conoscenza. Noi dobbiamo prendere seriamente a cuore di servirLo, di testimoniare l'amore nel servizio, il quale poi ci rivela la via per la parte del Cuore divino. Dobbiamo venire però con domande sensate. Gli alti principi amano Dio non solamente perché sanno che Egli è il Padre! Oh, no! Essi Lo amano pienamente coscienti! Essi prima ascoltano dentro di loro, e poi tengono una segretissima conversazione come io ho già potuto osservare due volte nella nostra Casa. Ogni volta, poi, sorge un chiaro splendore intorno alle loro teste, che irradia perfino il loro astro d'argento. Allora è quasi così quieto come nell'Onnisantissimo davanti al misericordioso seggio del Padre.

28.Questo è amore! Noi dobbiamo quindi imparare a tenere un giusto colloquio con il Padre, non solamente aspettare sempre finché Egli ci parli, poiché altrimenti avremo da attendere ancora a lungo finché si apra la Parte del Cuore paterno di Dio. No, cari fanciulletti, solo la zelante attività e il giusto colloquio con il Padre ci porta vicino alla promessa di cui Egli accennava e che fu presentata in metafora dal principe Alaniel, affinché noi la potessimo riconoscere facilmente.

29.Se siamo giunti a questo punto di conoscenza, allora non ci si può dimenticare di recarsi nella giusta gratitudine, perché solamente un figlio riconoscente porta al Padre l’autentico amore. Non esiste una gratitudine incosciente! Se vogliamo fare questo di cuore, allora la preoccupazione principale deve essere quella di formulare la gratitudine come un’autentica gratitudine. In questo modo cresce l'amore, e attraverso di esso la conoscenza.

30.Ogni conoscenza porta a nuovi e riconoscenti pensieri che stimolano nuovamente l'amore. Una cosa si dispone sull'altra, perché una cosa abbisogna dell'altra. Questo diceva il Padre nel Suo grande discorso. Allora io non compresi la Parola, ma la tenni dentro di me e ci meditavo spesso. Non è merito mio che ora l’abbia riconosciuta; è un dono. Il Padre vide che io volevo amarLo con tutto il mio essere, ed Egli benedisse me e voi, affinché io, quale uno dei vostri, ve lo potessi annunciare. Di conseguenza, lasciate agire noi figli più grandi.

31.Ma tu, caro Thoranet, fa così come hai detto. Accarezza il Padre non appena sarai di nuovo presso di Lui; in tal modo Gli donerai tutto il tuo cuore”. – Entrambi gli angioletti si abbracciano con affetto e si baciano. Allorché vengono circondati da due grandi braccia, e una voce a loro già familiare dice:

32.«Cari fanciulletti, per il Mio massimo compiacimento agite così. Tu, piccolo cuore (Thoranet), calmati e accarezzaMi come hai detto prima con coraggio. Dimostramelo così il tuo amore. – Invece tu, Karmatha, Mi hai procurato una gioia del tutto particolare; avremo ancora da parlarne più avanti». Thoranet supera il timore, che nel fondo più recondito è umiltà giustificata. Anzi, con tutto il suo timore abbraccia il Padre mentre Si china verso di lui, e si rallegra immensamente quando viene sollevato. Ora comincia con affetto a scherzare come soltanto un buon fanciullo può scherzare col Padre suo. Gli altri fanciulli, quando vedono questo, lo farebbero altrettanto volentieri anche loro un poco. Il Padre domanda a Thoranet se non vorrebbe concedere anche ai suoi piccoli fratelli e sorelle ciò che ora egli ha ricevuto.

 Subito il fanciullo chiede di essere messo giù, affinché tutti possano ricevere la gioia beata. Corre da Agralea, si stringe nelle sue braccia e guarda felice come i fanciulletti sono portati dal Padre. I più grandicelli attendono il momento in cui anch’essi possano dimostrare il loro amore. Questo accade presto. Il Padre riconduce i grandi e i piccoli al luogo della fonte, dove prima riposavano con Alaniel e Madenia. Là sono stati preparati dei tavoli carichi di delizioso pane, con acqua e frutta, e quattro angeli più grandi sono pronti a servire. Il Padre si siede a capo, Karmatha ha il permesso di stare alla Sua destra. Egli benedice il pasto e invita tutti i figlioli a gustare lieti e riconoscenti i Suoi doni.

 

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Cap. 3

 

Sull'interiore e l'esteriore

Il compito

La buona conoscenza di Karmatha

Benedizione di Raphael

Ingresso nella casa della Pazienza

1.  Terminato il pasto durante il quale è stato discusso in serena quiete di parecchie cose, il Padre si rivolge a tutti, e dice:

2.  «Figlioli Miei, Io vi fornisco sempre prove di quell'infinito Amore che vi fa costantemente arrivare ciò di cui avete bisogno per la vostra via. Figlioli e fanciulletti, credetelo, Io esamino molto precisamente cosa può essere dato a ciascuno, e in quale momento e come deve essere preparato. Voi non dovete ricevere solamente gioia e beatitudine, ma anche insegnamento, affinché ognuno cresca nella propria conoscenza. Il discorso di Karmatha è stato buono ed è già condito con una certa sapienza. Io vi elogio, poiché durante il pasto avete fatto attenzione e vi siete adoperati a comprendere e applicare la Mia dottrina. Voi, figlioli, giunti già un poco nella maturazione, ardete per questo, per puro Amore, per dimostrare a Me che cosa avete imparato.

3.  Ebbene, Io vedo che cosa vi muove; a Me nulla è nascosto in eterno! Perciò non siate afflitti se non è ancora il tempo di manifestarMi anche praticamente il vostro Amore. In primo luogo riconosco la vostra intenzione come un sacrificio d'amore già offerto a Me; in secondo luogo vi sarà data più tardi l'occasione per agire. Aspettate solo un po’; presto per voi si aprirà nuovamente la porta all'Onnisantissimo, dove Io stesso vorrò accettare il vostro amore anche nell'esteriore.

4.  Ricordatevi bene: per Me il più importante è l’interiore! Dove nell'interiore dimora il vero Amore, esso si dimostra anche nell'esteriore, perché non esiste un esteriore che non sia scaturito dall'interiore. Non esiste un esteriore senza l'interiore; ma ben nell’esteriore si può sorgere un puro interiore. Ciò nonostante ogni vita esisterà!! Questo voi non lo comprendete ancora. Perciò: guardate all'interiore, allora l'esteriore diventerà una benedizione non appena sarà necessario per una qualunque azione.

5.  Questa Creazione e molte altre ancora, Io le ho fatte sorgere anche nell'esteriore, perché per la maggior parte necessita di una formazione esteriore e di segni visibili tra i Miei figlioli. Il perché questo è accaduto, voi fanciulletti non lo potete ancora comprendere, ma vi sarà annunciato quando arriverà il vostro tempo. Perciò, per adesso sia questo l'insegnamento per voi a beneficio di tutti i figli: che l'amore esteriore sia un segno dell'interiore, che Io accetterò in ogni tempo, non importa in che modo Mi venga offerto.

6.  Se però si tratta di aiutare ad ottenere l’ulteriore progresso, allora ve lo comunicherò Io stesso se un amore formato visibilmente è proprio necessario, oppure se sarò completamente soddisfatto solo con un’offerta interiore. – Ora in voi si ridesta il desiderio di voler sapere come vi dovete comportare, così che il vostro fare e operare Mi porti sempre vera gioia.

7.  O voi, prediletti del Mio cuore, non preoccupatevi di nulla! Se Io per voi sono puro Amore, allora farò ben tutto per impartire quella Dottrina che porta assolutamente alla méta, se soltanto sarà presa giustamente in considerazione! Essere provati nell'attesa, vuol dire trovare umiltà!! Sforzatevi, affinché la prossima volta dinanzi al Mio trono, in presenza dei Miei primi, possiate offrirMi il vostro Amore. Allora dovrete sostenere una seria prova che vi farà entrare in nuove sezioni. Dovete diventare per Me, serventi ed energici figli. Attenetevi perciò alle Mie parole, e fatele rimanere viventi nel cuore! Io vi do la Mia paterna benedizione; la Mia pace sia con voi».

8.  Dopo questo, il Padre chiama una schiera di angeli serventi, i quali portano i figlioletti sul Sole Garapea nella Casa di Gabriel. Essi portano ancora parecchi fanciulletti che si trovano sotto la custodia di altri, ed assistono i più piccoli del Regno di Dio. Solo Karmatha e Sama rimangono indietro.

9.  Il Padre si rivolge ai Suoi principi e dice: «Voi, luci del Mio Cuore, esercitate la vostra funzione, la Mia benedizione è con il vostro lavoro. Entrambi i fanciulli hanno ricevuto abbastanza insegnamento, così che l’ulteriore buono sta nelle vostre mani. – La pace sia con voi». – Gli arcangeli-Ur e gli altri arcangeli incrociano le braccia sul petto, s’inchinano profondamente e dicono: "Santo, Santo, Santo sei Tu o Signore!". I fanciulli seguono l'esempio. – Dopo la partenza del Signore, Muriel e Zuriel prendono Karmatha in mezzo a loro e si recano da Alaniel, presso il quale stanno Michael e Uraniel. Gabriel occupa il posto dietro Alaniel, Raphael dietro Karmatha. Gli arcangeli formano un semicerchio intorno al gruppo e precisamente così che Karmatha può vedere tutti. Sama rimane al lato di Agralea e si trova tra lei e Pura.

10.Raphael comincia a dire: “Cari fratelli santificati in Emanuel-Ur! Un figlio della Mia Casa si è deciso volontariamente di percorrere la difficile via che in questo Giorno della Creazione deve essere percorsa quando un figlio del Padre, quale proprietà di Dio, quale santificato del Sacerdote, e quale essenza elevata del Creatore, vuol diventare uno col santissimo Abba, con l'eterno Creante, Conservante e a Sé riconducente.

11.Karmatha, il cui nome significa ‘esaminato e ben trovato’, poteva già, dopo un singolo insegnamento del Padre – anche se inconscio – aprire la porta che gli porti la via della salvezza. Esaminate ora voi se per lui è giunto il tempo di entrare nella Casa di Alaniel e di Madenia, che lo custodiranno con grande gioia, lo istruiranno con ogni cura, affinché egli possa percorrere la via dell'autentico struggente amore per il Padre. Io metto la verifica nelle vostre mani benedette”.

12.A queste parole i sei principi interpellati alzano la loro mano destra e dicono: "Santissimo, sublime Padre, Iddio, Sacerdote e Creatore! Ci appelliamo a Te in questo santo compito, noi agiamo secondo la Legge della Tua clemente e paterna Misericordia. Nel Tuo Nome, esclusivamente per il Tuo Onore, vogliamo fare cosa comanda il sublime efflusso del Tuo Amore. Alleluia!".

13.Dopo di lui parla Muriel: "Michael, tu mi sei di fronte in questo compito. Parla: che cosa desidera il fanciullo?". – Michael passa la domanda a Karmatha e questi risponde: "Il mio desiderio è di amare il Padre sopra ogni cosa, di servirLo e, giungere presto nel Suo Cuore divino". – Parla Michael: "A me la tua risposta piace". E rivolto a Muriel dice: "Il desiderio del fanciullo è vero e giustificato".

14.Dopo, Zuriel domanda a Uraniel che gli sta di fronte: "Perché il fanciullo pretende già adesso di entrare nel Cuore di Dio, sebbene sia stato solo una volta nell'Onnisantissimo?". – Anche Uraniel passa a Karmatha questa domanda, il quale replica: "Durante il grande, santo discorso del Padre, io intesi che Egli fa partecipe i figli nella Sua Opera di salvezza, figli che Gli sono servizievoli nel senso giusto. Io pure voglio servire con ardore, ma questo riuscirà solamente se io raggiungo la via il più veloce possibile nella santa parte del Cuore di Dio". – Parla Uraniel: "La tua risposta viene da un sentimento profondamente pensante". E rivolto a Zuriel: "Questo fanciullo è pronto a conoscere come deve essere servito il sublime santo Abba, per entrare nei diritti di un figlio".

15.Dice Muriel: "È già abbastanza maturo il fanciullo per fare questo difficile passo? Chi gli fa da garante, affinché rimanga sulla via che vuol percorrere con tutto l’amorevole ardore?". – Risponde Karmatha, al posto di Michael, a cui era rivolta la domanda: "Io voglio camminare con tutta la serietà, memore delle parole ed esortazioni del Padre e anche delle vostre. Io stesso non posso dare alcuna garanzia, ma il Padre Santo sia il mio Garante!". – Parla Michael: "In verità, Karmatha, è il Signore ad illuminarti. Giusta è la tua parola. Ed io dico: Muriel, il fanciullo rimarrà sulla via, anche se durante il cammino sulla Terra alle disposizioni non sempre potrà porre contro pienissima resistenza. Egli si appella alla migliore Garanzia. Sia questo il segno per noi".

16.Zuriel domanda ad Uraniel: "È bene che il puro fanciullo percorra la via delle tenebre? Non sarebbe educato meglio solo presso di noi?". – Karmatha, invitato alla risposta da Uraniel, dice: "Vorrei ben vivere nelle magnifiche sfere; ma il Padre ha rivelato il Suo cammino di Umiltà, cammino che Egli ha fatto certamente non soltanto per quegli esseri sulla Terra, ma per tutte le creature, anche per noi piccoli fanciulli. Le sfere del Cielo rimangono finché lo vuole il Padre, ed io penso che Egli non le elimini. Così a me non andranno perdute. Io però voglio diventare un figlio servente. Sono protetto dal Padre e guidato da voi primi! Allora non ho bisogno di temere. Questa meta sta luminosa dinanzi a me!”. – Dice Uraniel: "Karmatha, hai visto bene. Mantieni la meta dinanzi agli occhi e il Padre nel cuore. Ed io dico: Zuriel, il fanciullo si manterrà alla nostra Luce superiore, anche sul sentiero della Creazione materiale".

17.Michael si rivolge a Gabriel: "Facciamo bene a questo fanciullo e alla Creazione, se lo lasciamo andare dopo la sua via preparatoria?". – Gabriel guarda amorevolmente Karmatha: "Karmatha, pensi ancora alla via che hai chiesto per te? Non ti pentirai di abbandonare i luoghi dei perfetti e beati fanciulli?". – A questo punto Karmatha piega in grande umiltà le sue ginocchia, a lui è come se gli stesse il Padre dinanzi che gli fa la domanda e lui risponde:

18."Il Padre vede il mio cuore, esso non Gli è nascosto. Anche voi, principi superiori, conoscete il mio sentimento, ma a causa del vostro compito vi comunico che nel mio cuore non dimora null'altro che un desiderio: diventare per il Padre ciò che Egli può aspettarSi da un buon figliolo. Io ho il presentimento che la mia via non rimarrà così come la bramo, tuttavia certezza colma il cuor mio, che il buon Padre Santo, e anche voi, quali fedeli custodi, mi starete a fianco soccorrevoli in ogni tempo.

19.Voi siete i più alti dinanzi al Signore, voi potete, in ogni parte della Creazione, compiere la vostra volontà, perché portate in voi la Volontà di Dio. Io non voglio diventare  come siete voi; non lo posso nemmeno, poiché il Signore che voi adorate come il sommo Sacerdote Melchisedec, non abbisogna d’altro per personificare le Sue sette Caratteristiche. Nondimeno, quello che voi vi siete già conquistati su quella stella lontana – ed io vedo luminoso e chiaro nelle vostre stelle – anch’io lo voglio conquistare, vale a dire: il servizio santificato nella Creazione di Dio!

20.In verità, non comprendo tutto ciò che voi avete detto; solo al momento giusto verrà anche la giusta comprensione, ed ora mi basta sapere che la via serve per il mio miglioramento. Perciò possa valere la vostra volontà come il Padre la mette nelle vostre mani. In umiltà, in gioia e in amore io m’inchino alla vostra decisione, qualunque possa essere".

21.A questa bella riconoscenza di Karmatha, dice Gabriel: "Michael, questa è stata una buona risposta! La pietra fondamentale posata alla nascita di Karmatha dal santo Creatore stesso, basta per adempire la preveggenza di Dio. Uraniel deve discutere ancora con Alaniel; tutti noi siamo diventati una cosa sola nelle intenzioni del Sacerdote e della Creazione". A questo acconsentono tutti i principi.

22.Uraniel domanda: "Alaniel, vuoi tu aver cura di Karmatha finché raggiunga il perfezionamento nella sfera della Pazienza? Vuoi diventare garante, come noi tutti, affinché la prevista parte della salvezza finale, attraverso Karmatha, per il massimo onore del Creatore e per la santa Misericordia, sia assicurata? Testimonia che la tua Casa è e rimane una buona protezione per Karmatha. Parla per te, per il santo onore del Padre, per l'onore anche della Casa di Raphael che avvenga con un sì e un amen al sublime cospetto del Creatore, che è il nostro Sacerdote, Dio e Padre, e davanti a tutte le Sue Opere!". Alaniel alza la sua mano destra, pone la sinistra sul capo di Karmatha, guarda alla santa Casa del Sacerdote sull'alto monte e risponde:

23."Io, servitore e architrave della pazienza, chiamato dal sommo Sacerdote Melchisedec, l’Emanuel-Ur di Gerusalemme, prendo in consegna la parte di garante a me spettante, e oltre, il compito affidatomi di custodire in giustissima pazienza il fanciullo". Gli altri arcangeli-Ur hanno steso altrettanto la loro destra verso il Santuario, e ora Raphael mette entrambe le mani su Karmatha e dice:

24."Il mio Amore va con te, fanciulletto donato alla mia Casa. Così ti voglio chiamare ancora una volta, sebbene il Padre ti abbia elevato a figlio. Lasciati benedire, Karmatha, ricordati del tuo priore e della tua Ajera, ricorda i fedeli custodi nella santa Gerusalemme e non dimenticare nessuno dei tuoi compagni di gioco. Innanzitutto mantieni aperta la via al Cuore del Padre attraverso l'amore, perché soltanto con, attraverso e nel Padre serberai l'Amore anche per noi, come noi sempre per te.

25.In verità non sei ancora rimosso da mezzo a noi, perché c’è bisogno di parecchio tempo ancor prima che tu possa percorrere la via della materia, ma ricorda: questa parte della via si può fare in modo giusto solamente quando tutti gli atti preparatori saranno diventati buoni. Perciò adempi seriamente il tuo compito di autentico, coscientemente pensante e crescente amore, com’è comandato a tutti i figli. Riconosci nel Comandamento il servizio del santo Amore in te, e sappi che ogni Comandamento è un indicatore di Grazia per il tuo stesso perfezionamento. Un Comandamento non è il minimo impedimento per la libera volontà, ma un indicatore di via e di guida per l’obiettivo del perfezionamento! – Quest’insegnamento basta per ora per la tua nuova svolta di vita".

26.– L'ultima parola di esortazione la pronuncia Gabriel: "Così sii tu, Karmatha, affidato secondo la santa Volontà-Ur del Creatore ad Alaniel e alla sua Casa". Egli conduce il fanciullo verso Alaniel che con Raphael lo porta nella Casa della Pazienza sul Sole Centrale primordiale Alphania. Tutti i principi della Luce vanno con loro. Sama cammina tra Pura e Agralea. Quando Karmatha, quale primo, ha il diritto di mettere il piede sulla soglia della Casa del Sole, i principi dicono all'unisono:

“Benedetto sia il tuo ingresso nella Casa della Pazienza”.

27.Sama ha il permesso di rimanere ancora un po’ con Karmatha, così che la repentina separazione non porti alcun danno al cuore dei fanciulli. Madenia avrebbe portato la fanciulla su Rajona, altrimenti Sama non appena sarebbe stato il tempo, avrebbe sofferto di malinconia. Invece appena i fanciulli intendono la decisione, sono felicissimi; infatti, la separazione imminente inizialmente aveva gettato su tutta la gioia una certa tristezza, che è giustificata anche nella Luce per via dell'amore. Ora ringraziano il Padre giubilando ad alta voce, ma anche i principi-angeli con affettuosità infantile.

 

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Seconda parte

 

Nella casa della Pazienza

 

 

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Cap. 4

 

La prima prova di ‘pazienza’

Una domanda non facile del Padre

 

1.  Alaniel e Madenia, come anche altri angeli superiori stabiliti da loro, hanno accuratamente guidato l’evoluzione di Karmatha. Ora il Signore li chiama nuovamente a Gerusalemme[2]. Con delizia essi accorrono per vedere Colui che è l’imperterrito anelito del loro Amore. Arrivati nella Casa del Sacerdote, i principi s’inchinano con mani incrociate davanti alla Cortina verso l'Onnisantissimo. Sin dal Golgota questa, per vero, è rotolata indietro, ma per l'insegnamento dei fanciulli più piccoli talvolta è chiusa. I principi parlano perciò per Karmatha:

2.  "Santo Amore, buon Dio e Padre! Dacci i Doni del Tuo Sacerdozio e insegnaci a comprendere le meraviglie della Tua potenza. Guarda clemente il desiderio del nostro Amore e considera in pazienza tutto il nostro fare e lasciare, affinché la nostra opera possa essere giustificata, benedetta e santificata. Noi Ti portiamo il sacrificio dell'umiltà, acceso alla fiamma della pazienza della Tua sublime Essenza-Ur. Fa che Ti sia compiacente il sacrificio e da Te santificato, così che possiamo oltrepassare con piedi puri la Tua soglia, per contemplarTi nello splendore della Tua magnificenza!

3.  Tu dimori completamente nei nostri cuori; e dove si rivolge il nostro passo, dove il nostro occhio vede l’Opera Tua, – dappertutto ci irradia la Tua bontà. Nello splendore di milioni di soli, in miriadi di stelle splendenti noi scorgiamo la maestà dell’Essenza Tua; e nel divenire delle Tue Opere si apre a noi la Tua vera inconcepibile Onnipotenza!

4.  Noi avvertiamo il Tuo sacrificato Amore pietoso che, nel raggio di Luce della Tua altamente sublime Quart’essenza e Settuplicità, fin dall'inizio dell’Opera Tua non è mai stata maggiore in nessun’altra Creazione che adesso. Ma proprio questa grandezza, a nessun fanciullo afferrabile, mostra il divenire del Tuo Amore alla Misericordia per tutto il visibile e l’invisibile, per lo svelato come per il segreto in Te. Mai la Misericordia verrà riconosciuta del tutto, perché essa è più potente della Tua Giustizia fondamentale!

5.  Noi contempliamo la bellezza del Tuo grande Amore, della Misericordia che ci è conosciuta! Rabbrividendo pieghiamo le ginocchia, in profonda adorazione il cuore e in venerazione il nostro capo dinanzi alla Magnificenza Tua! Se Tu sei pronto per noi, allora aprici il Tuo Onnisantissimo affinché ci sia permesso di incontrarTi. Poiché questa è la massima delizia, averTi davanti agli occhi e nel cuore, ascoltare le Tue parole, parlare con Te, intendere la Tua Volontà che deve accadere in ogni tempo".

6.  Dopo la lode di adorazione, domina un silenzio sublime. Karmatha – corrispondente alla sua comprensione – ha pregato insieme nel cuore. Ora attende l'apertura della Cortina. Una lieve impazienza lo invade, causata dalla lunga adorazione degli angeli; ed essa cresce quando nulla accade. Vorrebbe volentieri domandare ad Alaniel il perché non vanno nell'Onnisantissimo come usano far di solito, ma non osa; il silenzio solenne lo trattiene. Tuttavia, pregando guarda entrambi gli angeli, perché con questa chiamata sperava di passare presto al gradino successivo. Alaniel e Madenia non avanzano di un passo, né si muove la minima piega della Cortina. I principi attendono silenziosi.

7.  Il suo cuore diventa sempre più inquieto, finché, timoroso, alla fine sfiora implorando la mano di Alaniel: "O abate Alaniel, dimmi: che cosa succede? Di solito voi entrate subito nell'Onnisantissimo; oggi avete pregato a lungo. Avete bisogno di questa preparazione prima di potervi avvicinare al seggio della Grazia. Questo tuttavia non lo posso credere. Perché ora il Padre indugia?"

8.  Alaniel risponde: "Karmatha, sei stato tanto tempo nella nostra Casa e ancor sempre ti manca il meglio per questo gradino, senza il quale non potrai mai progredire. Il Padre ti svelerà il perché indugia e perché c’inchiniamo così a lungo. Invece di fare tante domande, dovresti entrare in te; forse riconoscerai da te stesso per quale ragione, secondo il tuo parere, il Padre ti fa aspettare". – Nonostante tutto, Karmatha sorride alle sue gravi parole, mentre Madenia lo stringe delicatamente a sé. Karmatha guarda i principi, poi guarda alla Cortina chiusa, e improvvisamente gli viene la conoscenza.

9.  Avvilito, esclama: "O Alaniel, Madenia, perché non mi avete dato subito un conveniente avvertimento di come stanno le cose? Ora mi devo vergognare molto amaramente per la mia grande impazienza! Ah, proprio vero che allora il Padre non viene, e questo sta in me solamente. Io non sono stato trovato degno di andare nell'Onnisantissimo. – Lasciateci soltanto tornare subito indietro, affinché possa ancora riparare ciò che io stesso ho rovinato.

10.Volevo portare il mio cuore al Padre e seguire la Sua chiamata per amore, anche se non sempre ho agito per la Sua gioia. Oh, cosa devo fare?!". Sconsolato Karmatha guarda dinanzi a sé, non osa nemmeno alzare gli occhi, bensì pensa contrito ai suoi errori. Ad un tratto è sollevato, e prima che se ne renda conto, giace nelle braccia del Padre. A destra e a sinistra stanno Alaniel e Madenia, entrambi posano una mano sulla spalla di Dio. Egli però sorride amorevolmente e dice:

11.«Karmatha Mio, caro fanciullo, appena in tempo hai superato la prova. Guarda, ora Io Mi rallegro di te. Giaceresti altrimenti nelle Mie braccia, appoggiato al Mio Cuore, percepirne il battito che sempre pensa e provvede per te? Se non avessi dovuto considerarti degno di tutto questo, mai ti sarebbe stata aperta la Cortina! Alla tua domanda, ti sia anche data la risposta, affinché una nuova Luce ti aiuti per l’ulteriore conoscenza e per il progresso, per una benedizione che dovrà servire a te, alla Creazione e anche a coloro che al tempo tuo si troveranno ancora lontani dalla Luce della verità. Molti la riconosceranno e la porteranno in sé vivente, come anche tu la porti adesso vivente in te.

12.Il Mio Amore ti ha chiamato ora da Me. Quando ancora soggiornavi da Raphael potevi entrare qui liberamente con i Miei principi che non necessitano più di nessuna chiamata a voce. Ma se li chiamo a voce, allora accade solamente a causa dei fanciulletti che hanno bisogno di diversi ammaestramenti, prima che abbiano la maturità di percepire nel cuore un simile richiamo.

13.Ma poiché tu questo non lo sai ancora, Mio Karmatha, allora i Miei primi han dovuto proferire la preghiera preparatoria quale tue guide fedeli. Questo non doveva esserti annunciato prima, perché ogni fanciullo deve giungere da sé a tale conoscenza. Allora diventa un vero buon sostegno nel Regno Mio. Questo ti sia adesso rivelato, sebbene tu non comprenda ancora ‘il perché’. Al tempo tuo ti sarà svelato. Non c’è bisogno di parlarne ora.

14.Quando i portatori della Pazienza Mi hanno offerto la preghiera preparatoria, quando il tuo piccolo cuore imparò a partecipare per quanto possibile, giunse il momento in cui la Cortina si lasciò aprire. Tuttavia dei pensieri instabili correvano in te qua e là senza trovare in Me il luogo di quiete e raccoglimento che deve assolutamente precedere all'ingresso del Mio Santuario, se devono crescere dei frutti pieni di benedizione.

15.Perciò ti ho dato il tempo di arrivare prima a quel punto di raccoglimento, per lo meno all’accorgimento della tua inquietudine. Ma poiché questo era il tuo ardente desiderio, non venne da Me rifiutato; soltanto che non è servito proprio per il tuo miglioramento, Io l'ho considerato benevolmente perché esso portava il tuo amore al Mio Cuore paterno.

16.Se però questo deve essere tutto ciò che Io posso aspettarMi da te, allora anche tu non aspettarti da Me ciò che hai già ricevuto. E questo è molto! Io voglio preparare da te una Luce, Karmatha. A dire il vero tutti i figli devono portare questa Luce, la vera Vita, per lo meno in questa Creazione, ma la Luce attraverso di te deve risplendere lontano, qui e là. Per questo devi stare vicino al Mio Cuore paterno, devi imparare a riconoscere il Mio Cuore divino e anche la Mia Essenza sacerdotale. Il resto però più tardi.

17.La Mia chiamata per te bussò dolcemente nel vestibolo, ma tu non la potevi ancora comprendere, perché la tua preparazione non era del tutto sufficiente. Inoltre non sarebbe stato il meglio se i Miei primi oppure Io te lo avessimo fatto notare! Lo comprendi anche tu. Fino ad una certa maturità Io devo concedere a tutti i fanciulli un aiuto costante, ma quando sono giunti al primo limite, possono seguire solamente cenni istruttivi corrispondenti. Se il fanciullo ha raggiunto bene anche qui il suo gradino, i Miei insegnanti possono dare solo piccole indicazioni. Allora si deve cercare seriamente in se stessi, finché si potrà sostenere il giusto linguaggio del cuore con Me. Questo però non viene raggiunto, se il mancante viene sempre apparentemente illuminato.

18.Perciò I tuoi insegnanti ti hanno solo fatto notare il tuo errore, ma soltanto dopo che tu hai chiesto perché Io indugiavo. Tu stesso dovevi esaminarti. Ora vedi cosa ti offre in cambio la Mia Grazia? Non è più delizioso per te trovare tu stesso la traccia della verità? E che Io ero subito pronto, prima che tu lo pensassi, a prenderti tra le Mie braccia, a stringerti al Mio Cuore, a portarti nel Mio Onnisantissimo?

19.Ringrazia il Mio santo Amore, Karmatha! Ringrazia però anche i principi da Me santificati che hanno cura di te. – Se lo fai e ricordi ogni benedizione, allora viene su di te la Mia Luce in segno della Mia grande Grazia e Misericordia, la quale può e deve essere data alla parte della Creazione del ribelle.

20.Già da molto tempo sei nella Casa della Pazienza ed Io non ho bisogno di dirti qual è là il tuo lavoro. I genitori della Casa ti istruiscono perché a loro è noto che cosa deve accadere con te. Ma prima che tu possa giungere al passo successivo, devi sostenere una vera prova di pazienza. Se Io ho illimitata pazienza con i caduti, non devo averla anche con i Miei figli fedeli, e non importa su quale gradino essi stanno?! La pazienza deve mettere in te una solida radice, altrimenti non può accadere ciò che il tuo cuore desidera.

21.Nondimeno, affinché non ti riesca difficile, voglio mostrarti con un accenno su come s’impara la pazienza. Guarda i principi, Mio figlio e Mia figlia. Per amor tuo rimasero lontani dal Santuario quando convocai due volte i quattro primi Gruppi di angeli. In verità essi sentivano la Mia parola nel cuore; ma dimMi, fanciullo Mio, cosa sentivi tu quando la Cortina non voleva aprirsi? E non desideravi talora correre, per contemplarMi?

22.Anche i Miei primi, sebbene Mi portino pienamente in sé, hanno ardente desiderio di contemplarMi. Essi hanno sopportato pazientemente la separazione per non lasciarti solo. Se ti avessero messo nella stanza consacrata sotto la Mia personale protezione, e fossero venuti ad adorarMi con la schiera eletta, dinanzi a Me sarebbe stato ugualmente bene e giusto, come anche che siano rimasti presso di te.

23.Ma i portatori del Mio Raggio di Vita fondamentale, la Pazienza, rinunciarono a loro stessi. E secondo la Pazienza, l'Amore li lasciò agire così che offersero volentieri per te il sacrificio della rinuncia. Guardali solamente, i Miei due prediletti, ed osserva sui loro bei volti raggianti l'essenza della Pazienza e dell'Amore, così come quella della Serietà, della Sapienza, della Volontà, dell'Ordine e anche della Misericordia. Ricordati del loro servizio, fanciullo Mio, ed avverrà come Io ti ho rivelato».

24.Le parole del Padre provocano alte onde in Karmatha; egli si stringe più forte nelle sante Braccia e i principi si danno la mano abbracciando così il Padre e il fanciullo.

25.Come Karmatha vede questo, dice subito: "O santissimo, affettuosissimo Padre! Guarda con grazia l'umiltà a Te offerta. Io non comprendo ancora tutto questo come l’hai confermato, ma Tu scorgi il mio amore per Te anche se ancora piccolo. Voglio conservare saldamente le Tue parole finche giungerà il tempo del risveglio secondo il tuo Decreto eternamente santo. Sì, – adesso riconosco che cosa ancora mi manca: la grande Pazienza dei principi angelici da Te santificata. Ed io riconosco la Tua sublime premessa.

26.Ah, Padre buono, lasciami solo giacere ancora un po’ al Cuor Tuo, perché qui è assai magnifico! Io mi sento bene sotto la protezione dell'abate Raphael e di Agralea, sotto la miglior cura di Alaniel e della buona Madenia. Ciò che vorrei dire, lo portano i Tuoi primi con chiarezza in sé. Vedi, per quanto altrove possa essere bello e colmo della più grande pace, in Te, o amato Padre, è il luogo della più elevata beatitudine e delizia! Questo non deve valere solo qui nel Santuario, bensì ovunque in ricca benedetta pienezza dove Tu, Padre-Ur, sei di casa!

27.Ciò nonostante Tu preferisci dimorare nel cuore dei figli, e così là può sorgere un tempio per Te, com’è già avvenuto presso i Tuoi angeli superiori. Ti prego di spiegarmi questo, o Padre. Vedi, in me scorre una beatitudine dopo l'altra quando posso giacere al Tuo Cuore e presso di me stanno due dei Tuoi principi, il cui splendore di Luce arriva più lontano di quanto il regno dell'oscurità sia lontano da Te.

28.Ora però mi sembra anche come se Tu sei nel mio cuore. È dunque questo possibile? Questo non può avvenire solo quando ci troviamo al di fuori del Santuario? E qual è la differenza dal percepire gioiosa beatitudine se siamo presso di Te, oppure Tu nel nostro cuore? Presso di noi fanciulli più piccoli Tu eri fuori della Casa sacerdotale. Mai ho percepito una simile delizia proprio come adesso! Oh, dammi un chiarimento, Padre mio amato!". – Dio pone la destra sulle mani congiunte dei Suoi portatori di fiaccola, mentre con la sinistra tiene stretto Karmatha. E dice:

29.«Karmatha, sebbene questo tu non lo afferrerai completamente, ciò che ho da dire te lo voglio illuminare ugualmente. Lascia dimorare ciò che senti nel tuo cuore e fallo diventare vivente, poi anche il non compreso si sveglierà un po’ alla volta, e questo prenderà forme solide e diventerà per te una benedizione. Perciò ascolta ora per bene.

30.Vedi, se una Creazione porta un’impronta interiore oppure anche un’esteriore, non ha per Me nessuna importanza. Forze di pensiero, disposte per l’insieme, costituiscono una creativa Opera-Ur, un Anno-Ur. Il suo interiore si suddivide in tre parti e ogni parte in suddivisione nella manifestazione. Le tre parti per sé sono da considerare separate, quando si tratta per la conoscenza dei Miei fanciulli. Nel senso della Mia Creazione rimane ‘un Tutto’. Esse sono il Mio espirare, l'Essenza e, ancora, l’inspirare, perché tutto ciò che è creato e limitato da Me, abbisogna del divenire, dello sviluppo e del perfezionamento! Questo è indipendente dalla struttura visibile dell'Ordine!

31.Dalla fine dell'inspirazione fino all'inizio dell'espirazione la Mia Essenza-Ur raccoglie di nuovo tutte le forze. Anche per la conclusione delle piccole suddivisioni dei giorni, tutti gli esseri viventi ritornano nel Mio Essere. Un giorno ha ancora delle differenze di spazio e tempo, anche le ore; e le vicissitudini in essi giacenti sono da considerare come onde della Creazione.

32.Alla fine dell’Opera gli esseri rimpatrianti durante il loro riposo in Me non sanno nulla di sé coscientemente, ma ogni fine apporta grande conoscenza e in tal modo crescono tutte le facoltà, soprattutto la ‘dedizione a Me!’. Oltre a ciò importa poco quando e dove si dedicano a Me, bensì come lo fanno, sebbene il come è dipendente dal quando e dal dove. Io assai impellente do molto di Santo oltre ai Miei sette Raggi di Vita fondamentale; e così può essere ben comprensibile che un fanciullo abbia la massima unione con Me solo quando si sforza per tutte le funzioni vitali. Sappi: tutte le Caratteristiche hanno lo stesso valore, nessuna sta più in alto o più in basso, perché questo è impossibile nella Mia personalità-Ur!!

33.Tutti i Pensieri destinati all'Opera ottengono una vita cosciente che li rende degli esseri con personalità propria come all'infuori di Me. Lo sono anche loro, ma consapevoli solo per il tempo della Creazione che porta il suo Ordine in Me. In ogni Opera esiste un Punto centrale unitario che può suddividersi eoni di volte, ma ciò nonostante rimane l'unico Punto di concentrazione. Questo non può mai essere altro che Io unicamente, riguardo al quale non deve importare se sono visibile oppure Mi velo!

34.Io come Punto di raccolta non ho bisogno di agire in assoluto visibilmente, quando un'Opera è creata invisibile, vale a dire, quando sorge un’esistenza interiore nella quale dei fanciulli riflessivi giungono ad una vita di sentimento e di contemplazione interiore. Se però faccio sorgere un'Opera esteriore, com’è accaduto adesso, allora devo anche essere esteriormente visibile, altrimenti la Mia Opera potrebbe diventare di nuovo solamente una sola cosa con Me, se Io l’inserissi arbitrariamente nella Mia Essenza-Ur. In caso contrario si dovrebbe allontanare da Me e sarebbe colpa Mia. Cosa questa che non si combina con la Mia bontà, e una tale Opera sarebbe fatta inutilmente! Ti sarà data l'occasione di prendere perfetta confidenza con quanto è stato detto, altrimenti non lo potresti comprendere fin nell'eternità.

35.Ora che ho edificato l'attuale grande Opera sul grande Fondamento interiore ed esteriore, rimane un necessario intervento, svelare due cose, il “Maestro dell'Opera” e “l'Opera!”. Con ciò arriviamo alla tua domanda, se il Mio rivelarsi interiore ed esteriore vale per tutte le forze dei Pensieri che diventano ‘figli Miei’. – Anche tu sei un tale figlio, ma poi dipende come procede lo sviluppo di questo figlio; a tal fine Io metterò la più grande importanza sull’interiore, ovvero sulla manifestazione esteriore. Ormai con la caduta della Creazione entrambi devono diventare predominanti ugualmente forti, se voglio attirare a Me i Miei figli senza privarli della libera volontà.

36.Conseguentemente Io creai un punto di raccolta esteriore che, nello stesso tempo, fosse il luogo dell'interiore. A seconda del grado di conoscenza dei figli, Io posso essere allo stesso tempo, qui e là, punto di raccolta e luogo dell’interiore. Tu ti senti meglio nella Mia Casa sacerdotale, cosa che non sarebbe lo stesso se ti trovassi qui senza di Me. È la Mia presenza solamente, Karmatha, che ti dà il sentimento della massima beatitudine.

37.Supponiamo che tu fossi su un sole lontano avendo da provvedere alla casa e ai bambini, tanto da poter essere contento e anche felice. Ma la tua beatitudine, non sarebbe maggiore se Io ti parlassi nel cuore, e più grande la tua delizia, se Io venissi anche esteriormente con la Mia parola e con le braccia paterne aperte? Un tale sentimento proviene da quella cosciente esistenza di vita esteriore data dalla Creazione.

38.Se poi però venisse il tempo in cui tu potresti entrare nuovamente nella Gerusalemme accessibile solamente ai figli purissimi, nella santa Luce, nell'Onnisantissimo della Mia Casa sacerdotale, Mi troveresti pronto ad accoglierti nel Mio Cuore, per ricevere là, la tua pienissima misura di beata gioia e santificata delizia.

39.Io voglio dimorare nel cuore dei figli, essi devono essere a Casa nel Mio Cuore, dove l'interiore vale per tutti i tempi eterni! Tuttavia, finché l'esteriore è posto nel segno di una Creazione, fino allora l'esteriore è assolutamente necessario vicino all’interiore. Ai Miei figli mancherebbe qualcosa se l'esteriore restasse a loro nascosto.

40.Figli che nell'esteriore sono già molto lontani, parecchi anche secondo l'interiore, sanno meglio di tutti che cosa significa conoscerMi solo da una parte. L'interiore, ovviamente, deve precedere all'esteriore; ma l'interiore perderebbe una buona parte se non seguisse la manifestazione esteriore. L'interiore raggiunge poi la massima altezza quando, attraverso l'esteriore, trova la visibile espressione.

41.I buoni pensieri non servono, se non ha luogo la loro realizzazione! E l'esteriore senza il fondamento basilare dell'interiore è vana e rovinata opera imperfetta, perché è il nulla di una vita apparente. Per questa Creazione, l'interiore è il vero fondamento di base, mentre l'esteriore è il coronamento dell'intera Opera!

42.Anche quel tenebroso globo[3] è sottoposto alle stesse leggi e condizioni di base, soltanto che là si manifestano diversamente. Ciò che qui nel Regno è l'esteriore, rappresenta là il suo imperfetto interiore. Ma ciò che là vale come esteriore, è una breve vita temporale. Perciò nella Mia Casa sacerdotale – come giacendo nel Mio Cuore – ci si sente unicamente assai bene. Qui è la vera Patria di tutti i figli! Da qui solamente, dal Punto di raccolta interiore ed esteriore, ogni Opera viene coronata.

43.Tu sai che Io sono stato su quella Terra, all'incirca sai anche cosa Mi accadde là come Uomo. Sebbene questo dovesse svolgersi per adempiere entrambi i fondamenti della Vita, tutto ha avuto il suo punto di partenza dalla Mia santa Casa sacerdotale. La Mia Essenza-Ur guida da qui il santo accaduto! Ora, Mio caro fanciullo, va per la tua strada; tu sei benedetto, ritorna e sarai ancora abbondantemente benedetto! Gli angeli Alaniel e Madenia ti riveleranno ciò di cui nel prossimo tempo avrai bisogno. Rimani con loro fintanto essi lo riterranno opportuno. Esercitati nella giusta pazienza! Di più ora non posso dirti; questa è proprio la giusta misura riempita fino all’orlo.

44.Anche a voi due, Alaniel e Madenia, ho fatto pervenire il meglio con questa Rivelazione; siete abbondantemente benedetti ancora una volta a causa del vostro grande lavoro. Poiché è questo l’Amore per Me! Andate nella Mia pace. Amen!».

 Già da un pezzo i primi abbassano rispettosi le loro teste. Un santo alito dopo l'altro scorre attraverso il loro cuore. Ora il Padre, che per Karmatha ha parlato come ‘Dio’, ha terminato. Essi s’inchinano profondamente in un "Santo, Santo, Santo!". Karmatha sussurra a ciò un timido, fervido “Amen!”. Allora Iddio lo stringe ancora una volta al Suo petto, lo bacia e poi i principi e i fanciulli abbandonano il Santuario, ritornando sul loro Sole Alphania..

 

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Cap. 5

 

Il buon progresso di Karmatha

Il segnale di Luce

La seconda prova

1.  Karmatha è inginocchiato da solo nella stanza consacrata della Casa di Alaniel, prega Iddio e dice:

2.  "O santo Amore! Cose meravigliose mi hai dato da quando ho avuto il permesso di entrare nel Tuo Santissimo. Tu mi lasciasti riconoscere la Tua divina Pazienza. Solo adesso so che cosa significa possedere nel cuore Te, il mio santo Amore. Tuttavia devo ancora comprendere completamente la Tua santissima Essenza ed imparare a portarla in me. Ma io so che la Tua mano mi guida, il Tuo braccio mi sostiene e il Tuo Cuore, nel quale il tuo figliolo può avere eternamente dimora, è aperto in ogni tempo.

3.  Ora il Tuo santo Raggio mi rivela che presto sarà il tempo di entrare in una successiva Casa della Luce. O Padre, Tu, migliore e santo Abba ultrabuono, dammi la forza per il prossimo gradino. Non sono preoccupato per cosa avverrà, Tu solamente sei il Mio vero soccorritore, ma mi preoccupa molto il fatto di incontrarTi con dignità, quando Tu mi dirai: ‘Ora va, la tua via è benedetta!’.

4.  Oh, vedi, Padre, quando io udii per la prima volta che cosa il Tuo Amore, poggiato sulla Misericordia, ha compiuto nelle tenebre, m’immaginai di percorrere facilmente la strada del Tuo Onore per il Tuo Amore e veracità. Non mi sembrava difficile prendere su di me la Tua Opera del Sacrificio unito a Te, come lo esige la via. E ora? Tu sei santamente buono! Ora hai un poco aperto i miei occhi in una Casa delle Tue sette Caratteristiche e devo riconoscere: non basta soltanto la volontà, per quanto possa essere buona e solida, ma c’è bisogno della più grande preparazione. Io sospetto che tutti i fanciulli della Tua Luce devono esser preparati, se vogliono portare a Te in Amore il dono del sacrificio. Quante schiere attraverseranno la porta della Tua città! Esse percorrono il loro sentiero, portano insieme il sacrificio della Creazione e ritornano a casa con nuovo splendore. La loro luce diventa sempre più bella e più perfetta.

5.  Padre, non a causa di questo splendore, bensì a causa della Misericordia lasciami andare, se non altro, anche nel buio più profondo, dove il Tuo immutabile Ordine ha riposto il fondamento per la redenzione. Dove la Tua Volontà salvifica ha offerto le mani per questo scopo, dove la Luce della Tua straordinaria Sapienza ha inviato i suoi Raggi e la profonda Santità della Tua Serietà ha preso su di Sé il Sacrificio; dove la Tua mai misurabile Pazienza ha portato riconciliazione alle tenebre che il Tuo sublime santo Amore ha potuto liberare e la Tua amorevole Misericordia ha potuto prendere su di sé il coronamento, – là io rivolgo l’occhio mio. O affettuoso Abba, indirizza lì la mia via e fa che diventi una luce della Verità. Dammi il segno che ricevono coloro che Tu hai eletto. Ti prego".

6.  Pieno della massima fiducia nella promessa del Padre, Karmatha guarda di là al Santuario; e quanto più a lungo deve aspettare il segno, tanto più forte gli viene la certezza che lo riceverà. Sì, la sua pazienza è diventata grande. Si alza tranquillo. Dopo un lungo tempo vede come un raggio luminoso sul Tempio di Luce che scrive le parole:

Pace e forza ai figli del santo Sacrificio!”.

Allora sa che la sua preghiera ha trovato ascolto. Con profondo sentimento di gratitudine, rivolto verso il Santuario, allarga le braccia, poi va da Alaniel e Madenia che lo attendono nel vestibolo e dice:

7.  "Iddio, il nostro Padre Santo, mi ha ascoltato!". I primi accarezzano Karmatha, essi hanno per lui molta affezione. – Si avvicina il tempo allorquando il fanciullo abbondantemente benedetto andrà via dalla loro Casa per continuare la scuola di preparazione. Madenia va da una Casa angelica all'altra, chiama anche i 24 anziani e i quattro angeli guardiani, questi entrano nella stanza consacrata della Casa. Alaniel, Raphael, Agralea e Madenia stanno a destra e a sinistra di Karmatha, di fronte a lui Muriel con Pargoa, alla destra Uraniel, Michael, Urea e Elya, alla sinistra Zuriel, Gabriel, Helia e Pura. Il quadrato ai due lati è chiuso dai 12 Anziani e due angeli della Vita. Prima parla Zuriel.

8.  "Karmatha, il Santissimo-Ur ci ha chiamati per realizzare in te il compito, ed io ti domando: sei pronto a percorrere in pazienza la via che l'Atto dell’Amore di Dio ti ha tracciato?". – Karmatha risponde: "Io voglio fare ciò che Egli mi comanda. Non il mio desiderio, bensì il desiderio di Dio, del Padre nostro, del santo Sacerdote e Creatore dell'eterna-santa Volontà dell'Amore, sia fatto, dove, come e quando Egli vuole".

9.  Parla Muriel: "Credi tu di sopportare il difficile che la via della Terra porta con sé?". – Karmatha risponde: “Lo metto nelle mani del mio caro Padre! Con la Sua forza mi riuscirà, la Sua pace mi proteggerà. Il chiaro Raggio del Tempio ha scritto nell'Universo: ‘Pace e Forza ai figli del santo Sacrificio!’. Questo rimarrà la mia Luce in ogni oscurità, oscurità che io non temo! Il Padre siede assolutamente solo al comando! La Luce della santa Essenza-Ur è ovunque, così io credo. Non vi è nulla che non sia sorretto in Dio!".

10.Muriel pone la terza domanda: "Se però la Luce nel regno delle tenebre si farà attendere, non ti scoraggerai?". – Convinto, Karmatha replica: "O Muriel, e voi santificati del caro Padre, di questo non temo assolutamente nulla; io pure sono un figlio Suo! Mi accadrà diversamente di come ha deciso su di me? Egli dice: ‘Io aiuto i Miei figli, il Mio Amore è loro sottomesso!!’.

11.Con questo Egli vuol dirci: ‘Ovunque sono i Miei figli, là sono Io con la Mia forza e li prendo sotto la Mia tutela e protezione!’ – Comunque, Muriel, se dovesse accadere che il mio cuore pur una volta diventi nel tempo vacillante, tempo che io non abbraccio ancora con lo sguardo, allora ricordatevi di me, voi primi del sublime Seggio di Grazia, e la Luce mi risplenderà come uno dei vostri soli che inviano i loro raggi negli spazi più lontani sulle loro orbite eternamente ordinate. Allora aspetterò con pazienza, pazienza che nella Casa di Alaniel ho potuto in parte conquistarmi, finché accada ciò che la buona Volontà del Padre ha deciso su di me".

12.Su queste eccellenti risposte, Muriel dice a Raphael e ad Alaniel: "Manterrà il fanciullo, ciò che nel suo interiore porta ben preparato? Lo scopo della Rivelazione darà anche all'ultima tenebra la piena redenzione, come la Misericordia, attraverso il santo Sacrificio-Ur, accompagnerà il figlio perduto nell'ora della conoscenza, di nuovo sulla retta via? Rimarrà fedele al santo giuramento che dovrà dare nel giorno luminoso della chiamata all'Eterno-Santo-Ur?".

