Commento
al quinto ‘piccolo mattone’
di A. Wolf
L’Essere primordiale, cioè la Divinità, l’Essenza della vita, l’Increato, è veramente stato un’Essenza impalpabile, evanescente, incorporea, fino alla venuta del Gesù-Figlio? Ma se è così, come potevano i profeti rappresentarLo come se Egli fosse reale come una figura umana e la voce umana, quale ‘…oracolo del Signore’?
La particolarità di questo Dettato ad A. Wolf è quello di dimostrare che Egli, il Dio dei nostri padri, di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, è sempre stato ‘con i Suoi figli’, certamente con quelli che Lo hanno amato e quindi riconosciuto! Da Adamo ed Eva a Caino, da Enoch a Noè, da Abramo a Giacobbe, da Mosè a Giosuè, da Elia a Giobbe, da Isaia a Geremia, da Ezechiele a Daniele, da Amos ad Abacuc, da Zaccaria a Malachia, il Dio del Vecchio Testamento è sempre stato come un visibile e reale Uomo. E Gesù, il supposto Figlio, non poteva essere che il Dio primordiale compenetrato nello stesso Figlio, per realizzare una redenzione progettata già al tempo della ‘caduta’ della prima figlia.
Che la Sua Essenzialità non si riuscirà mai a comprendere, essendo qualunque creatura solo una particella infinitesimale del Tutto-Dio, è anche perché la mancanza di fede e amore non ci consente neppure di accettare la Sua Parola così amorevolmente e ampiamente donata. Lui, il tutto-Amore, non è Padre solo per i figli che Lo amano, Lo è anche per quel terzo che sono ancora lontani da Lui, i caduti! Tuttavia, per la loro salvezza si è reso invisibile, mentre è rimasto visibile nella Luce per chi era o ri-diventa a sua volta, …‘luce’.
È un testo di non facile lettura e interpretazione, atto per i più cavillosi esegeti studiosi delle Sacre Scritture. Per tutti gli altri, per i più semplici che hanno accettato la ‘Nuova Parola’, il rapporto Dio-Uomo con la creatura, può essere trovato in tutti i libri comunicati agli altri mistici, non soltanto quelli ad Anita Wolf, e presentati nel nostro sito www.legamedelcielo.it.
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[ visibilità e invisibilità di Dio ]