Commento
al decimo ‘piccolo dettato’
di A. Wolf
Una parentesi su un apostolo, tra i criticati, e tuttavia, sul quale le parole del Vangelo restano come storia, al fine di insegnare ai credenti la via attraverso cui riconoscere gli errori. Tommaso, era credente? Era ancora credente dopo la morte del Maestro?
In questo breve racconto un altro ‘piccolo mattone’ viene preparato affinché si faccia chiarezza su di un punto importante del Vangelo: com’è possibile che un apostolo, dopo tanti insegnamenti, dopo aver vissuto così tanti miracoli, guarigioni ed eventi soprannaturali, non avesse ancora quella ferma fede che avrebbe dovuto tenerlo agganciato agli altri suoi amici-apostoli? Inoltre: credere nella resurrezione, è un atto così semplice?
Chi legge il Vangelo e non è credente, può pensare che tutta la storia degli ‘Atti’ sia una montatura subordinata a obbligare il mondo a credere in un evento impossibile a verificarsi; eppure è storia!
In questo racconto viene evidenziato come le cause di un comportamento dubbio, possono essere comprese solo da chi conosce la verità degli eventi! Non è forse così che viene affrontato un procedimento nelle aule dei tribunali per l’analisi dei fatti, prima di un giudizio? Anche su questo punto del Vangelo era necessario fare chiarezza! E in breve viene presentato l’essenziale degli eventi visto dal punto di vista dell’interessato, l’apostolo che più di tutti controllava l’operato di Giuda, più giovane di lui.
C’è ancora un altro elemento che viene evidenziato tramite questo ‘dono’, che è uno degli elementi prioritari del messaggio complessivo comunicato tramite A. Wolf, ed è la presentazione di sprazzi di momenti dal ‘Regno’, da cui dipende tutta la Creazione, e da cui partono tutte le spinte che poi si realizzano in quello della materia fino a noi. C’è sempre un ‘prima spirituale’, un anticipo, prima che si manifesti realizzato nel mondo della materia. Solo con tali brevi accenni da quel ‘Regno’, ciascuno può comprendere quale infinita realtà è racchiusa dentro di noi, dove passato-presente-futuro, in questa vita apparentemente ed esclusivamente materiale, alberga una realtà spirituale eterna, senza tempo.
Il regno dello spirito è infinito, mentre qui su questa Terra viene vissuto come un acaro di tempo e di spazio, e il ‘fuori’ è la nostra realtà, dove viene messo a confronto con il ‘reale spirituale’, vera essenza della vita, da cui tutto il materiale è derivato e fissato, finché sarà utile per la salvezza di tutti i caduti.
Amici della nuova Luce
[vai al dettato]: “Il Tommaso… credente”