13.Raphael e Alaniel dicono: "Karmatha non perderà la parte della corona dell'Amore eternamente immutabile. Certo, noi aspetteremo l'ora della convocazione. Allora il fanciullo potrà portare ancora una volta la Parola di Luce sulla Terra, e questa in una Verità come non accade quasi dal tempo del sommo Sacrificio".

14.Muriel si rivolge ai restanti quattro arcangeli-Ur e agli altri arcangeli e dice: "Esistono nel Regno dell'Amore e della Luce, altri fanciulli che possono adempiere pure la vocazione?". – I quattro dicono: “Sì! Ma Iddio ha messo la Sua mano su Karmatha per quest’Opera; egli è un Raggio di Grazia dell'eterno Amore!”.

15.Muriel domanda agli anziani: "È necessario che egli percorra la via della Terra per compiere la Volontà dell'Altissimo?". – Essi rispondono: “Ciò che dice l'Amore, questo deve accadere! Esso versò il Raggio della Grazia quando Raphael e Agralea diedero al fanciullo il nome ‘Karmatha’ che significa anche ‘adempimento’. Nessun figlio deve percorrere la via del co-sacrificio se egli stesso non vuole. Vale solamente il libero riconoscimento dell'Amore”.

16.Muriel si rivolge ancora ai quattro guardiani, e chiede: "Riavremo indietro il fanciullo dopo aver percorso la sua via del sacrificio? Può il nostro Amore gioire ancora, un giorno, nell’accoglierlo in mezzo a noi?". – I quattro rispondono: "Questo accadrà! Noi stiamo presso il seggio di Dio e focolare della Santità, e sorveglieremo senza sosta la strada del fanciullo. Il suo piede sarà guidato intercedendo noi; un grande tra noi[4] dovrà stendere le ali su di lui. Questo avvenga; alleluia!".

17.Tutti esclamano festosi: "Alleluia! Amen!". Karmatha non comprende ancora il profondo senso che vale anche per la Creazione; tuttavia l'Amore dona ciò che è necessario per il suo passo successivo. Non domanda neanche a nessun angelo superiore, ma attende con pazienza, finché impara a guardare profondamente.

18.Alaniel e Raphael dicono a Muriel-Pargoa: "Per Karmatha ha inizio una nuova svolta, questa lo porterà più vicino alla vita pienamente cosciente. Con amore e pazienza egli ha riconosciuto per una parte la Camera del Cuore divino, ora gli deve splendere una Luce sul sentiero per la parte Sacerdotale del Cuore. Noi vi domandiamo, Muriel-Pargoa, volete ora guidare Karmatha ed aiutarlo a procedere? Volete custodirlo come bene nobile del Padre? Allora manifestatelo dinanzi a noi, ai Servitori di Dio".

19.Pargoa afferra le mani del fanciullo, mentre Muriel pone le sue sui riccioli di Karmatha, e dice: "Con gioia smisurata accogliamo presso di noi il fanciullo del Sole Rajona[5]; egli dovrà stare dinanzi ai nostri fanciulli come lo richiede la via. In linea diretta dovrà accadere ciò che a lui è formativo e utile. Al Santissimo sia la nostra gratitudine perché ci affida Karmatha. Alaniel e Madenia, dalle vostre mani lo accogliamo gioiosi; voi gli avete ben insegnato ad esercitarsi giustamente nella pazienza. Noi ora aggiungeremo il resto, affinché un giorno un figlio maturato possa dare il suo voto e ritornare puro nella Casa del sublime Amore di Dio".

20.I principi uniscono in cerchio le mani, in segno che essi – uniti nella più elevato armonia – agiscono secondo la Volontà di Dio. Karmatha accoglie questo riconoscente, come un grande dono non meritato. Per lui inatteso, ma annunciato nel cuore agli angeli superiori, il Padre entra nella stanza consacrata, circondato gioiosamente dai primi del Trono. Karmatha s’inginocchia con venerazione e pura umiltà, e senza parole dà ciò che gli è possibile dare.

21.Il Padre si china affettuosamente su di lui, lo solleva al Suo Cuore e dice: «Benedetto sarà il tempo in cui la Luce invierà l'ultima Rivelazione! Ma prima deve accadere qui ciò che poi dovrà essere dato al luogo del Mio Sacrificio. La Misericordia ha prodotto la base per la completa redenzione che il Mio Ordine concesse per tutte le sante Caratteristiche della Creazione. Per questo, più tardi sulla Terra, per tutte le sfere tenebrose dovrà essere accesa nuovamente la Luce dal Mio personale tempo del Sacrificio. Per questo Io dono benedizione, pace, forza e grazie a tutti i figli che muovono le loro mani per l'ultimo santo coronamento».

22.Dopo queste parole il Padre consegna il fanciullo a Muriel, impone le mani sulla coppia di principi e dice: “Prendete Karmatha in vostra custodia, come state voi nella Mia. Io vedo quanta gratitudine e gioia entra nel vostro cuore. Ben per voi che siete pronti per ogni azione benedetta, affinché anche attraverso di voi si adempia il Mio piano della Creazione! Voi, Alaniel e Madenia, siete altrettanto benedetti; avete fatto per il fanciullo più di quanto era necessario per adesso. Buoni frutti porteranno il vostro servizio d'Amore.

23.E voi, Raphael-Agralea, avete educato il fanciullo a voi affidato per un autentico Karmatha. Nel costante guardare a Me avete donato l'Amore della vostra essenza. Ora egli è già un vero figlio-amore. – Solo alla fine, però, con le ultime esclamazioni di alleluia dei Giorni di Creazione dell'Amore saranno rivelati a tutti i fanciulli i significati più profondi del piano di redenzione, a voi primi, però, anche il senso di quei tempi che Io – levato fuori dalla Mia Sorgente-Ur – già lascio scorrere davanti ai vostri occhi. Voi principi e primi angeli portatori avete già quasi perfettamente in voi la Mia Essenza, per quanto sarebbe dedicata per l'Azione-Anno-Ur all'Opera del Giorno. Ma solamente la sera potrà sollevare l'ultimo velo, perché voi fin lì entrerete in strettissima Unione con Me per una quasi incalcolabile molteplicità. Nemmeno il figlio più perfetto può penetrare più profondamente nella Mia Essenza-Ur, di come Io Mi svelo per il progresso della Creazione secondo lo Spazio e Tempo. Ma fin dove ho portato il Mio Io-Ur vicino al sesto giorno della Creazione, così voi primi vi siete già avvicinati a Me e penetrati nel Mio Cuore-Ur. Il Mio Amore si è riversato su di voi completamente, quando avete offerto di nuovo in sacrificio a Me i vostri cuori».

24.Al cenno di Dio, Pura corre alla porta e conduce dentro Sama, assistita da un angelo del Sole. Il Padre la solleva al Suo Cuore dicendo: «Vi sia annunciata anticipatamente una gioia: Karmatha si è confermato nelle Mie Caratteristiche e sta dinanzi alla sua missione; allora Io terrò un gran banchetto di gioia con voi e con molti figli celesti, poi sarà giunto il tempo in cui le tenebre riceveranno l'ultimo colpo mortale. Allora presto l'intera Creazione riavrà l'eterna Luce e ogni Vita.

25.Il primo degli ultimi colpi mortali – che veramente sono dei veri colpi vitali – avverrà mediante Karmatha non appena voi principi avrete compiuto in lui i preparativi, com’è dentro di voi. Mio Muriel, guida tu il fanciullo eletto, ed accogli anche Sama nella tua Casa per la gioia di entrambi. Siate benedetti con la Pace della Mia Santità e del Mio Amore». Tutti abbassano solennemente il loro capo, affinché benedizione e pace, sia per loro in ogni tempo la forza dalla quale operano. Ma poi – come sempre – il Padre viene circondato con giubilo e gratitudine, finché nei Suoi santi, soavi e luminosi occhi, splende una lacrima di gioia. –

26.Gli angeli proseguono il loro lavoro della Creazione. Il principe di luce Muriel benedice Karmatha e Sama, allorquando Pargoa conduce i due fanciulli sulla soglia della sua Casa sul Sole Centrale primordiale Mugona. – –

 Qui sia detto che i gesti spesso infantili dei primi, ovvero i dettagli d'un atto, avvengono solamente a causa dei fanciulli più piccoli. Infatti, non soltanto con l'insegnamento, bensì più con l'esempio e mediante le azioni vengono educati i piccoli fanciulli della luce di Dio, finché anch’essi – corrispondentemente alla loro destinazione del Giorno della Creazione – raggiungano la loro rispettiva grandezza di luce. I rapporti dei primi e già perfezionati angeli si modificano secondo la maturazione dei piccoli a loro affidati, ma accadono parecchie scene meravigliose in cui anche gli "amati cari" del Padre, sono e vogliono essere, dal più profondo del Cuore, solamente bambini

 

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Terza Parte

 

Nella casa della Serietà

 

 

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Cap. 6

 

Un esempio scolastico, e cosa se ne può trarre

1.  Karmatha si sviluppa a vista d'occhio. Muriel e Pargoa gioiscono perché lui diventa veramente indipendente. Ha bisogno ancora di qualche esortazione, altrimenti la via preparatoria potrebbe considerarsi conclusa. –

2.  Karmatha si trova con i principi nella Jeru-Salem (santa Luce). Riceve l'incarico di andare da solo sul Sole Mugona e, da lì, su un mondo stellare più piccolo indicato che appartiene all’immediato circuito del raggio del Sole Centrale primordiale, sul quale dei ‘neonati’, vale a dire i più piccoli nel Regno della Luce, ottengono la loro educazione. Anche qui non può senz'altro avvenire di portare questi piccolissimi (del resto, gli ultimi fanciulli che sono stati generati spiritualmente prima della Via di redenzione del Padre sulla Terra) al più presto possibile dal Padre, avendo riguardo al libero sviluppo, cosa che è la più intima necessità di tutti gli angeli (figli della Luce). Non è trascurato, per la gioia e l'onore di Dio, in piena umile dedizione e nel più puro servizio d'amore, di costruire strade luminose sempre più ampie per l'oscurità, per aiutare a purificare la deplorevole caduta della Creazione e per richiamare a casa il figlio perduto insieme al seguito. Gli angeli superiori in unione col Padre-Ur vedono subito quando nelle parti della Creazione ad essi subordinate c’è bisogno del loro personale aiuto.

3.  Muriel aveva mandato Karmatha, affinché il medesimo potesse mostrare che cosa ha finora accolto in sé. È appena giunto su Mugona presso la Casa in collina, quando la sua compagna celeste Sama gli viene incontro. Entrambi sono assai felici, e Karmatha domanda subito per quale ragione lei si trova su Mugona.

4.  Inginocchiandosi, però, non dimenticano di ringraziare Abba dal profondo del cuore per tutta la Grazia. In tal modo rivolgono i loro occhi alla santa Città che a loro, fanciulli già sbocciati nello spirito, è chiaramente visibile anche da una distanza di spazio non insignificante.

5.  Sama riferisce che lei può intraprendere un viaggio con un angelo della Casa di Raphael, e le è stato permesso di rimanere un po' di tempo dove le piaceva. Su Mugona ha incontrato un caro gruppo di fanciulli al quale si è unita. Per la sua maturazione non c'era nulla in contrario che il suo angelo guida l'affidasse alla protezione dell'angelo del gruppo dei fanciulli. "È una meravigliosa, affettuosissima conduzione del Padre nostro", conclude Sama, "che dovevamo incontrarci qui".

6.  "Certamente", concorda Karmatha. "Per questo dovevo venire anch’io su Mugona, senza ottenere indicazioni su che cosa sarebbe accaduto qui. Possiamo rallegrarci di cuore nell'Amore del Padre pieno di Grazia, per essere attualmente uniti".

7.  "Oh, si", conferma Sama. "Ma ora vieni, prima ti porto nella mia casa degli ospiti e là mi racconterai della tua via. Il priore Raphael e Ajera Agralea parlano spesso di te. Io credo che essi possano vedere tutto. Talvolta con loro è completamente meraviglioso; allora guardo a loro quasi come al caro Padre stesso. Naturalmente è tutto un altro sentimento quando si può vedere il Padre. Vedi, Karmatha, ovunque qui nella Luce si è semplicemente come a Casa; ciò nonostante è uno speciale essere-a-casa quando ci si trova presso gli angeli anziani (genitori) oppure nella Casa del priore, per non parlare del Santuario, dove il Padre si rivela nel modo più meraviglioso. Che ne dici?".

8.  “Tale e quale succede a me, Sama. Io però non sono stato mandato adesso per giocare con i fanciulletti, mi attende un lavoro, e perciò non posso fermarmi". Sama è assai rattristata e prega di salutare almeno gli angeli presso i quali dimora ben accolta. La coppia di angeli sta davanti alla bella e alta porta ed attendono amorevolmente gli arrivanti. Essi pregano Karmatha affinché oltrepassi la loro soglia e benedicono il suo ingresso con il diritto di benedizione della casa; pure non lo invitano a rimanere, veramente anche non glielo vietano.

9.  Rimanere un po’ con Sama non gli sembra un’ingiustizia, cosa che anche non sarebbe se fosse nel giusto ordine del tempo, ma l'ambiente bello, la benevolenza dei grandi angeli, l'amore celestialmente puro di Sama, e poi il gruppo dei fanciulli, ah – quale cuore – per quanto fosse già assai capace, potrebbe resistere? Karmatha rimane sospeso, …e si dimentica dell'incarico e della sua via. –

10.Dopo un certo tempo, gli abitanti della casa si trovano ad un bel banchetto. Qui arriva l'angelo-guida di Sama e comunica che il priore Raphael lo chiama perché torni indietro e porti con sé Sama. Perfino nella loro gioia celeste regna una tristezza che in sé non è ingiustificata. Sama obbedisce subito e senza esitazione mette le sue mani in quelle dell'angelo. Karmatha li accompagna fino alla Casa di Muriel nella quale devono passare, dove per entrarvi ha un diritto familiare. Appena dentro, lo prende uno strano sentimento. È quasi inquietudine. In un attimo gli diventa cosciente la sua azione irresponsabile che, in verità, non è cattiva, perché questo non esiste nella Luce, ma ha dimenticato di prendere sul serio l'incarico che è lo scopo principale della sua educazione. Davanti all'Altare domestico s’inginocchia, nasconde il suo volto nel meraviglioso manto giallo dell'altare, e dice:

11."O santissimo Amore, che cosa ho fatto? Un incarico, affidato a me, l’ho trascurato! Come si può riparare, così che la Tua tristezza su di me, o buon Padre, sia trasformata in gioia? Ah, Padre, perdonami il grande errore. Sama ha subito obbedito non appena è stata chiamata, benché sarebbe rimasta volentieri con me. Io invece non ho obbedito e sono andato su un'altra via che quella a me indicata per il mio miglioramento. O buon Abba, ora aiutami a riparare di nuovo la mia trascuratezza. Sostienimi con la Tua forza d'Amore; adesso, infatti, Ti ho molto afflitto, come anche a Muriel e Pargoa. Ti prego, aiutami, buon Padre, affinché diventi per Te gioia e che possa ancora ben portare a termine questa via con l’aiuto Tuo". Grande umiltà scaturisce da lui. Come guarda in su è come un dolce soffio quello che gli spira dalla parte dell'altare domestico. Fiducioso si alza e, pieno di sicurezza, completamente certo dell'aiuto Paterno, lascia senz'ulteriore sosta Mugona e prende la via per il mondo della scuola di Luce.

12.È un Raggio da grande altezza che – visibile – lo guida a quella Casa degli angeli dove lo attende il suo lavoro. Gli angeli della Casa sentono avvicinarsi l'aiuto a loro promesso in preghiera; vanno incontro a Karmatha e impartendo la benedizione della Casa lo conducono oltre la loro soglia. Essi hanno la stessa età di Luce di Karmatha, ma poiché lui in seguito alla sua predestinazione e alla guida speciale ad essa legata è più maturo, qui trova parecchio lavoro. Egli non deve mostrarsi superiore di quanto lo sono gli angeli della Casa, può parlare soltanto come ‘nostro ammaestramento’, perché i più piccini da accudire non devono risentire tra i loro angeli anziani e Karmatha, nessuna differenza.

13.Questo non è così facile. Egli si accorge della sua maggiore sapienza; e la capacità di insegnare risalta sorprendentemente. Può rallegrasi, può servirsi della capacità, ma è da compensare con il servire e con il puro Amore. Gli angeli della Casa imparano parecchie cose; e la gioia è molto grande quando già dopo breve tempo i fanciulletti esprimono il desiderio di vedere presto il Padre. Karmatha s'intende magnificamente di accrescere il loro anelito e, nello stesso tempo, esercitarsi nella pazienza.

14.Da quest’impulso e da angeli di altre Case del territorio affine (somigliante ad un distretto sulla Terra) sono portati tutti i fanciulletti, e Karmatha deve parlar loro. Come si rallegra che a lui, quale messaggero della Casa di Muriel, gli si dia fiducia. Per questo ringrazia in vera umiltà d'amore. Tutti i cuori volano verso di lui e l'insegnamento prende la forma di una festa emozionante. Vanno su una collina sulla quale lui aveva già parlato alcune volte con il Padre da solo, secondo il bisogno del cuore. Ora molti occhi lo attendono lieti, ed egli comincia con il suo insegnamento.

15.“Cari fanciulletti del Padre! Non io voglio parlare a voi, bensì il mio cuore, dal quale deve parlare l'Amore del Padre. Il cuore deve annunciare l'Opera meravigliosa di Dio che vi ha dato per onor Suo e per la vostra gioia di vita. Noi ci troviamo su una stella luminosa e fin dove giunge la vostra conoscenza, qui vi piace ben oltre ogni misura. Sì, la luce vi porta e l'amore vi guida. Che però la luce irradia fin qui da ‘qualche parte’, lo avrete percepito perfino voi piccolissimi, così che oramai domandate: ‘Da dove viene tale luce?’. A voi è anche certo: ‘Laddove c’è la sorgente di luce, questa deve avere la sua piena forza, la sua dimora! – E questo è vero!

16.Quella Luce, però, che irradiandovi in maniera pura vi rende beati, e che voi riconoscete come l’Essere sublime, ha ancora anche altre vesti. Cari fanciulletti, non stupitevi troppo, lo verrete a sapere presto. Molte notizie ho portato dal santo Padre buono che in Sé da solo racchiude tutta la Pienezza, e diffonde tutta la Luce e la Vita da Se stesso. Egli conosce ogni figlio, sia grande che piccolo, perché ogni figlio riceve un Raggio dal Suo Regno, dal Suo Centro-Ur. Sì, Egli, …Egli porta nel Suo Cuore tutti i Suoi figlioli!

17.Pensate forse che non vi conosca solo perché non Lo avete ancora visto? Oh, Egli conosce precisamente la natura del più piccolo fanciullo; Egli è il Creatore di tutti noi! L'interiore, come l'esteriore, nulla Gli è nascosto. Procedete avanti, e presto potrete essere nel Suo Cuore paterno. Egli vuole però anche prendere possesso di voi. Sì, Egli erige un’eterna dimora per voi presso di Sé, ma per Sé presso di voi. Ma quando questo è avvenuto, subentra poi un punto fermo? Oh, di gran lunga no! Il meraviglioso di ogni beatitudine è senza limiti, e non finisce nemmeno quando si può dire:

Il Padre ci ha fatto completamente Sua proprietà!”

18.Di questo ne siamo lieti, perché Dio è Amore, il cui Amore innalza ogni figlio alla gloria di vita santissima e imperitura! Solo allora comincia la piena e vera Vita presso e nel Padre! Preparate il vostro piccolo cuore, affinché il buon Padre Santo, possa prendere in voi dimora. Tutto il necessario seguirà poi. Se però il vostro desiderio deve essere trovato giusto, allora dovete riconoscere la Sua sublime Volontà; perché ciò che Egli decide di voi, è buono! Allora si sveleranno anche le Sue sante luminose vie dell’Amore, e voi non potrete misurare la vostra parte con alcuna misura”.

19.Il discorso di Karmatha non ha lasciato profonda impressione solamente nei fanciulletti, anche gli angeli della Casa lo ringraziano per il suo buon insegnamento. Egli li rimanda al punto giusto, vale a dire al Padre stesso, al Quale solamente spetta l'onore e il ringraziamento. Allora s’inginocchiano, un angelo della Casa intona un inno di lode come nella loro sfera non può aver luogo di meglio. Una Luce visibilmente chiara penetra come raggio benedetto in tutti i cuori, così che sentono la vicinanza del Padre. A lungo c’è quiete in tutta la schiera, una meravigliosa pace aleggia su tutti loro. Poi, riconoscente, ogni gruppo ritorna alla propria Casa. Karmatha, su richiesta, visita ancora una volta ogni dimora, e ovunque entra con lui una benedizione speciale.

*

20.La Luce lo richiama. Questa volta non si fa trattenere da nessun desiderio, sebbene lo leghi un grande amore agli angeli di quelle stelle. È incaricato di portare ringraziamento e molte preghiere al Padre. Può ancora fare una consolante promessa: "Presto il Padre vi chiamerà, ed avremo poi un lieto rivederci”. Ora li saluta, e gli abitanti delle stelle lo guardano dalla collina ancora un po' di tempo.

21.Trova la sua strada per Mugona. Ora che si avvicina alla Città santa, gli viene anche in mente di nuovo la sua tiepidezza. Nostalgico pensa al Padre, e si accorge della benedizione che sta sul suo lavoro. Se soltanto non fosse stato noncurante prima. Se Sama non lo avesse invitato a rimanere, allora, …Karmatha dimentica di attribuire a se stesso la colpa. Si nasconde dietro Sama e vorrebbe far portare a lei la colpa. Ma il suo torto all'improvviso emerge dal pensiero: “E adesso, come devo stare davanti a Muriel e Pargoa, particolarmente però dinanzi al Padre?”. Con timida soggezione ritorna alla Città santa.

 

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Cap. 7

 

La Dottrina della colpa e, su ciò, una Parola del Padre

1.  Karmatha siede tra Muriel e Pargoa nella stanza consacrata alla libera vista. Riferisce della sua via, riconosce anche la sua pigrizia come una grande colpa, ma …non accusa Sama con nessuna parola, ma ben nei pensieri. I principi tacciono. Nel frattempo guardano verso il Santuario; allora lo fa anche Karmatha, poiché il persistente silenzio, la calma dei primi a poco a poco lo opprime, finché non riesce più a sopportarlo e dice impaurito:

2.  “O Muriel e Pargoa, ho certamente agito molto male, poiché voi tacete e il Santuario non mi da alcun segno. Perché ho dimenticato la mia via? Avrei dovuto prendere con me Sama, sarebbe stato meglio. Ora vi ho molto rattristato, perché vi rivolgete a me con tanta fatica; per non parlare della delusione fatta al Padre! Oh, aiutatemi ad aggiustare tutto di nuovo. Sama mi ha sempre fedelmente aiutato nella Casa del priore; ora è stata lei che mi ha distolto dalla mia via. Se mai il Padre mi affiderà ancora un lavoro così benedetto, io baderò certamente più a null'altro che unicamente alla Sua voce. Sì Padre, questo Te lo prometto, Tu, mio massimo amore e onnimisericordia! Ti prego, concedimi di nuovo l’ingresso come Tuo caro figlio presso di Te”. Lacrime scorrono sul suo bel viso infantile, mentre continua a parlare agli angeli:

3.  "O santificati del Padre, aiutatemi seriamente a riparare alla mia mancanza, affinché l'amore del mio cuore possa servire come sacrificio al Padre". Questo, perfino nel Cielo è una vera necessità del cuore. Muriel stringe Karmatha, indica la Casa del Sacerdote e dice:

4.  “Karmatha, solo nel Santuario di Dio troviamo l’aiuto! Noi stiamo con te, perché il Raggio di Vita fondamentale della Serietà affidatoci dall'Eterno-Santo ha molta forza, forza di cui tu non hai ancora, di gran lunga, nessuna idea. Una cosa però, Karmatha, non te la può dare nessuno, nemmeno il Padre; e questa è: ‘La giusta conoscenza e vera umiltà’. – Il Padre illumina il tuo cuore, noi possiamo renderti attento, e quando la santa forza ombreggia su di te, allora tu stai sotto la forza della nostra preghiera. Ma forza e preghiera non sono conoscenza! Dalla forza ricevuta e dalla preghiera data a te devi tu stesso riconoscere la via che ti guida alla conoscenza più profonda.

5.  Le vie di tutti i fanciulli furono preparate con cura, perfino prima che noi primi ci potessimo rallegrare della ‘Vita avuta da Dio’. Sì, la nostra vita è sostenuta da Lui, eternamente, ma sarebbe servito questo all'Onore dell'Onnipotenza del Creatore, se Egli avesse portato i figli su vie accuratamente predisposte? Allora essi non avrebbero necessitato né di Doni divino-celestiali, né della ragione. La forza elargita sarebbe stata uno spreco nella Creazione! La straordinaria pienezza di Luce, sparsa su tutta l'Opera, quale utilità ne avrebbe? E la Misericordia che la circonda, sarebbe stata senza alcun valore! Questo non sta in sintonia con l'Essenza-Ur, la cui manifestazione dovrebbe allora significare per i figli un ragionamento fallace su una vita eterna. La Divinità non avrebbe bisogno di nessun Ordine costruttivo per un tale lavoro malfatto!

6.  Sulla via del ritorno tu guardasti all'Onnisantissimo. Il tuo anelito era di entrare da Colui che si è edificato la santa Casa per Amore dei figli. Pensasti anche alla sconfinata bontà. Pure un pensiero vibrò ancora lì accanto, l’hai perfino represso. Ma poteva darti pace? Ti era di conforto?

7.  Vedi, Karmatha, io non posso portarti alla conoscenza, ma ben rimandarti sul sentiero. Tu stesso devi camminare, devi tendere le mani verso la meta bramando ardentemente con la preghiera: “Giacere senza volontà nella Volontà della Divinità, e diventare con questo forte nella volontà e sicuro nella meta!”

8.  Ora tu stesso devi riesaminare tutto. Chiamaci quando hai bisogno, noi saremo presso di te”. – La parola assai seria e pure pulsante di grande amore penetra profondamente in Karmatha. Egli china il suo capo e quasi non sente quando i principi si allontanano da lui. Quando la porta si chiude dolcemente, guarda in su. Allora avanza fino alla libera vista, piega le sue ginocchia e prega:

9.  “O santa divina Essenza, ora so molto di più su cosa vuole il Tuo sublime Amore. Muriel mi ha davvero portato a Te, finché ho potuto riconoscere la mia colpa. Padre buono, in profonda umiltà mi abbasso, ma la Tua mano misericordiosa si stenda su di me. In essa, o Dio, possiedo il sostegno migliore! La voglio afferrare con tutte le forze, con l'amore che mi conduce a Te. Sì, con forza e amore, preparato dalla Tua bontà paterna, ogni figlio Ti può afferrare anche quando si è smarrito. Io l'ho fatto, perciò voglio aggrapparmi fortemente alle Tue mani soccorritrici e lasciarmi guidare da loro fin dentro al Tuo amorevole Cuore.

10.Muriel dice che Tu non porti nessun figlio per Amor del Tuo Ordine assai magnifico, Ordine che ci innalza ad immagine Tua. Se Tu dovessi portarci, chi porterebbe Te? Ciò nonostante attraverso la Verità fondamentale mi splende adesso una Luce più profonda, ed io riconosco:

11.Sebbene Tu non porti nessuno dei Tuoi figli, eppure, loro sono sostenuti in eterno dal Tuo Amore! Tu non hai innestato in loro la conoscenza, ma la fai germogliare in loro in piena misura. Sebbene i figli lontani devono trovare la via liberamente, da se stessi, Tu Ti sei pure sacrificato per loro, hai percorso per gli stessi la via terrena e li hai innalzati con questo a Te, come figli della Tua Luce!!”.

12.Lo stesso hai fatto con me. Mi hai sottoposto alla protezione dei Tuoi principi, i quali – lo sento – ora pregano per me. Essi dischiusero la Porta nascosta, attraverso la quale Tu, Padre mio, sei entrato. Con grande letizia posso sentire la Tua vicinanza! Lascia che la Grazia Tua mi circondi, che i miei folli pensieri, parole e opere, sprofondino. La Tua più grande gioia è quando tutti i figli sono felici in Te! Con fervore io dico: ‘Voglio giacere senza volontà nella Volontà della Tua Divinità, per diventare con questo, forte nella volontà e sicuro della meta!’. La mia volontà e la mia meta sia in eterno solamente Tu, il Padre mio di ogni amore!!".

13.Dal Santuario penetra un luminoso Raggio nella stanza, riempiendola completamente. Karmatha sente la mano di Dio sul suo capo. Allora rimane ancora assorto e prega Muriel e Pargoa di venire da lui. Subito essi entrano, Muriel gli dà la benedizione proveniente dalla Serietà e Pargoa lo stringe tra le sue braccia.

14.Karmatha dice: "O Muriel e Pargoa, una cosa grande mi è capitata! Solo adesso mi sento figlio del Padre. Vi ringrazio, perché la vostra Serietà mi ha aiutato, e la vostra preghiera che mi ha portato al Padre è ritornata su di me come Raggio benedetto. Perciò voglio confessare dinanzi a voi ciò che al Padre non diede nessuna gioia".

15.Muriel interrompe Karmatha: “Caro figliolo, non è più necessario confessare il tuo errore, esso non ci è stato nascosto. Lo fai bene dal cuore pieno di umiltà, ma ciò che la Grazia copre, nessun figlio ha bisogno di scoprirlo di nuovo. Anche a Sama non hai più bisogno di chiedergli perdono, come avevi intenzione di fare. Eppure, voglio ancora menzionare alcune cose, perciò ascolta". Essi prendono di nuovo posto al libero panorama. Pargoa porta dei frutti deliziosi ed essi si fortificano.

16.Ora parla Muriel: “Vedi, Karmatha, la gioia del rivedervi vi ha sopraffatto. State ancora crescendo, cosa che in verità facciamo noi tutti in riguardo all'Opera della Creazione, ma negli sconfinati tempi dei primi giorni, i primi nati che rimasero fedeli al Padre sono i più perfezionati; costoro hanno solo bisogno di apprendere Misteri più profondi, mentre tutti i nati dopo devono fare, in molte cose, i loro gradini. Perciò non è stato un male abbandonarsi alla gioia del rivedersi. Ora è meglio eseguire prima il lavoro, e poi godere della gioia che era prevista al tuo ritorno. La decisione stava in te; tu dovevi imparare.

17.La cosa stolta che poteva ridurre la tua via, fu semplicemente il tuo pensiero di dare a Sama la colpa principale. Nella Luce non esiste nessuna colpa, poiché lo sviluppo pretende anche la via libera. Tu stesso ne hai fatto una colpa. Vedi, ciò che si vuol portare da se stessi – e questo vale specialmente nella materia – non viene mai riconosciuto come colpa dal Padre, poiché Egli cancella ogni colpa della vita nel momento in cui un figlio giunge con pentimento alla conoscenza.

18.Davanti alla Divinità non esiste veramente nessuna colpa; se sì, allora la colpa sarebbe dovuta uscire prima da Essa, poiché nulla esiste la cui provenienza non giace in Dio-Ur! Se mai ci fosse stato un solo peccato, prima dell'onnipotentissima sublimissima Essenza-Dio, allora la caduta della Creazione sarebbe stata condizionata, quindi l’aver compiuto il Sacrificio sarebbe stato senza scopo. Ma questo non esiste! Dio significa ‘eterna Perfezione’, e soltanto il perfetto, posto sulla via dello sviluppo, ottiene la sua Vita.

19.Ciò che è da stimare come colpa dalla caduta di Sadhana, è il debito della Creazione materiale. Se davanti al trono della Giustizia di Dio non vi è nessun querelante di una colpa, allora Dio non può e non giudicherà nessuno. Se invece qualcuno porta una colpa, sia propria o altrui, allora gli verrà anche messa in conto. Se qualcuno riconosce se stesso colpevole davanti all'Onnissanto, cosa che sicuramente con la caduta ai co-precipitati apre il Cielo, egli non cerca per il suo peccato nessun portatore del peso; così diventa forte nella verità, che invece della colpa – anche se spesso inconsciamente – risuona il pentimento, la silenziosa preghiera: ‘Signore, rendimi nuovamente puro, fammi diventare il Tuo figlioletto e rimanerlo eternamente’.

20.O beato! Allora ogni peccato è lavato e la colpa rimane indietro nell'abisso! Ma questa passerà, come è lavata ogni colpa attraverso il Sacrificio di Grazia di Dio. Questo è un santo mistero, che la Misericordia del Padre buono con il Golgota, nel senso più profondo, ha cancellato tutte le colpe, anche se nella materia queste possiedono ancora la loro validità. Ciò che le anime e gli uomini percepiscono là come realtà, ahimè – la loro morte terrena lo rimuove, come loro stessi dalla vita illusoria. Nulla rimane, che unicamente la luce nella Luce!!

21.Chi riconosce dinanzi a Dio il suo errore, ma mette un ‘ma’ dietro la sua confessione, inganna se stesso per la giusta porzione di Grazia di Dio. Il ‘ma’, il tentativo di farsi pulito e addossare il peso su qualcun altro, questa è la vera colpa!

22.Ed esclusivamente questa è anche la colpa del figlio caduto!! Egli scagliò il ‘ma’ come imputazione della colpa contro Dio! – ‘Sei Tu il colpevole, Tu mi prendesti ciò che era mio!’. Con maligno ardore il colpevole gettò la sentenza di colpa ai piedi dell'Onnipotenza e Santità e la scrisse – calpestando la Vita – sul fondamento della parte dell'opera a lui ceduta. Ma la volontà distruttiva fu vana! Vuoto rimase il posto davanti al sublime cospetto di Dio e nel Suo Cuore che ‘l’amabile figlio’ occupava una volta. E solo davanti a quest’unico posto è da portare la colpa provocata dall’accusa e, …da pareggiare. Là si decide se un’accusa è da giustificare e quindi anche da cancellare, oppure se non ottiene nessuna pretesa di diritto, finché l'accusatore accusa se stesso.

23.Chi invece per sommo amore cerca di cancellare spontaneamente la colpa di un altro figlio con la via terrena e, durante la quale, pieno di umiltà, dichiara se stesso colpevole davanti al tribunale di Dio, a questi viene rivelato nell'Onnisantissimo dell'alta Casa del Sacerdote il Sigillo della redenzione che porta giustificazione in tutte le cose. Questo accade eternamente! Alleluia!! –

24.Il motivo di tale azione non può essere certamente derivato dal sapere della ricompensabile giustificazione proveniente dal Sigillo; solo amore servente deve essere il suo impulso. Il motivo giustificato possiede due disposizioni principali, una accanto all’altra, di cui una riguarda la vecchia, l'altra la nuova epoca del Giorno della Creazione. La prima parte possiede come motivo fondamentale, per prestazione d’aiuto il pensiero di percorrere coscientemente volontario, per la gioia del Padre, la via per il libero servire. Questo è il più grande servizio nell'Opera della Creazione di Dio, la parte di redenzione posta a base della vecchia epoca, la libera partecipazione al sacrificio, racchiuso già nel Suo sacrificio del cammino terreno del Santo Padre-Ur.

25.La seconda parte principale, spettante a tutti i figli nella nuova liberante ora del Giorno, dipende dal sacrificio compiuto da Dio! Noi primi e anche molti angeli hanno già compiuto, talvolta prima della Via del sacrificio del Padre, l’opera di servizio sulla Terra’. Tuttavia noi vogliamo essere ancora ‘portatori di parte della colpa della caduta’. Ma i nostri piccoli non stanno indietro, anch’essi aspirano verso il secondo cammino di sacrificio.

26.Pertanto, nel nuovo cammino terreno deve sostenerci il santo sapere che Ur sacrificò il Suo Amore, spinto a questo dalla Sua eterna fondamentale Misericordia per il figlio caduto; e in nessun caso, Egli volle riportare in tal modo qualcosa per Se stesso, cosa che sarebbe stato a Lui facile, senza sacrificio. Anche nel nostro ulteriore cammino ogni fardello – provocato dalla corresponsabilità accettata – può giungere all'inconcepibile alto fardello di Grazia! Poiché se Egli non prendeva la parte di colpa del figlio della Creazione su di Sé come propria colpa, il Suo sacrificio non avrebbe potuto compenetrare le tenebre. – Così, altrettanto i figli della Luce, dovevano e devono percorrere la loro via del co-sacrificio nello sguardo in alto all’eterna mai afferrabile Opera di Dio.

27.Quindi la via somiglia ad una personale parte di colpa, perché solamente così le potenze materiali accolte si possono veramente salvare. Piegarsi dunque dinanzi al Seggio del giudizio fa in modo che il figlio insieme alla colpa potrà stare dinanzi al Seggio di Grazia. Chi prende la colpa estranea su di sé come una propria colpa, deve anche pagarla! Questa meraviglia della dipendenza è incommensurabile. Questo ce lo rivelerà un nuovo Giorno!”.

28."Alleluia!", inneggia un potente coro. Inosservati, perché il santo Amore voleva così, all'inizio del discorso erano entrati tutti i primi, così come una grande parte degli angeli di Comando e, da tutti non visto, il Padre.

29.In primo luogo parla Uraniel: "In verità, Muriel, il Padre ha parlato attraverso di te! A Lui perciò sia il nostro ringraziamento! Ora – per quanto utile – è aperto anche questo Sigillo per i figli. Al tempo giusto l'Eterno-Santo irradierà ciò che è ancora nascosto con la Sua Luce rivelatrice, così che anche in questo noi possiamo servirLo con gioia. La cosa più evidente dell’insegnamento è una via da ripetere sulla Terra sotto il Raggio sacrificale del Golgota! Umilmente vogliamo implorare la via del nostro clemente Padre. A Lui appartiene la libera servitù! Così possa avvenire!".

30.«Amen!», echeggia la ben nota, santa-amorevole Voce. Tutti si voltano al Padre e Lo esultano. Anche nel Cielo questa è sempre un’assai beatificante sorpresa. Dopo che la gioia ha avuto il suo diritto, dice il Signore:

31.«Io ritengo già venuto il tempo, Uraniel Mio, di aggiungere qualcosa in più alla vostra conoscenza. Vedete, quando Io come Figlio dell'uomo sulla Terra abbassai il Mio capo morendo, si sciolse il legamento del Sigillo. Sì, Muriel ha detto ciò che poteva essere annunciato dal Mio Sacerdozio, perché il suo cuore era unito con Me. Io invece ero la Voce, Io ero la Parola che vi parlava!

32.Quando Sadhana-Lucifero giunse alla prima conoscenza, per una parte dei Miei figli poté diventar visibile il mistero. Certo avete ragione che della Creazione è da rivelare solo un po’ alla volta, poiché Io la collego con la progressiva conoscenza della nostra figlia redenta Sadhana[6] e del suo futuro ritorno. In questo modo anche la via di ogni figlio diventa una benedizione per la Creazione e per l'eterna utilità del figlio a noi ancora lontano. Ma quando questo figlio" – il Padre indica segretamente Karmatha che ancora non può conoscere il collegamento – "percorrerà la sua via, l'orologio dell'eternità batterà i suoi ultimi rintocchi del Giorno. Attraverso di lui ed anche attraverso altri figli, alla Terra sarà donato per l'ultima volta ‘il Santo’. Ma anche a lui seguirà ancora il più profondo per il Giorno della Creazione, il che può essere dato solo alla fine del tempo della materia. Solamente che, …la porta viene spalancata con la via del figlio, finché un po’ alla volta il flusso di Luce colpirà pienamente la Terra, per quanto gli uomini riescano a sopportarla.

33.Voi volete un altra volta lasciare la Luce per puro amore. Per questo siate benedetti in eterno; sì, la Mia benedizione quale sommo Sacerdote Melchisedec vi affluisca in quest'ora. Ma ora seguiteMi».

34.A questo punto la schiera alza in alto le mani e tutti lodano ad alta voce: "Santo, Santo, Santo sei Tu, o Signore! A Te, Padre, illimitato Amore e Misericordia, noi Ti apparteniamo in eterno!". Circondato dai figli della Luce, il Padre entra nel Suo Santuario, nella cui grande sala è preparato per loro un delizioso banchetto.

 

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Cap. 8

 

Sadhana doveva cadere?

Qualcosa sulla libertà di sviluppo

1.  Durante il banchetto, i “Grandi” si consigliano col Padre. Lo stupore di Karmatha cresce. Già l’avvenimento presso Muriel lo ha profondamente impressionato, così che non osa proprio proferire qualcosa. Ora percepisce le meravigliose profondità dei Misteri divini, nei quali possono guardare quei figli che si affidano alla conduzione di Dio. Quale incredibile Sapienza superiore produce la loro conversazione. Egli però non nutre nessun desiderio di possedere anche lui una tale alta Sapienza. Umilmente riconosce che, corrispondente alla sua condizione, ci sarebbe solamente da conquistare un riflesso, se percorre in fedeltà la sua via. A lui basta la gioia del cuore che il Padre ha intorno a Sé simili figli. Con questo ha sostenuto anche questa prova di umiltà. Sempre più felice e sommamente beatificato, ultimato il banchetto segue il Padre nell'Onnisantissimo. Ma arrivato là, lo assale nuovamente un grande pentimento, e si nasconde dietro Muriel. La sua vista non deve affliggere il Padre.

2.  Il Signore si rivolge agli angeli e dice: «Figli Miei, ora Io aggiungo al discorso di Muriel il seguito. Sì, è diventato il Mistero del Sigillo, ciò che una volta stava aperto dinanzi all'Opera, prima che un figlio offuscasse la Mia Luce, disprezzando il Mio Amore. A voi in verità sono già note molte cose, ma per il nostro Karmatha è completamente nuovo. Solo che anche a voi in tal modo viene dischiusa un’ulteriore conoscenza, poiché tutto il rivelato vi offrirà accanto a nuovi gradini della Creazione una nuova ampiezza di Vita.

3.  Questo vuol dire che ogni Rivelazione, secondo i Giorni della Creazione, ha il suo inizio e la sua fine. Ciò che sta frammezzo, sono i gradi dello sviluppo. Io creai una base della Creazione, una volta fondata! Perché solamente Io, sono anche un Dio-Ur! Perciò, per i Miei figli, su quest’unica Base si formano incalcolabili singoli periodi che – certamente ancorati alla Base fondamentale e alle Sue Leggi, – hanno di volta in volta la loro regolarità per lo spazio temporale a loro misurato, al quale è legato ogni sviluppo. Questo stava già fondato nella Mia condizione di legge; infatti, solo più tardi si poté fondare la seconda Legge della Creazione a voi sufficientemente nota: la vostra libera volontà, nella sequenza del più meraviglioso Ordine.

4.  Ora è importante riconoscere il perché Io non lasciai questo Fondamento indiviso, limitato alle Creazioni parziali. Chi fa attenzione, otterrà presto la lungimiranza che, alla fine, lo farà esclamare meravigliato: ‘O Padre, su ogni conoscenza e comprensione Tu hai provveduto con indiscussa pienezza di Vita, sebbene hai avuto da concedere una misura incommensurabile in Amore!’. – Voi vorreste volentieri indennizzarMi, e la vostra domanda: ‘Santo, chi sei Tu?’, è giustificata. Voi avete creduto di averMi riconosciuto, di amarMi e anche di servirMi. Ora vi vedete ancora come se steste all'inizio delle vostre azioni.

5.  Io però vi dico: ‘Ciò che voi e molti altri figli avete già potuto raggiungere, è grande, e giace nella Mia gioia!’. Nonostante l’alta conoscenza, voi siete i ‘Miei cari figli’, nei quali posso rallegrarMi in ogni tempo, come proprio adesso del nostro piccolo Karmatha che si nasconde dinanzi a Me. Se però anche lui Mi guardasse come voi negli occhi, la Mia gioia sarebbe più grande del suo pentimento, pentimento che non serve né a Me né a lui stesso. Se Io potessi ‘guardare’ nei suoi occhi, sarebbe facile rimediare al rimorso del male». – Karmatha guarda da dietro la schiena di Muriel. Ma invece di occhi severi, come s’aspettava, gli irradia incontro bontà. Una breve esitazione, una piccola timida domanda, poi si precipita singhiozzando nelle braccia allargate del Padre ed esclama:

6.  "O buon Padre! Ora alla mia azione stolta, ne ho commesso un'altra ancora più stolta. Io vorrei stare completamente al Tuo servizio e non sono nemmeno capace di abbandonarmi a Te, semplicemente amandoTi! Padre, tienimi tra le Tue braccia, dammi comprensione di ritrovarTi in ogni tempo, qualunque cosa accada. Tu sei il Santo-Meraviglioso che pensa ed è attivo solo per i figli Suoi! Oh, fammi restare sempre con Te!".

7.  Il Padre stringe Karmatha al Suo Cuore, ma intanto continua a parlare ai Suoi angeli: «Quando Sadhana cominciò il corso della sua vita nell'inizio stabilito da Me, le rivelai a grandi linee il passato, il presente e il futuro. In particolare poteva riconoscere la meta finale inserita nel perfettissimo Ordine. Pressata dalla necessità, perché con questa collegata, essa vide anche le leggi mutevoli che erano previste per Spazio e Tempo, come per le creature ed altre forme di esistenza che erano previste, che però nonostante il secondo fondamento dell'Opera, lo sviluppo della libera volontà doveva sottostare alla disposizione fondamentale dell'Ordine, perché senza di questo, nessuna Vita individuale può esistere all’infuori di Me.

8.  Ma perché nello stesso tempo non fu rivelata la sua deviazione dalla fondamentale Giustizia dell'Ordine come accadde con la sua caduta? Per quale intendimento-Ur Io mostrai solo il minimo delle conseguenze connesse a una caduta? Sadhana, col precedente riconoscimento di tutti i successivi carichi, non avrebbe avuto la forza di rimanere fedele?! E se non fosse caduta in fallo, avrebbe un altro figlio forse fatto la stessa caduta? Parecchie di queste domande le avete da molto tempo riconosciute. Ora voglio rivelare un’aggiunta, ma l'ultimissimo rimarrà ancora celato, tuttavia questo solamente per la beatitudine di tutti voi, come con ciò è collegato anche lo sviluppo complessivo dell'Anno-Atto-Ur.

9.  Vedete, per Karmatha ora non rimane altro che giacere presso di Me. Anche voi però dovete agire così quando vi opprimono alcuni pesi dal rivelato. Ricordate: dapprima Io sto di fronte ai Miei figli come Padre, ma all'Opera come Creatore! Tutto il restante, sebbene mai in sott’ordine, è certamente ordinato così!

10.Che Io dovessi, né all'inizio dell'Opera del Giorno, ancor meno all'inizio della vostra prima ora di vita, più che mai non a Sadhana, mostrare la caduta in seguito all'abuso del libero fondamento della volontà, a voi è già da lungo tempo comprensibile. Veramente c’è da scoprire ancora parecchie profondità. Io creai l'Opera a Me per gioia e onore, a voi per beatitudine e amore. Perciò era impossibile, sebbene l'Essenza del Creatore ‘vide’ in Me il su e il giù di entrambi i fondamenti, ‘proteggere’ da ciò i pensieri oppure perfino esprimerli, perché questo avrebbe significato uno ‘spargere i semi’ che non sarebbero stati in ogni caso per il campo libero dell'opera nel Mio granaio. Sì, dunque, è da chiedersi: “Gravava su di Me un Pensiero-Caduta, anche se sotto un punto di vista ancora così velato?”. Intanto vi sarà incomprensibile un no e un sì a questa domanda.

11.Il pensiero possibile Mi stava dinanzi per due motivi. Primo: il libero sviluppo sarebbe stato assai limitato se non avesse avuto nessun su né giù. Secondo: un possibile giù – previsto – Mi fece prendere provvedimenti che avrebbero protetto la Mia Legge del condizionamento esistendo eternamente a Me per diritto, come da ciò era conservata la Legge della libertà preparata per i figli nella sua flessibilità secondo la Creazione. E questo già nella ‘Creazione quadri-ripartita’, prima ancora che un pensiero filiale possedesse una forma di vita. – Solo la Mia preveggenza vide il giù, e questo ancora ‘avvolto!’. Io non lo guardai dischiuso, altrimenti da parte Mia sarebbe stato accessibile all'Opera, cosa che avrebbe prodotto determinazione, e non soltanto autorizzazione. La determinazione, anche se avvolta in ‘forma permettente’, distrugge la libera volontà; e non Mi sarebbero sorti dei figli liberi con capacità di amare, bensì palle da gioco della Mia potenza creatrice! Così stava in Me il sì per il generale Giorno della Creazione, ma per i Miei figli solamente il no. E ora il motivo della nascosta vista della Divinità.

12.Se a Sadhana, quale prima figlia, fosse stata indicata in modo troppo evidente la possibilità della sua caduta e i pericoli ad essa legati, allora per un sentimento di paura – come anche per tutti i figli – non avrebbe potuto pensare a nessun libero movimento evolutivo, e con questo non avrebbe mai raggiunto il miglior posto nell'Opera-Ur, il sentimento filiale. Lei sarebbe divenuta un essere creato non completamente libero, con cui Io non avrei saputo che fare, né esso con Me. A che scopo Mi sarebbe servita la grande fatica della Creazione, di erigere due fondamenti[7], di crearle libero pareggiamento, sul cui terreno dovessero incontrarsi Creatore e creatura come ‘Padre e figlio’ amandosi liberamente? Una tale fatica avrei potuto risparmiarmela!!

13.Inoltre con una rivelazione troppo evidente il primogenito poteva comunque cadere, perfino dominato da altri ‘pensieri ribelli’ che potevano portare con sé delle conseguenze ancora più gravi. Entrambi i casi avrebbero anche condizionato il Mio sacrificio-Ur, se volevo mantenerMi l’Opera Mia, spettante ora veramente ai Miei figli! La differenza non la si può ponderare abbastanza profondamente.

14.Tutt’altra conseguenza doveva essere se il figlio della Creazione fosse ritornato nuovamente a Me come ‘essere non libero’ (pur) nella conoscenza del Mio inesprimibile sacrificio divino, portato per una creatura-figlio. Certamente questa conoscenza non sarebbe caduta su Sadhana con piena forza, soprattutto non fintanto che si sarebbe dovuta trattenere ancora, allo scopo dell'espiazione, nelle sue più lontane regioni oscure, dove di quando in quando, in un luogo per lei preparato, anche ‘la sua anima’ avrebbe avuto bisogno di riposo per il raccoglimento delle forze.

