Commento
al sesto ‘piccolo mattone’
di A.Wolf
Potenti parole vengono espresse in questo breve ma elevato testo! La profondità e la maestosità della ‘Parola’ donata tramite Anita Wolf, dilaga nella rappresentazione di Piani superiori della conoscenza del Regno e della Divinità, dove ogni singola lettera lasciata in eredità, quando proviene dal Regno e pronunciata dai veri profeti o servitori del Padre, denota dai tempi dei tempi – qui sulla nostra piccola Terra in cui si è incarnato il Salvatore – un legame sempre esistente, creato per recuperare tutte le particelle di vita generate.
Ciò che Giovanni l’apostolo/evangelista, scrisse, non erano parole umane, ma gli furono insufflate per lasciare insegnamenti su insegnamenti. Solo adesso che il tempo del Giudizio è prossimo, vengono spiegati cavillosamente, per dimostrare quanto profondo significato c’è sempre stato in esse, già 2000 anni fa. Parole che ne riflettevano contestualmente altre del Vecchio Testamento: Dio, l’increato-Dio, il sempre-esistente Dio, l’unico-Dio, è Lo stesso del Vecchio e del Nuovo Testamento! E il Figlio, il supposto derivato, è sempre Lo-stesso-Dio rivelato, la stessa Divinità donante, incarnato in un involucro al fine di essere riconosciuto dalle Sue creature per recuperare la caduta del precipitato, il Lucifero/Sadhana relegato nella materia.
Una lettura non semplice legata alle S. Scritture, ma essenziale per gli esegeti che ne volessero confrontare i dogmi e le interpretazioni degli uomini che si ergono a titolati maestri. Un altro bel mattoncino proveniente dalla Sapienza del nostro Signore, non c’è che dire!
Vai al dettato: “Fratello Giovanni” – di Anita Wolf