15.Tuttavia, in vista di uno sviluppo non libero, lei avrebbe potuto poi anche mettere il piede nell'altezza della Mia Luce, ma i dolori del pentimento l’avrebbero distrutta completamente, sarebbe stata ‘la sconfitta’, e con lei anche tutti i figli (caduti e non caduti). Infatti, avrebbe dovuto ricordarsi di ciò che le era stato detto precedentemente e nessun accomodamento l’avrebbe più potuta aiutare. Tutto questo sarebbe stato sul continuo piede di guerra con la Mia fondamentale Misericordia, alla quale sarebbe stata poi da impostare solo un termine per la totale dissoluzione della Creazione e quindi di quel figlio meravigliosamente formato attraverso eoni[8] di tempo. Ma anche una completa dissoluzione avrebbe richiesto un tempo per voi inconcepibilmente lungo, perché Io – possedendo, per vero, come Creatore-Ur ogni Potenza creativa – non posso contravvenire al Mio stesso Ordine, soprattutto non voglio!!

16.Un regno di figli sconfitti, anzi distrutto, è impossibile possa essere lo scopo e meta del Mio santo ‘Sia fatto!’. – Quindi in Me non giaceva anche nessun ‘Pensiero aperto’ per una possibilità di caduta, bensì unicamente la preveggenza di cui Io Mi servii per misure piene di benedizioni, nelle quali erano contenute ciò che annunciai precedentemente su questa via. Questo è stato certamente molto molto coperto. Su questo si desume come da sé la seguente domanda: “Per quale motivo Io diedi soltanto indicazioni parziali?”

17.La preveggenza sta sempre in Me, alla quale è tuttavia legata soltanto in modo indiretto la predestinazione, l’ultima prevalente per tutte le Opere guidate con potenza, ma dominante, cioè nel libero raggiungimento della meta per i Miei figli. Concedere a voi principi una parte fondamentale della caduta, avrebbe portato poco vantaggio; avreste piuttosto perduto la gioiosa libera prontezza nel servizio nella materia, perché allora avreste dovuto vedere naturalmente anche le grandi difficoltà che sono sorte attraverso l'intangibilità dei due fondamenti della Creazione. Vi ho mostrato in precedenza tutto ciò che era assolutamente necessario.

18.L'incertezza della meta aspirata sarebbe stata così un pesante impedimento. Guardate la preoccupazione e la paura che si trova su quegli oscurantisti che, come uomini, vengono sulla Terra! Perciò la Mia pietà è così sconfinata per quei poveretti, che anche per voi è inconcepibile, come quando il Mio Amore impresse il Sigillo sulla croce.

19.L'altra domanda, se Sadhana non sarebbe caduta con la Rivelazione completa, è ora senz'altro riconoscibile, ma anche le condizioni danneggianti un libero continuo sviluppo. Rimane ancora se un altro figlio sarebbe potuto cadere se Sadhana fosse rimasta sul suo trono. Voi, Miei primi, avete su questo già la profonda visione; ma sia detto per Karmatha, e anche per voi a colmare ancora una piccola lacuna.

20.Poteva precipitare anche un altro grande figlio, perché la rivelazione di una caduta doveva valere per tutti. Io non ho creato due diversi gruppi di figli da guidare. I diversi gruppi che si affrontano adesso fortemente in forme di sviluppo ineguali, non sono Opera Mia, ma una conseguenza della ‘caduta’, solo qualcosa che un giorno passerà. Questo è completamente impersonale dinanzi alla Mia divina Essenza-Ur e anche inutile! Quando do la Mia parola, che Io sono il Padre originario eterno, allora a tutti i figli deve giungere la benedizione del Padre; altrimenti sarei un Dio estremamente ingiusto! La libertà, nella cui misura un figlio si conquista il torrente di benedizione del Padre, è illimitata. Quanto più c’è un volerne afferrare per propria volontà, tanto più c'è l’adempimento della Mia benedizione! In ciò ogni figlio è sovrano in pienissima misura!

21.Da quanto ora è stato rivelato è riconoscibile il perché lo sviluppo dei figli avviene un po’ alla volta. Tuttavia voglio parlare ancora del Sigillo accennato da Muriel. Perciò continuate ad ascoltare».

 

 

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Cap. 9

 

Il santo Magnete

Colpa, accusatore ed espiazione

 

1.  «Il conseguimento del traguardo di vita ricostituito fu stabilito senza vacillamento. Questo non poteva scuoterlo nemmeno il cambiamento del Piano attraverso la caduta, il che era soltanto un ‘provvedimento interposto’ e non feriva la struttura del Mio Atto-Anno-Ur. Spazio e tempo sono cose incommensurabili per i figli; essi possono scorrazzare a loro piacimento sul libero campo dell'azione. Nessuno può cadere oltre il margine. Io invece sto nel centro, quale Magnete vivissimo che sa attirare coloro che si allontanano, senza bandirli nella costrizione.

2.  Tuttavia anche la formazione del nuovo Piano ha avuto bisogno di un ‘Punto centrale’[9] che si assumesse il compito di ‘Trasmettitore’ o ‘Mediatore’, per attirare i figli che corrono oltre il confine della fedeltà, per preparar loro, aiuto, nel caso di bisogno, senza una consapevole richiesta. Oltre ai vari aiutanti dal ‘Punto centrale’, un ‘Portatore della colpa’ doveva essere un Mediatore di somma posizione, ma dal momento che tutta l’Opera possiede il Santo Magnete, doveva essere inserito nei punti centrali, seppur nascosto, (a sua volta) un ‘Punto centrale’ del Magnete.

3.  Se partiamo dal provvedimento introdotto del portare la colpa, allora si mostra che la Mia Via del Sacrificio sulla Terra è il Punto centrale. E cos’era la Via? Nient’altro che la ‘Presa-su-di-Me di tutta la colpa!’. Non come uomo, e ancor meno come Dio poteva aderire su di Me una piccolissima parte di colpa. Perfino nelle Mie previsioni Io avevo già bilanciato la caduta! Ma perché sopportai questo peso come un colpevole della Creazione? Oh, se non Mi fossi presentato come Tale, in verità nessun uomo avrebbe potuto alzare la mano contro di Me!!!

4.  Io come Uomo presi cosciente la colpa su di Me! Il mio ultimo conflitto fu la lotta per la colpa[10]. Infatti, la Mia pura, divina Anima, irradiava; la sua Forza portava la polvere della Terra e, attraverso un vero cammino di vita, formato dalla luce, gridò: ‘Tu sei senza colpa; come puoi prendere su di te i pesi della materia?’. Sì, quest'Anima vide la fine per amor del Sacrificio. Perciò la lotta nella preghiera del calice, e l'esclamazione: ‘Dio Mio, perché Mi hai abbandonato!?’.

5.  In fervida lotta come Amore incarnato Io strinsi la Mia Anima terrena e dissi: ‘Io, l'uomo veritiero, sono l'Agnello che deve essere sacrificato. Ogni colpa spetta a Me attraverso il Sacrificio! Solo così è assicurato a tutti i figli l'eterno Pane della Vita. Tu, Divinità, dona ora forza al Mio Amore, così che l'Anima rimanga presso di Me”. – Ed Io sacrificherò la Colpa davanti al Tuo alto Trono della Creazione con la Mia vita, affinché ogni colpa sia espiata!’. Questo Io l’avevo espresso nella più amara preghiera in Me.

6.  L'Anima però protestò: ‘Tu non puoi posare nessuna Tua colpa al Trono della Creazione, poiché essa mai fu trovata in Te! Ma anche se l’addossi su di Te, cosa che, come Dio, Ti è ben possibile, anche se il Tuo Io-Ur lo approva così, il peccato del caduto rimane ugualmente’. – La Mia Anima aveva ragione. Tuttavia non nel senso di un annullamento del Sacrificio, di una redenzione non pienamente valida della Creazione del mondo, ma solamente in questo modo, dal momento che l'espiazione in vista di una riparazione deve ovviamente ritrovare il mondo e il suo seguito. Questo si riferisce alle sostanze esteriori della materia, assumendo Io, come parte di colpa, le forze interiori del cuore caduto, dal quale era proceduta la caduta. Le restanti parti di Forza liberano i Miei fedeli figli sulla loro via della co-partecipazione al sacrificio.

7.  Il motivo più profondo dell'accollarsi la colpa sta nell’indipendenza del figlio della Creazione voluta dall’inizio che, altrimenti, non avrebbe potuto sopportare il peso del pentimento della Creazione dopo il ritorno. Da questo pentimento filiale Sadhana non poteva essere liberata, poiché in questo sta la sua riparazione, cosa che è anche da portare con volontà perseverante. Tuttavia il pentimento che avrebbe dovuto cadere su di lei dalla Creazione, – lo cancellai Io con la colpa nel Sacrificio, non come una colpa personale – altrimenti avrebbe distrutto il figlio e reso illusorio il difficile cammino di partecipazione al sacrificio di tutti i figli fedeli.

8.  Ancora qualcosa sul ‘Punto centrale’ dell’inserita disposizione del Sacrificio, affinché dal Punto centrale si potesse raccogliere ancora ulteriore Luce. Dopo la caduta Io dovetti mettere Sadhana e le sue schiere in stretti, quantunque non opprimenti vincoli. Con ciò, allo stesso tempo misi tutta la colpa nello stesso limite, nella Grazia. E come in questa la Legge della libera volontà rimase inviolata, così la libera possibilità della riparazione. In ciò era compreso questo: che nessun colpevole poteva addossare la sua colpa a un altro figlio; come anche, che un grande debitore, in ogni caso, non avrebbe avuto bisogno di estinguere da solo il suo debito.

9.  Qui si bilanciano meravigliosamente la Giustizia e la Misericordia. La prima lascia la colpa al colpevole allo scopo di un vero pentimento. L'altra aiuta a portare la punizione e alleggerirne il peso. Come avverrebbe altrimenti la figliolanza di anime completamente povere, se non sulla via del mediato affrancamento? D'altra parte, però, che scopo avrebbe che dei Figli della Luce intraprendano una via di colpa estranea? Se fosse scopo e meta di ogni sacrificio liberare materia per offrire al caduto con questo la redenzione, in verità, la materia non sarebbe in eterno mai redenta!!

10.Vi ho illuminato per quanto necessario il Mio Sacrificio, ma la via dei fedeli ottenne con questo un’altra svolta. Ciò che i Miei figli compirono finora nella materia del mondo, è da chiamare grande, poiché molte potenze sono libere e parecchie anime furono portate a casa. Da adesso, però, una tale via di figlio non sarà più solo partecipante al sacrificio, bensì sarà inclusa completamente nella Mia piena redenzione, perché ora c’è una conoscenza cosciente sul Mio cammino di Sacrificio.

11.Voi vi siete preposti di percorrere di nuovo la via della colpa. Questo è buono e sarà da Me benedetto. Nondimeno, abbandonate il pensiero che con la nuova visione del Sacrificio le vostre vie già compiute siano soppresse. Per vero, questo scaturisce dalla vostra umiltà, che è una buona forza per l'ulteriore cammino di espiazione, ma considerare tutte le partecipazioni al sacrificio compiute finora come effimere, per questo non avete nessun motivo di aggravare i vostri cuori puri. Con ciò voi raccoglierete nuovamente una buona parte di queste forze d'umiltà. Come potete pensare che quanto avete sacrificato finora Io non lo volessi ugualmente includere nella Mia Giustizia di base e Misericordia riparante? Questo sia lungi da Me!

12.Il vostro nobile impulso fu sempre di servire e aiutare, la cosa più importante proveniente dal Punto centrale summenzionato, Punto che Io eressi particolarmente per la Terra. Soccorrere il prossimo, valutare il suo dolore come il proprio e una vera preghiera di intercessione sono opere di un’eternità che costituisce la base di un sacrificio di comune redenzione. A tutto questo appartiene l’impulso della Misericordia. È vero che tutte le caratteristiche devono essere attive perché senza il loro contributo non c’è da destare nessuna Misericordia, ma sulla Terra essa deve essere dominante, perché mediante questa Io diedi alla Mia via il coronamento. –

13.Vogliamo considerare – con sguardo retrospettivo – un caso singolare, come si svolse sulla Terra, dove domina in serietà l'ombra della Mia santa croce. Erano passati pochi decenni e il Mio sguardo, la Mia Dottrina rimase accesa nei cuori di centinaia di migliaia. Le persecuzioni dei Miei annunciatori della Parola e delle gesta si diffondevano. Seguiamo un figlio della Luce proveniente dalla Casa di Alaniel. Con grande pazienza il discepolo si sforzò di fortificare i credenti, di consolidare i vacillanti, di convincere gli increduli e perdonare i suoi nemici. Il suo dovere è adempiuto. Ciò nonostante prende su di sé anche il martirio.

14.Egli porta dinanzi a Me la colpa dell'accusatore: “Padre, perdonalo, egli non sa quello che fa!”. Poi si trova immediatamente dinanzi alla morte crudele, alla lotta impari con una fiera. Vede però la fiera piegarsi, voltando la testa dalla vittima. Essa sta a Me più vicino che l'uomo malvagio. Brutalmente si incita l'animale e – tormentato – si precipita ora sulla vittima. Il nostro discepolo sente il dolore e, del tutto naturale, la sua anima impaurita trema. Ma come la fiera gli si avvicina, la preghiera per il suo spietatissimo nemico getta su di lui il mantello della misericordia ed egli sente soltanto un tocco della tigre, un momento, e vedete – la morte terrena ha messo fine ad ogni sofferenza.

15.Guardate ora cadere sulla Terra la Luce proveniente dalla Mia coppa del Sacrificio, portando a casa l'incoronato insieme alla colpa del carnefice presa da lui. In verità, questi è ora liberato dinanzi a Me, poiché il sacrificio del discepolo viene in tal modo coronato; ma dinanzi alla Creazione il peso della colpa non è assolutamente pareggiato! Al contrario, il falso giudice la deve portare doppiamente. E quanto terribilmente le diviene a lui manifesta e, …in quale concessione di inaudita salvezza!

16.Vedete, furibondo per il fatto che il Mio discepolo non ha dimostrato alcun dolore, perché l'animale è stato più misericordioso del persecutore, egli ora lo uccide con la sua spada. Ma cosa porta la notte? Inquieto lui si rivolta sul suo prezioso guanciale. L'anima della tigre, strisciando, si è avvicinata alla sua che è libera attraverso il sonno del corpo, e la morde assai terribilmente. Essa non può difendersi, perché non ha alcuna spada e la belva strappa l'anima a pezzettini senza che questa muoia. In una notte essa soffre incalcolabili morti come eterna pena! C’è sangue sulla fronte del dormiente, e gemito si sprigiona dal suo petto.

17.Allora il tormentato vede venire il nostro discepolo. Egli diventa mortalmente irrigidito, poiché ora sa qualcosa di una vendetta amara. Ma che cosa fa il discepolo? Egli accarezza la sua fiera che si stringe a lui come un cagnolino. Con questo essa diventa libera e può passare al mondo pacifico degli animali. Invece al tiranno il discepolo tiene davanti l'immagine della Mia croce che è fatta di nobile legno, poiché tutti i cristiani la portano sempre con sé. Egli pone benedicendo le sue mani sulla fronte del nemico bagnata di sangue. – La sera dopo, nell'oscurità, il tiranno va furtivamente da un altro discepolo e si lascia battezzare da lui.

18.Vedete, questo è il profondo senso di tutte le vie di partecipazione al sacrificio. È vero che non tutte le volte deve essere fatto un tale esempio, e non sempre deve essere subito evidente l'effetto sulla Terra, ma il guadagno rimane sempre lo stesso ed è scritto da Me nel Libro della vita. In questo avete anche la visione più vera della Mia via, con la sola differenza che Io la percorsi in pienissima coscienza, cosa che non era da separare dalla Mia visione divina! – Quel ‘figlio’ che giaceva sotto le Mie mani piene di benedizioni, quando, come sommo tiranno, ebbe suggellato la Mia morte sulla croce, voi lo conoscete bene, Miei primi, poiché a causa sua accade ogni lotta del sacrificio!

19.Perciò solo immediatamente dopo la Mia morte sulla croce fu dato il tempo che potei posare, e anche posi, le Mie mani trafitte benedicenti sulla testa della maledizione!! Con la Mia via rinchiusi l'intero universo in Me con ogni peccato e con ogni colpa; lo avvolsi nella Mia amorevole Misericordia non diversamente di come Io – avvolto nel Figlio dell'uomo – andai sulla Terra. – Ora, ciò che vi ho annunciato voi lo potete – per quanto serva – rivelarlo ad altri figli. Alla Terra il più profondo mistero sarà rivelato solo alla fine del suo tempo. – Nondimeno, ora parlate, Miei cari grandi, poiché i vostri cuori proferiscono una parola portentosa».

 

 

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Cap. 10

 

Una giusta adorazione

La massima Grazia della Santità

1.  Chinandosi in profonda venerazione, con l'ardore dell'amore nel cuore, Gabriel si presenta al cospetto di Dio.

2.  “Onnissanto, giusto Creatore, Sacerdote, Dio e Padre! La Tua santa parola ha infiammato la profondità dei nostri cuori ed ha provocato la risonanza alla quale nemmeno Tu stesso puoi resistere. In riverenza però sta la consapevolezza che noi, nati da Te, avendo dal Tuo santo primordiale eterno Amore il nostro nutrimento, possiamo afferrarTi, possiamo amarTi come l'eterno Padre fondamentalmente buono in e con la Tua sublime Essenza-Ur.

3.  Se questa conoscenza preparata da Te non fosse per noi la misura stracolma, in verità, con i miei fratelli e sorelle vorrei sprofondare sulle ginocchia ed esclamare eternamente: ‘Inafferrabile Divinità, che cosa siamo noi che possiamo avere tale Grazia? Dove sta il nostro diritto di pregare nel Tuo Onnisantissimo, di portare la vita cosciente quale sublime preziosità, nella quale giace il diritto della nostra figliolanza?! – O Tu Padre-Divinità, rendici in eterno per raggi della Tua Luce, poiché solo così saremo in grado di onorarTi come Ti è dovuto!’. Questa è la nostra invocazione proveniente dalla venerazione e dall'adorazione: annoveraci nel mare raggiante della Tua eterna incommensurabile Santità e Profondità!

4.  Io so che Tu accogli quest’invocazione, poiché dalla Tua esorbitante misura di Misericordia, nella quale le Caratteristiche ottengono la loro giustissima risonanza, facesti di noi figli Tuoi, ci donasti la manifestazione dei tuoi sublimi pensieri, buoni insegnamenti fondamentali come anche della Tua meravigliosa forma di vita, sì – e ci hai permesso di dare uno sguardo nelle profondità della Tua primordialità che noi possiamo sopportare soltanto attraverso la riverenza, stabilendo con noi nello stesso tempo la più intima unione, così che possiamo comprendere dalla stessa anche le profondità più nascoste delle Tue rivelazioni.

5.  La Tua via del Sacrificio, santa e misericordiosa oltre ogni comprensione, ha strappato la Cortina, non soltanto quella per i poveri andati smarriti, che ora possono trovare la via di casa, ma anche la Pienezza, sotto la quale stava il Tuo Io-Ur. Oh, non soltanto allora al principio dell'Atto operativo Tu pronunciasti il Tuo santo ‘Sia fatto’, ma continuamente nel ‘formare la vita’ si mostra la Tua beatificante parola creativa. Quindi anche la Rivelazione data adesso è un meraviglioso ‘Sia fatto’, un torrente di potenza e forza che pulsa completamente in noi!

6.  Per questo Ti sia grazie, lode, gloria e onore; a Te tocca il saluto dell'adorazione, buon Padre Santo, affettuosissimo. Accogli il nostro amore come un dono, e mettilo sul Focolare della partecipazione al sacrificio, della riparazione, alla via per il mondo perduto. Sì, lasciaci andare per portare insieme a Casa Tuo figlio, certamente sulla via del ritorno, ma ahimè, ancora così lontano!

7.  Il Tuo Cuore portò un’amara passione, poiché Sadhana cercò di opporre a Te resistenza. Ora lei ha bensì levato il suo volto a Te, ma le viene difficile volgersi indivisa alla Luce. Perciò dona alla nostra preghiera del sacrificio la Tua giustissima benedizione, ed accogli per questo l'amore filiale a Te allietante. Questo vogliamo darTi. Sia esso consacrato in ogni tempo al santo Amore misericordioso, poiché Tu, Maestro-Ur di ogni eternità, Ti sei per primo sacrificato per tutti noi! Alleluia!”

8.  Oh, i figli! Essi si alzano, si schierano strettamente intorno al Seggio e al Focolare, alzano la loro destra in alto ed esclamano: "Alleluia! Ora ci è venuto il Regno preparato a tutti i figli proveniente dall’originario santo Amore!! Noi vogliamo aiutare a riportare il perduto quale proprietà più preziosa del Regno. Forza e potenza siano a Colui che ci ordinò di inviare i Raggi della Sua divina Essenza-Ur! Vittoria e Amen!! L'abisso tenebroso è caduto, fin nella sua più lontana distanza risplende nell’eternità la Luce di Dio! Presto viene anche l'ora in cui sul suo corso l'ultima vita sarà portata a casa. A Te, eterno Padre e Dio, sommo Sacerdote e onnipotente Creatore, sia il nostro Osanna e l’Alleluia! A Te l'Amen e la Vittoria!!". – Un raggio di Letizia proveniente da santi occhi pieni d’amore coglie i figli; allora essi giacciono al petto di Dio e si tengono stretti avvinti nelle braccia del Padre; e il Soffio proveniente dallo Spirito Santo trapassa i cuori e lo spazio. Dopo che anche il giubilo ha raggiunto il suo giusto limite, Iddio invita Karmatha a parlare.

9.  Egli però dice: “Sono troppo giovane perché porti a Te, o buon Padre, ciò che hanno portato i primi raggi del Tuo Sole. Il mio cuore è ancora piccolo; ma prendilo – o santo Amore – del tutto prigioniero. Indivisa sia la Tua proprietà. Mi affligge solo il fatto di non riuscire a comprendere completamente il Tuo santo discorso. Vero è che Gabriel ha detto che anche lui e i Tuoi alti figli non avrebbero ancora compreso il più profondo del mistero, sebbene essi si siano dischiusi a Te in maniera sfolgorante. Il loro divenir vivente, a me è ancora nascosto. Io non ho il desiderio di comprendere tutto come lo comprendono i principi che, quali portatori dei Tuoi raggi sostanziali devono conseguire conoscenza per l'Opera; e sarebbe stolto se io ora volessi misurarmi con loro.

10.Tu, o Padre, ad ogni figlio hai dato un compito. Se l'adempie fedelmente, adempie così anche il compito d’amore nella Tua Opera della Creazione. Ogni figlio Tuo è una rotellina, un pezzo nel grande santo movimento. Perciò vorrei riconoscerlo, visto che ogni pezzo è ugualmente importante, sia grande che piccolo, affinché l'intera Opera sia completata e conservata solamente quando tutti saranno attivi secondo il Tuo impulso creativo.

11.Una cosa però, carissimo Padre, io ho riconosciuto: la Tua buona Dottrina m’insegna che Tu ami tutti i figli in egual misura, sia uno già altamente perfezionato oppure no, corrispondente al tempo, che Ti stia vicino oppure lontano. Non è forse questa la pienissima Grazia delle Tue profonde parole, la più sublime proveniente dalla Corona della Tua Luce? Non si apre lì il punto culminante del ‘Sia fatto’ giacente in Te, coronato con la Misericordia per l'Opera intera?!

12.Tu mi hai chiamato fuori, o Padre, dalla schiera di Raphael, io sono nato nella ‘Casa dell'Amore’. Quivi giace anche la scopo della mia vita, scopo che voglio ricercare e, …trovare. Non è questa, Grazia immeritata che mi è toccata? Tu già in anticipo, per amor della caduta, hai messo per fondamento il Tuo Amore a questo Giorno creativo; un ponte, sul quale la tenebra può giungere nel Tuo Regno santissimo.

13.Perciò Ti prego di cuore: se mi è possibile percorrere la via della partecipazione al sacrificio, allora permetti che io compia quest’opera dall'amore. Benedicila, Padre! Dammela nelle mie piccole mani, affinché possa metterla nelle Tue grandi, affinché da Te possa venire per Te un santo ‘Sia fatto’. Per dare a questo il mio meglio, per quanto il Tuo piccolo Karmatha ne sia capace, è la meta che ho accolto dalla Tua parola di grazia. Io non voglio essere più di quanto possa essere, ma ciò che sono fa che lo possa diventare veramente. Allora penetrerò anche al momento giusto più profondamente, finché raggiunga da questo la mia parte, ciò che adesso è riconoscibile ai portatori dei Raggi, poiché perfino il sublime santo annunciato non è così come lo sente il mio cuore, l'ultimo, il più profondo della Tua divina Essenza-Ur. La Tua Vita si moltiplica attraverso se stessa, quindi anche la rivelazione che nessun figlio debba essere preoccupato di non giungere mai alla fine della Tua Essenza.

14.Io vidi la Sorgente rivelata davanti al Tuo Santuario e non riuscii ad approfondire la sua origine,né la ragione né il fine. Da dove proviene la sua acqua? Dove si riversa? Quale profondità nascosta alimenta le acque? Domandalo ai principi del Tuo Regno, ed essi difficilmente Te lo potranno rivelare! Qui il Tuo Amore ha reso uguali tutti i figli dinanzi a se stessi. Tu solamente sei l'Infinito-Ur, e noi tutti siamo solamente i finiti provenienti da Te!!

15.Io non posso interpretare che cosa mi colse alla vista di questa meravigliosa Sorgente del Giorno, ma ho percepito: ‘Padre, Tu sei l'Eternità-Ur! Chi vuol ponderarTi?’. Lasciaci amarTi, ed avremo il fondamento del Tuo Amore in noi!". – Il volto di Dio s'illumina, ed il riflesso si rispecchia in tutti gli angeli.

16.Raphael solleva Karmatha, lo bacia e lo mette nel grembo del Padre, dicendo: "Onnissanto, io Ti affido il figlio! Egli porta il Raggio dal quale è andato già così lontano, che Tu un giorno, quando sarà fissato il suo tempo sulla Terra, potrai rivelare attraverso di lui la Tua Luce d'Amore. Già ora sia a Te il nostro ringraziamento, sì – Tu solo sei il nostro Amore eterno!". Dio ha sempre una mano libera, e sebbene tenga Karmatha in braccio, tira anche il Suo Raphael al Cuore e dice:

17.«Sì, figli Miei, attraverso Karmatha, come anche attraverso altri figli, la tenebra deve provare, prima del suo ultimo tempo, ancora una volta il Mio Amore, sebbene Io stesso abbia acceso loro la Luce sulla Terra. Dal Mio Sacrificio arderà la fiamma che Karmatha potrà portare alla stessa. Ora però ho Io ancora qualcosa da aggiungere alle vostre parole.

18.Miei principi, guardiani, anziani e angeli, la Mia Santità diffonde del ‘quasi incomprensibile’ dinanzi a voi. Sì, ma questo ha un valore? Cosa vi serve ricevere qualcosa, se potete comprenderla solamente in parte? Ebbene, riflettete: solo con il proprio compito cresce ogni vita! Perciò il compito deve essere sempre superiore alla comprensione. Esplorare l'inesplorabile è il ‘santo impulso’ per la continuazione della vita! Ciò che Io ‘consapevolmente’ vi concessi, ahimè – quanto presto andò perduto, perché non fu ottenuto lottando! La capacità per la Sapienza Io l'ho già posta in ogni figlio con la carica vitale, quell'impulso superiore che è adeguato al Mio impulso creativo. Questa carica vitale l'avete anche appresa dal Mistero che vi ho lasciato da esplorare. E vedete, già sorge la buona e da Me santificata volontà, la quale porta ulteriore conoscenza come “subito-pronta-all'attività”.

19.A contemplarMi come Santo, Dio-Padre-Ur, vi ha già talvolta angustiato nonostante tutto l'Amore. Voi credete che il vostro aiuto per la Mia Opera di rimpatrio non sia stato abbastanza energico. Ma Io vi dico: ciò che avete fatto finora, un altro figlio lo raggiungerà solo difficilmente nella stessa misura! Voi vi stupite e non lo comprendete. Ma qui vi dico: ‘È sufficiente per tutto il resto del Giorno dell'Amore, se lo comprendo Io!’ Voi potrete piuttosto leggere l'ultima cosa dall'ultimo sigillo, che sondare il fondamento di questa parola! E questo è bene. – Presentendolo, dinanzi a voi risplende ‘umiltà’. Con questo è anche abbastanza, e tuttavia la vostra preghiera è adempiuta. Andate per la via del povero abisso, come, quando e dove vi piace; la Mia benedizione è in ogni tempo sul vostro cammino. Ma prima, ciascuno si raccolga in Me, affinché Io lo consacri e riceva la forza, senza la quale anche la migliore volontà non serve molto.

20.Ma ora pensiamo a Karmatha. Egli ha manifestato una conoscenza molto accresciuta e può già percorrere il prossimo gradino. – Chi vuole adesso aver cura del nostro prediletto?». – Subito si fanno avanti Muriel e Pargoa. Il cherubino posa una mano sulla spalla del Padre, l'altra sui riccioli chiari del fanciullo e dice:

21."O Padre, Tu ce lo chiedi con un Amore appena veramente afferrabile! Non sta a Te solo di agire a Tuo piacimento, com’è anche giusto eternamente? Se invece noi possiamo decidere con Te, allora sii Tu in ogni tempo il nostro Consigliere, così che aiutiamo il Tuo santo intendimento a dar forma all’atto pienamente giusto. Se noi, secondo la Tua eterna decisione, ora scegliamo giustamente, allora per Karmatha si deve aprire la Casa della Sapienza. La sua conoscenza si muove già nella Luce più chiara, giacché il Raggio vitale della Sapienza gli offre lo sviluppo". – Il Padre benedice Muriel e Pargoa, chiama Zuriel ed Helia al santo Focolare, affida loro Karmatha e dice a tutti:

22.«Voi avete ben riconosciuto la Mia risoluzione, vi siete posti per fondamento i Miei sette Raggi. Per questo siate benedetti! Anche tu, Karmatha, accogli la Mia benedizione. A te si apre una nuova parte di essenza. Sii diligente e sforzati di operare sempre per onor Mio ed anche per la gioia della Casa di Zuriel. Muriel e Pargoa accogliete la Mia benedizione di gratitudine per la vostra fedele fatica con la quale avete guidato Karmatha. A voi, Zuriel ed Helia, la Mia benedizione sarà una forza e la guida per il vostro contributo al progresso del fanciullo.

23.Invece a tutti voi dico: ora preparatevi ad offrirMi di nuovo il sacrificio d'amore. Esso sarà per vero una via piuttosto semplice, quasi celata, ma per questo più difficile, poiché essa è da allineare in tutte le parti alla Mia via di Sacrificio. Nondimeno la Mia pace rimane il vincolo indissolubile che vi unisce a Me. Andate nel Mio Nome!».

24.A questo punto esplode un “alleluia!” attraverso la meravigliosa sala della Grazia, attraverso l'Onnisantissimo. I primi circondano il loro Ur che, su tutta la Santità rivelata, porta il manto del Suo straordinario Amore paterno. Egli si alza e va in mezzo alla Sua schiera, così che tutti Lo possono toccare, toccare le Sue mani, la Sua veste, anzi, anche il Suo amato volto. Con coppe colme essi s’incamminano, come fantasticamente benedetti, fuori della Casa del Sacerdote e si recano tutti insieme nella Casa del principe Zuriel e di Helia, che sono i portatori della Sapienza sacerdotale di Ur..

 

 
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Parte IV

 

Scene nella casa della Sapienza

 

 

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Cap. 11

 

Diagramma di un cammino terreno

Qualcosa sul prezioso bene da riportare

1.  Un tempo non trascurabile che portò a Karmatha parecchi buoni progressi, sta dietro di lui. Egli è stato sempre obbediente al principe angelico Zuriel-Helia. Ora brama ardentemente di procedere avanti per offrire al Padre quella meta scelta liberamente come sacrificio d'amore. Solo che non è ancora maturo per lasciare la Sfera della Sapienza; manca ancora un’ultima grande prova.

2.  Zuriel va con Karmatha sul suo Sole Zurania e quivi su un alto monte. Sebbene Karmatha fosse già stato qualche volta su quel Sole Centrale primordiale, egli non conosceva ancora il monte, e si meraviglia. Arrivati sulla cima, il principe di Luce guarda nei vasti spazi, nel tutto, e dice:

3.  “Karmatha, sei cresciuto nel cuore a me ed Helia, e quale nostro protetto sei diventato un caro fanciullo come uno dei nostri figli. Poiché mi sei così caro, il mio dono deve aiutarti per il tuo avanzamento. Adesso, a dir il vero, ti attende una non facile decisione, ma in ogni caso farai la cosa giusta, qualunque scelta farai. Finché dirigerai lo sguardo al Santuario, potrai agire senza esitare. Rivolgiti però anche al lontano spazio ed esercitati nella contemplazione, poiché ciò che conquisterai qui, a te non andrà mai perduto eternamente.

4.  Nella Casa della Pazienza iniziasti la tua scuola di vita. Soltanto che devi ancora conseguire molto, se vuoi diventar perfetto. Sì, ti sei inserito bene in questo santo Raggio di vita fondamentale, come anche nella serietà. Sappi però che ogni caratteristica, oltre alle sue pure specie di Essenze possiede anche quelle delle altre, e non ti rimarrà che afferrare ancor più profondamente in ogni singola caratteristica anche i Raggi già sperimentati.

5.  La sapienza viene conquistata a caro prezzo! Non sempre è da usare apertamente; spesso sta indietro perché la conoscenza è inadeguata. Tuttavia tenerla celata è molto difficile, poiché nell'accoppiamento con gli altri Raggi è un ‘fuoco spingente’. La sapienza è anche pronta a servire e a salvare sempre; si manifesta, di vie storte le fa nuovamente diritte, riconduce dall'abisso perduto a casa, all'altezza redentrice, in breve, essa porta la sua Luce fuori in Spazio e Tempo.

6.  Se la Sapienza viene attaccata, come principalmente gli uomini la confondono con la conoscenza del loro mondo e perfino la disprezzano come ‘inutile’, allora un'altra caratteristica proteggente le si mette dinanzi. È il meraviglioso splendore dell'Altissimo, la Luce della Creazione! Splendore e Luce, Karmatha, ricordati bene, vendicano ogni insulto che capita alla Sapienza, perché essa, quale Splendore e Luce, è lo stesso sommo Sacerdote Melchisedec, come anche le Sue azioni. Contempla ogni cosa buona che si offre al tuo occhio, senza aver fretta, poiché noi, o figlio, poggiamo nelle eternità del Creatore! – Io ti lascio solo, ma se mi chiami, presto sarò da te. Persevera però, finché ti è possibile. Sii benedetto dalla forza della Sapienza".

7.  Karmatha è seduto sull'alta rupe coperta da graziose lussureggianti pianticelle; non è come sulla Terra dove dovrebbe irrigidirsi tra ghiaccio e neve. Egli segue con lo sguardo il principe di Luce, e in tal modo scopre che ai primi è propria una piccola particella della suprema Santità di Dio. Zuriel si allontana come una larga fiamma di fuoco, come un lampo. Dopo contempla le vaste lontananze. Non immagina che tutto ciò che accade, adesso non è reale, ma è solo un’immagine. Tramite la benedizione proveniente dalla Sapienza, gli è stata aperta la vista interiore necessaria anche nel Regno, con la quale si scorgono anche immagini nell'ultimo limite dello spazio.

8.  Nello stesso tempo guarda verso il Santuario. Là si apre una porta prima invisibile e un fanciullo viene fuori. Sorpreso, riconosce che gli somiglia in modo sorprendente, così, come fosse lui stesso. Ma egli è seduto sul monte di un Sole; come potrebbe allo stesso tempo uscir fuori della Casa sacerdotale? E che cosa accade a quel fanciullo che va nelle lontananze? Gli occhi di Karmatha si chiudono, mentre contempla incessantemente la figura. Allora gli sembra come se egli stesso vivesse ciò che accade col fanciullo che è venuto da lui. Questi lo tocca senza parole e gli fa cenno di seguirlo.

9.  Chiaramente, sente come cammina, tra la sensazione di essere sul monte. Essi attraversano spazi solari di meravigliosa bellezza, finché giungono allo spazio materiale. Nel groviglio di corpi mondiali che percorrono orbite ben ordinate, Karmatha sente che qui, nonostante tutto l'Ordine, manca qualcosa che è proprio al Regno della Luce. L'essenza-fanciullo nel frattempo mette il piede su un mondo, ed egli segue dietro.

10.Uno stupendo edificio apre le sue porte. Graziose figure in gran numero vengono loro incontro e li salutano con amichevole gesto. Prendono lui e l’essenza-fanciullo in mezzo a loro, mostrano la loro ricchezza e li pregano di rimanere. Karmatha si accorge che gli abitanti di quel mondo parlano loro come a una sola persona, come se veramente vedessero soltanto lui. Gli piace a meraviglia, si familiarizza presto, e tutto ciò che è stato finora, Santuario, principi, l'intero Regno della Luce, sprofonda a poco a poco. Veramente qui è bene vivere; tutti si amano e, come equiparato nei diritti, lo mettono in mezzo a loro.

11.Gli sembra magnifico quando gli abitanti del mondo gli domandano di tutto. Sua è la prima parola, egli deve compiere la prima azione, il suo consiglio è decisivo. Si augura che questa condizione possa durare sempre ed aumentare ancora. Non appena è desto il desiderio, segue l'adempimento. Si ritrova in una grande adunanza plenaria, quando gli anziani si recano da lui, si tolgono le vesti del potere e le posano davanti ai suoi piedi. Portano qui tutta la ricchezza, la sistemano in preziosi forzieri e consegnano a lui le chiavi.

12.Dopo di che, potenti uomini portano un trono, vi fanno sedere Karmatha ed attendono i suoi ordini. Il suo cuore si gonfia di trionfo; alza la mano in segno che vuol operare del bene per tutti i sudditi. Giubilando, essi lo sollevano insieme al trono sulle loro spalle e lo portano attraverso il loro Regno. Ammirato, esultato con impeto fragoroso, Karmatha riconosce in sé all'improvviso anche una forza che gli permette di governare gli esseri. Si è così abituato nel suo sosia agli esseri del mondo invisibile, che non si dispone più secondo questi, ma opera egli stesso. A questo punto quella figura di lui svanisce lentamente; egli ha gustato il frutto proibito e l'ha trovato delizioso.

13.Passa un lungo tempo. Karmatha siede sul suo trono, fa cenno con la mano e gli esseri seguono il suo più lieve comando. Egli non ha più bisogno di camminare, dei servitori lo portano dappertutto, il suo popolo è felice solamente quando lo vedono. – Per una volta resta da solo, e vorrebbe volentieri andare nel boschetto, ma farlo camminando di nuovo da sé. Nessun essere è nelle sue vicinanze, così lascia il palazzo. Ma ora, non appena si avvicina al boschetto, si trova improvvisamente in uno spazio illuminato soltanto da un misero lumicino.

14.Appena ha superato il primo sgomento, chiama subito i suoi portatori. Nessuno ode e nessuno viene, non trova nessuna uscita. Allora lamenta il suo dolore a quel lumicino, si ricorda del fanciullo-guida e come sarebbe stato se fosse venuto fin qui con lui, se l'avesse lasciato agire. Quanto più si rafforzano tali pensieri, tanto più cresce la fiammella, finché appare accanto a lui il fanciullo guida. Chiama con un cenno della mano, e subito dopo si ritrovano in grande lontananza dal quel mondo spirituale intermedio. Quando il fanciullo-guida si vuol nuovamente volger là, Karmatha, quasi intimorito, lo prega di non farlo.

15.Poi si recano su un piccolo mondo (Terra), che a loro appare così meschino che ne rabbrividiscono. Da lontano osserva la vita di un fanciullo angelico; soltanto che nel frattempo il fanciullo–guida, nuovamente, non è con lui. Quando scorge l'accumulo di dolore, afflizione, scherno e persecuzione del fanciullo della Luce, esclama: "Mai potrei intraprendere una via simile! Anche se qui a me andasse meglio, come ad alcuni, non vorrei essere esposto alle tentazioni. No, voglio percorrere la via che mi sono preposto; ma qui, mai più!".

16.Allora all'improvviso è afferrato per mano e vola in alto, sempre più in alto. Giunto di nuovo su Zurania, gli sembra come se non avesse mai abbandonato il posto sul monte. Vede sorpreso come l'essenza-fanciullo a lui nuovamente visibile si dirige già alla Città santa. Alla porta dell'amore stanno pronti molti ‘grandi’ che lo accolgono e, in trionfo, lo portano nella Casa del Sacerdote. Egli può anche guardare là, vede il Padre seduto sul trono, circondato dalla schiera santificata, e Raphael porta tra le braccia il fanciullo al Padre. – La scena successiva scuote Karmatha così indescrivibilmente che, implorando con mani tese, prega Zuriel di venire. Il riconoscimento di quanto a lungo non è stato presso il Padre, lo ha completamente reso sgomento. Egli vorrebbe correre là, ma non riesce a muovere un passo, poiché non è ancora il suo tempo. Per lui si chiude anche la vista nel Santuario. Triste, guarda in giù dinanzi a sé, e pensa di essere stato lontano dal Padre per delle eternità.

17.La tristezza aumenta. Egli vorrebbe volentieri andar giù; ma di essere ancora una volta separato così a lungo dalla Luce, come ha sperimentato adesso …? Ancora per un po’ può abbracciare con lo sguardo l’oscura parte della Creazione, soprattutto entrambi i posti dove ha potuto vivere e dove si mostra soltanto poco del raggio di luce. Allora dice a se stesso:

18.“Il Padre mi ha donato molto Amore e la pienezza della Misericordia. Posso io indugiare di darGli la mia pienezza, per quanto solo mi è possibile? Ma come mi devo decidere? Se rimango presso il Padre, a Lui sta bene; poiché volentieri trattiene i Suoi figli.

19.Egli non manda via nessuno; li lascia andare se essi stessi lo vogliono. Non raramente ho visto quando alla fine un fanciulletto si gettava nelle Sue braccia e non voleva lasciare il Regno della Luce, e come lieto, Lui lo stringeva a Sé! Soltanto, che Egli agiva allo stesso modo quando un fanciullo veniva a prendersi l'ultima benedizione per la via. Entrambe le vie offrono al Suo eterno affettuoso Cuore la gradita gioia paterna. Ma quale delle due sarà per me ora la più giusta?

20.Intanto la cosa migliore è di non decidermi ancora, ma prego Zuriel di venire qua, affinché possa consultarmi con lui. Qui la mia piccola sapienza è già arrivata alla fine. Nondimeno, Zuriel saprà cosa è meglio per il Padre, e questo lo voglio anche fare”. Non appena Karmatha ha pronunciato questo a mezza voce, Zuriel sta dinanzi a lui con braccia aperte. Egli vi salta dentro.

21.Il principe sorride, accarezza il fanciullo e dice: “O Karmatha, hai scelto per te il meglio e la tua sapienza splende, sapendo che ti manca ancora qualcosa. Abbi pazienza! Lascia cadere anche la tristezza a causa di un’apparente lunga separazione. È stata soltanto un’immagine vissuta, e l'essenza-fanciullo era la tua stessa anima. Non è passato molto tempo. Siamo stati convocati soltanto una volta dal Padre nel Santuario. – Ora ascolta qualcosa su quell’immagine.

22.Il primo luogo sul quale ti sei trovato, è un mondo intermedio preposto al centro della materia. Su tali mondi intermedi si sviluppano le libere decisioni che giocano un grande ruolo nel centro della materia. Essi sono ponti e anche fossi; procurano all'oscurità la Luce dello Spirito e separano entrambi l'uno dall'altro. Là non esiste una vera e propria prova, talvolta però alcune sono permesse. Ma sopra a tutto, Karmatha, vigila una Mano forte, tu la conosci bene. Nessun essere là incontra un serio danno. Soltanto, come si desidera disporre la propria vita, così avviene anche. Apprenderai ancora più tardi la profondità delle connessioni. Ma ciò che accade dai pensieri di quei desideri nascosti che girano intorno a se stessi, lo hai sperimentato come ‘anticipazione per la Terra’.

23.Chi sale molto in alto, dovrà cadere in basso, e in tal modo egli cade nuovamente sui piedi. Soltanto nel lumicino hai percepito la separazione dal Padre, non prima. Allora però venne lo sgomento, e non volevi sapere più niente della Terra. Nondimeno, hai riflettuto su cosa vuole l'Amore! Ciò che hai visto, a mala pena somiglierà alla tua via, poiché un cosiddetto sguardo d’insieme, un figlio maturo l’ottiene solo poco prima della sua incarnazione, ma anche allora rimane libero se restare nella Casa del Padre.

24.Che entrambe le decisioni, come hai pensato tu, portassero ugualmente gioia al Padre, in un certo senso è giusto. Solo che tu sei già maturo per rivolgerti a quella via, davanti alla quale sei inorridito e, – che nostro Padre ha percorso!”. – L'ultima parola, Zuriel l'ha pronunciata seriamente e a bassa voce. Allora Karmatha avverte nuovamente fulmini e fiamme nel principe. Non osa toccarlo. "Sì, Karmatha", continua Zuriel nello stesso tono, “non soltanto per Sadhana e per i caduti, Iddio percorse la Sua via, bensì per tutti i figli, per te così come anche per me! E vedi, chi va, deve riportare parti del patrimonio perduto, altrimenti ‘vana’si dovrà chiamare la sua via.

25.Tuttavia, se i figli del Regno riportano a casa tali piccole parti, queste rimangono provvisoriamente attaccate a loro, finché vengono raccolte come fiammelle, come bene della Luce e della Vita nel Santuario, e custodite per il “grande Giorno”. Vedi, la santa Via del Sacrificio del Padre-Ur vale anche per noi, con questo possiamo diventare ‘i riportatori’, ed il bene portato a casa diventa bene pregiato. Questo si deve fare per il Padre che da tempo ci formò la Via. La forza del bene portato a casa rimane eternamente lasciato al riportatore, come gioiello e ricompensa. Così accade la piena valida liberazione del figlio perduto, della sua schiera e della sua potenza.

 Adesso tu vedi già la chiara Luce, cosa che Iddio creò eternamente e rimane anche nel Suo instancabile creare, per noi come anche per i poveri nell'oscurità. Egli ha suggellato il Suo Atto con la Sua via del Sacrificio terreno! Karmatha, chiediti ora come dovremmo agire, per dimostrare al Padre divenuto per noi personale, che altrettanto vorremmo sacrificare il nostro amore, per quanto bene possa riuscire ad ogni figlio?! – Prima però deve risplenderti nuovamente una speciale gioiosa piccola luce, poi ti dovrai decidere”. Nella mano di Zuriel, Karmatha ritorna con il cuore colmo di gratitudine alla Città santa, nella Casa di Luce della Sapienza.

 

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Cap. 12

 

Un bell’Ordine a tavola

Migliore ed eternamente valida soluzione del difficile rompicapo

Riconoscimento sull'offerta del Sacrificio

1.  In Casa di Zuriel, Karmatha è ricevuto gioiosamente da molti primi e da una schiera di fanciulli. Anche la sua gioia è molto grande. Ben educato, saluta prima Raphael, Agralea, Helia e gli altri primi, poi la sua compagna di gioco Sama e gli altri fanciulli. Dei tavoli deliziosamente imbanditi sono pronti. Zuriel affida a Karmatha il compito dell'assegnazione dei posti, e i primi sorridenti osservano quanto questo gli riesce bene.

2.  Egli lascia libero il primo posto, prega Agralea ed Helia di prender posto a sinistra e a destra di questo. Guida singolarmente gli altri primi a tavola, ben sparsi tra tutti i pargoletti. Per sé e per Sama sceglie la fine più estrema del tavolo. Zuriel benedice i doni di Dio e il banchetto inizia.

3.  Uraniel si rivolge a Karmatha e domanda: "Karmatha, mi piace straordinariamente il tuo ordine a tavola. Ma guarda, un posto è libero, quello in testa. Non è questo contro ogni ordine ospitale? Un buon padrone di casa non lascia niente libero, poiché altrimenti gli ospiti chiedono chi il padrone della casa attende ancora, oppure perché non onori particolarmente nessuno di loro, cui si conviene il primo posto. L'oste dovrebbe presto fare i conti con sguardi sbiechi. Perché hai tenuto libero il posto migliore? Non sarebbe spettato a Zuriel che ci offre il banchetto? Anche tu ti saresti potuto sedere, perché a causa tua è preparato anche per noi, come puoi indovinare facilmente.

4.  Non ti meravigliare della mia domanda, poiché come portatore dell'Ordine devo badare a quello giusto, Ordine che deve operare visibilmente in ogni luogo. Il posto libero è una lacuna; ma nel Regno non esistono lacune. Del resto hai colto tutto bene nel segno. Allora spiegaci la sedia libera". Il principe guarda amorevolmente Karmatha, che però non riflette troppo, e risponde:

5.  “O caro Uraniel, non mi è stato facile preparare da solo l'ordine della tavola. Nel cuore mi son rivolto al Padre, ed Egli mi per risposta ha dato che dovevo solo mettermi spedito all'opera come mi stava in mente; guardando a Lui già sarebbe andata bene. Poi è andato anche tutto bene, eccetto quest’unico posto. Se ora questa sedia libera deve essere un male nell'Ordine, allora io prego col tuo aiuto di correggere l'errore. Il caro Santo Padre è presente ovunque, giacché i Suoi figli hanno sempre la certezza che Egli li benedice e non li abbandona. Questa magnifica ‘Onnipresenza’, veramente non è sempre visibile; il Padre prende parte anche al banchetto se noi Lo invitiamo interiormente come Ospite.

6.  Sì, non dovrebbe Egli sempre sedere al sommo posto, in modo che abbia in noi la dimora e che non debba mai più andar via? Nulla dobbiamo fare senza di Lui, e anche non lo possiamo. Se questo è giusto, il nostro amato Padre non potrebbe essere con noi invisibilmente, ugualmente presente? Perciò ho pensato che potrebbe rallegrarLo se tenessi libero anche esteriormente il primo posto spettante a Lui soltanto. Nel cuore dicevo: ‘Guarda, o Padre, qui è il Tuo posto che l'amore dei Tuoi figli Ti ha preparato!’.

7.  Ora tu, o caro Uraniel, mi hai aperto un po' di più gli occhi. Riconosco che Iddio non ha bisogno dell'esteriore se prende dimora nei nostri cuori. Adesso nuovamente la gioia è solo a metà. Ma che devo fare? Vogliamo scambiare i posti affinché possa anche qui dominare il buon Ordine?”.

8.  Uraniel si alza, va da Karmatha, sfiora i suoi riccioli e dice: "Karmatha, questo lo dobbiamo discutere. Non hai completamente torto nel disporre, oltre al posto interiore, sempre il principale posto esteriore al Padre nostro. Entrambi sono a Lui compiacenti. Ma qual è la cosa più giusta?". Egli si è messo così che Karmatha non può abbracciare con lo sguardo né la porta né la parte superiore della tavola, e anche i fanciulli guardano solamente a lui. Così nessuno si accorge che Dio nel frattempo ha occupato la Sua sedia tenuta libera. I primi adempiono meravigliosamente la santa Volontà dell'Amore e sono tranquilli, perché il difficile rompicapo ha già trovato la migliore soluzione.

9.  Karmatha nel frattempo risponde: “Ahimè, Uraniel, anche questo mi è molto difficile. Se il mio desiderio non fosse immodesto, pregherei dal più profondo del cuore: ‘O caro Padre, vieni, affinché il Tuo meraviglioso eterno Ordine abbia anche qui il suo diritto e sia a Te compiacente!’ Che ne pensi Uraniel, se tutti noi implorassimo questo?". – Il principe sorride e si volge al posto dove siede il Padre. Karmatha e i fanciulli seguono il suo sguardo. Ma già risuona la Voce ad essi ben nota e sommamente beatificante che dice:

10.«Sì, Mio Karmatha, questo era anche il desiderio del Mio Cuore paterno, e così il difficile rompicapo è risolto per tutti i tempi eterni! Se Mi è preparato in modo tale il posto interiore ed esteriore, allora devo venire, che lo voglia oppure no! Voi Mi guardate increduli perché pensate che nessun figlio possa costringerMi a qualcosa. Questo certamente no; tuttavia prendo dimora dove l'amor Mi brama.

11.Chi Mi invita a sé, Mi avrà per Ospite, poiché il Mio Amore vuole essere a disposizione dei figli Miei. In altri spazi della Creazione ci sono figli che Mi pregano solamente nell'interiore; essi si vergognano dinanzi a coloro che non Mi vogliono riconoscere. Tale preghiera non serve molto, ma è ancor sempre meglio che un negare la Mia esistenza. Costoro però non otterranno facilmente di vederMi in faccia. Come dovrei prender dimora presso di loro? Essi non Mi accordano nessun diritto. Non dovrebbe questo, dar da pensare agli increduli?! Se invece il Mio Amore andasse lo stesso da loro, dove sarebbe il Mio posto se un cuore è rivolto a Me solamente a metà e per vergogna nasconde l'esteriore? Potrà così venire a Me una parte di ciò che Io diedi prima ai figli?

12.Per amore, Karmatha voleva prepararMi il posto nell’interiore e nell’esteriore, ed ha fatto bene. Dove Mi sarei dovuto sedere se fossi venuto e la tavola fosse stata occupata? Allora ci sarebbe stato bisogno di un nuovo ordine della stessa. Ma nel regno Mio esiste eternamente un solo Ordine, immutabile. Così tu, Karmatha – in verità inconsciamente e con la Mia collaborazione – hai mantenuto il Mio buono e santo Ordine, come deve rimanere tra i Miei figli. Ciò che Uraniel ti ha chiesto è avvenuto con la Mia Volontà, perché così a voi figli è pervenuto il giusto insegnamento di vita. Tramite buoni insegnamenti c’è molto da imparare, le più profonde verità chiave, meglio di tutto mediante esperienze che vi rendono indipendenti.

13.Karmatha non ha operato solamente nel puro Amore, dalla cui Casa di Luce egli è provenuto, ma il suo atto mostra una buona sapienza, e la serietà nella sua preghiera ha portato al benedetto successo, e questo, tanto più che anche la pazienza dimora in lui. Infatti, non ha pregato subito che Io potessi venire, ma solo quando ha creduto che l'ordine del tavolo fosse davvero manchevole, pregandoMi intimamente di venire. Ora però teniamo presso Zuriel un lieto banchetto, dopo ci sarà da compiere qualcosa per i nostri piccoli».

14.Riconoscenti, tutti i pargoletti giubilano al Padre ed espongono dinanzi a Lui i loro pensieri e domande infantili. La pazienza di Dio non ha limiti. Karmatha discute con i principi; egli non vuol togliere nulla del Padre ai piccoli. Tuttavia i suoi occhi restano costantemente rivolti a Lui.

15.Dopo il banchetto, Dio benedice i Suoi, assegna ai fanciulli il lavoro che loro dovranno compiere sotto la guida degli angeli superiori, e poi va nella Sua Casa sacerdotale. Karmatha rimane indietro da solo con Zuriel ed Helia, perché presto deve portare a termine la sua scuola nella sfera di Luce della Sapienza. Zuriel gli ricorda l'ultima domanda su Zurania.

16.Karmatha dice anche subito: “O Zuriel ed Helia, nella vostra Casa mi è andata molto bene, come pure presso Alaniel e Muriel. E quanto in maniera amorevole ha parlato Uraniel con me. Di questo principe ho una piccola soggezione. Per quale ragione posso avere così tanto Amore? Sicuramente vedo che nessun fanciullo riceve meno benevolenza, non da voi, tanto meno dal Padre, tuttavia con me voi fate ogni sforzo. Indubbiamente ha voluto così l'Onnissanto Dio Padre, poiché agite solo secondo la Sua Volontà d'Amore. Ma dove resta il mio merito? Non ho nulla da presentare da poter dire: ‘Per questo, l'ha deciso il Padre !’. – Al contrario, Egli ha già avuto parecchie pene con me.

17.In questa considerazione voglio dare una risposta, possa essere per la gioia del Padre e vostra. Sì, Zuriel, adesso io so: la giusta e la migliore via è quella della rinuncia! Anche se dura molto tempo, finché si può di nuovo un giorno guardar la Luce, il sacrificio è degno della via. L'immagine mi ha mostrato che per noi figli è un sacrificio, come la via di Dio sulla Terra è stata per un Sacrificio enormemente santo! Nello sguardo in alto a questo Sacrificio-Ur la decisione mi diventa facile.

18.Nondimeno, se confronto la sublime immolazione di Dio e la via dei figli, allora mi preme questa domanda: ‘Come posso io, compiere la mia via?’. Senza la Sua benedizione non riesco a far nulla! Ho bisogno del Suo aiuto personale, devo lasciarmi guidare dalle Sue mani se voglio camminare per la Sua gioia e per l'onore del Suo Nome.

19.Ma se in questo modo ho la Sua Grazia, dimmi, o Zuriel, è poi ancora un’offerta? Dove rimane la mia, presentata al Padre? Nessuna! Che io possa compiere un’opera, per quanto piccola, da me solo, nessuna! – Il Padre è Tutto in tutto! Tuttavia, essendo noi derivati dal Suo Spirito pieno di vita, non dovremmo essere anche in grado di un’opera propria? Dove sta qui la verità?! La mia piccola via del sacrificio è dedicata al Padre; possa Egli benedirmi e conservarmi al Suo Regno”.

20."Karmatha, tu hai ponderato bene la mia domanda", replica Zuriel. “Attendi con pazienza, il Padre ti darà una luce tale da non aver più bisogno di chiedere preoccupato se e come potrai percorrere la tua via. Prima ci sono ancora da sbrigare parecchie cose, e tu devi avere la tua parte per compiere le nostre opere in lode e gloria alla Divinità".

*

21.– Karmatha svolge fedelmente e obbediente il suo lavoro, finché raggiunge la sua maturità nella Casa della Sapienza, per fare il successivo grande passo in un'altra sfera..

 

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Cap. 13

 

Uguale Amore per tutti i figli

Gradi differenti di conoscenza e loro messa in pratica

Distacco e salvezza - Terra e aldilà

1.  In un ampio semicerchio sta una gran parte dei primi con Karmatha davanti al Signore. Le estremità del suo arco raggiungono a destra e a sinistra il santo Trono. In riverente, fiammeggiante amore nel cuore, contemplano il Volto sublime. Un soffio, dolce e fremente, rende vivente il silenzio nella sala. Anche adesso – come spesso – tutti i figli percepiscono: Iddio parla a loro senza parole! Soltanto Karmatha non riesce ancora ad afferrarlo completamente; solo, beato accoglie in sé la preziosità del sublime silenzio.

2.  Ora parla il Signore:  «Figlioli, voi santificati nel Mio Nome! Amore fluisce su di voi. Dalla Mia Onnidivinità il Padre vuol sempre parlare ai figli, non importa come si sono dedicati a Me. La Mia Misericordia ha portato per tutti gli esseri viventi la prova della Grazia sublime. Per la salvezza, la Misericordia guarda oltre ciò che altrimenti dovrebbe significare parecchi pesi. Ma anche la Mia paternità è circondata dall’Onnissanta Divinità; Io non posso essere altro che ciò che sono da eternità primordiali. Il Mio ‘Io sono’ non si lascia circondare da nessun tempo, da nessuno spazio; e non esiste nessun limite per la Mia Essenza e Potenza creatrice.

3.  Io, il Creatore, feci divenir potenti le Opere mediante Volontà e Ordine, e come Sacerdote pieno di sublime Potenza governo in Sapienza e in Serietà. Nella Mia Potenza divina onnipresente e onnisciente guido con Pazienza e Amore il generato dalla Mia creatività, (che è) benedetto con la Mia funzione sacerdotale e incoronato con la Mia rivelazione paterna attraverso la Misericordia!

4.  Così Io sono Tutto in tutto! È vero che ora Mi rivelo come sommo Sacerdote Melchisedec, cosa che accade ogni volta quando un figlio va sulla via del sacrificio che Io, l’Iddio conciliatore, andai un giorno per ogni vita! Tuttavia per la preparazione ci vuole una benedizione più volte; non che – una volta data – il figlio non sapesse di trovarsi sempre sotto il suo influsso di Luce, bensì perché dalla benedizione del sacrificio il figlio deve essere coscientemente felice su ogni gradino, per aspirare e conservare anche dalla consapevolezza di sé il vincolo della benedizione.

5.  Ora vieni avanti, Karmatha! Non temere di metterti nelle aperte benedicente Mani sacerdotali, affinché la Mia Luce venga su di te per la giusta benedizione». Raphael e Zuriel guidano Karmatha al Trono di Grazia e poi ritornano al loro posto, mentre Karmatha – percependo brividi – s’inchina davanti alla comparente Santità Sacerdotale a lui nuova. Ma viene sollevato, e Melchisedec dice:

6.  «Figlio Mio, ora entri in un nuovo grado di preparazione e conoscenza. Ciò che hai riportato finora nella Casa della Pazienza, della Serietà e della Sapienza, non lo perderai mai; esso rimane tua proprietà. Sempre hai pensato al ‘Mio compiuto’ per tutti i figli, e volevi, secondo la tua maturità, fare anche tutto per Me. Perfino dopo la conoscenza di tutta l'amarezza della via sei rimasto fedele al tuo proponimento.

7.  Ti deve essere rivelato ancora qualcosa di oscuro della Creazione, affinché il tuo cammino possa riuscire. E ti devi provare in parecchie tentazioni; poiché anche la Mia grande pazienza e misericordia affettuose attendono. Meglio è che tu impari la profondità nel Regno, allora la tua via terrena sarà coronata. Tu porti in te già parecchia Luce ed hai riconosciuto quanto è necessaria la sapienza e cosa essa porta. Sì, senza la sapienza parecchie cose rimarranno irraggiungibili, sebbene il Mio Amore sappia benedire eternamente tutti i figli, anche se non vogliono conquistarsi completamente l'uno o l'altro Raggio.

8.  Invece qualunque figlio che vuol afferrare per libera scelta la Mia divina Essenza-Ur e diventarMi utile in un libero servizio, questi impari a riconoscere che l'alta meta si raggiunge solo attraverso tutte le sette Caratteristiche. Espressamente, però, ricorda che a tutti i figli tocca lo stesso Amore, Amore che non conosce nessuna differenza! Solo chi è penetrato quanto il più possibile nelle quattro Camere del Cuore del Creatore, Sacerdote, Dio e Padre dell'Essenza-Ur, per conquistare il settuplo Raggio della Corona, Mi vedrà e Mi riconoscerà ancora in altro modo.

9.  Questo però non perché Io li benedica più abbondantemente, o perché Mi riveli più profondamente; oh, no! Riconoscetelo tutti: Io Mi rivelo sempre nello stesso modo, e precisamente secondo il grado di maturità dei figli. Ai piccoli non posso venire prima come Creatore, ma sempre soltanto come Padre. Ma poiché entrambe le Essenze sono anche il Mio Io-Ur, ai piccoli tocca altrettanto la loro giusta misura della Rivelazione. Quando saranno passati dalla porta del Padre, si apriranno loro le altre tre porte della Mia divina Essenza-Ur. Tuttavia questo accadrà solo quando saranno completamente come a casa nella parte del Mio Cuore paterno, perché altrimenti ne avrebbero danno.

10.Ricordate che l'amministrazione del Mio Ordine deve avere un’assoluta armonia! Io non posso – anche se conforme al deflusso di una Creazione – creare arbitrariamente qualcosa in maniera differente; una cosa consolidata vale all'interno dell'Opera per tutte le sue parti. La Mia Volontà creativa produsse dalle sette Caratteristiche l'Opera, e la fondò sull'Ordine. Anche tutti i figli hanno la loro parte nel sorgere dell'Opera così come anche nell'ulteriore divenire e nel perfezionamento, nel quale sta il loro continuo sviluppo. Sebbene ogni vita insieme alle condizioni sia regolata precisamente nella Legge, le Leggi giungeranno in conformità alla libertà di vita aggiudicata ai figli Miei, ma ad effetto differenziato.

11.Riconoscete questo in Lucifero. A Sadhana erano attribuite tutte le condizioni di vita; essa portava in sé ben ordinate le sette Caratteristiche, ma il suo lavoro era di entrare in possesso di queste con particolare intenzione. A voi principi Io diedi in verità solamente un Raggio, mentre gli altri dovevate conquistarveli da voi stessi. Nondimeno, per questo era esistente la sostanza, perché ogni Caratteristica racchiude in sé le altre dall'Unità del Mio Io-Ur. In seguito alle condizioni liberamente accettate, voi avete riconosciuto la Legge di Vita, per voi come per l'Opera, e questo vi ha portato beatitudine e magnificenza, un essere perfetto nel compimento, di cui vi potete già rallegrare.

12.Sadhana aveva qualcosa più di voi, ma questo non andava a discapito dell'uguaglianza summenzionata, perché la figlia della Creazione, quale Mia fiamma divina, doveva portare l’incoronazione al Giorno dell'Amore. Ora i figli fedeli diventano i co-perfezionatori di questo Giorno e la loro corona è il Giorno di Festa. E si mostrerà se Sadhana è da incastonare come gioiello della corona.

13.Essa non ha sostenuto la prova di libertà della Creazione, cosa però che non stava nelle Leggi, le quali improvvisamente diventarono differenti con altre condizioni, ma semplicemente nella sua volontà. Come lei stessa si spianò la sua via nella libertà, così si adempì in lei il secondo fondamento. Il risultato vi è conosciuto.

14.A causa della caduta ora esistono due gruppi di figli: quelli della Luce e quelli delle tenebre. Entrambi però hanno gli stessi diritti e le stesse leggi. L’ingresso di un figlio nella materia non è l’unico ad essere determinante in Me. Per la materia vale direzione e percorso, mentre la struttura proveniente dalla Mia creatività resta pressoché nascosta, invece la meta, anche in successivi periodi di purificazione, è da raggiungere assolutamente. Ciò che un figlio, durante il suo tempo terreno, fa più nell'incoscienza, non viene messo in conto se nelle sfere più spirituali dell'aldilà si dà da fare e perviene alla comprensione, modificando in tutta serietà la sua falsa direzione e portando con ciò in Ordine il suo percorso spirituale conformemente alla Legge. Così a ciascuno è aperta la porta per la Mia più intima Essenzialità divina, cosa che significa anche la Meta più alta.

15.Anche se un figlio della Luce viene sulla Terra alla migliore conoscenza immaginabile, questa non sempre riesce a produrre pienamente i suoi effetti, perché le leggi naturali in un certo senso sono sovrapposte alle Leggi puramente spirituali. Questo accade a causa di più d’una libertà concessa alla materia. Lucifero non sapeva che quest’ultima era la base per il libero ritorno, ed avrebbe spezzato le sue catene a se stesso addossate. Io appoggiai perfino ampiamente le leggi della materia, e in tal modo veramente la totalità della materia giungerà al più presto alla piena salvezza, cosa che la stessa Sadhana non immagina per nulla, nonostante il suo ritorno.

16.Tanto più che durante il Mio cammino terreno le leggi della materia rimasero nella predominanza; poiché altrimenti ci sarebbe voluto un soffio di Volontà da parte Mia, per indurre Sadhana alla convinzione prima del Golgota. Ma allora il suo ritorno non sarebbe stato un’opera della redenzione, cosa che è divenuta sul Golgota! Sarebbe mancato qualcosa del ‘Miracolo della Misericordia’, vale a dire l'intangibilità della libera scintilla di volontà investita nel figlio, volontà che è conformata alla Mia meravigliosa libera Volontà creativa! Sul Golgota la Mia Volontà e Legge giunge all’eterna glorificazione e manifestazione!

17.Se dunque sulla Terra la conoscenza e il suo impiego non si trova sempre sullo stesso gradino, tuttavia – senza la cosciente volontà del figlio e in rispetto delle leggi vincolanti terrene – viene lo stesso preparata e consolidata fondamentalmente la conoscenza irradiata oltre il suo effetto mediante la Mia Volontà costruttiva di direzione e percorso alla meta delle successive sfere. E questo è molto più importante di un godere a fondo, cosa che rimane sempre solamente una pre-via, un’opera imperfetta. Certamente non è da dimenticare che il consolidamento della meta in sfere post-terrene non si mostra se sulla Terra manca ogni discernimento.

18.Discernimento e consolidamento fattivo della comprensione terrena nelle sfere dell'aldilà menzionate, sono poi i gradini che formano la via nel Regno della Luce. Perciò Io rivolgo una maggiore attenzione su questa scuola di discernimento e d’opera nell'aldilà, perché anche i poveri figli devono giungere nella Mia Essenza, cosa che come esseri legati nella materia sulla Terra non raggiungono mai così bene. Tuttavia, a loro deve essere aperta specialmente la parte del Mio Cuore paterno.

19.Se Io considerassi il solo risultato della vita terrena, perfino per qualche figlio della Luce, a lungo andare risulterebbe non favorevole, per non parlare proprio dei nostri poveri mondani. Se questi non riescono ad occuparsi sulla Terra nemmeno una volta della Mia Essenza paterna o solamente in piccola misura, come dovranno in seguito essere ‘graziati’ se venisse calcolato il loro dare e avere con la sola vita materiale?!

20.Voi primi conoscete appieno i due fondamenti della Creazione su cui si basa qualsiasi sviluppo. Così ugualmente la piena redenzione! Pertanto, con la caduta creai due luoghi, sui quali i precipitati nella libertà concessa possono trovare la redenzione, vale a dire la Terra e le sfere dello sviluppo. Sulla Terra ha luogo il rilascio dall’esilio, mentre nella stragrande maggioranza dei casi accade l'ultima volontaria redenzione attraverso il cammino nelle sfere. Voi sapete che queste sfere si avvicinano gradualmente al Mio Regno della Luce, adeguate alla Luce, mentre tutta la materia grossolana è un corpo estraneo tollerato soltanto per uno scopo: perché portava in sé il germe della dissoluzione già nel suo divenire. Quindi anche la Terra può essere in un solo punto il campo principale come luogo del sacrifico! Quindi, tutte le ripercussioni si concentrano sul Mio Regno, e le sfere dello sviluppo ad esso ordinate sono obbligate a servire.

21.Nel distacco cade ogni splendore e tutte le cose materiali; al contrario la redenzione consolida ogni guadagno! Attraverso la via terrena la sostanza da portare a casa viene liberata dalla caduta, e nel passaggio attraverso le sfere è purificata e salvata per il riguadagno, come bene inalienabile del Regno Mio. In generale è lo stesso se questo si riferisce ai figli della Luce oppure ai caduti. In entrambi i casi vengono prelevate tutte le specifiche della materia, svincolate fino ad un determinato grado mediano posto nell’aldilà, finché anche la più piccola particella sostanziale non debba più essere attirata dall'oscuro magnete della materia; allora inizia l’influsso magnetico della Luce, attraverso il quale nel consolidamento della diveniente sostanza di Luce avviene la redenzione. Con il Mio sacrificio ho riscattato il caduto, l’ho tolto al precedente possessore, per farne nuovamente una propria essenza che, con tutte le sue parti componenti, sarà ‘la Mia santa Opera di salvezza’, alla quale soltanto il Mio Regno può dare la giusta cornice!

22.Voi primi lo avete interamente compreso, perché la Luce della conoscenza creativa è completamente in voi. Ma tu, Karmatha, non comprendi la profondità, non ce n’è ancora bisogno, ma poiché non ti è sfuggita nemmeno una parola, allora porterai in te lo svelato come un germe pieno di vita. Al tempo giusto si schiuderà e ti porterà buoni frutti. Invece, ciò che adesso è divenuto vivente, seguilo. I Miei primi devono decidere insieme se tu sei diventato maturo a sufficienza per un successivo Raggio di Vita fondamentale».

23.Beato, Karmatha si stringe nelle braccia del Padre, Lo guarda e dice: "O Santo, amorevolissimo Padre! Che io conservi la Tua parola di Vita, è Grazia Tua. Voglio adoperarmi di iscriverla nella mia vita, affinché possa raggiungere il frutto da Te anzidetto. A me non è facile comprendere la Tua Misericordia che viene data al nemico della Luce senza limite né misura. Il Tuo sacrificio non avrebbe dovuto già da tempo sciogliere la materia, invece di staccarla e redimerla?!

24.Oh, sì, io lo so, Tu vuoi solo portare a casa, non vuoi castigare, ma amare! Vedi, questo è il senso che io ho appreso dalla Tua parola di Grazia. Poiché se Tu dovessi dissolvere la materia, allora non potrebbe nemmeno esistere il Tuo Regno dell'Amore e della Luce, perché mancherebbe poi qualcosa all’Opera Tua. Ai Tuoi fedeli figli andrebbe perduta la loro Patria-Ur ed essi stessi sarebbero insieme dissolti. Allora nessun figlio potrebbe più giacere al Tuo Cuore paterno, e Tu non potresti rivelare a nessuno di loro le Tue vere-sante Parole di Vita, né donargli il Tuo Amore. La Creazione sarebbe povera, anzi, …non esisterebbe essere alcuno!

25.Perciò voglio prima prepararmi giustamente, affinché anch'io diventi una parte del Tuo ‘portare a Casa’, dell'Opera redentrice della Vita. Questo deve significare per me la sublime beatitudine! Perciò esprimo la preghiera: ‘Padre, dammi della Tua Forza, per quanta io ne possa sopportare; guidami alla Tua mano, affinché riconosca le Tue Vie e vi cammini’. Poiché, vedi, io Ti amo!". Karmatha stringe all'improvviso le sue braccia intorno al collo del Padre, nasconde la sua testa singhiozzando beato al grande Petto della Grazia, il cui Cuore regge ogni Creazione, e con riverenza attende una parola.

26.Iddio abbraccia con Amore il fanciullo, gli pone la Sua destra sul capo e adesso ordina ai principi di mettersi davanti al compito. Karmatha viene considerato maturo per entrare nel successivo Raggio di Vita fondamentale. Il Signore chiama a Sé Michael ed Helya, consegna loro Karmatha, li benedice per la loro missione e, dopo che hanno ricevuto la Sua benedizione solenne, congeda tutti dal Santuario.

 Prima però che lascino il Santuario, i ‘grandi’ ringraziano con una magnifica adorazione, cosicché il buon Padre-Ur viene ancora una volta in mezzo a loro, stende le Sue mani, li benedice nuovamente e li accarezza. Dopodiché i Suoi figli percorrono le vie della Sua Luce.

 

 

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Parte V

 

Nella casa della Volontà

 

 

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Cap. 14

 

I Portatori portati

La meravigliosa casa delle adunanze su un Sole Centrale

I Gradini del grado dell'Amore

1.             Karmatha si sviluppa a vista d'occhio nel migliore insegnamento del cherubino Michael e della serafina Helya, ma un vero compito esaminante non l’ha ancora sostenuto. Ora però è arrivato il momento e Michael lo chiama a sé nella stanza consacrata dicendo:

2.             “Karmatha, ho gioia nel dire che ti sei conquistato molte cose buone nella nostra Casa. Perciò ora puoi anche dimostrare in pratica ciò che hai acquisito. Voglio darti alcune indicazioni per il lavoro che ti attende; devi conseguire la conoscenza da te stesso, altrimenti il tuo lavoro ti sarebbe di poca utilità. Io ti guiderò fino all'inizio della tua via e ti mostrerò la meta. Il tuo compito è di approfondire cosa c’è da ottenere tra inizio e meta. In questo sta la vera perfezione. Nello stesso tempo è la vera immagine riflessa di ciò che l'Onnissanto fa con i Suoi figlioli. Egli stesso, il Santo, l’Alfa e l’Omega, ha posto sopra di noi il Suo arco di Grazia, alle cui estremità pendono anche il nostro inizio e la nostra fine. Sotto questo arco passa la nostra via come direzione e come percorso che noi, come figli di Dio benedetti, dobbiamo percorrere coscientemente.

3.             Sulla Terra esiste solo un piccolo gruppo che vede questo alto simbolo: prendere l’inizio da Dio, custodire saldamente nel cuore la meta indicata, e percorrere la via! La maggior parte degli uomini ha bisogno di continuo aiuto e guida, diretta come indiretta, se vogliono rimanere in un certo qual modo giusti e credenti. Solo il nominato piccolo gruppo ha in sé il grande potere.

4.             Tu domandi se questo non necessita di nessun’assistenza. Certamente, Karmatha, proprio così come tu hai bisogno di ulteriore insegnamento. Ci si domanda solamente se un figlio, oltre all'indicazione e all'insegnamento, abbia bisogno di continua guida, oppure se richiede della forza che scorre liberamente dalle indicazioni istruttive per trasformarle in azione. Tutte le sante indicazioni istruttive colmano eternità. Non è assolutamente necessario, nemmeno possibile, metterle in atto subito tutte. Al contrario, è meglio lasciar maturare la loro forza nel cuore, per poi passare ad un’azione benedetta.

5.             Le Rivelazioni di Dio illuminano Tempo e Spazio dell'intero Giorno della Creazione. È lasciato a noi impiegare queste utilmente, qui o là, per l’uno o l'altro momento. Se ci teniamo davanti agli occhi l'Opera santa del Creatore, allora non falliremo, né nella natura del nostro lavoro né nel tempo, quando la compiamo. Perfino con nuove visioni il nostro sentiero è assicurato; non abbiamo bisogno di sollecitare continuamente nuovo consiglio e sostegno, perché tutte le indicazioni di salvezza hanno già con sé in anticipo, consiglio e soccorso.

6.             Se il Padre c’impartisce diretta istruzione, allora sono queste cose che sono da mettere subito in esecuzione. Gli uomini fanno fatica ad eseguire tali lavori corrispondenti; essi sono di volontà troppo debole per dominarsi. Nell'arbitrario dominio sui loro simili si mostrano purtroppo di un'incredibile potere demoniaco. Con pure rivelazioni interiori della Parola, con loro non c'è molto da fare. I loro angeli guida hanno molte difficoltà, poiché bisogna rispettare anche la libera volontà terrena. Senza diretto impulso, raramente si riesce a deviarli e portarli, per quanto possibile, sulla buona strada. Per di più ai mondani l’una cosa e l’altra non è giusta. Essi scansano per comodità la Rivelazione istruttiva e non gradiscono gli ‘impulsi celesti’. Allora contendono con Dio, con il mondo, con tutti gli uomini; spesso diventano nemici della loro stessa vita.

7.             Tu noti già la differenza tra una Rivelazione e un ‘cenno di Dio’, ed io ti dico: se vuoi diventare perfetto, allora attieniti più alla Rivelazione. – Adesso noi, Helya ed io, vogliamo condurti su un nuovo campo d'azione, nondimeno, ti accompagni la benedizione e la pace della nostra Casa, nel Nome dell'onnissanto Creatore-Ur”.

8.             Colmo di gratitudine, Karmatha replica: "Michael ed Helya, il grande amore della vostra volontà mi ha dato il miglior cenno di vita, una profonda, meravigliosa Rivelazione, tanto che non so quasi come devo ringraziare il Padre e voi. Il mio ringraziamento sia lo sforzo di ricordare in ogni tempo di applicare questo buon insegnamento, di basarmi sulle Rivelazioni, ma come piccolo fanciullo riconoscere anche tutte le indicazioni e cenni di vita, e di farmi guidare da esse. Così per la bontà di Dio sarò per Lui un buon figlio e un utile membro nella Casa della Creazione. Io lo so: Iddio non mi ha ancora mai abbandonato e mi ha sempre preso al momento giusto nelle Sue buone mani. Anche voi ricordatevi di me, affinché il lavoro mi possa riuscire. Ma ditemi, vi prego ancora, se anche voi sentite la Forza portante del Padre così come la sento io, oppure se con voi è differente, perché voi siete i portatori delle Caratteristiche".

9.             Risponde Helya: "Ebbene, Karmatha, se già siamo ‘portatori’, rimaniamo in ogni caso in eterno anche i portati! Perché l'unico vero, assoluto Portatore di tutte le Opere è Ur, il Creatore che benedice i Suoi figli come Sacerdote, li ama come Dio, e li racchiude nel Suo Cuore come Padre. Ricordati bene: più un figlio è portato, tanto più diventa egli stesso portatore. Questo non è da confondere con il portare dei deboli fanciulletti che sono ancora incapaci della vita, e devono essere sostenuti dall'Amore misericordioso quasi ad ogni passo. Al contrario, i portatori portati riposano sempre nella Divinità-Ur, la cui conoscenza porta loro la sublime gioia beata.

10.         Noi conosciamo questa felicità dalla quale provengono tutte le Forze, per essere portatori secondo la sublimissima Volontà dell'onnissanto Dio-Ur. Un lavoro creativo a noi affidato lo eseguiamo perciò immediatamente così come se avessimo ricevuto le istruzioni più precise. La certezza di poggiare nello Spirito eterno della Vita ci dà la chiara facoltà di vedere come dobbiamo agire. L'incertezza in questa consapevolezza produce opere incomplete. Tuttavia sentirsi assolutamente ben protetti nella Divinità, Karmatha, porta perfetta forza, nella misura in cui un figlio ne sia capace. Allora anche la nostra opera sarà matura creativamente, la volontà benedetta, l'azione completata e il compiuto finale santificato! Di più non serve davvero. Diventa anche tu un portatore in tutti i tempi portato da Dio, e tutto l'incompreso lascialo ancora giacer quieto nel cuore, al tempo giusto verrà dal seme il raccolto benedetto”.

11.         Poi si recano su un Sole Centrale dove si trova un grande gruppo di fanciulli che, per vero, alcune volte hanno già ascoltato ‘la Parola’ ma non hanno ancora visto il Padre. L'angelo assistente viene loro incontro nelle vicinanze della colonia infantile. Egli è subordinato a Michael che saluta rispettosamente, così pure Helya, cosa che corrisponde all'Ordine. Karmatha gli piace subito, e il suo desiderio che questo figlio della Luce possa rimanere un poco presso di lui si realizza.

12.         L'angelo Eraskar li conduce in una meravigliosa Casa delle adunanze che serve temporaneamente anche ai ritornati a casa come luogo di transito. Karmatha elogia la bellezza e la praticità dell'edificio a colonne. Raffinati lavori murali mostrano immagini del Santuario, della Città e… ancora molto di più. La cosa più straordinaria è che gli ornamenti diventano completamente evidenti soltanto quando si osservano con un sentimento di Vita o di ardente desiderio. Questo vale specialmente per quelli ritornanti a casa dalla Terra, che qui veramente si tolgono del tutto l'ultima cosa della materia, vale a dire che si possono spiritualizzare.

13.         Karmatha parla con Helya di queste immagini, intanto Michael ed Eraskar vanno a prendere i fanciulli che hanno belle e piccole dimore. Con Karmatha si legano presto nella migliore armonia e sono contenti che egli rimanga per un po' di tempo presso di loro, e lo assediano con domande. Karmatha amichevolmente fa cenno dicendo loro che devono rivolgersi a Michael e ad Helya, poiché questi sarebbero i soprintendenti della fascia solare e, oltre a ciò, i sommi portatori della Luce del Padre che li avrebbero portati tutti anche completamente vicino a Lui, cosa che è la questione principale. Un po’ confusa, la schiera dei fanciulletti si rivolge a Michael ed Helya. I principi sorridono concilianti e incoraggianti, invitano i fanciulli ad avere anche la giusta attenzione in tutto ciò che più tardi Eraskar e Karmatha avrebbero detto loro e, dopo un banchetto in comune, si recano nuovamente nelle dimore del loro Sole Centrale primordiale.

14.         Karmatha aiuta fedelmente Eraskar in tutto il lavoro; è sempre premuroso a subordinarsi al principe angelico, così che sorge qualche nobile gara. Questa volta prega di poter parlare nella quarta sala della Casa delle adunanze. Egli ha notato che le quattro sale a colonne interdipendenti sono simbolicamente un’unità, e un passaggio attraverso di loro lascia intendere grandi conoscenze. In questa quarta e precisamente più piccola sala, dice ai fanciulli quanto segue:

15.         “Cari fanciulletti, il Padre vuole che io debba dire qualcosa. Presumo che con il mio arrivo vi siete occupati troppo di me, sebbene Michael ed Helya siano stati presenti. Siete ancora troppo piccoli per trovare il giusto. Potevate tuttavia riflettere a chi dovevate rivolgervi per primo. Sarebbe stato nell'Ordine se vi foste rivolti esclusivamente ai principi, come anche che dovreste consultare la vostra guida principale, il buon angelo Eraskar che si da molto da fare con voi, e ora ha visto che dal buon seme sparso da lui è spuntato ancora poco. Questo ha afflitto lui e la coppia di principi. Di più ha afflitto il Padre! Voi avete ripetutamente ricevuto la Sua parola d'amore, ma nessuno chiese di Lui, bensì con futilità siete venuti da me. E questo ha altrettanto afflitto me.

16.         Egli, il nostro eterno buon Padre, è Tutto in tutto. Quando c’incontriamo, il nostro primo pensiero, la nostra prima domanda deve essere rivolta a Lui, oppure il nostro lavoro è inutile. Giustamente i principi vi possono avviare al meglio nella conoscenza interiore per comprendere sempre di più l'Essenza del Santo Padre-Ur, affinché da un giusto anelito si realizzi con Lui l’unione più vera.

17.         Per vero, il Padre si rallegra molto dell’esservi rivolti velocemente. Non dovete nemmeno sentirvi afflitti, Egli è troppo buono per calcolare un’inavvertenza come errore, tanto più che non Lo avete ancora visto. Perciò Michael ed Helya sono stati così benevolmente cari con voi. Essi in tal modo vi mostrano come agisce il Padre.

18.         Il primo diritto d'amore appartiene esclusivamente al Padre! Se vi sentite in un certo qual modo a casa, voi sapete come e quando potete incontrarLo, allora si troveranno anche tutte le altre vie che devono condurvi più vicini al Padre, a Michael e ad Helya e a tutti gli altri principi, prima di chiedere consiglio a me. E se lo mettiamo in fila per gradi, come terzo diritto d'amore, viene Eraskar insieme ai fedeli aiutanti, i quali sono responsabili di voi e vi servono sempre con grande Amore. Questo non lo dovete dimenticare e dovete rimanere riconoscenti ad Eraskar. Dopo seguono tutti gli altri come grande ‘grado d'Amore dei figli’. Noi fanciulli, guidati e portati continuamente, siamo nei differenti gradi dell'amore molto di più i beneficianti che i donatori, e dobbiamo prima imparare a valutare bene, appunto la scala dei gradi dell'amore, e diventare attraverso questi a poco a poco anche donatori coscienti.

19.         Se la cosa principale per voi è il Padre, quale Primo e Ultimo, quale Punto centrale e santo Involucro, allora diventerete perfetti in Lui. La Sua Essenza vi si rivelerà e voi sarete al sicuro nella Sua mano”. Su questa ‘buona mano’, Karmatha dice ancora una fruttifera parola, e conclude: "Rimanete presso il Padre, tutto il resto si troverà da sé". – Eraskar si rallegra sulla conoscenza di Karmatha, ma intanto non dice nulla, bensì attende che cosa esprimono i suoi protetti.

20.         Uno dei fanciulli più grandi si alza e dice: "Caro Karmatha, noi abbiamo ben riconosciuto il tuo discorso, anche se non lo possiamo comprendere completamente. Rimani con noi, allora presto potremo contemplare il Padre. Avremmo però una preghiera: ci hai spiegato le quattro fasi del grado dell'amore, cosa che abbiamo compreso. Ma in quale gruppo tu sei inserito? Noi ci siamo così affezionati a te e tu ci hai ben aiutato; sentiamo come procediamo avanti. Ma vedi, oltre al nostro caro Eraskar non conosciamo ancora nessuno del terzo gruppo, perciò non li possiamo confrontare con te. Così vorremo metterti al secondo grado, e perciò ti chiediamo se a te sta bene e se piace al Padre".

21.         Questa è una piccola lieve prova. Karmatha si sente innalzato, non solo di appartenere all’omogeneo grande grado dell'amore di tutti i figli. Eraskar vede la lotta del cuore di Karmatha, e così parla dei diritti generali dell'amore, affinché possa trovare anche per sé la giusta via. Karmatha si ricorda in tempo delle buone parole di Helya e si classifica umilmente nel grado generale dei fanciulli. Quando Eraskar ha terminato, egli dice:

22.         “Cari piccoli, l'Amore del Padre è incommensurabile. Se ora vi ho spiegato quattro fasi principali del grado dell'Amore, è stato solamente per mostrare i diritti generali. Perciò ascoltate: io non possiedo nessun diritto per un gruppo particolare e appartengo alla grande schiera dei fanciulli. Nelle profondità delle profondità esistono solamente due gruppi: il Padre e i Suoi figli! In quest’Ordine sublime dell'Amore tutto si regola da solo; noi impariamo poi le differenze, senza possederne una dinanzi al Padre. Solo quando Lo amiamo sopra tutto, ci amiamo reciprocamente. Questo porta alla grande ‘Unità-Padre-figlio’, nella quale ognuno diventa come un punto centrale, dove del tutto meravigliosamente il Padre irradia come sublime unico centrale Punto-Ur.

23.         Nella Luce-Ur non esiste quindi nessuna differenza, poiché il Padre non ne fa. Egli ama ugualmente tutti i figli; soltanto che ogni figlio sentirà l'Amore del Padre così come egli stesso si presenta nel santo flusso di Luce. Questa è una Legge eterna! In tal modo le fasi dei gradi d'Amore da me citati non sono annullati, solo non significano nessuna differenza di grado. Ma poiché noi fanciulli apparteniamo a differenti gruppi, allora questi rimangono anche esistenti nell'Ordine regnante della Creazione. È perciò giusto e ragionevole se rispettiamo convenientemente i primi del Padre, i Suoi principi e angeli superiori, e noi piccoli fanciulli non li mettiamo dietro, tanto più che ci servono con la loro forza e amore. In questo modo restiamo giusti nell'impiego dell'amore dinanzi a Dio. Perciò non domandate più a quale gruppo io appartengo, ma domandate solamente del Padre. Questa è la cosa più importante. – Ora vogliamo pregare Eraskar, affinché ci voglia istruire ancora”.

24.         Eraskar lo fa, e mette il discorso di Karmatha in primo piano; e così entrambi sono segretamente benedetti dal Padre, perché l'uno ha dato precedenza all'altro. Con questo, anche i fanciulli giungono ad un’ulteriore buona maturazione.

 

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Cap. 15

 

Infinità nello Spazio

L'Essenza-Ur e sua santa armonia

Una rapida buona prova dell'io

1.  La terza sala si apre si apre. Karmatha suddivide i fanciulli in quattro gruppi e dice che questo non è un nuovo ordine come loro pensano, bensì l’eterno Ordine di base che rivela l'Amore di Dio. Poi dichiara ulteriormente: "Su Ordine del Padre voi fanciulli siete riuniti in questa sala. L'intera Casa del Tempio non vi è sconosciuta, ma il suo senso più profondo vi è stato finora nascosto. Ora contempleremo questa stupenda sala più da vicino e presto vi accorgerete quanti misteri essa nasconde.

2.  Vedete, la differenza delle quattro pareti colpisce solo con un’osservazione più attenta. All’ingresso esse non rivelano nessuna differenza, come di solito in nessuna casa. Quanto più confrontate una parete all'altra, tanto poco si somigliano. Ma provate ad osservarle tutte e quattro con una visuale d’insieme; cosa si rivela? Un’armonia delicatissima emerge dall'insieme di questa meravigliosa sala. Esse armonizzano magnificamente le differenze, come se una cosa poggiasse sull'altra, come se tutto cedesse all'altra il suo motivo.

3.  Vogliamo però ancora una volta osare una visuale d’insieme e – oh, vedete – la sala cresce, le sue mura si estendono, l'infinità ci guarda! Io vedo delle facce spaventate. Non abbiate paura, poiché più grande dello spazio infinito è il nostro eterno Padre-Ur, ed Egli è presso di noi! Seguite solamente con animo impavido le altre istruzioni. Perciò ancora una volta un rapido sguardo – e vedete, la nostra stupenda sala delle meraviglie è di nuovo com’era prima.

4.  Voi sospirate e vi sentite di nuovo completamente al sicuro. Tuttavia sorge la domanda: ‘Com’è possibile questo?’ Ebbene fanciulli, è un miracolo, questa è la conseguenza dell'Ordine segreto. Considerato che non lo conosciamo ancora, allora scorgiamo in parecchie cose il miracoloso come qualcosa di inconcepibile. Solo che – Spazio e Tempo dell'eternità-Ur hanno dominio conforme alla Legge, il che, naturalmente, è il più alto miracolo. Il Padre però vuole che voi non rimaniate fanciulletti. Dovete crescere nel Suo Spirito di Grazia, con cui poi cresce la conoscenza per poter comprendere cose infinite. Questo presuppone che i vostri cuori si debbano ingrandire per comprendere il grande Padre dell'infinità. Tuttavia, il miracolo più bello è che un cuore, nel crescere per il Padre, deve rimanere completamente piccolo e modesto.

5.  Ma come può apparire qualcosa, nello stesso tempo, piccolo e grande? Ebbene, la nostra meravigliosa sala ci ha fornito un bellissimo esempio. Il luogo vi era noto, e tuttavia estraneo; voi non sapevate nulla dei suoi meravigliosi particolari. Questo si riferisce al Padre. Di vostro proprio impulso non vi siete ancora occupati troppo di Lui, ed Egli vi è rimasto estraneo. Il vostro amore per Lui, espresso in un ardente desiderio, era ancora tanto debole che a mala pena abbisognava essere calmato. Ora certamente già vi coglie di sorpresa, e vorreste più di tutto intraprendere subito una via per cercarLo, anche se sconosciuta. Con il desiderio cresce anche il vostro cuore. Ma poiché non conoscete da vicino il Padre, sarebbe facilmente possibile correre avanti nell'incontro con Lui. Perciò è meglio chiedere intanto una rivelazione interiore, così che possiamo trovarLo sicuramente.

6.  Vedete, l’ambiente, adeguato al Tempio, vi dona pace; l’andata fuori nell’infinità vi rende timorosi. Questo è un santo simbolo. Eternamente, l’Iddio-Ur rimane dapprima il Creatore che fece divenire le Opere Sue e diede perfino all'eternità-Ur una limitazione per i figli, anche se non in maniera sostanziale. Se fossimo messi dapprima nell'infinità, – dovremmo perderci in essa, poiché il limite creativo ci diventerebbe un vincolo.

7.  Perciò la Divinità-Ur diede a Se stessa quattro stadi, sui quali seppe adattare ogni infinità di Spazio e Tempo alle creature in divenire. Questi sono il Creatore e le Essenze provenienti da Lui divenuti visibili come Sacerdote, Dio e Padre, nei quali ogni figlio Lo può riconoscere. Per l'Opera della Creazione si rivela in quest’ordine il Principio del Creatore, del Sacerdote, di Dio e del Padre; per i figli al contrario, affinché trovino, per la Rivelazione paterna per loro più adatta, fiducia e cosciente legame verso l’Onnissanto. Se si son fatti confidenti con la Divinità-Ur, allora devono – partendo dal Creatore – camminare essi stessi verso il Padre.

8.  Per questo la sala si mostrò prima come spazio familiare che vi accolse proteggendovi paternamente in maniera percettibile. Egli concederà uno sguardo nell'infinità, non appena avrete la necessaria maturazione. E quando voi, invece di spaventarvi, percepirete la Sua santa grandezza, Egli si rivelerà meravigliosamente come Padre-Ur. Solo in quest’evoluzione il vostro cuore potrà diventar grande, per accogliere l'Essenza del Padre. Nell'infinità il cuore diventa di nuovo piccolo e modesto, cosa che ci serve per l’insegnamento migliore di tutti, attraverso il quale noi possiamo raggiungere quella buona grandezza, per contemplare anche il grande spazio della Creazione.

9.  Osservate le singole parti della nostra stupenda sala, come tutto è armoniosamente equiparato. Perfino le pareti sono diventate come senza differenze. Questo è vero! Poiché soltanto a quel figlio che si è rivolto all’una o all’altra delle sue parti, appare differente la santissima Quadruplice Essenza, cosa che si riferisce particolarmente alle Sue sette Caratteristiche. Se impariamo a portare in noi tutto il Divino, riconosciamo che l'una come l'altra è estremamente importante; allora ci formiamo quasi da soli le quattro Essenze come anche le sette Caratteristiche. Se afferriamo l'eterna santa Divinità-Ur come un insieme indiviso, allora ameremo in Ur il Creatore non diversamente da come se Egli si rivelasse come Padre. – E le stanze del Cuore della Sua Essenza di Sacerdote e Dio ci saranno poi familiari come la Sua voce che parla a noi nell'amore.

10.A questa conoscenza appartiene un cuore pieno di umiltà. Anche nella crescente maturazione non dobbiamo vederci come figli grandi, perché solo il Padre è da chiamarsi Grande! Prima avete percepito la Sua Infinità, essa vi angoscia; oltre a ciò è stata rivelata soltanto una piccolissima parte. Ma perfino l'infinità, per quanto sia spazio e tempo, è piccola dinanzi al Suo Creatore! E poiché in sé rimane piccola, essa è da considerare una grande, magnifica Opera meravigliosa. Non diversamente è per noi. Se rimaniamo veramente piccoli, allora siamo grandi nella grandezza del Padre che nutre immensità. – Questo ora serbatelo in voi e sforzatevi di giungere su questa via al gradino successivo, allora il Padre apparirà presto".

11.C’è silenzio nella Sala. I fanciulli sentono il Santo rivelato con la più grande chiarezza. Eraskar ringrazia di cuore Karmatha, elogia il suo discorso e lo prega di rimanere tanto quanto gli fa piacere. L'angelo deve fare tutto questo, sebbene egli sia più maturo di Karmatha, e perciò si accorge che Dio ha parlato attraverso di lui in un linguaggio che deve preparare i fanciulli al dopo. Anche uno dalla schiera si fa avanti, porge a Karmatha la mano e dice:

12."Karmatha, tu grande figlio, grazie per il tuo insegnamento. Senza di te la nostra via verso il Padre sarebbe ancora lungamente nascosta. Ci si domanda anche se la troveremo. I tuoi buoni discorsi ci hanno indicato la meta. Ci dispiace dover affliggere il Padre con questa domanda: ‘Perché non ti ha inviato già prima ed ha esitato di farci annunciare questa preziosità? Perché non ci ha portato Eraskar quest’insegnamento?’. Allora avremmo già potuto incontrarLo. Ora ci rallegriamo molto che Michael ti ha portato da noi, altrimenti potevamo aspettare il Padre ancora a lungo.

13.Ti preghiamo: istruisci il nostro angelo Eraskar su tutte le cose importanti che noi forse non potremmo ancora del tutto comprendere, ma che col tempo lui ci potrà chiarire, e così darà il proprio contributo a questo. Eraskar ti sarà grato se glielo spieghi ancora di più. Accetta ancora una volta la gratitudine di tutti noi".

14.Il grande elogio desta in Karmatha beatificanti sentimenti. Sì, davvero, egli sa molto e può rivelare ad Eraskar parecchie cose che lui non s’immagina! Infatti, può veramente portare i fanciulli più vicino al Padre, oh – quanto ampiamente deve già essere penetrato nel Cuore del Padre! Gli occhi di tutti sono fissi su di lui. Già la promessa di aiutare in seguito i fanciulli e l'angelo, gli sta sulla lingua. Allora all'improvviso si ricorda le parole di Michael ed Helya che gli diedero come ultima buona lezione. Si spaventa di sé, si rattrista molto e prega il Padre di aiutarlo a rimanere tale e quale, piccolo e umile come ha potuto mostrarlo ai fanciulli.

15.La voce del Padre lo conforta mentre gli dice: «Mio Karmatha! Nel Regno della Luce nessun figlio procede falsamente, perché questo non esiste, a meno che non vada via da Me. Tutto è evoluzione insostituibile; pensieri esaminatori diventano buone opere. Nella materia, veramente dalla maggior parte dei pensieri non controllati, provengono parole sconsiderate e perciò cattive azioni che hanno le loro pesanti conseguenze. Da pensieri apparentemente solidi la via va verso una vita spesso distrutta, mentre da pensieri incerti attraverso un continuo lavoro, si forma la sicura, consolidata vita. Poiché qui dominano le Mie Leggi di base, perciò sii ora completamente consolato! Riconosci però cosa ti insegna l’incidente».

16.Fervido, Karmatha ringrazia il Padre, e ora si rivolge subito ai fanciulli, dicendo: “Cari fanciulli, la vostra gratitudine mi ha rallegrato ed io ho pensato che è bene ciò che voi volete. Nondimeno, il Padre mi ha mostrato ciò che è meglio per tutti noi. Vedete, Egli vi ha dato Eraskar come guida particolarmente buona. Ricordate che non potevate comprendere le mie parole se non vi avesse guidato prima così bene. Egli vi ha dato più di me; e non io posso dargli di più, bensì è il caso inverso. Io ho imparato molto da Eraskar.

17.Non vogliamo nemmeno ringraziarci a vicenda, bensì ringraziare soltanto il Padre. Ma se oltre al Padre volete ringraziare qualcuno, allora sia Eraskar, cui spetta la gratitudine. La vostra domanda perché il Padre non mi ha inviato prima, proviene, a dir il vero, dal vostro ardente desiderio; tuttavia voi potete riconoscere che ognuno riceve ciò che gli fa bene. Anche il tempo giace nella mano di Dio! Se vi esaminate, allora riconoscerete che un discorso simile prima vi sarebbe stato molto più difficile; non avreste compreso nulla.

18.Ora guardate Eraskar, come splende di puro amore; poiché vi condurrà al Padre. La riuscita è merito suo! Ricordate: fintanto rimane presso di voi, egli stesso deve rinunciare alla contemplazione del Padre. Lo fa volentieri per voi. La nostra beatitudine è, in verità, sempre smisurata; ma la letizia di ogni beatitudine è la contemplazione colma di grazia. – E tu, caro Eraskar, ti prego: includimi nella tua schiera di fanciulli, io volentieri mi lascio istruire da te”.

19.Questa è la più bella ricompensa dell'angelo in questo tempo. Si chiede a lui perdono; tuttavia, sorridendo con amore, Eraskar dice che è la loro via dello sviluppo. I fanciulli chiedono a Karmatha il perché li ha suddivisi in quattro gruppi. L’accenno è una parola sulla pazienza, l’avrebbero saputo al tempo giusto. Essi rimangono insieme nel giardino della Casa del Tempio per un po’ con serie conversazioni e giochi piacevoli per i più piccini. Anche altri gruppi si presentano ancora, provenienti dal Sole Centrale.

 

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Cap. 16

 

Qualcosa sulla vera percezione di Dio

Il progresso apporta nuova conoscenza d’umiltà

1.  La seconda sala del Tempio si apre. Appena entrati, i fanciulli si arrestano in timore reverenziale. Ma non è soltanto la grandezza e la sublimità che li impressiona, bensì più lo strano alitare che subito li circonda. Eraskar rimette a Karmatha l'intera azione, poiché i fanciulli devono imparare in lui, mentre lui nel suo lavoro. Qui Karmatha suddivide la schiera in due gruppi e li invita a sedersi a destra e a sinistra.

2.  Egli comincia: “Cari fanciulli, da quando abbiamo lasciato la terza sala della scuola, il buon Padre ci ha dato molto tempo libero per utilizzare il ricevuto e attendere il nuovo. Per di più aveva l'apparenza come se avessimo dovuto aiutarci a progredire da noi stessi. Ma meravigliosamente si è mostrata in tutte le cose la Sua conduzione di cui dobbiamo sempre ricordarci.

3.  Il meraviglioso alitare è penetrato in voi; solo che – perché invisibile – non potevate afferrarlo. Tuttavia comprenderlo non è difficile. La terza sala ci ha portato conoscenza dell'unità di Ur, nonostante la Quadruplice Essenza quale Creatore, Sacerdote, Dio e Padre; inoltre ci ha portato sull'infinito e sulla meravigliosa vicinanza dell'Onnissanto che porta a noi figli la più beata unione con Lui. Questa però non viene raggiunta, anche se un fanciullo afferra, per quanto possibile, l'infinito dell'Essenza Dio-Ur. La penetrazione nell'Essenza-Ur non provoca ancora a lungo il vero sentimento-Dio nel nostro cuore. Voi chiedete il perché, e se tale sentimento sia veramente da raggiungere.

4.  Oh, ascoltate: per raggiungere il sentimento-Dio non è difficile, anche se talvolta richiede una lunga via. Con passi timidi certamente non si fa nulla. La prima tappa su questa via è e rimane l'Amore, Amore che induce da sé un figlio ad abbandonarsi completamente al Padre. Tuttavia è poco determinante la contemplazione e la riconoscenza, bensì il vivente sentimento.

5.  Chi non afferra la Divinità nel sentimento e cerca con gli occhi soltanto le Caratteristiche esteriori, non La porterà mai in sé! Senza unione interiore con Lei non ne esiste nemmeno una col Padre, perché questa come Misericordia è una parte essenziale della Divinità. Nondimeno, con la conoscenza sensibile deve essere unita a questa anche una visibile, la quale dimostri la percezione interiore ed esteriore. E come il percepire interiore nel caso di una contemplazione esteriore dà il tratto alla bilancia, proprio così anche nel caso di una sensazione come corporea dà l’aspetto interiore.

6.  Ogni Rivelazione comincia nell'interno e va nell'interiore come immagine dell'Essenza-Ur che viveva dinanzi a tutta la Creazione nella sua Luce impersonale. Se qui è stato stabilito un vero contatto di vita che cosciente è da tener fermo ed è da restituire dal figlio, l'unione deve riguardare entrambe le parti, Donatore e ricevente; allora può seguire anche la rivelazione esteriore che prende molteplici forme.

7.  Le Rivelazioni avvengono reciprocamente, per il progresso dei figli. Chi riconosce questo ha intrapreso la via per il santo Centro-Ur, Centro che non è una struttura fissa, un punto centrale creato, ma la Divinità stessa, nel cui Grembo noi poggiamo. Dai primordi non possiamo mai separarci dal Centro-Ur, dal Punto centrale, perché noi – proceduti da questo Punto– siamo una parte dello Stesso.

8.  Conforme all’Opera, quali esseri viventi, stiamo all’esterno del Centro-Ur con la missione affidataci, di riunirci con questo Centro che non porta allo scioglimento nella Sostanza-Ur, ma alla più stupenda unione di Cuori tra Creatore e creatura, Sacerdote e spirito, Dio e anima, da cui Padre e figlio si stanno di fronte nella massima armonia, operando alternativamente nel dare e nel prendere.

9.  Adesso già vi accorgete che cos’è questo alito nella nostra sala. Sì, le sublimi parti dell'Essenza Ur vi abbracciano con il Suo respiro di Vita e da ciò si è ridestato in voi un vero buon sentimento. Solo adesso credete che il Padre è presso di noi, anche se per la vostra stessa salute non Lo vedete ancora. Egli sarà visibile quando meno ve lo aspettate. Il meraviglioso Alito era Lui stesso! Se lo percepiamo completamente coscienti, ridestiamo ed accresciamo con ciò l'Amore per Lui; allora Egli ci porta la divina Essenza-Ur tanto vicina, per quanto la creazione lo possa sostenere visibilmente e percettibilmente. –

10.L'Essenza di Dio-Ur offrì le creature alla parte del Cuore Paterno, perché il Padre, quale eterno unico Portatore-Ur della Misericordia, può guidare la creatura al più presto all'Unione interiore ed esteriore che, da una parte porta al Creatore il santo titanico giubilo, dall’altra parte non lascia la creatura serva della vita, bensì la elevano in alto all’elevatezza dell'impulso vitale. La dipendenza-Ur deve rimanere sempre; tuttavia essa poggia nell'infinità che nessuna creatura afferra e non ne sarà mai vincolata. Nell'essere elevato alla nobiltà del Sentimento si trova la felicità del figlio che, in evidente unione col giubilo a Ur, emerge l’Amore tra Padre e figlio.

11.La regola di questa verità è sconosciuta a me stesso. Ma se abbiamo ottenuto la figliolanza-Padre, allora, procedendo in avanti, possiamo in futuro raggiungere la figliolanza-Ur; noi siamo veramente proceduti da Ur quale Sua Opera sublime, quale ‘nascita vivente’! Senza l'incondizionata conoscenza delle Leggi-Ur entriamo nell’unione e contempliamo Dio, senza vederLo, ma Lo ascoltiamo senza ricevere le Sue parole, poiché tutte le Sue Opere sono Rivelazioni della Sua Essenza, sono la parola di Grazia del Suo Santo Spirito!

12.Questo vale per il Regno della Luce, dove le Leggi sono vivamente attive. Ma ne esiste anche un altro, la parte povera della Creazione che ha perduto tutta la ricchezza attraverso la separazione. Tuttavia il perduto bisogna cercarlo, e noi figli possiamo essere d’aiuto a Dio. Con questo si eleva la felicità della vita menzionata, come non lo afferreremo mai completamente. L'Amore-Ur si sacrifica per questa parte della Creazione; e se vogliamo veramente amare il Padre, allora bisogna sacrificare anche il nostro amore al ‘perduto’. Ancora apprenderemo come questo dovrà accadere. Fortificate perciò il vivente sentimento interiore, affinché possa seguire molto presto la contemplazione di Dio esteriore che ci rende sempre felici”.

13.Quale meraviglioso discorso! Eraskar sa quale spirito lo ha formato. Ciò nonostante ringrazia ed elogia Karmatha. Questo lo fa anche tutta la schiera. Un piccolo sentimento dell'io, giustificato nel senso del suo buon servizio, fa sentire a Karmatha per la prima volta la maestosità della vita. Tuttavia dice: "Ringraziamo unicamente il Padre, Egli ci ha dato la Luce. A Lui sia lode e Gloria!".

14.Nel frattempo altri angeli guida, provenienti da altre regioni, si sono radunati con i loro protetti in una pubblica sala della zona vicina. Uno viene ed invita Eraskar a prender parte all’adunanza, poiché sarebbe giunta notizia che un figlio proveniente da Gerusalemme sarebbe presente. Volentieri si accoglie l'invito. La guida del Sole, Tullay, nello stesso tempo presidente distrettuale, dopo il benvenuto conduce gli angeli superiori e Karmatha in una piccola sala del consiglio, dove si mettono presto d'accordo su una generale grande assistenza dei fanciulli. Tullay affida a Karmatha la presidenza. Egli deve anche prendere su di sé i discorsi e gli argomenti più importanti.

15.Questo è molto! Il sentimento dell'io in Karmatha sale nuovamente in alto. Quanto si sente onorato! Angeli più grandi di Eraskar, persino Tullay, il supremo del Sole, si sottomettono alla sua guida. Festeggiato e ringraziato dalla schiera dei fanciulli, egli sta sopra di tutti sull'importante Sole Centrale. Quando se ne rende veramente conto e perfino il suo cuore celeste comincia a battere, giunge improvvisamente alla comprensione. Abbassa il suo sguardo. Ahimè, aver dato solamente spazio a questo pensiero, lo separa dal Padre! Così egli percepisce. Triste, dice al supremo del Sole, mentre le lacrime cominciano a scorrere:

16."O Tullay e voi angeli guida, mi avete dimostrato molto amore con la vostra offerta ed avete servito il Padre davvero umilmente, sottomettendovi a me, voi che state tanto più in alto di me. Voi sapevate tutto in precedenza molto meglio, prima che io portassi in me i pensieri. Nessuno di voi però si è fatto avanti; soltanto io. Perciò allontanatevi da me, tanto più che voi, i migliori di tutti, siete qui insediati dal Padre. Ora voglio sedere come uno dei tanti nell'ultimissima fila dei vostri protetti, e interiormente, davanti a tutti i più piccoli.

17.È stato un errore accettare la vostra offerta come naturale. Questa è ben presto da eliminare, ma non il pensiero in una futura esultanza. Oh, vedete, quanto ho bisogno ancora della scuola di vita, ed ho l’audacia di governare un Sole! Finora il Padre ha avuto poca gioia su di me; Gli reco sempre dispiaceri. Egli ha versato troppa Grazia su di me. Come ricambio, lo testimoniano i pensieri che non vi sono nascosti. Perciò lasciatemi solo per un po’, finché riesca nuovamente a sentire l’amata voce del Padre, una conferma che Egli ha appianato clemente il mio grossolano errore. Poi verrò per accogliere in me il vostro insegnamento”.

18.Gli angeli, che su incarico di Dio hanno intrapreso su Karmatha questa prova non facile, si rallegrano molto del suo rapido cambiamento, senza parlarne oltre. Anche il Padre non rimane senza gioia; Karmatha e tutti gli angeli sentono la Sua voce:

19.«Karmatha, figlio Mio! Ora ho una vera gioia di te, perciò anche tu devi rallegrarti. Cammina d'ora in poi su questa via dell'umiltà e vedrai dove conduce. – Ora però adempi l’incarico a te affidato dai Miei angeli. Poi tieniti pronto; ancora un lavoro sarà il tempo in cui potrai ultimare, nel Mio Amore, questa via del Sole. Sii benedetto, e anche voi, angeli Miei, che Mi servite con gioia e siete vicini al Mio Cuore, come anche tutti i fanciulli del vostro Sole. Amen». Le lacrime di pentimento di Karmatha sono esaurite, al loro posto arrivano quelle della gratitudine. E con gli angeli, loda il Padre buono.

20.Tullay annuncia la benedizione del Padre a tutti, e Karmatha parla sulla Gerusalemme. Quanto gli riesce bene questo. Nei fanciulli si accende l’ardente desiderio, e in tutti si nota un buon progresso. Dopo, ogni gruppo ritorna nel suo centro di residenza. Eraskar sa che i fanciulli a lui affidati sono diventati maturi per incontrare il Padre. Perciò dopo il ritorno li conduce nella prima grande sala della sua casa-Tempio.

 

 

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Cap. 17

 

Il rapporto di fatto tra Dio ed i figli

Una bella preghiera di tutti i grandi e piccoli

Il Padre

1.             I fanciulli siedono in gruppo omogeneo pieni di speranza nella prima sala, Eraskar in mezzo a loro.

2.             Karmatha dice: “Cari fanciulletti, ora vi saranno aperti gli occhi per contemplare la magnificenza del Padre. Egli ci accoglie con il Suo Amore divino e con la Sua benedizione sacerdotale; Egli pensa e lavora come Creatore soltanto per noi. Ciò che io ho da dire, non sarà subito comprensibile, ma quando vi perverrà la vera grande beatitudine, allora questo sarà un cosciente inizio di quella Vita che opera meraviglie. Non badate alla persona che parla, bensì solo al Donatore di tutti i buoni doni della Vita. Noi siamo a una Sorgente inesauribile piena di dolcissima acqua.

3.             Quando la chiamata del Padre ci condusse nella quarta sala della Casa Tempio, io vi lasciai sedere a piacimento. Dapprima non notaste nulla di particolare, e solo alla fine di quell’apprendistato vi sentiste avvolti da una dolce quiete. Nondimeno, fortemente inconscio era il sentimento, così che nessuno pose una domanda. Io però dovevo tacere, sebbene comprendessi solo a poco a poco il perché. Sì, ogni conoscenza che porti frutto deve svilupparsi dal figlio stesso. Per vero, il dono della conoscenza si ottiene attraverso l'unione di fatto con la Divinità, oltre a ciò la forza per il suo sviluppo e il grado di comparazione che porta al perfezionamento. Tuttavia questo non esclude che, nello stato di coscienza di vita, si debba conquistare da se stessi dono, forza, crescita e perfezionamento. Chi crede che gli venga dato tutto senza il proprio contributo, gli sfugge il meglio; infatti, la massima beatitudine proviene solamente dalla giusta collaborazione.

4.             Invece, al consapevole sentimento di mettere forse questo presuntuoso pensiero: ‘io ho guadagnato la beatitudine con la fede, Dio non poteva darmela senza la mia collaborazione’, è autoinganno, nonostante la parola contenga un piccolo seme di verità. – Nessuno può riportare qualcosa con la propria attività, purché sia soggetto al divino concetto di salvezza; infatti, tutto il divenuto è Opera propria della Divinità!

5.             Ogni conoscenza e la sua conseguente azione, deve stare nell'Opera con la radice primordiale, nel santo terreno della Vita divina! Con questo viene a cessare il puramente proprio. Allo stesso tempo il dono primordiale comprendeva l'ultimo perfezionamento che – per il figlio non visto e ancora non personalmente formato – è l'Opera nel tutto. Dono, progresso e perfezionamento di Opere inconsapevoli e consapevoli vanno mano nella mano. La Divinità stessa non ha nessuna crescita, perché la Radice primordiale della Vita porta in Sé il perfezionamento. Quindi ogni dono è perfetto nel momento in cui è dato. Diverso è il procedimento della consapevolezza della vita soltanto creata, vista dal figlio nella sua individualità. Qui i doni aumentano, ma non nella loro sostanza, bensì nell’appropriazione personale. Quanto più si acquisisce il dono, tanto più prende possesso del figlio, il che significa che di ogni cosciente accoglimento del perfetto dono di salvezza si può ottenere sostanza su sostanza.

6.             Nessuno può conquistarsi da sé la beatitudine, poiché il Padre-Ur è eternamente il Primo e Ultimo Donatore di tutte le cose; ciò dimostra che il figlio rimane per primo, in eterno il destinatario. Solo col più libero, cosciente accoglimento di tutti i doni della vita, il figlio creato è nella condizione di collegare al principio ricevente un personale donante. Ogni azione ha la sua conseguenza! Qui, perché il perfezionamento dei doni prende sempre più possesso del figlio, come anche, che si aggiunge del nuovo. Una buona conoscenza di questo dovrebbe significare pressappoco:

7.             ‘Io ricevo dal Padre tutti i buoni doni, per questo voglio amarLo assai riconoscente in ogni tempo. Egli mi dà anche la forza ed io imparo a servirLo con fedeltà. Per questo posso proseguire in avanti e la mia parte diventa beatissimo perfezionamento. Tuttavia, nonostante ogni sollecitudine, non l'ho meritato, perché anche la capacità per la sollecitudine proviene dalle Opere Sue. Se mi posso abbandonare completamente a Lui, è perché dapprima Egli si è rivelato e mi ha preparato il Suo torrente di Vita’.

8.             Questa conoscenza è stata veramente la pietra angolare per l'ammaestramento nella quarta sala. Egli ha trovato in voi una buona risonanza anche se non del tutto cosciente. Adesso però vi splende una stupenda Stella, la sua Luce è la Longanimità del Padre, il suo Calore è la Sua Mansuetudine, infatti, Egli guarda più alla nostra volontà e meno all’impotenza della nostra azione. Il nostro libero stare insieme, ma uniti in una sala, è stato in un certo senso il primo passo della maturità che noi stessi abbiamo fatto verso il Padre, per essere uniti con Lui e per metterci sotto la Sua protezione.

9.             Con questo è stato dato un punto di svolta. Dal sentimento certamente avuto, ma incosciente, sorse il pensiero di arrivare più vicini al Padre. Questo è avvenuto all'ingresso della terza sala, dove voi – suddivisi in quattro gruppi – avete potuto vedere dei particolari che vennero alla luce con la spiegazione delle quattro pareti di quella sala della preghiera. Espressamente vi venne portata vicino la santa Essenza della Divinità-Ur, con questo avete imparato a riconoscere, oltre alla contemplazione dei sette Raggi di Vita fondamentale, anche la santa Quadruplice Essenza: il Cuore-Ur con le Sue quattro camere.

10.          Dopo che voi – di buona volontà – accoglieste questa rivelazione, rivelazione che non è così difficile, quella di amare anche la Divinità-Ur, perché è la Quintessenza del Padre, come il Padre è la Quintessenza Sua, si aprì a voi la seconda grande sala. Quivi riuniti in due gruppi, la vostra spartizione diede materia per più profonda conoscenza. Si presentarono i due Fondamenti di base, su cui posa tutta l'Opera insieme alla Vita. Nello stesso tempo apparve il Principio donante e ricevente.

11.          La cosa più importante di tutto è il confronto tra Creatore e creatura. Le ultime ottengono da ciò un’uguaglianza corrispondente alla Divinità: l’immagine! Nel principio dell'Opera noi siamo già divenuti all'inizio l’immagine; nel principio della Creazione dovemmo adattare, secondo la propria conoscenza, il nostro io-vita a Dio, per essere anche di noi la giusta immagine. Qui ancora una volta il confronto che opera solo con buoni frutti se i gradini già menzionati della terza e quarta sala sono stati percorsi bene.

12.         Ora siamo radunati nella prima sala, senza alcuna divisione. Ho chiesto al nostro caro Eraskar di sedersi in mezzo a voi, e vedremo quale ragione abbia simbolicamente. Non appena un figlio porta la volontà d’amore della Divinità, cosa che conduce all'immagine e, con ciò, alla relativa uguaglianza della Creazione, si raggiungerà la gioiosa beatitudine mostrata più volte, e sarà stabilita l'unità tra Padre e figlio, unità che rimarrà poi senza separazione, perché si basa eternamente sull'unità fondamentale tra Padre e figlio.

13.          Eraskar vuol far capire: il Padre-Ur è tra noi, per la qual ragione siamo presso e in Lui di Casa nella vera vita, riposando nel Grembo della Divinità-Ur! Allora esiste un solo gruppo: il Padre e i figli uniti nella Misericordia, nella quale anche tutti i figli sono concordi per via delle parti della Divinità e delle formazioni fondamentali date – come originalmente –riuniti nell’Unità!! Se voi fanciulletti volete raggiungere questa beatitudine, allora dichiaratelo adesso, e il Padre porterà l'adempimento”. Nella schiera domina un gran movimento che si mostra veramente più nel cuore che esteriormente.

14.          Un fanciullo si alza e dice: "Caro Karmatha, caro Eraskar, noi fanciulli ci accorgiamo che questa via conduce al Padre e vogliamo andare avanti, per quanto bene ci possa riuscire. Volentieri vogliamo appartenere a Lui, come voi due siete già da lungo tempo uniti con Lui. Vi preghiamo di accoglierci nelle vostre preghiere, affinché il buon Padre di noi tutti possa venire assai presto. Oh, quanto ardentemente bramiamo il Suo Amore e la Sua contemplazione! Karmatha, tu sei venuto dalla santa Gerusalemme, chiamaLo tu, perché noi siamo ancora troppo piccoli e deboli per attirarLo a noi".

15.          Tutti gli altri pargoli si associano alla voce supplicante del fanciullo. E ad un tratto risuonano altre voci. Le guide del Sole, che già durante il discorso stavano inosservate all'ingresso, si avvicinano. Tullay mette una mano sulla spalla di Karmatha e dice:

16.          “Karmatha, tu hai veramente raggiunto già una buona unificazione col Padre. Adempi perciò la preghiera dei fanciulletti e anche noi uniamo la nostra voce. Per noi è la più grande gioia quando una schiera è matura, in mezzo alla quale si trovano anche dei figli ritornati a casa dalla Terra. Ci aspetta di nuovo la gioia di poter stare ancora un po’ di tempo col Padre, finché un nuovo lavoro ci porterà nella Creazione. Certamente possiamo entrare nel Santuario quando siamo sopraffatti dalla nostalgia; ma perseverare nel servizio per i fanciulletti al Padre è più caro che tutta la nostalgia piena di ardore che vale soltanto per la propria gioia, mentre il servizio ai pargoletti è gioia della Creazione!

17.          Perciò perseveriamo, salvo che il Padre quieti la nostra brama. Eraskar guiderà il gruppo al prossimo gradino superiore, e gli altri gruppi avanzeranno gradualmente, mentre la grande sala del raduno nel mio territorio verrà aperta a nuove schiere che ritornano dalla Terra. Vedi, qui tutto è ordinato meravigliosamente, espressione della massima Misericordia!".

18.          Karmatha riconosce che deve adempiere la richiesta di Tullay, ma vede anche il pericolo di mettere nuovamente se stesso in un punto centrale. Domanda per sé umiltà, e quando sente la mano del Padre giacere su di sé, dice: "Volentieri presento al Padre la preghiera nostalgica dei fanciulletti. Tuttavia voi, cari angeli, soprattutto Tullay, potete farlo molto meglio di me. Voi però piccoli favoriti non dovete ritenervi troppo indegni di pregare voi stessi il Padre. Al contrario, sono certo che Egli viene perché Lo bramate, e qui una parola ben formata vale meno della chiamata da un cuor filiale.

19.          Gli alti figli della Luce portano in sé più d’una chiarezza e la conoscenza intorno all'Operare della Creazione, nella misura in cui il loro spirito è già penetrato. Nella stessa misura, e ancora assai di più il Padre-Ur, diventa ‘Uno’ con loro. Egli non ha più bisogno di ascoltare la loro preghiera; piuttosto, li sente!

20.          Nondimeno, Egli bada ai piccoli che sono ancora lontani, e ascolta la loro supplichevole preghiera. Egli vede ogni pur minimo moto del cuore. Provate una buona volta a pregare voi stessi, ed io garantisco che vi ascolterà. Oltre a ciò, questo Lo rallegrerà molto di più che se vi nascondete impauriti dietro la mia preghiera! Ora ho già espresso nel cuore la chiamata orante: ‘Padre, vieni da noi!’. Con questo ho pensato anche a voi, cari angeli superiori, voi benedetti figli della Luce. Possiamo perciò essere completamente consolati, poiché il Padre è già per via".

21.          Appena espresso, un Raggio di Luce sommerge la sala. Il Padre è entrato in compagnia di alcuni principi e alcuni primi. Subito è circondato dagli angeli del Sole e da Karmatha. Egli li benedice ed essi afferrano le Sue mani e la Sua veste, parlano con Lui quasi così come se parlassero tra di loro; a farla breve, ai pargoletti si presenta un’immagine piena di delizia: unione di Grazia, gioia, beatitudine e giubilo.

22.               Essi si meravigliano e pensano che la Santità di Dio non sopporti un tale agire. Per giunta, Dio comincia anche a stringere al Cuore gli angeli e Karmatha, e i volti dei principi diventano sempre più splendenti. Quanto più si meravigliano, tanto più aumenta la scena in gioia e magnificenza, finché si accorgono alla fine che, nonostante tutta la conclusione delle preghiere espresse, il Padre li guarda fisso e incoraggiante, come se dicesse: “Non abbiate timore di Me”. – E gli occhi di tutti gli angeli dicono: “Venite, fatevi abbracciare e fate come facciamo noi”. Allora sentono il desiderio di posarsi anche loro al petto del Padre. E quanto più cresce il desiderio, tanto più i cari grandi del Padre Lo lasciano, formando dietro di Lui un bel semicerchio, finché Egli sta da solo di fronte al gruppo dei pargoletti.

 

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Cap. 18

 

Lezione di fiducia

La santa Sorgente della Vita ed un ‘Amen’

1.  «Figlioletti Miei, siete meravigliati perché i Miei grandi figli Mi hanno quasi schiacciato? Voi credete che non sia del tutto degno di loro. Ma in questo sta un sacrificio a Me compiacente che Io, non soltanto vedo, ma perfino sento. Ognuno voleva accogliere da Me, voleva portare il suo dono, nel quale si trova il sacrificio menzionato prima: il desiderio che non esiste figlio che non possa giacere anche lui al Mio Cuore! Sì, chi viene da Me nel modo più veloce e sicuro, senza prima chiedere se Mi sia compiacente o meno, questi non solo ha la meta fissa davanti agli occhi, ma la possiede già!

2.  Non è la cosa principale, se esiste già un conoscenza più elevata. Ad un figlio ancora lontano da Me non toccherà la vera comprensione. Solo nella Mia vicinanza giungerà alla perfetta contemplazione. Perché credetelo: da Me fluiscono tutti i buoni doni come un vero Torrente della Vita, e tutti i Raggi di forze incommensurabili! Ogni Luce prende la sua via da Me, pulsa attraverso gli spazi e tempi e ritorna nella Mia Divinità-Ur!

3.  Quindi il Torrente di Vita fluirà sicuramente più potente nelle Mie vicinanze che nelle lontananze, dove i figli più inconsapevoli, bevono della sua acqua. Nondimeno essi devono sedere alla Sorgente, che sono Io stesso! Perciò, Miei piccoli, più verrete vicini interiormente ed esteriormente a Me, tanto più doni vi toccheranno e più grandi portatori diventerete.

4.  Chi crede di doverMi portare qualcosa prima di ricevere, difficilmente troverà la via che porta a Me, e l’Essenza Mia gli rimarrà estranea. Chi invece giace nel Mio braccio, ottiene il vero Amore e la conoscenza; entrambi aiutano il figlio ad ottenere la forza di volontà e l’attività consapevole. Con ciò, in primo luogo, veramente in piccola misura, impara ad indagare seriamente l’Essenza Mia e l'Opera, il Cui fondamento è l’Ordine santo. La Pazienza e la Misericordia lo guiderà all'altezza successiva.

5.  Se un figlio si poggia al Mio petto, se le Mie braccia l'hanno circondato, allora la via si svela come da sé, sulla quale viene in possesso della perfezione. Allora può mettere nelle Mie mani il suo intero io nella più bella, più libera offerta, finché la via della partecipazione al sacrificio diventerà parte sua, cosa che gli porterà la Mia somma Grazia e Misericordia!

6.  Se durante una via di sacrificio un figlio è lontano da Me, sarà comunque interiormente più vicino alla Mia Sorgente, alla quale attinge ogni beatitudine. I Miei Torrenti di Vita scorrono in egual forza in tutte le parti della Creazione, là dove posso essere cercato e anche trovato. La differenza sta solo nel figlio stesso! Sia che sono visibile qui oppure presso i figli del sacrificio nel solo sentimento della loro fede, sono ovunque la Sorgente di Vita senza distinzione! Io sono il Torrente e la sua Forza, sono l'Interiore e l'Esteriore, il Punto centrale e l’Involucro! Ciò nonostante,  laddove Mi rivelo personalmente, viene data un’aggiunta per amor della Salvezza.

7.  A voi piccoli parecchio di questo è ancora incomprensibile; ma il seme, sparso nel vostro cuore, farà maturare la conoscenza. Voi non conoscete ancora la Sorgente, nemmeno quanto è dolce. Ma costoro» – il Signore indica i Suoi grandi – «la conoscono e si rallegrano ogni volta che le vengono vicino. Allora si affrettano qui, si chinano e ricolmano i loro cuori, senza preoccuparsi se la Sorgente possa dare sufficiente acqua per tutti. Essi conoscono la sua inesauribilità. Opere le cui dimensioni mai un figlio potrà misurare, furono altamente perfezionate; e tutto alimentato da una sola Sorgente!

8.  I Miei grandi figli sapevano inoltre che la Sorgente li attende, la Sua santa acqua di Vita li rende forti e beati, e il suo flusso d'Amore quieta il desiderio. – A voi fanciulletti non è mai andata ancora persa nessuna preghiera. Ora però anche la Sorgente ha un desiderio, essa attende che voi veniate per bere da Questa!». – Queste parole destano grande impressione. Quel fanciullo che già spesso è stato portavoce di tutti si fa avanti, nascondendo con coraggio la timidezza e dice:

9.  "O caro buon Padre, noi Ti abbiamo riconosciuto e Ti amiamo sopra ogni cosa. Se però questo lo possiamo fare solamente alla Tua Sorgente, allora Ti preghiamo di mostrarceLa. Ti desideriamo molto e vorremmo più di tutto anche gettarci nelle Tue braccia. – Ma prima vogliamo andare alla Sorgente. Sarebbe comunque meglio se Tu venissi con noi! Oppure dacci uno dei Tuoi principi, poiché essi conoscono la via. Essi hanno già bevuto alla stessa. – O Padre, adempi la nostra preghiera!". All'unisono, all’invocazione si uniscono tutti i fanciulletti.

10.Raphael porta un piccolissimo fanciullo al Padre, che lo prende tra Sue braccia. Durante il successivo discorso Egli lo tiene al Suo Cuore. «La vostra preghiera sia esaudita. – Ma questo non può avvenire in nessun altro luogo se non qui in questa sala. Vi sorprendete perché non vedete scorrere alcuna acqua? Non è intesa una Sorgente di questo Sole che scaturisce per la vostra gioia. No! – La Sorgente si deve rivelare nel Punto in cui Io sto! Fate solo attenzione e improvvisamente vi troverete dinanzi ad essa senza sapere com’è avvenuto.

11.Tu, fanciulletto, credi che solo adesso ti attraversi una vera Vita e domandi invano come questo possa avvenire. Con tutto ciò la beatitudine scorre dentro e anche fuori di te. Quando Raphael ti ha portato da Me, non hai afferrato il brivido dell'Amore che ti ha investito? Sì, il tuo cuore era ancora piccolo. Ora invece in questo breve spazio di tempo di delizia inondante, è cresciuto e ti pare come se dovessi annegarci dentro.

12.Ma vedi, se ora il Mio flusso d'Amore diventasse sempre più forte, il tuo cuore certamente dovrebbe anche poter sostenere questo sentimento, altrimenti, secondo la tua opinione, annegheresti da gran tempo. Invece diventi cosciente che in questo flusso d'Amore non anneghi, bensì lo bevi! – Ora ti voglio portare alla Sorgente, e Karmatha, che la conosce precisamente, Mi dovrà aiutare. Vieni, Karmatha, mostra al nostro piccolo prediletto la via che porta alla Sorgente, meglio di tutto mostra essa stessa».

13.Karmatha salta su felicissimo e dice: "O caro Padre, lui non è lontano dalla Sorgente; ma lasciami prima domandare se il fanciullo ne ha desiderio. Io non posso toglierlo dal Tuo Cuore se non lo vuole". – «Ma certo, domandaglielo». Karmatha lo fa e tenta di portar via il fanciullo. Tuttavia ad un tratto, anche se timidamente, stringe il collo del Padre ed esclama:

14."Oh, no, adesso non voglio andare alla Sorgente; qui è così bello! Altrimenti perdo la meravigliosa beatitudine appena ricevuta. Caro Padre, dimmi se devo andare; io vorrei più di tutto restare sempre con Te".

15.Il Padre accarezza il fanciullo e dice: «Puoi restare con Me, ma prima devi riconoscere la Sorgente. Se questo non accade, tutta la beatitudine si allontanerebbe in gran parte da te, soprattutto perché devi fare ancora altre cose che solo essere portato da Me. Se però La trovi, non ti mancherà nulla di quanto hai ricevuto adesso». – Allora il fanciullo obbediente tende la mano a Karmatha. Nello stesso istante si avvicina il fanciullo portavoce, si appoggia al Padre ed esclama pieno di gioia: "Oh, io ho appena trovato la Sorgente, corriamo entrambi da Essa!". Riconduce il fanciullo al Padre, gliela mostra e giubila:

16."Qui, qui è la Sorgente! Oh, perché non l'abbiamo vista subito! Buon Padre, tienici assai forte, perché non vogliamo mai più andare via dalla Sorgente di Vita eternamente abbondante! Quasi non posso afferrare la grande beatitudine! Ahimè Padre, con la Tua parola: guarda, sto annegando bevendo! Adesso capisco perché i Tuoi grandi figli si precipitano da Te; essi sanno che Tu sei Amore puro! Ti prego: non metterci in conto la nostra infantile incomprensione, perché Ti abbiamo riconosciuto così tardi.

17.Per vero, adesso vorrei rimanerTi sempre vicino, ma tutti vorranno venire da Te, e Tu, o buon Padre, accoglili tutti". Il fanciullo va di lato e toglie al Padre anche il fanciulletto. Dura soltanto un attimo e Iddio è circondato dalla schiera beata. Egli benedice i Suoi piccoli ed essi levano grida giubilanti per l’immensa gioia. Poi li invita a ritornare ai loro posti e dice:

18.«Ora poso già chiamarvi figlioli. Verrete perciò portati nella terza fascia del Sole. Karmatha dovrà guidarci, poiché egli per Mia gioia ha compiuto l’opera sua, così che gli spetta questa ricompensa. Voi, Miei cari angeli del Sole, siate benedetti. Rimanete nei vostri campi, finché maturano le spighe. Solo Eraskar verrà con noi come custode della sua schiera. Voi lo sapete: Io rimango sempre con voi, conosco il vostro desiderio e voi, viventi, siete uniti col Mio Cuore. – Ora lasciateci percorrere la nostra via e tu, Karmatha, va’ avanti».

19.Karmatha può sentire la gioia dell’elogio; ma lo restituisce subito, ricco di riconoscenza, per il fatto d’aver potuto agire con l'aiuto di Dio. Egli aggiunge: "Padre, c'erano parecchie cose che non potevano esistere dinanzi al Tuo santo volto. Tu le hai cancellate, e ora vedi solo ciò che Ti è grato. Accogli ringraziamento e amore con questa preghiera: permettimi di percorrere la via terrena non appena sarò diventato maturo.

20.Ora Tu vuoi perfino andare dietro di me. Questo non è per me come una prova d’umiltà, ma di gioia. L'ho accolta con cuore assai riconoscente. Nondimeno, andare avanti, quando TU sei con noi, Signore, non lo posso fare! Domanda solo ai Tuoi principi se essi lo fanno. Ognuno s’inchinerà profondamente dinanzi a Te e dirà: TU solamente, Onnissanto, sei la nostra unica Guida da eternità in eternità!

21.Perciò, caro buon Padre, rimani sempre dinanzi a noi, interiormente come esteriormente. Vedi, ho ricevuto la gioia con la Tua parola; non voglio perdere il meglio da questa! Va avanti Tu, noi Ti seguiremo; Tu sei la Sorgente e noi beviamo; Tu, Tutto in tutto, come tutto è solamente in Te; Tu il Padre, noi i figli! Fa splendere il Tuo sublime Raggio di Luce dinanzi a noi, così che possiamo camminare nelle Tue orme. Amen!". Gli angeli si accordano nell'amen e i fanciulli lo ripetono: “Amen!”.

22.«Amen! E ancora una volta, amen! La tua parola ti dovrà diventare un’eterna eredità» – dice Dio – «e alla tua luce se ne accenderanno ancora altre. Sebbene venga da Me, una gran parte di ciò dovrà splendere attraverso la tua anima prima dell'ultimo tempo della Terra a coloro che non la conoscono ancora. Con i grandi tu dovrai essere un grande, con la schiera un prescelto, prescelto che porta la Mia Luce nelle profondità. Io sono Iddio! La Mia parola promessa si adempirà in te, che si formi in corona per tutti coloro che la cercano, come tu adesso non comprendi ancora. Sii benedetto a causa della tua umiltà, perché la vera umiltà porta anche un’autentica visione della vita». – Ora i primi si schierano di nuovo più strettamente intorno al Padre e gli angeli primordiali e gli arcangeli esclamano ad alta voce:

 "Alleluia! A Te, Santo-Eterno-Iddio-Ur, va la nostra lode! Tu hai donato alle tenebre la Tua Luce in segno di un’eterna redenzione! Alleluia!", Iddio alza benedicendo le Sue mani su tutti i figli, i quali s’inchinano in venerazione adorante dinanzi a Lui. Karmatha prende congedo dagli angeli del Sole, mentre Eraskar ordina i suoi protetti. Karmatha alla Sua destra e, seguito dai grandi e dai piccoli, il Padre li conduce al luogo del Sole già preparato.

 

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Cap. 19

 

Santo Amore per Creazione e creatura

Un "Sì", e completa dedizione

1.  La schiera dei fanciulli è consegnata a una coppia di angeli su una fascia solare. Il Padre dà loro la promessa che presto sarebbero entrati nella “Sua Città”. I fanciulli Lo seguono con lo sguardo quando Egli con i primi, Karmatha, Eraskar e la sua compagna, percorrono uno stupendo sentiero che conduce in alto, finché su un alto monte li avvolge una nuvola bianca. Questo accade per la benedizione di questi fanciulli che non possono ancora comprendere la creazione di un Regno della Luce.

2.  Giunti nel Santuario, Michael ringrazia il Padre di aver affidato a lui Karmatha. Egli dichiara quanto bene si è sviluppato il figlio presso di lui e parla della successiva preparazione allo scopo della redenzione globale. Per tutti i primi egli fa la promessa al Padre che tutti loro contribuiranno per un glorioso perfezionamento del Giorno dell’Amore della Creazione. A questo appartiene anche la via terrena di Karmatha.

3.  Michael si rivolge subito dopo a Karmatha, dicendogli: “Karmatha, vuoi tu affidarti al buon Padre, piegarti alla Sua Volontà Onnipotente, indifferentemente di come Iddio dispone la via? Lasciati benedire umilmente dalla mano del nostro Sommo Sacerdote! Riconosci anche che il Creatore ha previsto il tuo lavoro. Io domando se tu lo comprendi e se lo vuoi anche accettare liberamente nella piena dedizione.

4.  Tuttavia esaminati! Non pronunciare subito un ‘sì’, anche se adesso ti splende nel cuore. Poiché rifletti: un ‘sì’ dichiarato dinanzi a Dio, è e rimane una promessa impegnativa; promessa che non è da sminuire, ancor meno da abrogare. Al ‘sì’ del figlio precede il ‘santo sì’ dell'Onnipotente Divinità-Ur; e l'Eterno, è Egli stesso il Suo sì! Egli racchiude il sì del figlio nel Suo proprio, per la cui ragione rimane anche impegnativo fino all’adempimento.

5.  Non stiamo davanti al Suo Trono per adorarLo? Non sperimentiamo l’azione della Sua magnificenza creativa, l’emanazione della Sua Essenza? Vedi, – tutto ci è aperto! Eppure io ti dico, Karmatha: se fosse possibile mettere ogni gioiosissima beatitudine della nostra intera vita in un vaso, questo rimarrebbe appena più che un respiro della Divinità, con il quale alita benedicendo sulle Opere Sue.

6.  Noi non comprenderemo mai completamente le sublimi Caratteristiche del Padre nostro, Ur. Esse preparano le vie misteriose della Misericordia nella Sua profondità e le rivelano nella Luce del loro splendore. Se un'Opera della Creazione è compiuta, allora la Misericordia nel Suo salvifico Fondamento-Ur riemerge e si porta dietro i doni d'amore dei figli. Se si manifesta un’altra volta, allora risplende più meravigliosa, perché con la Sua nuova venuta ai figli è preparato un Giorno nuovo.

7.  Riconosci da ciò che nessun figlio raggiunge mai un limite del santo Amore di Dio, né impara ad esplorarLo. Con questa conoscenza non ti sarà difficile affidarti completamente alla conduzione di Grazia. Nell'Essenza paterna della Misericordia sta la nostra vita e la nostra via! Perciò esaminati ora bene, prima che un sì oppure anche un no metta radici nel tuo cuore. L'Onnissanto benedica ogni tua azione”. – Felice e serio, Karmatha guarda il Padre, i Cui occhi sono fissi su di lui in serietà e pure in meravigliosa bontà. Egli scruta il suo cuore, ma non da solo, bensì in un intimo dialogo segreto che gli elargisce conforto, forza, fiducia e pace. Allora si alza e dice:

8.  “Santo, affettuosissimo Padre, Michael mi ha rivelato la Tua Volontà ed io mi sono esaminato col Tuo aiuto. Tu vedi il ‘sì’ incondizionato che il mio amore Ti porta, ma attraverso il buon insegnamento del principe della Volontà io ho riconosciuto che cosa significa una promessa. Mi opprime però il fatto che la libertà d'azione, nonostante la migliore volontà, possa diminuire o addirittura distruggere una promessa nella non osservanza. Sono sicuro che la Tua mano misericordiosa saprà delicatamente equilibrare, e con indulgenza venire incontro alla debole volontà del figlio.

9.  Nondimeno, per mantenere la promessa – ed io vorrei sacrificare a Te la mia – la volontà deve essere molto rafforzata, affinché non la sommergano altre ondate di pensieri. Certamente non pretendi una promessa; anzi, – non raramente sarebbe meglio non farla. Senza questo cercare in ogni tempo di obbedire alla Tua Volontà d’Amore, mi pare quasi il dono più bello. Il Tuo Cuore non è meno aperto a quei figli senza la parola promessa, come ai figli che hanno promesso, se soltanto Ti seguono in tutta serietà. Tu benedici tutti i figli nella Luce della Tua Grazia.

10.Solo adesso io posso vedere questo: non hai fatto TU un santo Voto ai Tuoi figli? Il Voto-Ur, un tempo, prima ancora che un’ombra si staccasse dalla Tua Luce?! TU – Tu stesso l’hai riscattato lì dove c’è l’abisso più profondo dell’ombra! Tu hai riscattato il Tuo voto per i Tuoi figli; non dovremmo perciò prestare anche noi un voto e saldarlo, per quanto ci possa riuscire?

11.Il Tuo voto sarebbe stato saldato egualmente, anche se non andavi sulla Terra, poiché si manifesta su tutte le Vie della Creazione! Tutti i figli vi sono al sicuro e l'oscurità avrebbe visto la sua dissoluzione. Eppure: il Golgota divenne il Punto cruciale del Tuo Voto-Ur!! Perciò, io prego, o Padre, benedicimi, poiché Ti voglio portare il mio voto. Dinanzi al Tuo volto, nel Tempio sublime della Tua Santità, dinanzi ai Tuoi angeli superiori, io pongo il mio ‘sì’ sul Tuo Focolare del sacrificio! Accoglilo nella bontà del Tuo eterno affettuoso Cuore paterno.

12.Voi però” – Karmatha si rivolge agli angeli, “io ringrazio per il vostro amore. Dona, o Padre, ai Tuoi primi per questo una benedizione speciale". Egli alza pregando le sue mani e s’inginocchia.

13.Iddio va da Karmatha, gli pone la Destra sul capo e dice: «Mio Karmatha, hai compiuto un buon passo. In verità, Io ti concederò molta Grazia, affinché la tua parola non s’infranga; e non solo, ma uno dei Miei primi proteggerà la tua via. Uno, a dir il vero, è il tuo lavoro: mettici la tua capacità per mantenere la parola data, poiché nessun collaboratore può farlo per te arbitrariamente, tu stesso devi utilizzare la tua libera forza di volontà. Tuttavia, se rimani memore della tua parola-voto, la Mia benedizione diverrà manifesta in te e tu resterai unito a Me.

14.Ora stanno dinanzi a te ancora due grandi preparazioni, quella dell’Ordine e quella della Misericordia. Poiché finora ti sei adoperato con grande diligenza per adempiere i tuoi impegni per la Gioia Mia, adesso sei libero di scegliere per prima la Casa di Uraniel oppure di Gabriel. Sul gradino successivo entrambe ti serviranno ugualmente bene. Il tuo desiderio avrà la Mia benedizione, poiché ti sei dedicato completamente a Me».

15.Karmatha ode la Parola con grande felicità. I begli occhi infantili splendono al Padre. Riflette che cosa a Lui sarebbe più di tutto bene e come potrebbe compiere un primo passo sulla via del voto. Egli non chiede aiuto, poiché con la benedizione precedente ha ricevuto talmente tanto, che può scegliere lui stesso. Oltre a ciò, si svolge in lui un mutamento inconscio, il miracolo del cuore dinanzi a sé, cosa che i primi vedono con gioia e che si compie in ogni figlio non appena – votato liberamente – si dona completamente alla Divinità.

16.Dopo il cambiamento, di cui Karmatha sente solo che mediante la bontà la sua beatitudine aumenta, si alza, porge a Uraniel, a Gabriel, come anche agli altri primi la mano, e va poi senza timore al santo Trono che Dio nel frattempo ha nuovamente occupato, si stringe al petto del Padre, e dopo un po’ di silenziosa quiete dice:

17."Santo, affettuosissimo Padre, voglio adoperarmi per rispettare il mio voto. Ma non so come si formeranno tempo e via lontano dal Santuario. Tuttavia sono certo: la Tua compassione mi avvolgerà fino alla possibile buona meta della via terrena di partecipazione al sacrificio. Fino a quel momento mi voglio sottomettere unicamente alla Tua Volontà di salvezza. Perciò Ti prego: dammi a quel principe che secondo il Tuo consiglio paterno mi dovrà aprire la porta. Per tutto il divenire ed esistere resta determinante la santa Legge dell'Ordine fondamentale nella perfettissima libertà di volontà. Esso soltanto opera per il nostro meglio, se riconosciamo volontariamente la Tua Volontà. Il tuo Ordine della Creazione certamente saprà sempre disporre in ordine una volontà presuntuosa di figlio nella disposizione fondamentale delle Tue Opere, ma una volontà consapevole non si oppone al progresso dell'Opera, bensì vuole essergli giovevole ed utile mediante la libera sottomissione alla Tua Volontà. Questo anch’io voglio farlo adesso.

18.Faccio la mia scelta nel miglior modo possibile se lascio decidere a Te; e cade sempre su di Te!! O meravigliosa libertà!! Non costrizione, né aperta né occulta, guida i figli Tuoi, no! – Noi possiamo affidarci a Te per amore e riconoscenza. Non può esistere libertà più grande! Se siamo presi da Te, allora siamo liberi; se viviamo liberi da noi stessi, allora siamo legati alla nostra povera libertà! Perciò io vorrei, o buon Padre, vivere solo nella Tua Volontà".

19."Alleluia!". – Esclamano con potenza gli angeli. – "In Te unicamente, eterna Essenza veritiera, in Te, Divinità senza inizio né fine, sta la nostra vita! Tu ci chiamasti fuor da Te nella libertà della Tua Vita, e per la libertà ci hai dato la nascita! Liberi ritorniamo a Te! A Te sia ringraziamento, lode, gloria, onore, adorazione, salvezza e devozione da eternità in eternità! Alleluia!".

20.Vinto dalla libera potenza dell'amore dei figli, il Padre-Ur sta tra loro ed elargisce una benedizione, come perfino i principi stessi non l'hanno troppo spesso ricevuta. Anch’essi s'innalzano con l'Opera di salvezza. Dopo di che, Karmatha è affidato al portatore dell'Ordine, Uraniel-Urea, e Dio congeda i giubilanti che hanno acceso nei Suoi santi dolci occhi un inumidito gioioso bagliore.

21.In Casa di Uraniel tengono un banchetto di ringraziamento e discutono del loro lavoro. Raphael-Agralea prendono con sé Eraskar e la sua compagna nella loro casa del Sole su Rajona; poiché dopo un lungo difficile lavoro, lontano dal Santuario, la coppia di angeli deve dapprima rimanere un certo tempo ʻa Casa’, prima che venga un’altra volta inviata per la grande attività nel campo della Creazione.

 

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Parte VI

 

Nella casa dell'Ordine

 

 

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Cap. 20

 

Sulla santa Infinità

Qualcosa sulla questione della colpevolezza e giustificata libertà d'azione

Reciproco venirsi incontro

1.  Karmatha si è familiarizzato presso Uraniel-Urea. Essi lo conducono sulla sfera dell'Ordine appartenente al Sole Centrale dove riceve una dimora come proprietà esclusiva. Istruendo, Uraniel parla di tutti gli avvenimenti accaduti finora nelle sfere delle Caratteristiche, in particolare sugli ultimi nella Casa dell'Ordine, cui si aggiunge una piccola esortazione al voto fatto al Padre. Poi i primi lasciano Karmatha solo. Egli si reca nella ‘piccola stanza’ somigliante alle stanze consacrate nelle dimore degli angeli. Qui subito s’inginocchia, poiché un dolore lo coglie, e prega:

2.  “O Padre amato! Con Grazia mi hai reso ricco; con beatitudine e gioia è la Tua tavola imbandita. Io non sono in grado di afferrare la Tua Magnificenza che fa affluire continuamente nuova benedizione sui Tuoi figli. Oh, rendimi meritevole anche davanti alla Tua Santità, affinché felicità di Padre sia gioia per il Tuo Cuore assolutamente buono. Che cosa sarei io dinanzi a Te senza il Tuo aiuto, se le Tue sicure mani non mi guidassero come guidano tutti i figli, grandi e piccoli? Ciò che mi hai dato Tu o i Tuoi primi, mi ha innalzato a ciò che ora sono dinanzi a Te.

3.  Affettuosissimo Padre, Tu veramente vedi che io non vorrei essere altro che un figliolo amato da Te, eternamente al sicuro nella Tua Grazia. Oh, Onnissanto, se posso diventare questo da me, allora mi dai la più grande beatitudine che non può essere aumentata se non cresce con essa ancor di più all’interno della Tuo Essenza sublime. Se questo è possibile, allora aumenta la beatitudine con me, ed io con lei nella Tua Grazia; ma sempre resta la completa beatitudine proveniente dalla Tua mano!

4.  Noi, esseri finiti, siamo infiniti nella Tua santa infinità, ed abbiamo parte alla Tua magnifica Essenza primordiale! Tu però hai velato la Tua infinità, affinché noi fossimo beati nel Tuo Amore, la cui meravigliosa Rivelazione riempie il sesto Giorno della Creazione. I piedi dell'Amore sono Ordine e Volontà, le Sue mani, Sapienza e Serietà; il suo Cuore si chiama Pazienza, ed essa stessa è il Capo che la Misericordia adorna come Corona. Così appare la Tua santa Essenza, in Cui noi siamo figli divenenti, per rappresentare l’esistente: il perfezionamento visibile delle Tue Opere che non conosce fine! Infatti, ogni perfezionamento dell'Opera deve essere un nuovo inizio per i Tuoi figli, che già in eterno giace in Te perfetto.

5.  Signore, io parlo di cose che non conosco; è il Tuo Cuore a parlarmi, perché con la mia bocca parlo la Tua lingua, sebbene volevo parlare con Te solo in umiltà. Com’è possibile che la Tua Rivelazione, quale parola proveniente da me, diventa come proprio ammaestramento? Oh, io certamente mi disseto alla Tua Sorgente, che è assolutamente il Tuo Tutto in tutto!!

6.  È così che si rivela il perfezionamento, come Tu affluisci in me ed io in Te? O Padre, ora sono uno con Te!! Così maturo come tutti i figli; e mentre godiamo una fine nella beatitudine, Tu ci metti nell'infinità delle Tue Opere della Creazione, sul primo gradino di un nuovo divenire. Ma solamente nel proseguire ci diventerà luminoso e chiaro l’aureo splendore della sera dei giorni trascorsi nei nostri cuori, e meravigliati vedremo il Tuo santo “È compiuto!”

7.  A Te sia Grazie! In questa Casa Tu mi hai dato la ‘Visione’. In Tuo onore io la chiamo ‘la Casa della Conoscenza’. Ora rimani con me, affinché possa completare i miei compiti con fedeltà e per la Tua vera gioia, per vedere presto ancora il Tuo santo caro volto”.

8.  Karmatha è così immerso, che non si è accorto dell'arrivo di un gruppo di ritornati a casa. Tra loro si trovano anche delle anime che sono giunte alla conoscenza di Dio alcuni poco prima della loro morte terrena, altri soltanto dopo. Alle loro spalle trascinano peregrinazioni non poco difficili e amare, prima di raggiungere la sala Jechahal ed essere qui riuniti con saggia intenzione con figli della Luce. L'angelo che li comanda, un serafino, si tiene ora completamente in fondo. Perciò un figlio maggiore della Luce si avvicina a Karmatha e dice:

9.  "Chi sei? Tu parli come non l'abbiamo mai sentito finora. Nell'ultima grande sala-scuola ci hanno istruito grandi angeli; ma ciò che abbiamo sentito adesso, non echeggiava con tale profondità dalla loro bocca. Certamente ne stai al di sopra. Oh, quanto possiamo chiamarci fortunati di averti incontrato. Ti preghiamo, istruiscici, affinché l'ultima via rimanente ci conduca presto al Padre". Tutti si radunano intorno a Karmatha.

10.Un altro figlio afferra le sue mani e dice: "Tu, figlio del Padre, ben ci manca ancora un'ultima cosa del nostro tesoro e veste d'onore; ma il Padre, la cui bontà abbiamo potuto sperimentare sul nostro lungo cammino, ci condonerà il mancante non appena ci inginocchieremo dinanzi a Lui e Lo pregheremo finché potremo apparire puri dinanzi alla Sua Grazia. Perciò, fuori con l’ulteriore insegnamento, per quanto sia forte! – Noi vogliamo andare dal Padre, e nient'altro! Egli ti ha mandato visibilmente affinché tu, quale probabile Suo supremo figlio, ci debba portare da Lui. Perciò non esitare, tu, Raggio proveniente da Dio, guidaci, poiché il desiderio ci procura dolore perfino nel Regno della Luce.

11.Noi sulla Terra siamo stati grandi negatori di Dio, e non pochi sacrilegi erano il nostro fardello. L’incomprensibile Grazia ci guidò alla conoscenza, perfino appena dopo la morte terrena. Ma tanto più potentemente mi afferrò l'amore per Dio e il desiderio di riparare ogni male. Una nuova veste l'abbiamo già ricevuta nella sala Jechahal, sul Sole Orakania. Da allora ci siamo accorti come diveniva sempre più pura. Di certo contrasta ancora potentemente con la tua. Nondimeno, ora lasciaci proseguire, e non perdiamo il nostro tempo in discorsi". Il portavoce va spontaneo alla porta dove l'angelo al comando sta vigilante. Karmatha domanda al Padre che cosa deve accadere. Ma rimane senza risposta; egli deve decidere da sé. Allora riconduce il portavoce al suo posto, si siede accanto a lui e dice:

12."Caro amico, io non sono niente di speciale. Il mio nome è Karmatha, nome che ho ricevuto da Raphael e Agralea. Nella Luce, i figli del Padre sono tutti uguali. Voi vi stupite e non lo volete credere. Adesso lo verrete già a sapere. Ma vedete, voi vi trovate già sulla via che conduce al Padre, di conseguenza non ho bisogno di portarvi io. Tuttavia ad alcuni di voi manca ancora la pazienza. Non credete voi che il Padre abbia già da tempo scelto il luogo e il momento dove e quando v’incontrerà, dove vi sarà preparata nella Sua Luce la residenza, e che al dolore seguirà la gioia? Ebbene, questo vi appare chiaro, e così è cresciuto in voi un buon pezzo di pazienza.

13.Possiate però ancora sopportare un piccolo insegnamento, e non ci rincresca il tempo che usiamo per questo: vedete, voi avete riconosciuto che l'Onnipotente Iddio è pura eterna Vita, come anche che non può esistere nessuna Opera che non abbia creato la Sua Onnipotenza! Di conseguenza esiste una sola Sorgente di Luce e di Vita, allora avete ottenuto come me la cosciente Vita libera senza distinzione, non importa se percorriamo vie differenti. Tutti i figli sono una parte della Luce divina che essi portano personalmente in sé. La disposizione e una funzione legata ad essa rende i figli, per vero, differenti, il che li educa per il libero servizio; ma davanti a Dio siamo tutti messi uniformemente solo come figli

14.Voi credete di non aver ancora ricevuto nessun compito. Non v’ingannate forse?". – Karmatha sorride. “Non raggiungerete così in fretta il Padre senza un compito, poiché ogni figlio ne ha uno. Dipende solo se questo è riconosciuto ed esercitato, per quanto bastino forza e conoscenza. Perfino voi che sulla Terra eravate negatori di Dio, avevate il vostro compito. A poco a poco cominciate a capire che il vostro aiuto reciproco sulla via che porta fin qui è stato un lavoro. Potevate perfino portare una lucina a parecchie anime prigioniere delle tenebre. La vostra umiltà, perché voi stessi eravate grandi peccatori sulla Terra, non vi lasciò lontanamente sospettare che in tal modo non solo adempivate una riparazione, ma anche una funzione. Quest’umiltà è compiacente al Padre; ma Egli si rallegra di più quando, insieme all'umiltà, riconoscete il vostro compito. Infatti, solo nella conoscenza si può essere veramente attivi!

15.Anche se il vostro compito non si può paragonare a certi compiti dei credenti o dei figli della Luce viventi nelle sfere, ciò nonostante dinanzi al Padre non esistono differenze, poiché Egli assegna il compito e noi lo riceviamo dalle Sue mani. Egli è il Donatore e noi siamo Suoi beneficiari! Dio non ci valuta secondo la grandezza di un incarico, ma secondo il suo giusto adempimento. Perciò non dovremmo mettere nessuna scala di valori con paragoni di doveri piccoli o grandi, perché questo non porta alcun vantaggio. Poiché fintanto ci si confronta, non si è attivi. Chi lavora, non ha tempo per il confronto! È solo la vera attività che ci aiuta a progredire, con la quale giungiamo alla grande santa Unione con Dio!

16.Voi, a questo, dite ‘sì’ e vorreste anche provarlo subito. Con ciò il vostro lavoro è già un po’ aumentato. Fin da Jechahal è cresciuto il vostro desiderio d’Amore, il che era una parte del vostro compito, il cui senso più profondo lo riconoscerete. Avete però anche discusso che cosa sia da dire non appena il Padre v’incontrerà. E con tutto ciò, nonostante il desiderio, salì il pensiero che sarebbe stato meglio tornare indietro, perché voi, nonostante la crescente Luce, vi sentite continuamente colpevoli.

17.Per i vostri assistenti, spesso non è stato facile, ma essi adempivano fedelmente il loro alto compito. Da quando vi siete raggruppati, nessuno di voi è rimasto ancora indietro. Orytam e Hagar sul Sole Orakania vi hanno dato un buon pane nutriente che veniva rinnovato sempre a ogni sosta. Voi vi meravigliate come io faccia a sapere questo. Ebbene, me lo suggerisce il Padre, affinché il vostro ultimo impedimento sia eliminato, impedimento che non è altro che il ricordare i vostri peccati commessi. Finché esiste quest’impedimento, il Padre non può rivelarSi a voi, sebbene il Suo desiderio verso di voi sia infinitamente più grande che viceversa.

18.Un giusto pentimento è compiacente a Dio, e la riparazione che segue porta a Dio la ben meritata ricompensa per le sue molte fatiche che Egli concede a ogni figlio. Se pentimento e penitenza sono autentici, allora la Misericordia si rivela, e il Padre poi non guarda più ai molti errori di un figlio, bensì al suo ritorno che Egli fa diventare un ritorno a Casa.

19.Questo vale anche per voi, come lo dimostra la vostra via. E se guardate indietro, allora riconoscerete l’immediato aiuto e la meravigliosa guida di Dio, soprattutto quelli tra voi che hanno dovuto sostenere una dura lotta con le tenebre. Questa è una conferma sufficiente che siete figli del Padre. Ebbene, il fatto che siete arrivati già su questo Sole Centrale dell'Ordine dimostra ancora più profondamente che il Padre vi ha perdonato. Dovrebbe questo essere dunque senza valore, soltanto perché voi rimanete attaccati ai colpevoli pensieri? Sulla Terra è bene quando i figli, consumati nel peccato, umilmente si ricordano in un certo senso della loro colpa anche dopo il perdono, perché così si possono preservare più facilmente da ulteriori errori, anzi si preservano perfino essi stessi con l'aiuto della Luce.

20.La Divinità non conosce colpa! Ciò che rese i figli colpevoli, è venuto dalle tenebre e vi rimane attaccato, finché essa non riconosce Iddio. Ma quanto più qualcuno si converte, tanto più ogni colpa rimane indietro. In queste sfere, dove vi trovate adesso, essere ancora così oppressi dalla colpa, come alcuni tra voi, vuol dire sbarrare la Via al Padre che viene verso di voi. Sarebbe di gran lunga meglio lasciare ora dietro di sé il passato e pensare solo al successivo passo verso il Padre, passo che è forse l'ultimo se vi sforzate. Questo sarebbe il vostro prossimo compito che vi porterebbe nelle Sue braccia ancor prima che lo sospettiate. Ora riflettete sulle mie parole”.

21.Tra la schiera si trova un figlio che, come Karmatha, si prepara a percorrere la via terrena. Per un po’ di tempo è stato assegnato al gruppo, affinché sotto la guida dell'angelo comandante potesse maturare la sua conoscenza e rinsaldare la sua volontà, nello stesso tempo anche aiutare i figli ritornanti a casa. Questo figlio angelico ora parla:

22."O Karmatha, ci hai rivelato molte cose meravigliose. Nessun angelo istruttore superiore ha mai detto qualcosa di simile durante il tempo che son rimasto in un qualche gruppo. Come avviene questo? Naturalmente io so che si può arrivare solo a poco a poco profondamente nel Cuore di Vita del Padre. Nell'ultima lezione tenuta dagli angeli anziani, non è stato nemmeno sfiorato con un accenno quest’argomento che hai comunicato in maniera così naturale. Tu, in verità, stai vicino al Padre particolarmente.

23.Ora abbiamo raggiunto un gran beneficio, ognuno per la sua strada speciale, ma poiché i ritornanti a casa devono essere guidati al Padre, io ti prego anche di accompagnarli, affinché assai presto si apra l'ultima porta e trovino presso il Padre la loro eterna meravigliosa Patria. Io prego anche di non nasconderti, ma dì chi sei, così che ti accordiamo il dovuto rispetto". Prima che Karmatha possa rispondere, il portavoce della Terra aggiunge:

24."Karmatha, comprendiamo di non poter correre con passo impetuoso al Padre, ma abbiamo più che mai bisogno del tuo aiuto ora che ci viene chiaramente davanti agli occhi l’ancora mancante. Abbiamo riflettuto sulla questione della colpevolezza e sul compito, e ora comprendiamo per quale ragione, nonostante tutto il nostro lottare per il distacco, talvolta diventava più difficile che facile, finché ci assalivano dubbi, perché l'aiuto di Dio non voleva affatto mostrarsi. Noi avevamo trascurato il Suo stare in attesa lungo la via, le Sue mani che tendevano affettuosamente verso di noi.

25.Chi ci ha aperto gli occhi? Chi ci ha portato vicino alla meta? Vedi, Karmatha, sei stato tu, sebbene ora, grazie al tuo aiuto, io so che tutto viene soltanto dal Padre. Ma Egli ha scelto te per comunicarci il Suo Amore. E dovrebbe essere quindi nell’Ordine giusto se tu ci accompagnassi dal Padre. Dalla sala Jechahal, noi scorgemmo la strada di Luce attraverso tutte le sette sfere, alla cui fine splendeva una chiara Stella luminosa. Questa era Luce personale del Padre. Ora siamo nella quarta sfera, quindi dovremmo attraversarne ancora tre. Nondimeno abbiamo notato che i gradini delle vie, quanto più ci avviciniamo alla meta finale, tanto più diminuiscono. Karmatha, abbreviaci l'ultimo tempo della prova, vedi, noi te ne preghiamo".

26.Le preghiere struggenti toccano potentemente il cuore di Karmatha. Egli si alza per guidare la schiera. Il suo sguardo cade sull'angelo al comando. Nessun raggio da parte sua influenza questa scena. Ma come sta, benevolo, serio e in attesa, spegne all'improvviso in lui quel sentimento innalzante provocato dalle assicurazioni che egli fosse un figlio speciale del Padre.  Tuttavia in tal modo diviene anche cosciente di dove deve rivolgersi per sapere come muoversi. Va all’aperto panorama della sala, s’interiorizza ed ascolta ora in sé la voce del Padre così:

27.«Mio Karmatha, la tua scuola della vita ti porta pesanti prove, altrimenti sulla Terra non potresti compiere quel lavoro che ti aspetta. Sarebbe facile far riconoscere sempre il giusto ai figli Miei. Ma cosa avrebbero fatto poi da se stessi? In cosa starebbe la loro prova d'amore, del libero servizio e dedizione a Me? Non sarebbe tutto unicamente il Mio lavoro? Non avrei avuto bisogno di provvedere il Regno con molte dimore; un Sole più potente – formato come sfera vuota – basterebbe per riunire tutti i figli sullo stesso piano di movimento. Le molteplici lezioni sarebbero soppresse, però, – anche le loro molteplici gioie! Ma che questo non sia lo scopo delle Mie Opere, non ho più bisogno di rivelartelo.

28.Mai taccio quando un figlio Mi cerca seriamente! Qui non rimane per strada nessuna indicazione che non limiti mai la volontà, piuttosto lascia velata la Mia Onnipotente Volontà. Ricordati della protezione dell'Essenza in cui ti trovi attualmente, e l'ultima scena nel Santuario. Anche Eraskar non dovrebbe mancare nel ricordo. La Mia benedizione è con te; rimani tu memore di quella, allora questo compito si risolverà per la gioia di tutti voi». Karmatha lascia echeggiare in sé le parole e la Luce raggiunge la sua anima celeste. Poi si rivolge al gruppo ugualmente assorto in preghiera e dice:

29."Cari amici, voi vi trovare nella sfera del Raggio dell'Ordine. Si deve dapprima giungere ad un giusto Ordine della Creazione prima che si possa venire in contatto più da vicino col Padre, che è davvero il Creatore. Insisto ancora una volta che io non sto né più vicino né più lontano di voi dal Padre. Riconoscete che a Lui siete ugualmente importanti, cari e preziosi, uno come l'altro. Questo vale specialmente per voi che siete saliti su dalla materia alla Luce. È anche meglio avanzare da sé fino ad un certo grado di conoscenza, che saziarsi di tutte le istruzioni come fosse una pietanza.

30.Voi altri che siete andati per la materia, vi siete sottomessi a parecchio del mondano, sebbene il vostro spirito fosse contrario. Ma adesso vedete i santi collegamenti, la via della partecipazione al sacrificio, l'offuscamento della consapevolezza, perdita della reminiscenza ed infine la volta della conoscenza e della Grazia, a cui si sottrasse la via della fede cosciente e vi riportò successivamente indietro al Regno della Luce.

31.Iddio ha cancellato la vostra colpa, quando avete rinunciato al mondo. La vostra proprietà passata, che adesso non vi è ancora riconoscibile, la riceverete dalla mano della Grazia di Dio. Io posso però dire che, secondo la scala celeste della Vita, voi siete più vecchi di me e ne saprete di più, non appena vi troverete dinanzi al santo volto del Padre nostro.

32.Voi riportate a Casa delle potenze perdute. Alcuni di voi hanno offerto due volte la loro partecipazione al sacrificio, questo non accadde perché sulla prima via non seguiva la più perfetta purificazione dell'anima, bensì per cercare, per innalzare, per purificare e per raccogliere ancor più del bene perduto per il granaio di Dio. Vedete, questo significava la seconda via. In anticipo ora dovete sapere che potete tornare a Casa definitivamente.

33.E voi, figli del mondo? Voi siete afflitti perché temete di non essere portatori, ma soltanto dei portati a casa! Oh, quando imparerete a riconoscere l'Amore di Dio, allora sprofonderete nell'eterno Mare di Luce della vostra afflizione. Ed invano cercherete ancora l’una o l'altra differenza, perché il fondo del mare è l'Onnipotente Fondamento-Ur, da cui l’immerso risale quale magnifica Stella mattutina, annunciando nuova Vita. – Verranno Giorni della Creazione che – se li terminate nel giusto ordine – v’innalzeranno sullo stesso gradino di tutti i figli della Luce, i quali si mantennero fin dall'inizio nel loro voto di fedeltà.

34.Io non sono ancora arrivato là dove siete voi, poiché la via verso la Terra mi è ancora imminente. Così ognuno prende la sua strada, sulla quale diventiamo servitori, perché soltanto in ciò noi possiamo dare al Padre il vero amor filiale. Di conseguenza l'uguaglianza del compito fondamentale dimostra che tutti i figli sono proceduti e ritrovano il cammino come Pensieri coscienti di Vita dalla Divinità, perché Dio non perde nulla di Sé!! – Il tempo gioca un ruolo minore; l’importante è il lavoro stesso e come lo si compie. Tuttavia l’essenziale rimane la conoscenza di Dio, e subito dopo l’adoperarsi per il ritorno a Casa. In ciò esistono in verità alcune differenze, ma non tra Padre e figlio, poiché gli ultimi vengono tutti sorretti dal Padre, ma non il Padre dai figli!!

35.Dai differenti incarichi non risulta nessun valore personale. Ogni lavoro, unito in un tutto, glorifica la meravigliosa Opera del Creatore! Tuttavia secondo l'Ordine è giusto se la generale schiera dei figli, alla quale appartenete voi come appartengo io, vada incontro piena di rispetto ai grandi collaboratori e si lascia guidare da loro. Questi sono particolarmente i sette principi, i quattro guardiani, i ventiquattro anziani e i 144.000 angeli comandanti. La vostra cara guida appartiene agli ultimi, guida che sta tutto il tempo amorevolmente alla porta, ascolta paziente i nostri discorsi e, all’infuori della sua destinazione di guida, non vi si è ancora mai mostrato diversamente come appartenente a voi, come un figlio del Padre, – ma vedete, è un puro figlio splendente! Vi è sempre stato servizievole, e ora conta che anche voi gli veniate incontro, non mettendolo da parte, come è quasi successo se io avessi ceduto alla vostra tempestosa preghiera. Questo succederà se fate con ubbidienza ciò a cui vi guida. Egli vi porterà anche più sicuramente dal Padre.

36.Se volete fare attenzione a qualcosa ed è anche l’istruzione del nostro caro angelo, allora rimanete per un po’ di tempo in questa Casa. Non dovete preoccuparvi della sosta. Oh, no! È il nostro progresso interiore che ci fa avvicinare al Padre, e con il quale diveniamo consci che Lui va incontro volentieri ai Suoi figli, sia interiormente che esteriormente. Oh, questo reciproco incontrarsi è la letizia sublime per i figli e la santa gioia paterna di Dio!

37.Appena un figlio dalla conoscenza fa il primo passo per il ritorno a Casa, il Padre sta già accanto a lui, sebbene spesso non visto e non riconosciuto. Che Egli si riveli completamente solo nelle sfere più alte, quantunque sulla Terra come nei gradi di sviluppo segua anche una rivelazione, ha il suo grande motivo nella Sapienza della Sua educazione. A questo è altrettanto la Volontà di donare ai figli la beatitudine. Una gioia più bella proveniente dalla corona di tutte le beatitudini è la felicità che anche un figlio – percepito coscientemente – possa andare incontro al Padre. Con ragione allora può dire: ‘Io sono andato dal Padre!’. In ciò la gioia prova la sua infinita molteplicità che non è rifiutata a nessun figlio, nemmeno a voi, portati a Casa dalla materia.

38.Vedete, così è fatta la vostra via; e quindi potete credere che da tempo il Padre è con voi e, in verità, ci vuole solo più di un passo da parte vostra, e Lo avrete anche tra voi nella Sua verissima Rivelazione, come non potete sognarvelo. L'ultimo passo è questa domanda: ‘Come procureremo al Padre la massima gioia?’. Questa è molto più importante di tutte le altre domande e conoscenze! E in ciò io sono solo troppo volentieri uguale a voi".

39.Queste parole sciolgono nei cuori di entrambe le schiere un’ultima benda. Mani supplicanti si levano in alto, voci di ringraziamento e lode si fanno sentire, e due figli guidano affettuosi il serafino accanto a Karmatha. Il volto del serafino comincia, con grande meraviglia di tutti, a raggiare assai chiaramente, diventa sempre più splendente, così che tutta l'attenzione si concentra su di lui. E come anche Karmatha vede stupito questo cambiamento nell'angelo che egli prega di continuare ad istruirli, risuona alla porta una voce ben nota a Karmatha. Rispettoso e nello stesso tempo lieto, l'angelo s'inchina profondamente; Karmatha segue il suo esempio, mentre gli altri ascoltano e guardano meravigliati. Essi non sanno ancora cosa stia succedendo. Soltanto l’esaminando figlio si reca dall'angelo e s’inchina anche in grande raccoglimento.

 

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Cap. 21

 

Un buon primo nutrimento

Le lacrime di Gioia del Padre e un insegnamento

1.  «Cari figlioli! Il Padre ha ascoltato le vostre parole, perché aspirate seriamente al ritorno a Casa. Spesso la brama vi ha sopraffatto come poco fa, e vi sareste volentieri precipitati in avanti. Questo in verità è anche molto buono, poiché soltanto l’autentico amore scatena una simile tempesta. Ci si chiede soltanto se nel vostro amore dimori interiormente il saldo tratto fondamentale, tratto che è di casa nel forte ma nello stesso tempo dolce soffio. Una tempesta è un fenomeno passeggero; ma voi vi siete conquistati la parte buona. Poiché una volta riconosciuto il Padre, rimarrete anche sulla via che porta a Lui.

2.  Il Padre vorrebbe avervi volentieri presso di Sé, ma questo non può accadere prima che il vostro amore somigli a quel forte e dolce tratto fondamentale che è la struttura di base dell'Amore eternamente ricco del Padre. Se l'amor filiale non si potrà ancora adattare, allora è comprensibile che anche la Rivelazione del Padre da collegare non avvenga. Non abbiate paura, amici miei, credendo che un figlio non possa mai raggiungere quest’adattamento. Non vi deve sconcertare se potete senz’altro presentarvi al Padre e se il vostro amore si può mettere con il Suo su un gradino pareggiante. La mia questione non porta nessun impedimento ad una pronta contemplazione di Dio. Al contrario, essa rimuove i vostri ultimi impedimenti, se lo pensate bene e pervenite a una visione edificante.

3.  Karmatha doveva condurvi con le ali ai piedi. La parola del Padre attraverso di lui ha evidenziato l'inutilità e l'intempestività della vostra preghiera, e la tempesta si è trasformata in un soave sussurro. Tuttavia vi mancava ancora un piccolo fondamento di conoscenza, e così venne l'Amore soccorrevole a rimuovere l'impedimento. – Ora però vogliamo incamminarci, strada facendo si potrà spiegare tutto nel modo più bello, affinché voi, figli della Luce ritornati a Casa, come nella stessa misura, anche i nostri figli della Terra che hanno trovato la via di Casa, vengano al Padre il più presto possibile. I gradini intermedi necessari saranno attraversati velocemente. Perciò seguiteMi».

4.  Con meravigliata soggezione, tutti contemplano l’augusta Figura, il cui splendore e luce quasi li acceca. Il serafino, Karmatha e il figlio della Luce si tengono indietro secondo la Parola interiore. I figli del Regno più di tutto vorrebbero vedere in lei già il Padre, soltanto che a loro manca ancora l’ultima reminiscenza che – anche per amor dei figli della Terra – rimane velata, mentre gli ultimi si sciolgono quasi per la venerazione. Soltanto il portavoce si fa avanti con un po' di coraggio inchinandosi profondamente:

5.  "Onnipotentissimo angelo, questo lo sei certamente, tu ci hai scrutato come finora ancora nessun cittadino del Regno. Anzitutto sia al Padre un umile ringraziamento per il fatto che ha inviato te a noi come amore. Ma se già da te, quale il più grande araldo del grande Re, fluisce su di noi un tale amore che ugualmente ci giubila e ci vorremmo nascondere, dì, come sarà veramente quando si starà dinanzi al Padre stesso? Soffrirà ben ogni coraggio, un misero naufragio; poiché, devo confessare che dinanzi alla tua celestiale chiarezza, quanto più oso parlare con te, tanto più mi viene paura. Con una parola o una risposta davanti all'Iddio Onnipotente, sarà completamente la fine.

6.  Perfino quelli della sala Jechahal non osano quasi guardarTi. Poiché anche l’amico Karmatha come l'alto serafino hanno perso la lingua; allora mi assumo io la responsabilità di parlare con te, poiché uno lo deve fare. Perciò perdona il mio povero coraggio e le mie parole ancora più misere che mi rimangono sulla lingua dinanzi al tuo luminoso splendore.

7.  Tu ci hai invitato a seguirti. O araldo regale, come ti chiamo rispettoso, volentieri lasceremmo la tempesta del cuore da te un po’ rimproverata, se avessimo ancora coraggio. Questa è stata veramente infranta dalla Tua parola che è diventata un grosso impedimento, ma nessuno lo rimuove. Io veramente penso che questo sia successo di proposito, affinché in ciò la nostra tempesta s’infranga e diventi il forte, soave sussurro.

8.  Io non faccio nessun passo finché non è rimosso l'ostacolo e finché il nostro amore diventato soave per il Padre possa sgombrar la via. Per vero, con questo soffriremo un ulteriore ritardo; ma è meglio questo ritardo che non trovare il Padre oppure prepararGli soltanto una gioia minore. Tu hai confermato il nostro giusto amore che sta nel soave sussurro da Te citato. Ciò nonostante gli manca qualcosa. Ma che cosa? L'errore sta naturalmente solo in noi; solo, invano mi domando in quale piega del cuore non ancora scrutata in me, si trova il male.

9.  Se sta nel fatto che il tratto fondamentale del mio essere non somiglia ancora a quello del Padre, allora io non conosco rimedio. Noi non possiamo mai diventare così com’è il Padre. O Essere sublime, lascia agire il tuo buon Cuore e aiutaci! Se possiamo presentarci al Padre, devo rispondere per me stesso; per questo mi manca ora ogni coraggio. Se i miei compagni osano non lo so; sicuramente gli abitanti della Luce. Tuttavia all'improvviso riconosco che la Tua questione riguardante ciò è più che giustificata, poiché io non sono per nulla maturo per vedere il Padre. E proprio a me non poteva andare abbastanza presto! Che cosa accadrà adesso?! La brama non è diminuita; al contrario si è rafforzato il sentimento dell’immaturità. Non vuoi tu, alto araldo della Luce, aiutarci un po’, affinché possiamo giungere presto al Padre? Il solo sentire la Sua voce sarebbe un’inafferrabile beatitudine; la contemplazione, davanti alla quale ho la paura maggiore, potrebbe seguire più tardi". Il portavoce alza implorante le mani senza osare sfiorare il suo ‘araldo di Luce’.

10.Allora Karmatha si stringe nelle braccia del Padre e dice: “O Essere di tutti gli esseri, Luce dalla Tua Luce, accogli questi figlioli. Grande è la loro brama, Tu stesso lo sai meglio di tutti. Lasciami dire cosa a loro manca. Hanno fame e sete del Padre a dismisura, ma ugualmente grande è la paura, soprattutto tra i figli della Terra. Tu li guardi così benevolmente, ma essi vedono soltanto il Tuo splendore, e dinanzi alla Tua Luce si spaventano. Nessuno osa darTi la mano, senza parlare di farlo come lo faccio io senza timore. Se sospettassero di quale beatitudine io godo adesso, oh – proverebbero giusta invidia celeste! E quale buon primo nutrimento avrebbero se si stringessero altrettanto nelle Tue braccia.

11.Il mancante equilibrio interiore non riguarda l'essenziale. Iddio rimane sempre Iddio, il figlio rimane figlio. Il flusso d'amore si deve riversare nel Torrente d'Amore del Padre, altrimenti non Lo si trova, nemmeno quando si sta dinanzi a Lui. Il nostro portavoce ritiene piuttosto sia meglio dapprima ascoltare, perché davanti agli occhi di Dio sente paura. Oh, domando io: che cosa è più santo in Dio, la Sua parola oppure il Suo volto? Non sono entrambi parti della Divinità. Se non si ha paura dinanzi alla Sua parola, perché la si ha dinanzi al Suo volto?! Con questi pensieri non è veramente strano che qualcuno si trovi proprio dinanzi al Padre e non Lo riconosce! Tutti i tornanti a Casa dalla Terra dovrebbero subito accorgersene, poiché proprio lì Egli concesse loro continuamente il Suo aiuto, anche se non lo vogliono riconoscere. E nelle sfere che conducono verso l’alto non è diverso.

12.Se alla fine qualcuno ha riconosciuto il Padre e vuol giungere a Lui, allora gli s’impedisce la via e per giunta si meraviglia ancora se non va avanti nella misura desiderata. Il peggio è la paura, che è scambiata con vera umiltà, questo ‘dover riconoscere dinanzi al santo volto di Dio’. Nondimeno io ho già sperimentato che il Padre non domanda troppo dei peccati terreni, se un tornato a Casa giace felice nelle Sue braccia. Per Lui tutto è concluso bene.

13.Un figlio umilmente amorevole riferisce da sé al Padre in che cosa ha mancato. Inoltre è contentissimo di poter parlare del suo fardello terreno così bene dal cuore, e inoltre che l'ultima scintilla materiale nella trasformazione può diventare del bene riportato a Casa. Questo l'ho visto nel Santuario in entrambi i gruppi, quello della Luce e quello della materia. In ultimo, non esisteva alcuna differenza. Nessuno la vide più, solo il Padre; ma Egli aveva coperto tutto.

14.Quelli hanno pensato anche che la Santità divina dovesse essere attiva. Mentre succedeva il contrario. L'Ordine fondamentale mette dietro la Santità; i figli non lo sopporterebbero neanche. Dapprima procede sempre l'Amore, poiché è il Giorno dell'Amore in cui il Padre creò i Suoi figli. Se ci si è abituati a Lui – questo vale anche per tutti coloro che non sono stati ancora sulla Terra – allora si manifesta a poco a poco la Sua Santità che è inseparabile dalla Sua Essenza divina. Ma allora perfino la Santità diventa Fiamma di vita piena di benedizioni.

15.Chi riconosce e valorizza questo, afferra il Torrente d'Amore del Padre, la Sua eterna dimora. Allora non si ottiene, come proprio adesso, soltanto un primo nutrimento, bensì il nutrimento principale: il Padre stesso! Ma dove c'è il primo nutrimento, il principale non sarà lontano. Ti ringrazio dal profondo del mio cuore, poiché adesso ho la tavola piena con ogni antipasto, primo, secondo e dolce. Essere beato fra le Tue braccia significa riposare nelle braccia del Padre; e stare nel Tuo cuore è un giacere nel Cuore del Padre! Per me non esiste nessuna differenza. Ma il mio ringraziamento è anche questa preghiera: aiuta la cara schiera dei figli a giungere al Padre!”.

16.Alla porta si sono presentati diversi cittadini del Cielo; poiché dove si trova il Padre, qui si raccolgono i cuori. Il serafino si reca dagli angeli e tutti guardano con aria felicissima incoraggiando i ritornati a Casa.

17.Il Padre però dice: «Karmatha, Io non ho più bisogno di aiutare i figli, tu hai già ben provveduto. Ora hanno già eretto il basamento dell'Ordine esteriore; presto vedremo come risolvono i conflitti dell'anima. Si consultano già se Io stesso sia il Padre. Il loro Amore dice di sì, ma il timore no. Perciò vogliamo rimanere un po’ tranquilli, poiché i nostri figli dello struggimento saranno presto pronti con la loro conclusione. Essi scelgono l'uomo della Terra come portavoce, perché possiede il coraggio maggiore. Per questo Mi sono avvolto completamente nel Mio Amore! La loro paura, però, consiste nel fatto che si nutrono ancora del loro peccato. Tuttavia ora viene già il nostro ardito portavoce».

18.Gli angeli stanno intorno al Padre, da un lato per essere loro stessi assai vicini a Lui, dall'altro per lasciar discutere il gruppo inosservati. Ora si schierano da ambo i lati e i ritornati a Casa hanno libera vista al Padre. Il portavoce si fa avanti, ma resta sorpreso quando la scena è già nuovamente trasformata, soprattutto perché tutti i volti, incluso quello del Padre, splendono come soli raggianti. Egli voleva pregare l'araldo di portarli al vero, unico Amore, pensavano di rinunciare a tutti i pensieri supplementari e di chiedere umilmente perdono al Padre, così avrebbero la felice sicurezza che le porte della ‘Città d'oro’ si sarebbero aperte per loro.

19.Il buon coraggio oratorio è sparito quando la creatura sta dinanzi al suo Creatore. Chi è il Grande che tutto sovrasta? Ad un tratto il figlio della Terra si accorge che i celestiali, con sguardi ardenti d'Amore, pendendo dal volto della sublime Figura, s’inchinano continuamente, alzano le mani come calici di fiori aperti e la devozione giubilante irrompe dai loro occhi. – Nell'improvviso riconoscere, il portavoce si getta giù, stringe i piedi del Padre ed esclama:

20."Santa Luce! Sei Tu il Padre stesso! O Onnisantissimo Amore, finalmente Ti abbiamo trovato!! A noi, che c’eravamo allontanati da Te, sei venuto Tu incontro. Tu sei vicino a coloro che sono lontani! O Padre, santa Luce d'Amore, includici nella Tua bontà, così che diventiamo nuovamente figli Tuoi. Padre, benedicici!". Cocenti singhiozzi soffocano la voce, egli si aggrappa strettamente a tutti coloro che andarono dalla Luce alla Terra, come anche alle anime provenienti dalle tenebre; si gettano sulle loro ginocchia e piangono ardenti lacrime di gioia e di ringraziamento.

21.Allora anche nei santi meravigliosi occhi soavemente scuri di Dio risplendono due lacrime, come perle splendenti. Karmatha vede per la prima volta che anche il Padre ha lacrime. Sopraffatto, cade a terra, e più tardi deve essere rialzato da un angelo.

22.Iddio dice: «Miei cari figlioli! Ora il vostro struggimento è quietato. Domandavate della ‘Città Superiore’, perché speravate di trovarMi in quel luogo. In verità voi, specialmente i Miei figli provenienti dalla Terra, dovete ancora attraversare anche i restanti gradini di perfezionamento, e dopo una permanenza presso di Me, sarete insediati su una fascia solare nella sfera del Raggio della Pazienza. Il vostro Amore era molto grande, per questo vi son venuto incontro Io. In verità questo Mio attuale venirvi incontro non è il primo. Ma se volessi comunicarvi quando, dove e quanto spesso sono venuto da voi e voi non ve ne siete accorti, ora sprofondereste nel vostro altissimo sentimento di colpa. Questo vi sarà pure rivelato al tempo giusto.

23.La contemplazione esteriore della Mia Essenza avviene solo quando le Mie Caratteristiche nel figlio trovano in tal senso ‘l’autoformazione’ in quanto vengono sempre di più personificate in pensiero, parola e opera. Con ciò si forma la Mia ‘Essenza parziale interiore divina’. Poiché, se ho creato i figli, allora per loro deve esistere la possibilità di portarMi cosciente e veramente personificato. Questo però non accade, se la Mia Essenza non otterrà nessuna forma nel cuore del figlio. Quest’ultima non si costituisce naturalmente da potenzialità della Mia persona, bensì unicamente dalle potenzialità delle Caratteristiche. E come vi si formano veramente viventi, così si mostrerà riconoscibile anche la Mia Essenza.

24.Mai un figlio Mi contempla, se non Mi conquista nella forma! Ogni altra ricerca è inutile. Io sono l'Essenza-Ur, sono Lo stesso, Santo, senza spazio né tempo! Come potrei dunque rappresentarMi visibilmente in una forma di piccolo figlio? Ora Mi vedete così come sono veramente!! E certamente vedete solo quella parte di Essenza veramente perfetta, corrispondente ad un Giorno della Creazione che personifica solo una particella proveniente dalla pienezza della Mia universale potenza creativa. Ad un Giorno non è dato della Mia magnificenza-Ur più di quanto sopporta il suo Spazio e il suo Tempo. Questo è tuttavia nuovamente di una tale portata, che tutti i Miei figli presi insieme non la possono afferrare!

25.Una contemplazione del Mio Io-Ur non giova a nulla. Un figlio dovrebbe essere infinito, cosa che in ogni modo non è possibile nella sua formazione di creatura. Se però lo fosse, allora starebbe come un infinito parziale dinanzi alla Mia completa infinità, e perderebbe ogni concetto di rappresentazione. Vedrebbe tutto, ma non potrebbe afferrarlo e dar forma da se stesso.

26.Io amo i Miei figli, non soltanto perché li ho creati, ma anche per amor di loro stessi. Dal primo pensiero tendevano da se stessi verso di Me. Per questo creai per loro Opere consolidate, interiori ed esteriori, nel cui consolidamento c'era anche quel Mio Io-Ur. I Miei obiettivi intendono preparar loro la più grande beatitudine che possiede il suo punto culminante nella libera conoscenza di se stessi ed azione autonoma, una partecipazione della Mia stessa Volontà-Ur magnificamente libera, al più profondo basamento iniziale di tutte le Opere!!

27.La partecipazione è ottenuta attraverso quell’auto-formazione dei Miei Raggi di Vita fondamentale. Ma anche per questo ci vuole un grande venire incontro da parte Mia. Se Io divento nel cuore filiale il Primo, allora sopravviene un mutamento, conscio oppure inconscio, secondo com’è proceduto, o autonomo oppure per mezzo di una guida. Anche luogo e tempo giocano un ruolo, poiché già sulla Terra, ma soprattutto nelle loro successive sfere evolutive fino alla regione supreme della Luce, ogni gradino ha le proprie Leggi che sono prese dalle Leggi della Creazione-Ur. Ogni gradino in su porta più grande chiarezza e consolidamento, finché un figlio Mi conosce interiormente ed esteriormente.

28.Voi avete bensì percepito i limiti del gradino. Ma in ogni nuova sfera potete riconoscere la differenza soltanto dopo una breve permanenza. Questo perché ogni gradino somiglia ad una piccola Creazione ed ha nella giusta operatività, inizio e fine, nella quale la percezione di beatitudine raggiunge la propria altezza. Insieme alla beatitudine – nelle sfere inferiori il desiderio ardente di progredire, il sentimento di disagio del tutto materiale – i ritornati a casa vengono portati oltre ‘i limiti’.

29.Quanto più in alto i viandanti salgono, tanto più rapidamente si accorgono che, nonostante la loro crescente magnificenza, manca ancor sempre qualcosa che prima non conoscevano. Questa sensazione di mancanza è il Mio massimo venire incontro come il ‘desiderio di Vita’ di quell'impulso creativo che non si ferma con le opere completate, ma si mette sul completato per costruirvi del nuovo più bello e ancora più straordinario. Così le Mie Opere s’introducono l’una nell’altra; e così nel giusto riflesso e adattamento, tutte le aspirazioni al procedere dei Miei figli devono essere stimolate e soddisfatte nel desiderio di Vita.

30.Tutte le sfere sono creativamente il Mio unico illimitato Regno, ma rispetto alla Creazione sono per i figli i gradini che si estendono anche al rapporto tra loro e Me. Finché sono ancora nella formazione, essi sentono molti, spesso perfino terribili limiti, specialmente sulla Terra. Ma quando hanno dietro di loro il mutamento che li porta all'Unione con Me, allora cessa di esistere anche ogni separazione. Allora Io sto subito dinanzi e in mezzo a loro, come adesso con voi; e la vostra beatitudine è completamente sconfinata.

31.Alle Mie care pecorelle ritrovate, la Terra con il suo fardello deve scomparire. A voi tornati a Casa sia comunque ancora detta una breve parola. Voi vi meravigliate che, come cittadini celesti, non Mi avete riconosciuto subito. Nondimeno riflettete: sulla Terra non esiste nessuna reminiscenza, ma ben un impulso interiore verso il Divino come ‘partecipazione alla Luce’. Se un figlio segue quest’impulso è una faccenda propriamente sua. In modo particolare voi non siete stati uomini cattivi, ma Iddio vi era sconosciuto, in parte per insufficiente istruzione, in parte per voglie di piaceri mondani. Quando però ‘l’impulso divino’ in voi passò più forte in primo piano a causa di pesanti avvenimenti colpenti nel segno, per l'anima cercaste aiuto nelle vostre chiese. Soltanto che queste erano, eccetto pochi servitori, altrettanto occupate nei piaceri mondani. Prendevano l’aureola divina quasi soltanto per mascheramento, per farsi in questo modo un grosso nome, intascare molto onore e vivere segretamente in gioia e magnificamente. Esse hanno costruito il ‘ponte d'oro’ per il Regno celeste, in cui l'oro scorreva nelle loro tasche, mentre il ponte– senza i pilastri della fede – per lo più crollava non appena un'anima cercava di servirsene.

32.Quando voi, insieme al vostro ponte, altrettanto, precipitaste in un abisso senza fede, Mi cercaste nel vostro cuore. Tuttavia la vostra paura del mondo era troppo grande, così che la Mia Luce potesse splendere in voi. Ciò nonostante il Mio Amore vi tenne saldamente, finché scambiaste la pentola vuota della Chiesa con la Mia tavola. Questo era – per vostro vantaggio – per la maggior parte di voi, quel tempo in cui il percorso terreno giunse al termine. La vostra ultima salvezza di fede venne da un uomo che pubblicamente non ebbe paura dei superiori ecclesiastici, e portò una nuova Luce dal Mio Cielo. Il fatto che attraverso di lui non venne qualcosa del tutto puro, dipendette dal tempo, dalla sua educazione, come in parecchie situazioni evolutive della Terra.

33.Il suo insegnamento fu sufficiente a portare al crollo un paio di importanti pilastri della Chiesa terrena. Non tutti i pilastri devono essere frantumati in una volta, perché Io non voglio affatto distruggere la Chiesa insieme ai servitori, ma la voglio salvare e lo farò. Quest'uomo, a voi conosciuto con il nome Hus[11], fece del suo meglio. Voi lo incontrerete e vedrete che cosa di magnifico gli fruttò la sua partecipazione al sacrificio.

34.Ora avete ricevuto abbastanza parole di benedizione e dovete ricevere un banchetto d'Amore. Tu, Karmatha, hai fatto bene il tuo lavoro e sei libero di ritornare. Ma se credi che ti rimane ancora qualcosa da fare, allora la tua permanenza sia anche benedetta».

35.Karmatha, di nuovo sciolto in lacrime, ringrazia il Padre e dice: "La Tua volontà, Padre, e le Tue mani, devono dominare. Dalla Tua parola benedetta io riconosco che è meglio rimanere qui. Ho soltanto una preghiera: Padre, permetti che io accompagni Te e i cari ritornati a Casa fino alla porta Hephata, poiché attraverso questa Tu li lascerai andare. Poi torno subito indietro. E tieni pure il Tuo banchetto d'Amore nella Casa di Raphael; io desidero volentieri che lui e Agralea abbiano gioia. Ma anche qui sia fatta soltanto la Tua eterna buona Volontà".

36.«Le tue preghiere» – dice il Padre – «sono a Me compiacenti. Per questo hanno anche la Mia benedizione. E dove questa è versata, si trova già l'adempimento di una preghiera. Alla porta ‘Hephata’ ci sarà uno che ti dovrà portare indietro, il suo nome si è impresso nel tuo cuore attraverso le Mie parole viventi».

 Dio conduce la Sua schiera su un sole di tre anelli solari interni e mostra molte magnificenze, così che gli amici rimangono talvolta fermi a lungo davanti a pure meraviglie. Ogni volta, Dio attende con pazienza, finché dalle loro stesse file giunge il riconoscimento che il tempo del Padre è il migliore. Alla porta Hephata si trova un angelo incantevole. Karmatha non l’ha ancora mai visto. È un angelo comandante con il nome Hasabael, lo spirito positivo luminoso del serafino accompagnante il gruppo ritornante a casa. L'angelo sulla Terra era Hus. Così è data anche a questa coppia di angeli la gioia sublime del rivedersi, e per Karmatha è un grande avvenimento; perché Hasabael e la sua compagna celeste lo riconducono a scuola sul loro Sole Centrale.

 

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Cap. 22

 

Servizio al prossimo

I campi centrali e magnetici

Sul diritto di proprietà celeste

1.  Karmatha al suo posto sul Sole trova lì ogni sorta di lavoro. Il boschetto di Casa è da curare e anche gli animali appartenenti a questo, che ascoltano la sua voce come esseri minori. Presso di lui sostano dei fanciulli dalla e per la Terra. Nel frattempo nella stanza fa qualche benedetta riflessione, nella quale s’inserisce spesso un segreto dialogo con il Padre. – Ancora una volta bussano alla porta. Appena apre, stanno dinanzi a lui due cittadini celesti. Con calda gentilezza dà loro il benvenuto, porta pane, vino e frutta e chiede di cosa hanno bisogno.

2.  Gli ospiti riferiscono che su una stella appartenente a questo Sole Centrale, essi assistono una schiera di fanciulli che fanno parte del gruppo degli ultimi nati. Ora sono maturi per vedere il Padre, ma vorrebbero sapere molte cose sull'amministrazione della Creazione, soprattutto della Terra e sulla via che porta ad essa, della quale Uraniel recentemente ha comunicato qualcosa. Il fanciullo più solerte vorrebbe andare sulla Terra non prima di aver visto il Padre, per darGli una gioia particolare, ma tutte le affettuose esortazioni che senza una precedente Rivelazione di Dio egli mai adempirebbe in modo soddisfacente il suo cammino terreno, non sono servite a niente. Lui è nella convinzione che il solo riconoscere Dio, il portare nel cuore l'immagine di Dio, sia già un infrangibile legame con Dio stesso.

3.  “Tu ti meravigli, Karmatha", aggiunge il portavoce, "perché veniamo da te e pensi che sarebbe più giusto pregare Dio per questo. Hai ragione se pensi solo all'unione tra padre e figlio. Se tuttavia consideri la Vita del santo Regno con il suo meraviglioso santo Ordine di Legge fondamentale, allora puoi scorgere che ci dobbiamo aiutare; poiché nel reciproco servizio amiamo il Padre sopra tutto. Con questo viviamo l'amore per il prossimo, cosa che al nostro buon Padre-Ur piace sempre. Uraniel ci ha annunciato parecchie cose di te, per questo vogliamo vivere insieme a te per un po’ di tempo, cosa che non è contro l'Ordine d'Amore del Padre".

4.  La gioia di Karmatha è grande, sia per la visita come per il suo motivo. Uraniel ha quindi una buona opinione di lui, altrimenti non gli avrebbe attirato l’attenzione di questi due angeli molto più anziani, che appartengono alla cerchia dei gruppi in seconda degli angeli al comando. Tuttavia egli possiede, attraverso molte vicende istruttive, già il grado più maturo di gioiosa riconoscenza. Il suo sentimento non è ancora completamente purificato, ma ne fluisce buona Luce. Allora risponde:

5.  "Mi rallegro che siate venuti da me. Voi avete spiegato che possiamo aiutarci a vicenda senza invocare ogni volta il Padre. Sono comunque meravigliato che in questa non facile faccenda non vi rivolgiate a Lui. Uraniel ha sicuramente chiarito irreprensibilmente i pargoletti che, in questo modo, non potevano giungere ad alcun pensiero perfettamente giusto, se voi, negli ulteriori insegnamenti, aveste applicato con precisione le indicazioni fondamentali di Uraniel. Non dovrebbe essere difficile condurre i piccoli alla Rivelazione del Padre. Perciò ritengo sarebbe meglio se imploriamo Sue istruzioni".

6.  "Hai ragione, Karmatha" – dice uno dei due angeli. – "Nondimeno devi riconoscere due cose: che noi abbiamo già chiesto aiuto al Padre, non abbisogna di essere menzionato, ed io sono della convinzione che la nostra via con te è la Sua risposta; infatti, il Suo aiuto, portato attraverso i figli, è un aiuto assai meraviglioso, il più stupendo. Se ci aiuta direttamente, allora Egli è l'unico Creatore e noi perdiamo la potente unione col Suo Spirito. Poi ricordati ancora che la schiera affidata a noi attende in una Casa protettiva e non vogliamo lasciarla sola più del necessario, per cui ripetiamo la preghiera di venir presto con noi".

7.  Ribatte Karmatha: "In questa Casa devo adempiere differenti compiti; perciò non mi recherò altrove senza la parola del Padre. Voi angeli siete anche più ricchi di me in conoscenza; come potrei quindi portarvi aiuto? Perciò nella camera della preghiera voglio dapprima scrutare la mia via. Se è Volontà del Padre, con gioia verrò con voi". Nella camera egli prega e domanda se può andare con gli angeli. A questo lo spinge l'amore. Allora riceve un meraviglioso insegnamento.

8.  «Amato figlio Mio! È giusto che tu ti rivolga a Me, nonostante puoi decidere da te stesso. Tuttavia un accenno dovrà guidarti per sempre alla chiarezza. Se il Mio Amore ti spinge a qualcosa, allora agisci senza riflettere! Solo la stessa azione è da considerare, ma non se si debba agire o meno. Questo sviluppo, anche come due portatori della Creazione (amore e azione), può essere visibile ovunque, qui nella Luce, nelle sfere del cambiamento, sulla Terra, e perfino nella nuda oscurità. Dove spinge l'amore, deve seguire l'azione; dove non spinge, anche l'azione è nel posto sbagliato.

9.  Ascolta perciò attentamente: vedi, le Mie Caratteristiche poggiano come Punti centrali e come Magneti nello Spazio-Ur. Entrambi i Punti di forza sono riconoscibili interiormente ed esteriormente, il che significa nello stesso tempo che un figlio deve personificare le sette Potenze come pluralità e compiutezza, se vuol giungere alla massima unità possibile con Me. La conoscenza che Io diedi al figlio, al fattore della Vita, afferra il Punto centrale, il cui santissimo Punto essenziale sono Io stesso! Io, il Centro-Ur, posi il Centro per un Punto focale in ogni divenire vivente, cui Io stesso divenni il Mediatore. Dal centrale Punto-Ur tutti i Raggi vanno attraverso il Centro delle Opere parziali interiori ed esteriori, visibili ed invisibili, per la cui ragione sono dati i confini spirituali-naturali.

10.Questi confini sono il Punto magnetico nell’intero campo della Creazione. Esso porta, oltre a molte benedizioni, anche quella conoscenza di non considerare il fattore vitale ricevuto dal Creatore-Ur come proprio possesso originale. Il Punto magnetico risveglia la volontà consapevole della meta che si muove verso il Punto centrale, con cui è da raggiungere il Centro-Ur. Il figlio è attirato come da un magnete, senza per questo perdere minimamente la sua libera volontà. Al contrario la dedizione a questo magnete crea soltanto la propria attiva volontà. Se così il figlio si procura una unione tra Centro e Magnete, starà nel Punto centrale della Luce, ovunque si trovi.

11.La suddivisione delle sette sfere di Luce in 7 volte 7 campi parziali principali[12] non è accaduta per caso. Il suo attraversamento porta al 50° campo che in verità è il campo base, vale a dire il visibile Centro-Ur, il Mio Santuario insieme alla Città, il posto della redenzione e del definitivo perdono. Questo è connesso d’ora in poi con l'opera della caduta, ed è posto così nella più santa previdenza o provvidenza per i figli, completamente inafferrabile, prima che il germe dell’avversario si facesse valere.

12.Perfino sulla Terra ne è stato dato un corrispondente riflesso attraverso il Mio cherubino Uraniel, il quale portò – quale ‘Mosé’ – le Leggi fondamentali. Gli uomini dovevano cercare di non commettere nessuna ingiustizia per 7 volte 7 tempi (anni). Ma da non evitare con la caduta, il 50° tempo[13] doveva essere il grande anno giubilare del perdono, un’annualità in cui tutta la colpa doveva essere estinta con un sacrificio espiatorio ed immolante, quindi sacrificio di preghiera e di ringraziamento. Finché il Mio abile portatore dell'Ordine tenne le briglie del popolo modello, nel 50° anno venne anche la salvezza su tutto il popolo, perché reciprocamente estingueva tutte le colpe, cosa che non si riferiva solo ai valori esteriori, ma allo stesso modo all'interiore, su peccati di pensieri, parole e altre colpe di fatto o false testimonianze.

13.La caduta della Creazione poggia nel 49° campo, nel Raggio centrale e Magnete della Misericordia, in cui fu preparata la redenzione, la via per il ‘Campo del giubileo’, per il Mio Centro-Ur, in cui il Sacrificio espiatorio e Fuoco della Creazione viene fatto da Me stesso, il suo santo Fuoco si chiama “Golgota”. In suprema emanazione del Mio Amore, la Misericordia Mi spinse a questo Fuoco immolante che ero Io stesso! Ed Io, Karmatha, non ho riflettuto prima se lo dovessi fare, ma soltanto come doveva accadere per la redenzione di tutti i Miei fedeli e la piena liberazione dei figli smarriti!!

14.Se l'Amore magnetico ti spinge attraverso la Misericordia, allora può rimanere qualcosa da fare. Ciò che apparentemente manca, è sistemato attraverso i figli della Creazione. Senza la tua cooperazione il Punto centrale e Magnete arriva al giusto pareggio. Questo si riferisce a tutti i Raggi fondamentali della Vita. Quanto deve essere giudicato soltanto attraverso l'Ordine o la pura Volontà, tu non lo puoi immaginare. Se un figlio ha qualcosa da compiere sul campo dell'Ordine, allora il fare è da porre compensante sul Centro e sul Magnete, attraverso cui tutte le Caratteristiche si inseriscono da sé. Questo avviene ogni volta, non appena una Caratteristica possiede il predominio.

15.Se tu ritornassi da Me ora liberamente per amore, allora Io ti dico che sarebbe più la tua volontà, e nemmeno quella compensata nel Punto centrale e Magnete. Anche l'amore ti spingerà sulla Terra e spesso ti meraviglierai del perché Io avrò esitato così a lungo a dare il Mio sì.

16.Ebbene, Karmatha, il tuo Amore ha bisogno ancora dell'ultimo fuoco della pura spingente misericordia. Finché questa non è raggiunta, i campi di forza di tutte le Caratteristiche nel Punto centrale e Magnete ti sono ancora assai sconosciuti. Tu vuoi il meglio; se già lo compirai, non è ancora provato! Solo quando giungerai nell'ultimo campo di forza potrai comprendere che dipende molto meno dal ‘presto’ piuttosto che dalla volontà cosciente di compiere lavori pieni di valori accettati. Arrivato lì, nessun figlio domanda più se può agire. – Agisce! – Se da questo la libera forza motrice procede dai sette campi delle Caratteristiche con le loro sette Irradiazioni, allora l'azione si forma come da se stessa assolutamente buona, perché allora Io stendo la Mia mano dal campo del giubileo e la pongo benedicente sul figlio, insieme alle opere sue. Ora tu sai abbastanza e puoi agire liberamente».

17.Toccato fin nell’intimo, Karmatha rimane assorto prima che possa presentare la sua gratitudine. Lieto, con la coppia di angeli corre alla loro dimora ed annuncia che cosa gli ha rivelato il Padre. La sua collaborazione porta piena benedizione presso i fanciulli,  così che anch’egli può prendere congedo dalla schiera, ricompensato con abbondante amore. Grato e contento ritorna nella sua casa della conoscenza.

18.Karmatha tiene una buona considerazione sulla grande Rivelazione avuta, e paragona l'azione del Padre con la sua esitante azione. In quell'istante bussano alla porta. Lietamente eccitato apre, ed entrano Uraniel ed Urea. Da gran tempo ha superato la sua precedente timidezza nei loro confronti e si stringe assai fiducioso tra le loro braccia.

19.Dopo il saluto domanda il perché hanno bussato. Sfere, Sole e Casa stavano sotto il loro comando. Per vero è accaduto per la sua gioia, affinché potesse accogliere i primi del Padre come cari ospiti. Così guida i principi nella piccola camera della preghiera e vorrebbe raccontare tutte le sue vicissitudini.

20.Uraniel risponde: "Hai colpito nel segno, caro Karmatha; nondimeno ti sia destinata ancora una piccola istruzione. Osservando tu che la Casa sia di nostra proprietà, non potevi pregare i proprietari di entrare come ospiti. Ma nella Luce esistono Leggi meravigliosamente mutabili, la cui disposizione fondamentale proviene ben dal santo Ordine del Creatore. Tuttavia i loro effetti si dispongono secondo i figli. Tali libere Leggi fondamentali non esistono nella materia, questo significa che là sono riconosciute solo parzialmente da anime della Luce incarnate.

21.Sulla Terra è proprietario di una casa colui che si legittima secondo la legge del mondo. La sua proprietà raramente viene ceduta a qualcun altro, eccetto con assai abbondante risarcimento. E che cosa rimane di tutto il resto, non appena suona la campana della morte? Null'altro che una veste appena sufficiente, nella quale si avvolge l’inanimato corpo morto. Solo due cose l'anima può portare nell'aldilà; la sua benedetta fede oppure un povero cuore! Con la morte, per lei cessa ogni legge terrena; non ha più validità, come anche una proprietà non serba alcun valore.

22.Invece la proprietà della Luce rimane fino ad ogni fine dell’Opera del giorno, per lo meno fin tanto che il proprietario rimane in fedeltà presso Dio. Perfino la proprietà di Sadhana è riservata; soltanto che non frutta nessun interesse dalla caduta fino al ritorno. Essa è un talento sepolto! Con il ritorno la porterà di nuovo alla luce del giorno, e più si avvicinerà alla Patria, tanto più crescerà a poco a poco nuovamente l'interesse del suo talento originario. La Casa rimane quindi nostra proprietà nell’immutabilità del diritto di possesso. Ma come proprietari noi possiamo agire con essa come vogliamo. Tu l'ottenesti durante il tuo soggiorno come proprietà personale; e nemmeno il Padre te l'avrebbe portata via per darla ad altri. Per questo tu sei ora il proprietario e noi siamo tuoi ospiti, nel cui rapporto si lascia evidenziare l’un verso l’altro un grande Amore. Nelle Case dei principi nel frattempo eri conproprietario durante il tuo rispettivo soggiorno, dove ti spettavano assolutamente i giustificati onori di casa. Poiché abbiamo bisogno di questa casa solo temporaneamente, la mettiamo anche liberamente come proprietà del Regno, così che ogni alloggiante è proprietario per la durata del suo soggiorno. Questo accade con tutti gli arredamenti così come una meravigliosa variabile legge di possesso che per noi secondo il Regno è alquanto immutabilmente valida.

23.Se il Padre ti avesse dato la Casa, allora nessuno potrebbe mai pretenderla da te. Ciò che Egli dona, rimane proprietà intangibile! Allora però non sarebbe stata nostra proprietà personale, bensì proprietà del Regno, sulla quale dispone unicamente il Creatore-Ur. Da questa disposizione noi la ricevemmo un tempo con la formazione dello Spazio, come nostro eterno possedimento.

24.Ricorda anche che una Casa del Sole non serve soltanto per la gioia. Oh, questo sarebbe un valore molto fragile della Creazione! Una Casa significa protezione, soccorso, l’avvolgente, nella quale particolarmente i viandanti ottengono pace, riposo, nuovo nutrimento per la via, talvolta un asilo permanente. Questa assistente protezione è parte della santa vigilanza, l'unica vera sublime azione di Ur! Nella Sua vigilanza la Caratteristica diventa attività e, viceversa, essa è – complessivamente – la Sua santa creativa amministrazione-Ur!!". – Quanto cordialmente può ringraziare Karmatha per quest’insegnamento che gli tornerà utile. Mentre prepara un pasto, egli racconta molti avvenimenti, innanzi tutto dove ha ancora mancato.

*

25.Subito dopo, Karmatha è condotto in una cameretta solare nella settima fascia del Sole. Là nella Casa principale sono assistiti i piccoli che morirono sulla Terra come fanciulli. L'angelo del Sole, Mayano, che guida il gruppo, accoglie particolarmente festoso i principi e Karmatha. Il loro arrivo gli è stato annunciato nel cuore. Karmatha chiede di poter rimanere qui un po’. Urea lo rimanda da Mayano che ha il diritto sul Sole e sulla Casa. Mayano non lascia nemmeno formulare la domanda. Abbraccia teneramente Karmatha e dice:

26."Amico mio, avere Karmatha presso di me, lo vede il Padre e anche voi, Uraniel e Urea. Io devo ringraziare. Il Sole e la Casa mi sono stati dati dal Padre. Ma ciò che Egli fa per noi in abbondanza, non dovremmo farlo noi reciprocamente? Perciò voglio essere volentieri tuo servitore, Karmatha, finché ti farà piacere rimanere qui. Il Padre mi ha visitato con il Suo Amore attraverso di te. A Lui sia onore e ringraziamento!".

27."O Mayano" – esclama Karmatha – "anch'io ti ringrazio; e non voglio contrapporre altro ai tuoi desideri, eccetto uno. Mai dovrai essermi servitore! Ti prego: sii mio amico, il mio caro fratello, al quale posso rivolgermi con fiducia. Con questo mi rendi un servizio migliore, e il Padre possa essere Colui che ti ricompensa. Quale fratello tuo voglio dimorare presso di te, voglio entrare ed uscire come mi aggrada. Soltanto, – non senza di te, Mayano, e senza la tua compagna Mallada. Con voi voglio e posso fare tutto ciò che porta al compiacimento del Padre".

28.Su questo, Mayano e Karmatha incorrono in una nobile gara, in cui ognuno cerca di concedere all'altro tutti i diritti, finché Urea mette a questo una buona fine e dice affettuosamente: “Il vostro reciproco amorevole fervore è ben accetto a Dio e – portato nel cuore – anche giusto. Ora però avete temprato bene la vostra arma dell’Amore, e Karmatha dovrà decidere chi ha la priorità, il donante oppure il ricevente”.

29.Karmatha risponde anche subito: “Mayano è qui il principale. Vedi, Urea, nella casa della conoscenza potevo essere io il padrone di casa. Qui è Mayano l'unico proprietario. Ma voglio essere presso di lui, a casa, come dal mio priore Raphael e Agralea. Anche qui devo solo imparare a conoscere tutto. Perciò è meglio che le cose rimangano come finora, ed io sia come un nuovo fratello di Mayano, il suo inquilino secondo l'Amore di Dio". – Uraniel elogia Karmatha, e dopo che lui e Urea hanno lasciato indietro la benedizione dei primi, essi percorrono di nuovo la loro via dell'Ordine della Creazione. Mallada chiama a raccolta la schiera dei fanciulli, poiché Karmatha deve parlar loro. Egli lo fa volentieri. Mayano gli ha fatto notare lo sviluppo delle piccole anime come anche la loro vita terrena.

30.Ora Karmatha parla a loro come segue: "Cari pargoletti, il primo sguardo retrospettivo vi mostra che siete i figli del Padre, come anche di essere vissuti prima nella Luce. Sotto alcune condizioni siete andati sulla Terra come piccoli cittadini della Luce, perché a questo vi spinse il vostro amore filiale. Il buon Padre accolse il vostro sacrificio, sebbene sulla Terra voi poteste operare poco. Per lo più operò Iddio attraverso di voi. Parecchi genitori terreni con la vostra morte in tenera età giunsero alla fede, alcuni perfino alla profonda maturazione che altrimenti avrebbero dovuto ancora aspettare. A qualcuno si dovette prendere il loro idolatrico prediletto, affinché dall'idolo non risultasse uno scellerato malvagio, per la cui ragione successero cose di due specie. La piccola anima venne così preservata da tale cattivo danno, e i genitori dalla giustificazione richiesta da Dio di poter provocare la rovina di un'anima della Luce.

31.In parte voi ancora ripensate con nostalgia. Per questo la vostra via al Padre è molto ostacolata. Dovevate attendere, finché era possibile andare ogni tanto sulla Terra in compagnia di angeli appositamente preposti per questo, per consolare padre e madre. Infatti, il legame terreno non si spezza così facilmente con l'ingresso nell'aldilà. Il vostro conforto può giovare anche se i genitori terreni non lo percepiscono chiaramente, finché essi stessi riescono a stabilire nel cuore un collegamento con il Regno.

32.Voi avete già chiesto a Mayano quando il Padre vi chiamerà a Sé. Portate in voi anche una buona umiltà e pazienza, la cui utilità si mostrerà solo quando guarderete in avanti, e non indietro. Ai rimasti sulla Terra si può portare vero aiuto solo quando troverete questo solido fondamento, fondamento che si può trovare soltanto presso il Padre. Egli tuttavia, oh, ascoltate, è già stato più volte presso di voi e non Lo avete né visto né sentito. Questo lo potete appena credere, ma quando ancora discutevamo, avreste potuto anche riconoscerLo. Il santo Amore-Ur vi attende nella Città propria di Dio! Là vuole stringervi tra le braccia, benedirvi, farvi ricchi; là dovete e potete sentire il santo battito del Cuore paterno. Perciò tutta la vostra attenzione deve essere rivolta a questo".

33.Un fanciullo già più grandicello interrompe Karmatha, ed esclama: "Tu sei un figlio della Luce, Karmatha. Ma come dobbiamo giungere alla Città di Dio, se non conosciamo la via? Noi già desideriamo ardentemente il Padre, lo puoi credere! Io non so se è compito di Mayano; ma perché egli non ci istruisce mai?". Con questa sommessa accusa, l'angelo del Sole è pervaso da una tristezza nel cuore. Lui e Mallada non hanno mancato in nulla e non sa ancora quale posizione prenderà Karmatha.

34.Il Padre, però, gli mostra i cuori dei due angeli, e Karmatha dice anche subito: "Mayano, non affliggere il tuo nobile cuore, nemmeno tu, o cara Mallada. Il Padre porta a giorno magnificamente il vostro operato! Ma voi fanciulli" – dice al gruppo – dovreste essere più maturi. Anche un piccolo cuore può avere miglior conoscenza se si sforza e non cerca un’attenuante da altri, ma in se stesso. Io ho detto che il Padre vi ha già parlato e voi non Lo avete riconosciuto. Sì, esteriormente non potevate ancora vederLo; ma qui" – Karmatha indica raggiante all'angelo – "attraverso la bocca di Mayano, Iddio ha parlato a voi! L'angelo non può tirarvi avanti con forza, ma vi ha indicato la via nella piena verità.

35.Fin dall'ingresso nel terreno della sfera neutrale vi stanno a fianco visibilmente degli angeli. Essi vi assistono, altrimenti non potreste già trovarvi in questa Casa del Sole, mentre sulla Terra, padri e madri piangono ancora per voi. Voi non siete nemmeno il primo gruppo che Mayano ha guidato bene. Pensate voi dunque che lui e Mallada non abbiano alcun desiderio di vedere ed ascoltare il Padre? Oh, riconoscetelo: essi sacrificano il loro desiderio nel servizio a voi pargoletti! E come ripagate quest’Amore, specialmente voi più grandicelli? – Con pensieri immaturi gli addossate negligenza terrena che nel Regno non esiste affatto.

36.Tu, piccolo portavoce, eri un giovane di 15 anni, e così ti rimane attaccato ogni sorta di mondanità. Certamente non ti sarà messa in conto l'immaturità, specialmente se cerchi di riparare il tuo torto. Osservate i vostri genitori della Casa; vi sorride incontro l'amore più soave. Questa è Grazia del Padre e voi Gli dovreste essere veramente grati. Ma anche alla coppia di angeli tocca la vostra gratitudine. Se essi lasciassero scorgere la loro tristezza, allora la Grazia di Dio non potrebbe agire perfettamente; infatti, Egli non benedice solamente voi che affliggete, ma prima, coloro che vengono afflitti.

37.Nella sala avete discusso del perché il Padre non si rivela personalmente. Questo è stato il vostro primo passo indipendente che avrà per conseguenza cose più grandi. Ebbene, chi di voi si sente più abilitato a contemplare già il Padre, si faccia avanti". – Qui il buon suggerimento è prezioso. Nessuno vorrebbe sentirsi più abilitato, ma tutti vorrebbero vedere il Padre. Il maggiore tra loro, spinto avanti dagli altri, non vuole essere da solo il preferito; anch’egli sotto questo riguardo ha ancora un timore troppo grande. Karmatha dice che l'Amore prende tutti allo stesso tempo nelle Sue braccia, ma quel fanciullo che giunse per primo nella casa di Mayano, sarebbe tra di loro il maggiore illuminato, e così il più abilitato.

38.Questo fanciullo, però, esclama improvvisamente con occhi raggianti: "Io so che cosa preferisce il Padre: nessuno del nostro gruppo può essere il primo. Noi vogliamo tutti insieme seguire il nostro caro angelo Mayano e la sempre buona madre del Sole, Mallada, e riparare per quello che abbiamo fatto prima di non giusto. Allora chiediamo: Mayano e Mallada, rimanete i nostri cari genitori celesti, finché possiamo arrivare al Padre. Inoltre" – il fanciullo bacia i due angeli – "anche il vostro desiderio viene così quietato e vedrete il buon Padre. Allora, io credo, entreremo assai presto nella Città propria di Dio, vedremo Colui che è l'Amore dei nostri cuori, ascolteremo la Sua voce che la nostra anima brama ardentemente".

 Questa è una buona preghiera. Karmatha rimane ancora un po' di tempo presso questo gruppo. Accadono abbondanti benedizioni, finché per le pure anime dei fanciulli è venuto il momento in cui il Padre sta in mezzo a loro e, con il Suo Amore, come con ali, li avvolge.

 

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Cap. 23

 

Qualcosa di sublime sulla santa Onnipresenza

Due fondamenti con differenti effetti

La sesta preghiera del Padre nostro

1.  Karmatha è maturato, una stupenda luce straordinaria irradia dallo sguardo puro. La preparazione al sacrificio, giunta fino a questa maturazione, trova la sua conclusione in una prova di vita, prova che nel Regno è molto più importante di quanto gli uomini possano sospettare. Essa non è solamente un piano di base per la prova di vita terrena, ma dal sacrificio cagiona la perfezione del figlio: la vera e propria Creazione di Dio-Ur! Tali prove della vita sono sostenute nella sfera del Raggio dell'Ordine, oppure in quella della Volontà, perché entrambe le Caratteristiche sono parti del potere del Creatore, dalle cui parti essenziali provengono tutte le Opere della Creazione.

2.  Con sguardo retrospettivo sulla sua evoluzione, Karmatha riconosce la meravigliosa onnipresenza di Dio, la pluralità delle Sue Rivelazioni, sempre adeguate al grado di maturazione del figlio. Dappertutto si riconosce la santa Divinità-Ur, sempre presente nell'emanazione di una o dell'altra Caratteristica della Sua sublimissima Quadruplice Essenzialità, com’è al meglio secondo Spazio e Tempo, non raramente subito personificata, e precisamente non solo per i gruppi, ma anche per ogni singolo figlio.

3.  Davanti a quest’emanazione di Luce egli rimane tacito e meravigliato; il Miracolo lo travolge. Può scorgere dal libero panorama della sua Casa della Conoscenza, la santa Dimora sacerdotale e, proprio allora, avviene l'ingresso degli angeli Mayano e Mallada con la schiera dei fanciulli. Ancora inginocchiato, egli ringrazia, esulta umilmente e s’inchina. Una nuvola si libra luminosa nella piccola stanza della preghiera, e una voce risuona da essa al suo orecchio:

4.  «Karmatha, Io ho compiacimento del tuo cuore. – Alzati e va verso la nuvola. Se apri porta e frontone a Colui che viene, la Sua Luce prenderà possesso di te, poiché hai riconosciuto che del nuovo sta dinanzi a te e sei disposto a sacrificarti ad esso. Sebbene l’impulso per la tua conoscenza giace nello spirito-infante che, come parte del Mio Spirito, possiede la facoltà, è certo sommamente importante che proprio questa conoscenza segua senza ulteriore Rivelazione con parole attraverso di Me. In questo caso Io sono solo lo Stimolatore. Come figlio che ha bisogno soltanto dello stimolo, gli è messa la conoscenza a credito come creativa proprietà personale acquisita, sia essa interiore oppure esteriore. Tutte le creature sono procedute da Me e, di conseguenza, unite a Me, riconosciuto o no, voluto oppure non voluto.

5.  Quest’unione è dappertutto, un impulso donante la Vita che risveglia nella giusta sequenza anche la conoscenza. Se un figlio si rivolge a Me liberamente nell’amore, allora basta che Io agisca spronando a poco a poco solo sull'operato. Tutta la proprietà così acquisita è il vaso più resistente in cui un figlio può mettere in opera la sua partecipazione al sacrificio.

6.  Tali conoscenze sono germogli assolutamente forti che mettono solide radici nel fondo del cuore e fanno crescere il figlio con loro. Anche la tua grande visione, che tu riconosci come un Mio dono, vale comunque come un‘auto acquisizione per via della tua umiltà d'amore, umiltà che Io non incorporo in nessun figlio, se non voglio far di lui il prodotto di un capriccio della Creazione. Qui tu hai tratto una conclusione errata, possibile anche nel Regno della Luce, appunto perché l’umiltà non è qualcosa di inculcato.

7.  Ma vedi, una tale conclusione errata è veramente il miglior tesoro della corona, non appena un figlio riflette la sua umiltà nella Magnificenza della Mia Sapienza. Infatti, l'umiltà non è una caratteristica che viene data da Me sulla via della potenza, ma una facoltà che è liberamente da sviluppare. Facoltà e forza diventano una stupenda unità, quando i Miei sette Raggi di Vita fondamentale servono loro per modello.

8.  La sequenza operativa delle Caratteristiche risulta da sé, perché quel Raggio fondamentale spiritual-naturale è il primo, nel quale un fanciullo fu dato alla luce. Dal momento che tu trai origine dalla Casa dell'Amore, presso di te e presso i tuoi fratelli e sorelle di Casa, l'amore sta anche al primo posto, ma esso non dominerà le altre caratteristiche. Una vitalità adattata perfettamente a Me riconoscerà sempre in Me il perfetto Santo-Ur, la sublime perfezione che solamente a causa dei figli rivela a parte i tratti dell’Essenza. Il predominio legato a Spazio e Tempo delle Caratteristiche, ri-promuove tutte le Opere alla sublime unione per i figli; poiché per Me non ce n’è bisogno davvero in eterno!

9.  Anche l’inconscio sentire, pensare e operare, soprattutto nella parte materiale della Creazione, là condizionato dall’inerzia dell'anima, soggiace allo stesso dominio per formare, da impulsi informi, qualcosa di formato. Una Legge immutabile rimane sempre esistente; ma la libertà cosciente garantita propria dei Miei figli si basa su fondamenti che possono essere sia immutabili che mutabili, ed il cui elisir della Vita della Creazione proviene unicamente dalla Mia Potenza-Ur.

10.Ogni Legge è un’emanazione del Mio Ordine-Ur, Ordine che è immutabile. Chiamarlo per questo, però, immobile, ostacolando il libero sviluppo, sarebbe visto in modo errato! Sul suo fondamento stabile si muove la Vita creativa secondo il piacere del cuore. Questo ti par chiaro, sebbene non lo afferri completamente. Ma perché Io te lo rivelo? Non è questo, inopportuno ed inattuale, nella sequenza della Legge?

11.Con la tua domanda percepita velatamente abbiamo un bellissimo esempio di una Legge immutabile con il motivo di condizione e libertà, secondo come cerchi di compensare la legge con la conoscenza. Tali Rivelazioni avvengono sulla via dello sviluppo oppure dopo la conclusione di un cammino nelle sfere o dopo il ritorno dalla Terra. Figlioli destinati ad un servizio superiore che, per così dire, rappresentano punti di raccolta di Luce, giungono ancor prima alla visione più profonda, appena questa si può riflettere nel loro cuore, anche se non la sentono ancora coscientemente. Allora su questo inizia la Mia Rivelazione che è motivata secondo la Legge attraverso la libertà della conoscenza.

12.Nel Principio della legge che i figli della Terra chiamano durezza, anche l’Amore è immutabile. Inoltre l'Amore severo è il servitore della Misericordia!! Dove dovrebbe andare a finire la Creazione se dovesse poggiare soltanto sul mutabile? Deve la Mia potenza di Creatore diventare una palla da gioco di umori cattivi? Nella materia agisce molto di più il fondamento immutabile, perché su tale base, in ultimo, è da ottenere la Misericordia! Se gli uomini si esaminassero con l’auto coscienza, allora possederebbero un buon fondamento da Me riconosciuto che apporterebbe, mediante entrambi le parti della Legge, nuove opere. E queste, Karmatha, sarebbero per la Terra, vere dimore delle anime per le sfere ascendenti della Casa della Conoscenza e nella Luce centrale del Mio Regno, la ‘Casa permanente’!

13.Vedi, i Miei primi si costruirono molte opere da se stessi ed usarono nell’equiparazione della Legge entrambi i fondamenti. Quando Sadhana non lo fece più e vide nell'immutabile un obbligo opprimente, proprio il mutabile divenne per lei l'immutabile, la sua libertà per obbligo auto formato. L'immutabile le divenne invece per mutabile, con cui essa perse ogni sostegno e precipitò nel suo abisso. Ma poiché non poteva cadere più profondamente di quanto sia la Mia base-Ur, allora il rigore della sua caduta fu la Mia Misericordia, poiché con questa Caratteristica Io l'afferrai nella Mia base-UR.

14.Non pochi dei Miei figli fedeli sulla Terra perdono spesso il miglior collegamento con Me. Dal momento che il loro cammino terreno avviene per Sadhana come via di partecipazione al sacrificio, non rimane esistente solo la loro parte celeste, ma questa diventa sempre più perfetta ogni qualvolta Mi portano il loro sacrificio. – Ora questo non lo faccio Io, Karmatha; Io fornisco per questo solo il materiale, vale a dire possibilità e capacità. Anche qui di nuovo immutabile e mutabile! La possibilità è fermamente data per tutti i figli, perfino per le pecore smarrite. Ma la capacità è mutabile, essa ha il suo su e giù nella propria Legge, nella quale è di casa anche l'immutabile. La capacità sviluppata verso l’alto, porta con sé la crescita della conoscenza e, con ciò, la proprietà personale di Luce collegata, mentre lo sviluppo cattivo, oppure perfino la capacità abusata con cattiveria, ha per conseguenza la discesa. Lo sviluppo è quindi mutabile; la sua conseguenza, tuttavia, immutabile.

15.Guarda i meravigliosi Soli! Muriel ha sviluppato – unito nel cuore con Sadhana e con i portatori di Luce – la forza della capacità. La sostanza primordiale e la possibilità di farlo venne da Me, era la gioia che Io donai loro. Ma fede, dedizione, fedeltà e volontà consolidata fece riuscire l'opera ai primi figli, e precisamente tanto più perfetta, quanto più essi riconoscevano in Me l'unico Creatore. La loro capacità ed amorevole umiltà stanno sullo stesso livello secondo la Creazione.

16.Tu hai già notato lo sviluppo di tutte le Magnificenze e domandi che cosa ne sarà se non c'è nessuna fine. Ebbene, la tua visione è in parte l'allargamento della tua conoscenza, perché l’esistente è da rivelare solo un po’ alla volta ai figli maturandi, poiché Io dischiudo attraverso la Mia parola una profondità dopo l'altra. Ma una minima parte ugualmente grande è un aumento dell'Opera che Io produco attraverso i Miei figli. Poiché, se tutto accadesse soltanto attraverso di Me, Io non avrei bisogno di figli coscientemente liberi, e Mi basterebbero delle pure creature; e né la Mia fatica di Creatore né l'opera del giorno dei figli otterrebbe mai una buona ricompensa.

17.Da questo riconosci i Fondamenti e le Leggi della condizione e della libertà, la cui compensazione copre per i figli la Mia Santità. Al suo posto giunge, non sostituendola, la Misericordia! La graduale penetrazione rimane immutabile nello già esistente, che è mutabile nello sviluppo. Questo già da solo è Legge.

18.Chi si piega dinanzi alle meraviglie della Mia onnipotente magnificenza creativa, riconosce anche la Mia Santità, attraverso cui un figlio ottiene il suo libero sviluppo. Con ciò, al posto di una guida rivelata, un figlio porta più avanti se stesso solo con l’aiuto di una guida creativamente condizionata. Esso ottiene così – autonomamente crescendo e spontaneamente – la partecipazione all'aumento di tutta la magnificenza di Luce.

19.La Legge condiziona quindi la propria attività, perché senza attività manca la forza energetica dell'opera, per la cui ragione l’inattivo si ferma. Riguardo a tutti gli operosi avviene per lui un rimanere indietro. – Anche questo non lo faccio veramente Io stesso, ma dalla libertà mutabile i figli si procurano il proprio ‘immutabile’ che per loro è un'apparenza, un inganno e una negazione della vita. Tu ti sei formato una buona base di Vita, perciò adesso entra nella Mia nuvola».

20.Quale beatitudine! Veramente Karmatha non vede la Divinità, perché la nuvola nasconde la Sua Santità; ma si sente come giacente nel grembo del Padre mentre tiene un dialogo benedetto. Egli anche non sa dove viene portato.

21.Karmatha si trova su un corpo spaziale[14], corpo che gli appare tetro e vuoto. Sebbene presuma che questo mondo gli possa significare solo un luogo di breve ospitalità; tuttavia lo assale un brivido. Si ricorda del dialogo nella nuvola e si arma con una profonda assai seria preghiera. Gli viene incontro un essere bello, ma senza luce. L'alta figura, uno sguardo di fuoco, lascia appena scorgere l'assenza di luce, anzi – da lei si sprigiona perfino un fascino. Karmatha sente un impedimento, impossibile possa abbandonarsi all'essere, nonostante la bellezza come agli angeli, ai principi o magari al Padre. Attende perciò con calma il seguito.

22.La figura gli si avvicina completamente e dice: "Karmatha, io ti conosco, ma tu non conosci me. Non essere meravigliato. Ciò che è nascosto agli angeli supremi, te lo voglio rivelare io, – poiché per te è riservato un primo posto nel grande regno. La tua meraviglia cresce. Bada però che io stavo già da tempo in collegamento con te. Ti prepari ad una via terrena che tu non abbracci con lo sguardo. Dio ha nascosto molto dinanzi a te; ma io ti voglio aprire gli occhi. Vieni! Ti mostro quello che ti porterà al grande sapere". – Karmatha indugia. Solo la consapevolezza di essere stato portato lì dalla nuvola lo convince ad andare insieme. La via verso il basso prende la forma di un volo spaziale. I flussi di luce diminuiscono, non perché rimangono indietro, ma la parte dello spazio a lui sconosciuta li inghiotte letteralmente. Si fermano su una stella con un po’ di splendore. L'essere indica la Terra.

23.“Là ti condurrà la tua via! La decisione è buona, perché andare volontariamente sulla Terra fa guadagnare i massimi doni. Tuttavia ci sono due vie di cui tu non hai assolutamente nessun presentimento, e sulle quali sta scritta la parola ‘destino’. Sulla Terra Dio non può essere vicino ad un singolo. Guarda che confusione! Dov’è la Luce? Qui e là lampeggia appena una scintilla. Tu qui non percepisci ancora il pieno irraggiamento dominante che non ha nulla a che fare con la cosiddetta Luce. Tu sei disunito e credi di poter perdere qui la Luce che conosci. No, Karmatha, qui essa non c’è! Poiché quello che vedi, è il mio regno. Sono io il vero dio che sta al di sopra di quell'Essere che tu finora hai riconosciuto come Dio. La mia forza vivifica le Creazioni fino all'infinito, anche quel Regno dal quale tu sei appena venuto.

24.Tu non comprendi i rapporti, per te sono contraddizioni. Il tuo ‘Dio’ mi considera come Suo nemico vitale. Egli accoglie, quale Essere finito, per vero inconsapevole, la mia irradiazione, e si crea delle Opere. Per la prova di questo io non rimango debitore. Se il tuo Dio ti ama veramente e vuole conservarsi te e per gli altri esseri, perché vi manda via, e proprio nel mio regno della Creazione?

25.Ti spaventi? Non hai mai sentito ancora nulla di un nemico di Dio? Se però Lo incontri prima che vai sulla Terra, chiedigli di lui. Egli non vorrà farti sapere il nome, il che rivela la Sua impotenza! La mia irradiazione vi tira fuori dalla sfera di potere a Lui assegnata; ed Egli non può far nulla contro, se non mostrarvi una falsa immagine, chiamando questa, vostra ‘partecipazione volontaria al sacrificio’. Egli ti fa percorrere vie difficili, dovrai essere un perseguitato dal destino. È questo, amore? Si insinua un dubbio giustificato nel tuo nobile buon cuore. Se vi ama, perché non potete rimanere presso di Lui? Ha un bell'amore che si appella all'eternità, ma vi lascia percorrere vie sofferenti! Ma il perché dovete soffrire tanto, non vi è stato ancora svelato.

26.Iddio parla spesso di un inafferrabile-Santo che Egli prudentemente non svela. Guarda la verità, poiché appartenendo al regno secondario, sulla Terra ti colpirà il destino; infatti, la meravigliosa irradiazione terrena cade solo sui suoi alti discendenti. Dio non può farci nulla! Finora la maggior parte di voi è rovinata e morta! Dove sta l'aiuto di Dio? Nessuno di voi sulla Terra sa da dove venga, né dove va, né il perché deve gustare a fondo tutte le tristezze come ‘trastullo di pesanti capricci del destino’, come un verme abbandonato dal suo Dio. Miseria sta alla destra e bassezza alla sinistra; la fame sta alla vostra tavola e necessità è il vostro compagno di casa.

27.E ora il peggio! Quando la Terra resterà dietro di te, allora non troverai più il Padre affettuoso e mite, ma un severo Dio vendicatore, perché tu – privo di ogni mezzo interiore ed esteriore – non hai obbedito alla Sua Volontà! Ti stanno davanti tempi tormentosi, poiché non ti si aprirà il promesso ‘luogo permanente’, bensì un eterno inferno, dal quale non verrai più tirato fuori. È finita con luce e beatitudine! Senza aiuto, senza scopo e senza meta esistenziale tu sprofonderai in un crepuscolo, senza tuttavia perdere il tormento della coscienza. Questa è poi la ‘via dell'eterna gioia’ a te promessa!

28.Io invece ti mostro una meta migliore. Già sulla Terra dovrai dominare il destino. Io ti sono un buon amico, perciò dovrai possedere la ricchezza del mondo, al posto di vuoti raggi di luce nell'animo senza aiuto. Per vero, dovrai prima passare attraverso le mie sfere e attraverso la Terra, perché tu, dal regno secondario sarebbe impossibile possa metterti alla pari con me. Credimi, altrimenti mai ti lascerei andare su questo piccolo e brutto pianeta. Ti voglio mostrare la via destinata a te dal tuo Dio e quella ben preparata da me”.

29.L'essere conduce Karmatha in una casupola, nella quale alcuni uomini portano il loro Dio nel cuore, ma chiamano loro proprietà appena il necessario. Concordi vivono insieme, e Karmatha vede nell’angusto spazio una Luce. Gliela fa notare, ma l'essere la definisce un inganno, perché Karmatha non comprenderebbe le leggi della Terra. Questi contempla la luce a lui veramente un po’ non chiara, e gli uomini pacifici che per un pane secco ringraziano il loro Dio e Padre. L'essere conduce Karmatha velocemente in un grande palazzo, dove stanno tesori, potere e onore. "Questi sono figli miei" – dice la guida. – "Ora fa un paragone: in quella casupola c’erano uomini abbandonati da Dio al quale pregavano. Questi qui non adorano me, perché non lo voglio. Questo è servile! Ma quanto li rendo ricchi!".

30.Tutto questo sembra molto inequivocabile. Karmatha si trova tra la pretesa decisione di abbandonarsi all'essere, oppure resistergli. Egli sente: “Soltanto i tesori del Cielo conquistati da sé sono il proprio aiuto nella difficile lotta!”. Veramente, non è abbandonato anche lui da Dio, come quei poveri uomini della casupola? Il tenebroso stimola i dubbi. Separato dalla luce, ha l'aspetto della verità. Karmatha non sa che l'essere è uno di quei demoni che dopo il ritorno di Lucifero usurperanno il dominio, l’uno rovesciando o innalzando l’altro, come sulla Terra lo fa il potere con i potenti, e che questo diavolo dal nome ‘Legione’ si chiama anche ‘Lucifero’.

31.Karmatha osserva ancora una volta i poveri e i ricchi, e alla fine dice: "Tu, essere! Ancora Io dubito che tu sia più grande di Dio, il quale mi è sempre venuto incontro affettuosamente. Le tue immagini per vero non mancano di evidenza, ma tu garantisci della loro validità, secondo la legge, anche oltre la Terra? Vedi, Iddio porta dei garanti! Tu mi chiami uno venuto dal regno secondario. Ebbene, se già esistessero due regni, cosa che io trovo incredibile, allora il Regno della Luce è certo veramente il dominante. Molti abitanti della Luce sono stati sulla Terra, alcuni perfino più volte; e tutti ritornarono, perché io ho parlato con loro. Essi vivono felici e non in uno stato crepuscolare tormentoso come mi hai mostrato tu.

32.Deve essere perciò velato dal Potere amorevole del Padre, forse a causa di Leggi sante, spingersi fin qui e proteggere i Suoi, ben più interiormente che esteriormente. Anche nella povera casupola non è stato un inganno. Li imperava la pace, e l'amore univa quegli uomini. Al contrario, nel palazzo c'erano attaccabrighe all'ordine del giorno e ci si batteva pure. I suoi lavoratori erano tenuti peggio degli animali domestici. Se hai detto il vero del tuo potente regno, perché quelli del palazzo sono così duri e scortesi e senza nessun calore nel cuore? La cosa è da riflettere. Perciò dammi solamente tempo".

33.Legione adesso non incalza Karmatha – perché impotente – bensì lo lascia solo. Egli sente figure di Luce che circondano Karmatha. Le considerazioni di Karmatha, influenzate dalla Terra, sono in qualche modo turbate. Tuttavia si aggrappa saldamente a ciò che gli è rimasto di celestiale. Per questo può penetrare in lui anche una buona voce, l'aiuto in cui crede. Questa dice:

34.«Il vincolato ha ragione affermando che anche il tuo percorso terreno sarà circondato da parecchie preoccupazioni e privazioni, ma pace e suprema santa Grazia saranno la gioia del tuo cuore e del tuo lavoro. Esamina tu stesso e scegli!». Già adesso Karmatha è sopraffatto da un raggio di pace; egli va dall'essere, gli porge la mano amichevole, e dice:

35."Vengo con te, se prima vieni tu con me dal Padre mio. Se lo fai, allora io ti accordo pienissima fede; se non lo fai, allora la nostra strada si divide". Il Cielo si rallegra del giudizio chiaramente assennato di Karmatha. L'essere invece va in collera, perché può scorgere la missione terrena di Karmatha ed era disposto a disturbarla fin dal principio. La vittoria ancora non è persa, apparentemente acconsente, perché spera così di trovare fiducia. La via conduce entrambi alla nuvola. Arrivati lì, l'essere comincia ad imperversare e a gridare; vuole afferrare nelle sue grinfie Karmatha con violenza. Stando però immediatamente sotto la protezione della Luce, Karmatha si rinfranca ed esclama:

36."O ipocrita razza infame, mi volevi rovinare! Ma l'Onnipotente Raggio di Dio era sopra di me. Sì, io ho ponderato se tu potessi forse aver ragione, perché venisti a me come naturalmente. Prendi questo per conoscenza: se tu sulla Terra mi renderai la via ancora il più possibile pesante, io sono certo che non potrai caricarmi più di quanto il Padre mio vuol farmi sopportare.

37.A te sono posti limiti più grandi di quello che immagini. Io rimarrò eternamente presso il Padre; ma dove andrai tu? Vedi, io ti consiglio di tornare indietro. Voglio pregare il Padre, affinché tu possa entrare un po’ nella nuvola, allora saresti per sempre salvo e sanato". Karmatha cerca con mano assai soave di condurre l'essere verso la nuvola, ma questi si separa e fugge con grida orribili. Allora egli è triste di non aver portato alla Luce il misero essere. Ma l'eterna voce dice consolante:

38.«Non ti affliggere, Legione non può ancora ritornare, perché è ancora troppo tenebroso, ma anche il suo tempo verrà. Tu hai scosso gravemente la porta della sua prigione, e la tua via un giorno l’aprirà». – Poi la nuvola porta Karmatha indietro nella sua Casa della Conoscenza.

 

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Cap. 24

 

Tutto ha il suo giusto posto

Portato a Casa dal portatore dell'Amore

1.  Karmatha va nella stanza della Casa del Sole; vuol ringraziare il Padre. È molto contento di trovarvi Raphael, al quale si getta tra le braccia piangendo d'amore. Raphael lo stringe sorridendo al suo cuore. E quante domande che ha: del Padre, del luogo santo, dei principi, di Sama e di molti fanciulli.

2.  Raphael risponde:  “Karmatha, caro figlio del Padre e del Cielo, ciò che muove il tuo cuore lo vedrai tra breve. Il Padre ha benedetto la mia via verso di te. Presto sarai maturo e avrai molto da vedere come pochi figli, che qui, e principalmente nella materia, hanno da eseguire i più gravosi lavori. Ma da ciò non c'è da cogliere nessuna preferenza. L'Amore paterno è uguale per tutti, per i piccoli come per i grandi, per i primi come per gli ultimi, per i celestiali come per gli smarriti. Tutti sono subordinati all’Amore sublime che è tanto immutabile nel Suo donare, quanto nella condizione della sua corrispondenza di legge. Certo, tu sei più avanti in molto, ma sii assicurato: la misura di ogni figlio si riempie fino all'orlo non appena raggiunge la perfezione nella rispondenza. Nulla si compie nel ciclo della Creazione senza precedenti disposizioni. Queste, tutte insieme, sottostanno alla meta posta immutabile ad ogni mutevole libera vita, le cui singole mete imprimono la libertà. Tu impari a riconoscerlo quando la chiarezza del Santo Spirito sacerdotale ti ombreggia. Per raggiungere questo ci vuole ancora il passaggio nell'ultima sfera, la Casa della Misericordia.

3.  Io ti voglio istruire. Vedi, noi sette Spiriti di Dio, i custodi, anziani e angeli di comando, secondo la tua giusta opinione stiamo su tutti gli altri figli. Questo è giustificato, ancorato in una disposizione. Non è però dato perché noi stiamo nel diritto di preferenza dei primogeniti, ma unicamente per via del compito che possiede nella meta della Creazione la sua immutabilità. Il nostro lavoro adempiuto è anche la meta postasi dal Creatore stesso, e il tuo stesso dovere raggiunto è altrettanto una parte della stessa.

4.  La nostra partecipazione sarà inclusa alla sera di un Giorno della Creazione, specialmente alla sera dell'ultimo anno, nell’inconcepibile magnificenza nell'Opera completa. Come ogni sole, ogni stella, anche i più piccoli pianeti possiedono la loro personale meta di perfezionamento, così anche ogni figlio. E inoltre: come le immagini dei soli di tutti i sette circuiti provenienti dalla magnifica, vivente ruota della Creazione si uniscono meravigliosamente, così la parte di ogni figlio è la vera e piena partecipazione della produttiva Opera-Anno-Ur.

5.  Tutti i corpi dello spazio ricevono la stessa Luce, la sostanza vitale proveniente da Ur, conformemente alla loro grandezza e compito, come la possiede questo Sole Centrale oppure il nostro dominante Sole Centrale primordiale. Essa fuoriesce dal Sole-Ur, il quale ha soltanto la medesima specie di Luce. Solamente i grandi soli non rendono in nessun caso l’immagine della Creazione, bensì tutti i corpi dello spazio messi insieme mostrano la magnificenza della Volontà del Creatore. Proprio così e non diversamente anche noi figli, grandi e piccoli, riempiamo quegli spazi della destinazione finale prestabilita dalla sublime santa Sapienza. Questa, giacente nelle potenti mani del Creatore, è la sublime meta stessa. Né spazio né tempo che l'Onnissanto mette al servizio dei Suoi figli gioca alcun ruolo. Poiché il limitato è per il loro sviluppo meravigliosamente libero. Per questo motivo perfino l'alta meta stabilita nello stesso tempo non è conforme alla legge né condizionata nel fondamento, altrimenti la libertà creativa penderebbe al vincolo dell'irrevocabile Volontà di Dio.

6.  L'immutabile fondamento dell'Opera ha delle Leggi mutabili, attraverso le quali l'alta meta sorge liberamente. Al contrario, le Leggi nel fondamento flessibile della libera volontà sono immutabili, perché altrimenti i figli potrebbero perdersi. Guarda la caduta! Sadhana infranse volontariamente le buone disposizioni di legge con sue azioni liberali, e in tal modo perse il fondamento della libertà. Per lei entrambi divennero la conseguenza immutabile della sua caduta. Solo nello scambio reciproco dei fondamenti e delle Leggi, l'alta meta di un ciclo di Creazione o Anno-Ur diventa magnificamente manifesto.

7.  Se ai figli è rimasta riservata la legge della libera volontà, allora deve essere mutabile perfino la grande destinazione della Creazione. Qui tuttavia sono dati soltanto i relativi tempi di spazio per i singoli giorni; non può estendersi all'alta meta nell’ultima volontà. Per questo ogni Potere, Forza, Potenza e Potestà rimangono in Dio solamente, che Egli però sottopone nel servizio ai figli, nonostante la disposizione immutabile! Da questo risulta la Sua unica vera attività, la "santa Protezione", dalla quale si formano per il figlio, corpo, tempo e spazio, sempre nuove possibilità di vita con la libera capacità a loro appartenente.

8.  Ora la cosa principale! Per nostra beatitudine possiamo contemplare i segreti più meravigliosi, attraverso i quali veramente la nostra capacità aumenta e si perfeziona nelle possibilità di sviluppo offerte. Noi primi ci lasciamo scrivere questo nel cuore, ma non ne tendevamo le mani, eccetto Sadhana! La nostra massima sapienza sta nell'accogliere con gratitudine tutte le cose nel governo della Creazione appartenente al Santo-Ur! Noi non desideriamo sapere per splendere, ma per apprendere una giusta adorazione col cuore. Così siamo indipendenti soltanto nella santa mano del nostro Creatore!

9.  Anche la tua via sta come tracciata, e sebbene nessuno ti costringa, la tua libera volontà si inserisce nello sperimentare che tu, né sai in anticipo, né puoi ancor meno decidere. Il nuovo arriva sempre di sorpresa, e nel viverlo diventa la naturale beatitudine, alla quale ti dai come ad una mano fidata. È la santa conduzione, la fedeltà immutabile del Creatore, oppure: le condizioni riservate più favorevoli di Ur! Il Padre procura dall'immutabile il mutabile; Egli non costringe nessun figlio su sentieri prescritti, lo tiene soltanto nella Sua mano. Abbastanza spesso Egli segue i figli ostinati, perché la Sua mano mai li vuol lasciare!!

10.I Raggi guidanti e raccolti, accompagnano in parte nella materia ogni figlio della Luce. Per i poveri figli di questa, invece, potendosi raccogliere solamente raggi negativi non equilibrati, vengono raccolti nel Regno dei raggi positivi incrociati, senza i quali essi non sarebbero in grado di vivere nella loro stessa sfera. Di rado si fanno incarnare volontariamente, ma il ‘loro tempo’ provoca la conduzione di Grazia, poiché la mano del Creatore li sostiene anche, in verità da loro inconsapevolmente e non voluto.

11.Questo per ogni creatura è l'Amore di Dio che dà questa compensazione: il Creatore nella Sua santa Essenza-Ur e la Sua Creazione non meno santa! Chi ne disprezza anche soltanto una minima parte, disprezza il suo Maestro, la cui Santità la creò! Chi nel su e giù del magnifico grande sviluppo non vede l’incessante ascensione verso la perfezione, non riconoscerà mai il ‘sublime Governo dell'Amore’. E chi nell'ultimo di tutte le cose non avverte la parte essenziale del grande Creatore, non contemplerà mai il Creatore, nemmeno nella veste del Padre!!

12.Il Creatore governava dapprima nella magnificenza della libertà incommensurabile della Sua Volontà, dalla quale innalzò il fondamento dei Giorni della Creazione! Perciò, Karmatha: onora nel divenire ed esistente il santo Governo, allora l’adempimento, in cui giace nella piena Verità la Rivelazione di Grazia della Divinità, ti sarà manifesto! Agli stolti della Terra Iddio rimane un eterno mistero; la benda per gli occhi del loro sapere li acceca. Essi non vedono la loro tenebra nell'oscurità del loro intelletto mondano!

13.Tu un giorno non porterai alcun velo, perché l'insegnamento proveniente dalla Luce ti sarà divenuto una buona sorgente di vita. Quando sarà il tuo tempo, il tuo spirito penetrerà in regioni più alte e non si occuperà del conflitto degli intellettuali mondani, i quali come ciechi si riservano la prova. Oltre il tuo tempo, perché ogni profeta oltrepassa il proprio limite, mostrerai grandi sentieri, esso anche non può essere ancora l'ultimo, poiché lo sviluppo spirituale sulla Terra è legato allo sviluppo del tempo. Il tuo ‘andare avanti’ sarà certamente un importante Atto di Grazia che accadrà solo per un certo tempo sulla Terra. Serbati l'umiltà e non pensare che sarai il portatore di un Atto di Grazia, bensì il Signore l’avrà portato attraverso di te!”.

14.Karmatha quasi non sa come deve ringraziare per questa bontà. Egli la chiama ‘un dolce portare’ e chiede spontaneo che Raphael lo possa portare ancora una volta, come un giorno quale fanciulletto. Quale grande umiltà si trova in questa preghiera. Una benedizione della Creazione non ancora vista viene su Karmatha, benedizione che la povera Terra un giorno accoglierà. Raphael lo stringe gioiosamente commosso nelle sue braccia; leggero lo alza, spiega le ali argentee scintillanti che diventano visibili soltanto simbolicamente nello spirito, e porta Karmatha su, alla Città d'oro.

15.Con i primi, ed alcune schiere beate, essi attendono il Padre. Meraviglioso splende il Suo sguardo soavemente misterioso, e con parole d'amore Egli benedice i figli, piccoli e grandi. Le schiere vengono affidate ad un angelo del comando che, con gioia riconoscente, le conduce nel suo sacro boschetto solare a causa della funzione. Dio si reca nel Santuario seguito dai Suoi "cari grandi", come volentieri li chiama. Tra loro si trovano anche Karmatha, Sama e una schiera di giovani e giovinette maturi per la Terra.

 

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Cap. 25

 

L'Ira, avvolta in Periodi di Grazia

Un santo Seminatore

Mackarat – Lutero

1.  In un silenzio adorante, i primi circondano il Trono di Grazia e il santo Focolare di Dio, ai cui angoli stanno i quattro guardiani. I volti di tutti splendono in una sublime serietà come riflesso del peculiare splendore di Dio. Egli indossa la veste del sommo Sacerdote Melchisedec, il che fa sempre sentire agli angeli i brividi dell'umiltà. Ciò nonostante, nel riflesso del Sole-Ur, le fiaccole e i candelabri stanno dritti, pronti, per eseguire all’istante gli Ordini del Creatore. Karmatha si sente come un nulla in questa magnificenza celeste che, semplicemente, lo schiaccia. Uraniel e Gabriel, tra i quali egli sta dinanzi al Trono di Grazia, posano le loro mani sulle sue spalle, affinché, nonostante la non diminuita umiltà, l'avvenimento possa agire su di lui. Subito il Santo rompe il silenzio e dice:

2.  «Figli del Mio Amore e della Mia Verità! È imminente una svolta all'Opera che voi vedete nel fuoco della fiaccola. Io ho compiuto il Mio cammino sulla Terra in modo che il fondamento del Golgota avrà la sua alta Meta non sminuita. Ho acceso la Mia santa fiaccola nel Mio sangue; essa non verrà mai più spenta! Ma la libertà, usata sulla Terra e nel luogo dell’esilio, contro ogni Grazia, provoca su di essa lacrime, sofferenze mortali e persecuzioni, da paragonare alla Mia sofferenza sulla croce. E nel Mio Nome il Mio Vangelo è venduto per denaro, e le preghiere hanno costi da usura! La Mia sublime parola d'Amore è avvolta nei panni della morte sotto vesti preziose, e ciò che predicai lo calunniano con la loro azione. Ma non devono sbagliarsi! Quando il Mio Amore batterà nella Legge, non si risentirà nulla della Mia Mansuetudine!!

3.  La Mia figlia della Creazione[15] è stata vinta dal Golgota, ma la materia abbisogna di Spazio e Tempo per l’appianamento. Per lei la severa Legge del Mio Amore traccia cerchi di libertà sempre più grandi, nella cui illimitatezza lei si urta per prima nei suoi stessi limiti! In questa libertà dilapida la forza e le sue capacità, e in tal modo crede che la Terra non diventerà mai povera. Oh, no! Anche la seconda costruzione della torre di Babele troverà la sua fine, poiché le Mie sante condizioni raccoglieranno di nuovo tutto il lapidato. Quando la torre sarà distrutta, le anime della materia dovranno riconoscere l'amarezza della loro povertà!

4.  Ma il Mio Amore, deve agire soltanto nella Legge?! Il resto dell'inferno sarebbe da abbandonare se non ci foste voi, figli del Mio Regno che siete divenuti il ponte tra la Mia Santità e la Mia Misericordia. Nondimeno, nel Sacrificio-Ur, Io eressi fin dal principio la Mia Via della croce come pilastro della Grazia, senza il quale nessun ponte sarebbe stato possibile. Ora esso esiste da gran tempo, e così perfino la profondità è da liberare nella Legge. Quindi la Misericordia porta continuamente su di voi Luce per la Terra a rischiarare le tenebre. Ora Io porterò una grande Luce, poi una più grande, e ancora un’ultima sulla Terra, anche se adesso non come Figlio dell'Uomo, ma attraverso figli fedeli.

5.  Se non ci fosse sul Mio pilastro del sacrificio il ponte della Grazia generato da incalcolabili sacrifici dei figli, in verità, la Mia adirata Santità non lascerebbe sfuggire nessun demonio o uomo maligno dal carcere della sua colpa! Il sacrificio del Mio Amore viene schernito; sulla Terra si conosce pure una caricatura dell’Essere-Ur, ma non Me!! E i Miei figli fedeli possono solo molto difficilmente conservare la loro fede. – Non sono andati tutti gioiosi? Nessuno ha scansato il sacrificio per amor dei perduti! Guai ai malfattori! Chi lascerà passare l'ultimo tempo, dovrà subire la giustizia: occhio per occhio, dente per dente! Quanta sofferenza versano le loro mani, tanta verrà a loro misurata! Ancora devono splendere le Luci della Grazia per amor dell'aiuto.

6.  Ora annunciate, voi grandi: come va fermata la maligna attività? Voi avete preservato la vostra fede in Me, la cui forza attingete dalla Mia fedeltà. Le vostre vie sono sempre state importanti ed avete riportato grosse pietre. Nondimeno voi sapete che per Me non vale solamente il grande, ma il tutto di una via! Forse la via dei piccoli prediletti è da considerare meno, perché rispetto alla loro piccola anima il bene riportato è poco? Oh, la vostra massima gioia è quando un figlioletto porta il suo piccolo legno da costruzione. Infatti, anche questo è e rimane un pezzo intero! E questo è l’importante! Perciò Io riconosco le grandi vie come Creatore, ma come Padre, le vie di tutti i figlioletti.

7.  Adesso parlo a voi come Padre, come Dio e Sacerdote Melchisedec, ma pongo la Mia domanda come Creatore, perché voi siete grandi collaboratori sul vasto campo della Creazione con consapevole responsabilità. Io rispetto le vostre parole e la verità del vostro cuore». I principi vengono avanti.

8.  Uraniel alza la sua destra e dice: “Eterna santa Divinità! Padre! La Tua Misericordia, che è superiore a tutte le Opere, possa pervenire dall’instancabile grembo dell'Amore, sostenuto dalla Pazienza. Coronalo con la Tua Serietà e adornalo con la Sapienza. Nulla è l'agire dei tenebrosi! Il Tuo Sole-Ur genera Vita, che viene eternamente concepita come ‘Azione’. Nella Volontà della Misericordia fa divenire pacifici gli ostinati uomini maligni, finché andranno su un pascolo con gli agnelli buoni e, meravigliosamente, il Tuo Ordine assicurerà il diritto di salvezza alla Tua Meta sublime! Poiché, anche le anime povere Ti sei scelto per figlioli. Perciò accendi dal Tuo eterno ardore la nuova fiaccola per la Terra!”.

9.  E Dio risponde: «Hai detto bene, portatore dell'Ordine. Ma la Mia fiaccola Sadhana, accesa all'ardore dell'eterna Luce primordiale, non può essere il suo portatore, poiché essa è ancora lontana, sebbene intenzionata su una grande via del ritorno. È vero che il pieno Raggio della Verità non può colpire la Terra, non lo sopporterebbe nemmeno, ma il portatore della fiaccola deve essere a modo suo perfetto, perché solo attraverso un tale perfetto la Mia Luce è da guidare, anche se l'irradiazione sulla Terra avrà le sue mancanze. – Ebbene, chi vuole? Chi deve essere il portatore della Fiaccola?».

10.Il primo guardiano del santo Focolare, Orytam (Adamo), prende la bilancia dall'Altare superiore e dice: "Sublime santo Amore! A Te sia Gloria e Onore! L'oscurità ha raggiunto la sua misura, ma Tu, Padre della Misericordia, scegli il fedele che a Te sia servibile! – Noi non possiamo nominarci da noi stessi, lo puoi soltanto Tu, Eterno-Santo! Pesa però dapprima gli uomini e l'inferno. Se questo supera di peso, allora risparmia ancora quel portatore, poiché le seduzioni sono grandi. Ma se l'umanità volge in basso, allora rigettala dinanzi al Tuo volto. Separa da essa i figli della Luce e fa sentir loro la Tua Divinità. Poiché santo è il Tuo giudizio!".

11.I 24 Anziani versano le loro coppe per metà nel piatto destro e sinistro della bilancia; nel piatto dell'umanità non manca molto. Il quarto guardiano, Rayutam (Abele) gli versa sopra l'oscurità. Dio dà il piatto sinistro riempito ad Orytam e gli angeli lo prendono l’uno dopo l'altro nella mano destra. In chi si mostra una croce luminosa, questi dovrà essere il prescelto. Mackarat, il secondo guardiano, riceve il segno. Un santo alleluia diventa un potente fremere che echeggia nelle volte e si rifrange al margine di tutta la Creazione. Melchisedec benedice i Suoi Figli, chiama a Sé Mackarat, gli impone le mani e dice: «Mackarat, l'Amore di tutti noi ti ha scelto! Vuoi tu, quale Mia fiaccola, portare ciò che l'Opera di redenzione ti addossa?».

12.Solenne, Mackarat s’inchina; venerazione colma il suo cuore, ed umiltà l’anima sua. Affondando lo sguardo negli occhi di Dio, egli risponde: “Lo voglio!” Allora viene sollevato da una mano invisibile e, ad un tratto, sta in ginocchio accanto ad Ur, proprio vicino al Trono di Grazia. Egli nasconde il suo volto nel grembo del Padre e lo avvolge una pace inconcepibile.

13.Il Signore però dice: «Mackarat, ancora una volta la tua via sarà difficile, nell’interiore e nell’esteriore. Dovrai imparare a dominare il tuo io umano e dirigere armi invisibili contro i tuoi nemici. Pochi amici sospetteranno chi si cela in te, e il mondo ti chiamerà Belzebù. Dovrai opporti a principi e potenti, da solo tra branchi neri di lupi umani. Il tuo corpo s’ammalerà e l'anima spesso si scoraggerà; ma il tuo cuore porta la spada di Michael come un tempo il mantello di Elia. E il tuo spirito unito a Me porrà resistenza, fin dove il tempo della Terra lo permetterà. Ora esaminati, fedele guardiano». – Mackarat guarda ancora una volta profondamente negli occhi di Dio, scende al primo gradino del Trono e dice: "Io mi esamino, santo Creatore e Padre! Che cosa domanda il guardiano chiamato da Te sull'alto pinnacolo delle tenebre e dei terreni, se essi riconoscono il suo sentiero oppure no? Forse, secondo corpo e beni? Io vedo solamente il sentiero illuminato nuovamente dalla Tua Misericordia, per la benedizione dei Tuoi figli, per l'aiuto degli smarriti!

14.Ciò che io mancherò come uomo sulla Terra, possa Tu, o clemente Padre, perdonarmelo.  Mi si metteranno parecchie trappole, ciò nonostante andrò per la via proveniente dalla libertà di decisione; e anche come uomo mi guiderai nel Tuo Cuore paterno. Metti al fianco mio la Tua bontà; la Tua Grazia mi possa proteggere; la Tua Luce splendermi; e la Tua Volontà agisca su di me. Amen". – Un "Amen" echeggia come preghiera per Mackarat e un "Alleluia" come lode di ringraziamento per il Padre.

15.«Amen! Sii benedetto, Mackarat! La Mia destra ti guiderà e la Mia sinistra sarà il tuo sostegno, il bastone da pascolo per gli agnelli e il bastone di percosse per i caproni! Uno molto fedele dovrà essere il tuo spirito protettivo, Zuriel, il Mio portatore della Sapienza». Zuriel va al Trono di Grazia e mano nella mano con Mackarat, entrambi, ringraziano con l’ardore d’amore nel cuore.

16.Dopo, Dio chiama Karmatha a Sé, e dice: «Mio Karmatha! Anche se non completamente comprensibile, riconosci comunque che la tua via senza Mackarat non sarebbe possibile. Egli è il precursore per la tua missione terrena. A grandi emissari precedono grandi messaggeri, qui perfino uno più forte di quanto lo sei tu stesso. Anche a Me precedette il Mio potente principe Michael, per vero non incarnato, perché altre Leggi dovevano operare col Mio cammino terreno. Lo Spirito di Michael non avrebbe nemmeno mai chiesto se Io fossi Colui che doveva venire. Ma anche Pagriel[16], il battezzatore, che ora china il suo capo dallo sguardo splendente, non ha domandato da sé; attraverso di lui venne la voce a tutti in attesa, i cui credenti ed esitanti allo stesso tempo, speravano nella Salvezza.

17.Da tale ‘precedente prontezza nel servizio’ è da riporre nel granaio il più bel raccolto della Creazione, poiché è dalla semenza del seminatore che il mietitore trova il suo raccolto! Ma anch’egli, se vuol essere un buon coltivatore sui Miei campi, deve spargere dal suo raccolto di nuovo la più abbondante semenza, affinché non ci sia nessun incolto, ma di volta in volta maturino frutti pieni. Infatti, i Miei figli sono tutti dapprima mietitori e poi seminatori; Io invece sono il primo Seminatore e l'ultimo Mietitore!!

18.Io un giorno destinai al misero uomo della Creazione buona semenza, innanzi tutto quella della longanimità. Ma Babilonia la ingurgitò, senza restituire in cambio del bene. I raccolti divennero con questo più poveri, necessariamente anche la nuova semenza, finché rimasero soltanto steli invece che covoni, da paragonare alla misera zuppa di lenticchie. Allora Io stesso M’incamminai con il Mio santo paragrembo da seminatore, per portar qui nuova preziosa Semenza alla materia. Io la sparsi sul loro quadruplice campo agricolo, di cui una parte rimase Mia porzione di Luce. Tuttavia la Mia seconda pesante semenza non poteva crescere ad un tratto, necessitava di spazio e tempo, se il seme doveva portare ciò che esso porta in sé.

19.Io l’ho sparso abbondantemente, affinché i Miei figli della Luce potessero avere per il mondo e per sé del raccolto benedetto e fertile semenza, per quanto avesse l'apparenza come se molto fosse rovinato. Dal momento che l'autore della materia egli stesso non è più all'opera, allora i suoi piccoli seguaci possono tranquillamente abbaiare come cani rabbiosi. Il loro tempo è stabilito, quando Io, quale primo Seminatore, terrò l'ultimo raccolto!

20.Con la Mia seconda Seminagione Io ho spezzato il più forte pilastro proveniente dalla caduta, ed i Miei buoni servitori agricoli, altri. ‘Legione’ sarà quel pilastro che tu, Karmatha, potrai spezzare; e con lui cadranno in molti! Perciò tu stesso dovrai diventare un forte pilastro, per rovesciarne uno potente, dell'oscurità. Io ho aperto per il figlio Mio la porta della Creazione, ed i Miei messaggeri devono far saltare le porte delle carceri per gli altri relegati. Io portai il Mio pane e il Mio vino a quest'unico figlio, e in tal modo, naturalmente, a tutti gli altri, al posto delle corruttibili giudicate lenticchie. I Miei buoni collaboratori portano frutti ed olio agli ammalati e ai poveri affamati. Quindi stai attento! Ora ti si aprirà la settima Casa dell'angelo. Mantieni il tuo voto, come il Mio Amore mantiene eternamente i Miei figli!».

21.Con santa funzione Karmatha è consegnato alla coppia di principi Gabriel e Pura, portatori della Misericordia. Dopo grande riverente lode, tutti lasciano il Santuario, eccetto Mackarat. Essi si recano al banchetto d'amore nella Casa del Sole di Gabriel su Garapea. Mackarat riceve la consacrazione. Entra di nuovo Zuriel e, nuovamente benedetto, guida Mackarat sulla Terra. Là spunta una grande Luce tra la cristianità, una svolta liberatrice. Anche se essa non ha bisogno di capovolgere in una volta l'ultimo inferno, per il Regno è certo guadagnata un’ulteriore enorme vittoria. La missione di Mackarat sta sotto il nome terreno di  Lutero[17]

 

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Settima Parte

 

Nella casa della Misericordia

 

 

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Cap. 26

 

Presso Gabriel dimora anche la Serietà

La grande benevolenza di Dio

Separazione e unità dei sette Spiriti

1.  Karmatha si era immaginato la vita nella Casa della Misericordia più facile di quella della Serietà, della Sapienza, della Volontà e particolarmente dell'Ordine, e ora si accorge che Gabriel e Pura non richiedono da lui minori sforzi degli altri. Talvolta gli pare più difficile. I principi vedono il suo sentimento e tacciono. Solo quando Karmatha nota il santo dovere nei confronti della Casa della Creazione e a causa della difficoltà, spesso osserva furtivamente Gabriel. Il principe lo guida nella Casa della Città, nella sala santificata, e dice:

2.  “Karmatha, tu percepisci il nostro Amore, solo la nostra serietà ti è incomprensibile. Quanto è importante la parte della Serietà nella Misericordia, lo riconoscerai. Tu sai del tuo compito e la scuola foggiata su di esso. Allora puoi vedere facilmente che ogni Raggio originario si deve mostrare a te come a tutti i figli rivestiti di missioni speciali. Un grande lavoro richiede una grande maturità, lavoro che viene compensato solo con grossi pesi. Solo dei buoni portatori di pesi diventano dei buoni portatori di forze!

3.  Tu pensi che la forza per portare i pesi sia tramandata dal Creatore. Laddove pensi all’organizzazione, in cui la forza viene data per prima, dove l'opera come auto portatore deve rinforzarsi in questo, hai ragione. Però, sempre se, così ancorato nel Principio di Vita-Ur, si ottiene solo il seme della forza, la cui capacità di espansione misura tanto poco un figlio, per di più se si serve della sua indipendenza. L'afflusso della forza si rivela con il suo impiego! Quanto più ti metti in attività, tanto più aumentano le tue forze. Tu pensi che io dovrei dire: ‘la Forza del Padre’. Ebbene, questo per noi primi è del tutto naturale, e questa riconoscenza è il nostro intero patrimonio, col quale possiamo ‘esercitare l’usura’. La percentuale è la nostra parte. Perciò noi non parliamo di questo fatto, bensì agiamo.

4.  Quando qualche tempo fa volevamo preparare per te un banchetto di gioia, tu pregasti di non farlo; volevi prepararti per un serio lavoro. Dal momento che la preghiera era per il tuo meglio, assai volentieri l’esaudimmo. Ora per te, successivamente, parecchio è diventato più pesante di quanto pensavi, e in segreto domandi: ‘Dove rimane la Mansuetudine, la veste della Misericordia?’. Presso di me le cose andrebbero più rigorosamente che presso Uraniel. Succede però qualcosa d'altro che l'adempimento della tua preghiera? Ogni Caratteristica possiede le rimanenti per la giusta parte creativa tali da poter completare un’intera opera del Giorno, e ancor più che la Caratteristica di base stessa. Se presso di me agisce anche la Serietà, puoi chiamarti fortunato di penetrare in essa ancor più profondamente attraverso la Misericordia. Nella mia Casa tutti i Raggi vengono rivisti ancora una volta in santa unione; è come un esame finale.

5.  Sotto questo riguardo ora in te si fa giorno e noi vogliamo aggiungere ancora qualcosa di più profondo all’osservazione. Per la gioia del Padre tu volevi pensare solamente al tuo avanzamento. Io ti ho mostrato la gioia del prendere e del dare come stupenda meta preziosa. A questo ti sei anche saldamente attenuto, ma non provasti più nessuna vera gioia. Al contrario, sembrava che stesse scomparendo e il peso della Serietà si fece avanti. O Karmatha, ora che sei diventato più maturo, io ti posso dire di più: la gioia proveniente dalla Misericordia si può raggiungere solo nell’ultima conseguenza del compimento del lavoro, solo nella meta raggiunta! Essa, uno dei beni nobili più preziosi, non sta sulla via! Essa fa splendere la sua luce più bella solo quando la si conquistata con gioiosa fatica.

6.  Il conquistato è la corona della Misericordia, assegnata ai vincitori, e questo premio della vittoria non è un bene trovato a buon prezzo! La sua pietra preziosa più limpida, il cristallo, è la gioia nella gioia degli altri! Rallegrarsi enormemente nella meta raggiunta in maniera disinteressata di altri figli è la parte essenziale della Misericordia. Nella stessa misura questo si riferisce ad un lutto del cuore con coloro che non riconoscono la via della Verità, oppure che procedono soltanto molto faticosamente.

7.  La gioia ricevuta sta nell’amore, poiché chi dona amore raccoglierà amore. Dall'amore donante e accogliente nascerà la benevolenza che unisce donatore e destinatario. Questo apre tutte le vie per il disinteresse superiore donando senza pensare di ricevere. Chi dona così, dona doppiamente; e questo donare è la radice della Misericordia! Sulla Terra esiste poca benevolenza e, insieme, scarsa gioia santa. Ai figli terreni il servizio a Dio è una faccenda pesante. Molti lo hanno trasformato da necessità auto presentata ad ostinato rigore. Questo non è compiacente né al Padre, né serve alla Sua santa Opera. Qui manca ogni gioia del cuore e la Benevolenza di Dio! La ‘cosiddetta gioia’ al servizio del Signore, soggiace allo stesso inganno come sua severità e suo obbligo.

8.  Ora devi sperimentare la benevolenza della mia caratteristica e portarne una parte assai considerevole sulla Terra. Pura ti mostrerà qualcosa al libero panorama, e quando io chiamo, potete venire entrambi”. – Gabriel va alcune volte di qua e di là, anche alla grande sala principale, e tutte le volte batte udibilmente la preziosa porta di tappeti. Il cuore di Karmatha non riesce quasi a battere più forte. Finalmente è ora.

9.  Nella sala consacrata è preparata una piccola tavola, al cui posto, in testa, siede il Padre, alla destra Gabriel, alla sinistra sta seduta Pura, e di fronte al Padre c’è un posto libero. Sì, ma, non serve questa sala solo per il serio raccoglimento? Per raccogliere forze dall’unione con il Padre-Creatore? Per la preghiera al santo Sacerdote? Per il pieno abbandono a Dio? Ancor mai Karmatha ha visto un banchetto nelle sale consacrate. Titubante, segue l’affettuoso invito del Padre; il banchetto non può essere preparato a causa sua. Ma perché avviene, per lui è un mistero. Pura porge le coppe d'oro dapprima al Padre, poi a Gabriel e a Karmatha; essa stessa prende per ultima delle squisitezze.

10.Dopo il banchetto il Padre si rivolge a Karmatha e dice: « Figlio Mio Karmatha, non sei tu solo a stupirti; perfino il Mio grande Gabriel, annunciatore di ogni buona novella, lo è stato un po’ quando udì la Mia parola nel cuore. Tu hai ben ragione, visto che Io stesso ho consacrato le camere interiori per il raccoglimento. Ma di una cosa te ne sei accorto: il fatto che Io non ho parlato durante il pasto e i Miei principi hanno taciuto. Tu hai voluto agire per la Mia gioia. Non deve risvegliare l'eco, questo, venendoti incontro anche con benevolenza?! Tu pensi che Io sia in ogni tempo la prima Parte donante. La conoscenza sta nella tua umiltà infantile a Me compiacente; tuttavia manca ancora una parte della Luce che la possa trasformare perfino in gioia superiore. Gabriel ti ha già dato di questo un buon Raggio.

11.Io sono il Donatore, quale Primo e quale Ultimo! Tutto il reciproco dare e prendere sta collocato in mezzo. – Ecco, prendi un anello e portalo alla tua mano destra; esso rappresenta il Patto della Mia benevolenza con te». Il Padre porge su una coppa d'argento un anello d’oro che porta il segno della croce.

12.«Karmatha, cerca un inizio nell'anello. Se non vi si trovasse la croce, tu non sapresti mai dove esso inizia e dove finisce. Questo ha due significati: il tronco diritto della croce sono Io stesso; ed il tronco di traverso è la Mia Opera filiale che ho unito con Me. Il piccolo legno trasversale viene sempre fissato al grande legno verticale, non viceversa. In questo santo Segno si riconosce l'inizio e la fine di tutte le cose, nello stesso tempo anche la Mia infinità, il Mio Alfa e l’Omega!! Ma dalla croce e ancora fino alla croce si trova un sentiero piano per ogni figlio che percorre questa via liberamente. In tal modo non è sempre evidente quando Io e il figlio sono donante o ricevente. Ora sei stato tu il donante, e così seguì il Mio eco con perfetto diritto. Tuttavia, per scorgere in esso un nuovo gradino sul quale tu diventi nuovamente il ricevente, va un po’ oltre la tua conoscenza. Tu vedi che non ti riuscirà facilmente una separazione tra dare e prendere. E questo lo fa la Mia grande benevolenza a tutti i figli Miei!!

13.La stessa cosa si riferisce a tutte le sette Caratteristiche. Ognuna ha il suo cerchio di potere ed azione, il suo campo del raggio è confermato da un principe. La sua separazione è già data attraverso ‘i portatori’ e la formazione della Creazione. Ora però tu hai trovato tutto nella Casa della Misericordia, soprattutto la Serietà, così che non sai bene come ogni Caratteristica da sola è costituita nella sua Essenza. Nessuna Caratteristica è da separare dall'altra, perché nell’unita emanazione di Luce la Mia Essenza si rivela alla Creazione. Se Io sono Uno in Me stesso, come potrebbe agire separata, l’una o l'altra parte per sé? Io Mi rivelo in maniera molteplice e non esiste alcuna separazione essenziale o caratteristica! Se voi Mi vedete in una qualunque forma, il resto dell'Essenza-Ur è solo celato. Ma perfino le parti essenziali celate agiscono insieme pienamente nell'unità della Mia Rivelazione, non visibile soltanto per la salvezza dei figli Miei.

14.Tu hai appena riconosciuto l'unità dei Raggi fondamentali della Vita, per non parlare della loro separazione secondo la Creazione. Tu hai pensato che la differenza delle Case dei principi dovrebbe dedursi da questo. Ebbene, la separazione c'era, ma non nelle Caratteristiche, ma soltanto in ogni conduzione. I figli terreni formano volentieri delle differenze, per poi lamentarsi amaramente presso di Me, oppure di passar sopra altezzosi oltre i poveretti. La differenza del sostanziale essi non la riconoscono. Il grande effetto dello scambio, condizionato da entrambe le Leggi fondamentali, si equilibra anche in questo. Infatti, l'unità richiede la separazione dei tratti dell'essere, come la separazione sostanziale conduce all'unità donante la vita. Una rappresentazione separata non è mai la Mia personale faccenda-Ur, bensì la Mia creatività per l'Opera!

15.Guarda il sostanziale dell'Ordine e della Volontà. Ogni Raggio ha la propria funzione. Ma se fossero separati nell’emanazione della loro interiorità, l’Opera cosmica, come anche quella filiale, dovrebbe presto crollare in sé. Lo stesso vale per l’unione di tutte le Caratteristiche. Anche un solo Raggio fondamentale separato dalla Stella settupla, porterebbe ad ogni Opera la rovina! Il Mio santo Io-Ur, dimorante nell’inaccessibile Luce fiammeggiante, possiede i sette elementi, come li possiede ogni figlio. Se ti mancasse un solo elemento principale, Karmatha, potresti vivere solo miseramente senza possibilità di perfezione. Ma poiché Io sono eternamente perfetto, non è da escludere nemmeno uno dei Miei elementi dell'Essenza fondamentale, altrimenti il Mio Io dovrebbe raggrinzirsi e, con ciò, tutta l'Opera.

16.La Sapienza ti concede uno sguardo nelle profondità della Creazione. Se con tutto ciò non agisse la Serietà, ti verrebbe a mancare l'essenziale dalla visione. Allora non viene nessuna rappresentazione corporea né l’appropriazione né il contatto. Una Caratteristica condiziona l'altra; e se te ne dovesse mancare anche una soltanto, allora non diventeresti una parte vitale della Creazione benedetta.

17.Tu puoi abbreviare qualche piccolo gradino intermedio come un buon figlio della Luce per puro amore per Me, per raggiungere più velocemente ogni singola meta. Io lo benedirò con riconoscenza anche per Amore, ma con tutto ciò mancherebbe la Pazienza, che permette anche al più piccolo di svilupparsi. Senza la Pazienza, Karmatha, nessun figlio diverrebbe beato, perché senza di essa il Mio impulso creativo farebbe divenire un Cosmo con un soffio attraverso la Volontà. Infatti questo è così immenso che su ciò non esiste alcuna Rivelazione! La massima beatitudine dei figli sta nella libertà delle loro vie che essi possono percorrere lentamente o velocemente. Allora il più veloce ha solo piena vera maturità, se neanche il più piccolo gradino viene tralasciato. La Pazienza pretende l'esattezza e la realizzazione della via che si basa sull’Ordine e sulla Volontà, così come segue anche la giusta conoscenza e la ricerca più profonda attraverso la Sapienza e attraverso la Serietà. Nei tratti personali dell'Essenza le Caratteristiche si mostrano separate, ma solo nell'impiego unitario equilibrato si evidenzia per i figli una meta massimamente beata.

18.Ora tu vorresti ancora apprendere il comportamento della Misericordia. In questa il Mio Gabriel è un eccellente maestro; e poiché ti trovi proprio ora a scuola, egli te lo rivelerà così che non ti rimanga un mistero. Ora però siate benedetti e la pace sia con voi». I benedetti s'inchinano profondamente e ringraziano con un ‘alleluia’.

19.I principi rimangono ancora un po’ di tempo nella sala consacrata e così abbondantemente benedetta. Dopo conducono Karmatha sul Sole Centrale primordiale Garapea, in un meraviglioso tempio bianco che Uraniel costruì un giorno da una pietra. Esso è suddiviso in quattro sale della stessa grandezza magnificamente decorate. La prima sala porta la splendente parola ‘Misericordia’, mentre sulle porte delle altre tre sale sta scritto ‘Amore-Pazienza’, ‘Serietà-Sapienza’, ‘Volontà-Ordine’. Nella prima sala, sotto un raggiante arco che unisce due immense aperture, si trovano dei posti adatti alla quiete. E qui Karmatha riceve da Gabriel l’ulteriore insegnamento.

 

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Cap. 27

 

La cosa più grandiosa: la contemplazione di Dio!

Sguardo profondo nel processo creativo

La grande benedizione di un gioioso banchetto

1.  Karmatha, ti stupisci della magnificenza di questo Tempio, e in segreto domandi perché anche gli altri principi non abbiano qualcosa di simile. Per tua tranquillità sia detto che su ogni Sole Centrale primordiale si trova un tale Tempio dell'adorazione. Solo che finora non ti sono stati mostrati perché il tuo sviluppo non lo aveva reso possibile. Sappi che dal santo Ordine nel quale agisce il sublime Amore anche se coperto, solo dei figli adatti ad una particolare missione entrano qui prima di un percorso sulla Terra; tutti gli altri solo dopo, quando con il loro ritorno raggiungono la Città santa. Poiché l'amore più benedetto offerto al Padre-Ur sta nel sacrificio dell'adorazione. In verità, può avvenire perfettamente soltanto nel Centro più intimo della Luce.

2.  Tu credi che il Santuario non sia più da paragonare con questa sala. O Karmatha, dopo che hai visto questo, rivolgiti al Santuario, e ti mancheranno quasi i sensi allorquando tale magnificenza ti si mostrerà. La grande bontà paterna di Dio rivela solo quel tanto che per la beatitudine dei figli un animo può sopportare. Tu mai ti voltasti a guardare al Santuario, il Padre era il tuo unico Tutto, l’intero Punto centrale. E proprio questo ti ha riportato la predestinazione. Poiché l'esteriore, anche qui nella Luce, promuove piena benedizione solo allora, quando la santa Essenza di Dio lascia nel figlio la massima impronta. Perciò devi imparare a conoscere ancora di più l'interiore e l'esteriore.

3.  Guarda attraverso le aperture. Una ti mostrerà il Punto centrale, il santo ‘Cuore-Ur’ nel Suo operare, l'altra l'intera Vita, l'Opera del Creatore. Il Padre ha parlato dell’unità e della separazione delle sette Caratteristiche nella loro reciproca azione. Ebbene, qui si trova la stessa immagine riguardo al Creatore e alla Creazione. In questa è comunque da considerare la parte mutata dell'Opera attraverso la caduta.

4.  Il grande fondamento della libertà, usato da Sadhana arbitrariamente, è diventato per lei costrizione auto inflitta. Con questo le vie della Creazione si svilupparono diversamente, ma le condizioni dell'Opera, da ciò, rimasero intatte. – Ma come potevano rimanere determinante le sante Leggi-Ur, senza limitare il secondo fondamento, il diritto della libera volontà, e raggiungere lo stesso l'alta Meta?

5.  La tua risposta interiore si applica per quanto riguarda l’operato, cosicché l’Ordine deve essere il Raggio fondamentale della vita che lo procura, soprattutto rimane in qualsiasi momento il dominatore fondamentale, finché dei figli coscientemente liberi colmano la Creazione dell’Onnipotente. Ma su quale base il rispettivo effetto pianifica il relativo scopo, rimane differente.

6.  L'Ordine è alla base della Creazione; esso era fissato come prima Forza per Creazione e creatura. La Volontà-Ur rimane coperta a favore dei figli ma, – essa agisce! Se nel corso dell'Opera si manifestano altre Caratteristiche in modo dominanti, allora queste sono ancorate fondamentalmente. Che ogni Giorno abbia ricevuto la sua particolare meta, non ti è più sconosciuto, come nemmeno il suo immutabile adempimento. Iddio però ha subordinato spazio e tempo per una certa parte alla forza della libera volontà dei figli e ‘vide’ così possibili oscillazioni, anche cambiamenti di percorso di qualche figlio. Così nel principio non fu posto nessun rigido percorso all’Opera, nemmeno cambiamenti necessari mediante vie traverse. Ambedue non si trovavano originariamente nella Potenza della Volontà del Creatore.

7.  Se così fosse, allora perfino ogni ammissione di Dio significherebbe uno sviluppo predeterminato, nonostante la libertà creativa della volontà. Con questo il fondamento della libertà sarebbe illusorio. Solo la legittimità del creativo, l’inizio e fine, sono manifestazioni preordinate solo non inevitabili. Da questo è riconoscibile che le vie dei figli non sono state fondate conformi alla Legge sull'Ordine del Creatore. Ti è difficile trovare il giusto, già soltanto perché non vorresti privilegiare nessuno dei santi Raggi fondamentali della Vita.

8.  Questo non deve nemmeno accadere. Ogni Caratteristica può servire all'Ordine come Forza secondaria o aggiunta. Ciò nonostante nessuna sta prima o dopo, nessuna rimane senza attività! Se fosse così, allora l'Ordine dovrebbe essere per forza la Caratteristica maggiore, anzi – la sola portatrice di tutte le Opere, di cui essa è l’immutabile causa principale. Con questo si spiega nello stesso tempo il tuo pensiero su Creazione e creatura. La Creazione è tutto ciò che è divenuto, l'apparire; la creatura invece è per se stessa il figlio sostanziale capace di mutamento. In questo Giorno della Creazione un figlio ha portato a se stesso, e quindi successivamente ad una parte dello sviluppo complessivo, altri percorsi.

9.  L'Onnieterno Iddio-Ur vide in anticipo questo mutamento e nella Sua Opera divenne anche pienamente giusto con la svolta, perché la caduta non fu subordinata al percorso dell'Opera, ma solamente inserita nel suo sviluppo. In questo si rivela meravigliosamente l'unità e la separazione delle Caratteristiche. Come partecipante della Creazione, che da sante Condizioni opera il pre sviluppo, si adattano meglio nel miglior modo possibile Ordine, Volontà, Sapienza e Serietà, mentre Pazienza, Amore e Misericordia sono da considerare come un Fondamento esauriente nella libertà del figlio. I quattro Raggi determinanti sono portatori della sostanza perfezionata nella forma, mentre i tre portanti formano la grande Forza nell'Opera diveniente. Essi lasciano alle creature libero corso, senza lasciarle dalla propria mano. E questo ‘Non lasciar dalla Mano’ sta nuovamente nell’unione dei due gruppi e nella loro compensazione assai benedetta.

10.Il 6° Giorno dell'Anno-Opera-Ur è il primo nel quale alla Libertà delle creature fu offerto il più vasto spazio. E come dominante poteva agire solo un portante Raggio fondamentale della Vita, aiutando i figli in ogni riguardo. Comprendi bene, quando dico: non è stato facile per Ur fornire apertamente e chiaramente all'Ordine una sola Caratteristica, perché questa doveva diventare poi anche necessariamente la portatrice del sacrificio, come l’ha dimostrato la Via di Dio sulla Terra. Nella predestinazione data a Se stesso stette il primo motivo del Sacrificio-Ur; e in verità, nessun figlio, nemmeno io, afferrerà mai la gravità con la quale Ur ha lottato in Se stesso per la compensazione, con cui, Creatore e creatura dovevano condurre e mantenere nella più alta unità, anche oltre la via della caduta, la via del sacrificio e il suo santo ‘è Compiuto!’!

11.Tu pensi alla Misericordia, la cui Corona simbolica si chiama ‘Compiuto!’. Ebbene, essa è compartecipe come tutte le Caratteristiche; tuttavia, nella cui formazione fondamentale essa non poteva essere dominante per due motivi. In primo luogo è riservata come unica Caratteristica del Padre all'incoronazione che apparirà soltanto quando non esisterà più l'opera della caduta, e per secondo, manca ancora il suo giorno della Creazione, il settimo santo Giorno del riposo. Tu riconosci ora l'Amore come la grande Luce del Giorno, specialmente la croce, il suo Giorno e Segno simbolico che risplende sulla Via del sacrificio di Ur. Riconosci inoltre ancora, come si unisce nel corso rigorosamente ordinato il più piccolo e il più grande in una infinita armonia. Tutto questo ti fa riconoscere entrambe le Rivelazioni.

12.Nel momento giusto vedrai il Governo dal Punto centrale del Centro originario come un Cuore, nel quale l'Ordine possiede la sua attività fondamentale. Questo Cuore non dovrebbe realmente valere all'Essenza paterna? Ebbene, Karmatha, se ora il Padre stesse in prima fila, in verità, la Creazione dovrebbe essere difficilmente servibile per i figli! Tu vedi nel Cuore quattro camerette che elargiscono continuamente ed ugualmente la Vita e sono attive. Sopra la cameretta destra del Cuore del Creatore si trova la sacerdotale, ed accanto a questa la divina che si mostra nella visuale sinistra, nel cui Punto centrale risplende l'Amore come co-fondamento. Esso domina, perché poggiato sull'Ordine, l'intera Opera del Giorno. E questa, Karmatha, siamo noi, i figli del Padre, per cui la camera del Cuore del Padre giace anche sotto quella Divina, così che il santo ciclo della Vita troverà sempre la sua perfezione.

13.Ora osserva ancora l'arco che unisce le aperture. Tu non nutri più alcun dubbio che esso è la continua unificazione feconda tra ogni singolo: Creatore e Opera, Sacerdote e Spirito, Dio e anima, Padre e figlio, unità e pluralità, interiore ed esteriore, condizione e libertà! Nessuna giusta santa separazione che non portasse in sé la sublime unità! Tutto ed ognuno procede dalla grande Unità-Ur, dal Cuore di Vita della Divinità-Ur!!

14.Porta con te questa Luce sulla tua via. Quando riceverai la consacrazione del sacrificio, allora ricorda: tu sei proceduto dall’Uno, all’Uno devi tendere, diventando di nuovo parte dell’Unità. Dal Punto centrale sopra tutti i campi della Creazione, di nuovo fino al Punto centrale! Questa è perfezione!! – In questa sala ora non c’è più nulla; tu devi ancora esaminare brevemente le altre tre. Quando la Terra ti starà dietro, allora le vedrai nel modo giusto”.

*

15.Dopo questa meravigliosa permanenza nel bianco Tempio, ritornano nella Città. Karmatha riporta ancora abbondanti benedizioni. Nella sua casa, Pura si assume un’ulteriore parte essenziale per la preparazione di Karmatha. Lei dice: “Mio caro Karmatha, la nostra stanza ti ricorda subito il banchetto che il Padre nostro ci ha qui preparato. Vengono anche dei paragoni tra quel tempio della conoscenza a te apparso assai meraviglioso, e la nostra Casa a te apparsa molto semplice. Ma guardati intorno ancora una volta! Quando stavi qui eri sempre assorto oppure guardavi solo al Santuario. Hai osservato i fini ornamenti alle pareti, le tende e i pavimenti? Rispondi negativamente, e ad un tratto non sai come ti è successo. Ti senti trasferito in tutt'altro luogo. Ma tu sei qui; e la stanza non è mutata, Karmatha, ma in seguito alla tua crescita vedi più di prima. Il cambiamento in te ha provocato il banchetto del Padre, e ora sai anche il perché è stato dato a noi un ‘banchetto di gioia’.

16.Quando entrerai nel Santuario dopo il tuo percorso terreno, e precisamente per la seconda volta, scorgerai tutte le meravigliose magnificenze, la gloria della Santità di Dio! Esiste anche nell'intero Universo qualcosa d'altro che sarebbe più bello e più perfetto? – Oppure esiste un Sole, il più grande tra tutti i più grandi, che sappia irradiare la più pura luce del Sole-Ur nell'Onnisantissimo?! Ti ha colpito particolarmente la magnificenza del bianco Tempio solo perché hai ricevuto il banchetto di gioia, e là, – il Padre non c'era personalmente. Se Egli ci fosse stato, allora tu avresti visto soltanto Lui. Karmatha, – e con ciò avresti visto anche il Meglio!! Questo è il sacrificio d’amore del figlio offerto al Padre, cosa che ci fa giungere nella perfettissima unità con l’Eterno-Santo-Ur. Al primo ingresso nel Santuario dopo il ritorno tu vedevi soltanto il Padre, del tutto sprofondato adorando nella contemplazione per Lui. Questo è nello stesso tempo il raggiunto fondamento interiore, mentre con la seconda contemplazione, l'esteriore può e deve risaltare.

17.Non è un privilegio poter mangiare nella Stanza consacrata con il Padre. Noi primi abbiamo ricevuto con grandi svolte della Creazione un banchetto di Gioia perfino nel Santuario. Questo non significa che stiamo più in alto nell'Amore di Dio; piuttosto, sia la Divinità che anche l'Opera si attende da noi maggiori capacità di lavoro. Ogni figlio riceve la prima Luce secondo il suo compito proveniente dalla Luce-Ur. Fino ad un punto di svolta della Creazione, la stessa dovrebbe e deve essere conquistata ed anche elaborata come una proprietà.

18.L’originaria santa Sorgente genera ogni vita, la mantiene e la perfeziona. Tuttavia ogni fiume si disperde se non viene alimentato nuovamente dalla sua sorgente. Così anche la proprietà di Luce conquistata necessita di tempo, al tempo di nuove forze. In sé questo avviene continuamente attraverso l’unione dell'Opera tra Creatore e creatura, che aumenta non appena un figlio vive coscientemente nell’Unità. Opere speciali necessitano dell’aggiuntivo, soprattutto per la benedizione della grande schiera dei figli. Ciò ci torna utile durante un banchetto che teniamo in comune. E se anche il Padre è presente, allora i riceventi sono preparati e rafforzati per importanti attività. Se inoltre avviene nel Santuario oppure in una casa, allora questo assume un vasto significato per l'Opera intera.

19.Si tratta comunque di vedere quale via sottoposta ad una condizione è da percorrere. Come però il figlio la percorre, è una faccenda propria. Egli durante un banchetto di gioia ottiene così tanta forza, tale da fargli superare la via e il lavoro. – Tu pensi che sulla Terra non si sappia nulla di questa forza e non la si sappia nemmeno adoperarla conformemente. Non pensarlo, Karmatha!

20.Tutte le forze rimangono attive, anche quando non le si sentono! Sulla tua via la forza del banchetto di gioia si manifesterà meravigliosamente, tu la sentirai senza saperlo coscientemente, ma per la tua personale utilità ti sembrerà come se fluisca dentro soltanto in modo impercettibile, cosa che avviene comunque in aggiunta. Con il dono del Padre ci si aspetta da te un dovere particolare accettato volontariamente, allora inchinati in umiltà dinanzi a questo dono sublime.

21.Non considerarti mai più grande di un figlio che con una piccola forza del cuore può facilmente portar piena gioia al Padre, se fa il suo del tutto fedelmente. Poiché non la grandezza di un dono produce la perfezione di un lavoro, ma unicamente e solo una misura colma!! Ogni massima benedizione della gioia di Luce viene attraverso la differenza. Il reciproco dare e prendere come servizio volontario perfeziona ogni Opera!

22.Tu hai accolto in te in piena verità anche quest’insegnamento, e una bella umiltà irradia il tuo cuore. Acquisirai ancora parecchio da te; offri questo in devoto dovere d'amore al Padre come sacrificio di ringraziamento”. – Karmatha si sente altamente benedetto di raggiungere ora nella settima Casa dei principi la conclusione del suo percorso di prova. Nondimeno deve ancora pazientare, ma ora lo fa volentieri, perché la maturità del suo animo gli fa vedere lo sviluppo.

23.Nel frattempo sperimenta scene molte belle. Schiere di fanciulli prendono alloggio presso Gabriel e Pura. Arriva anche Sama, la quale nel frattempo ha completato la sua via terrena